venerdì 8 marzo 2013

REPOWER, UN PROGETTO CHE NASCE TARDI E RISCHIA DI CREARE SOLO PROBLEMI

di ALESSANDRO ROMITI

La conferenza stampa del prof. Livio De Santoli e del dott. Angelo Consoli con il contributo di Legambiente, Wwf e del Comitato Bottegone-Badia-Agliana

PISTOIA. Una contributo scientifico di sicuro pregio, quello portato dal prof. Livio De Santoli – (a destra nell’immagine, vicino a Andrea Fusari) Ordinario alla Sapienza Roma – e dal dott. Angelo Consoli, presidente del Cetri (Circolo Europeo della Terza Rivoluzione Industriale) con il contributo di Legambiente, Wwf Pistoia e Comitato di Bottegone/Badia/Agliana.
I tecnici hanno fatto rassegna delle numerose incongruenze del progetto che sono state sottolineate dal Comitato di Badia, per come avvalorate dagli esperti, richiamandosi a pregevoli citazioni di indirizzo politico: molti gli esempi di centrali a turbogas che sono sovvenzionate dal pubblico con il “capacity payment”, perché il lavoro è al minimo regime disponibile (tradotto: “paga Pantalone”).

Quello che manca – ha detto il prof. De Santoli – è la programmazione e le amministrazioni non possono più proseguire alle approvazioni di progetti anacronistici – come quello in esame – che rischiano di non raggiungere le necessarie performance di remunerazione industriale.
Alcune considerazioni puntuali:
– la centrale è a ciclo “combinato” è inutile e inappropriata: ma non ci sono né serre, né ospedali (il plesso è autonomo con la co-generazione), né vasche per itticoltura nell’area utili all’uso dei 245 MW di potenza. Repower non ha saputo individuare soluzioni appropriate al caso;
– ingiustificate le garanzie della Regione sulla Via per la minaccia ambientale portata dalle massicce emissioni di inquinanti diversi, precursori delle polveri ultrafini;
– la Regione Toscana ha deliberato una Via viziata da un emendamento strumentalmente introdotto sull’area ad “alto rischio idraulico” atto a superare il limite normativo che impediva tale plesso industriale;
– l’accordo del luglio 2010 stipulato con sindacati e amministrazioni per il recupero di livelli occupazionali è davvero improbabile nel suo mantenimento: Repower ha ben posto delle condizioni limitative alle effettive competenze professionali “acquisite” dai dipendenti.
Interessante il contributo di Massimo Donnini, membro di Confartigianato che ha richiamato due aspetti non accessori sulle criticità del progetto:
– l’esigenza di avere una produzione di energia sul territorio non è più attuale per la congiuntura della crisi dei settore del manifatturiero. Ciò porta la Repower a condurre l’avvio di un progetto sproporzionato e antieconomico per la dimensione dell’investimento (di circa 100 milioni);
– l’investimento economico ha davvero ricadute sull’indotto? L’esperienza della costruzione dell’ospedale del “campo di volo” è dimostrativa del contrario. Nel cantiere dell’ospedale (appaltato al gruppo Astaldi) non ci sono state significative contribuzioni da parte dell’imprenditoria locale. Ciò è da ricondurre alla natura multinazionale delle azienda che, come Repower – ha già “pacchetti” di collaboratori consolidati in una esperienza di lavoro, ma provenienti da altre regioni.
Qualcuno ha ben ricordato che la intrigante suggestiva e apprezzabile capacità di avere una trentina di posti di lavoro è priva di alcun significato se rapportata ai costi sociali legati alla cura delle patologie correlate a tale fonte di inquinamento (l’esperienza di Taranto dovrebbe insegnare agli amministratori) e al rischio – ben probabile – di avere introduzioni di tecnici e maestranze specializzate provenienti da altri territori.
La centrale Repower, esaminata nell’accuratezza dei rapporti di costo/benefici si dimostra una autentica minaccia per il territorio e il Comitato attende fiducioso l’esito del ricorso al Tar, sostenuto anche sulla scorta delle interessanti rivelazioni documentali assicurate da questo blog nel maggio scorso.

video

Il Prof. Livio De Santoli inizia a parlare verso il 5° minuto. Prima c’è una serie di considerazioni sulla centrale e un breve passaggio di Andrea Fusari che illustra e ricorda le situazioni delle scelte dell’area di Bottegone: tutte, dice, calate dall’alto…

Cliccare sull’immagine per ingrandirla.
[Venerdì 8 marzo 2013 | 21:43 - © Quarrata/news]

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