domenica 1 luglio 2012

COMUNITÀ MONTANA. LETTERA APERTA A CARLUCCIO CECCARELLI


Edoardo Bianchini, titolare di questo blog, nonché giornalista professionista, concede a me, scrittore occasionale, di rivolgermi direttamente a te, per il ruolo istituzionale che ricopri, per la vecchia amicizia e la vecchissima militanza politica; mi concede anche riferimenti ad eventi e persone “andate oltre”, come si dice nella comunità alpina. Lo ringrazio ed arrivo al problema.

Ti ho lasciato – perché io me ne sono andato via – nel 1991, come riferimento del Msi della Montagna Pistoiese; il seme pieno di frutti che speravo germogliasse me lo ritrovo rapa scarnificata nell’Anno Domini 2012 e resto stupito e amareggiato. Stupito dal negativo raccolto e amareggiato dal constatare che quello che vi avevamo insegnato è andato perduto in omaggio al welfare, al business, al moroteo principio che “le convergenze parallele” sono obbiettivo da perseguire e non da combattere.
Nonostante sia stato – e me ne vanto – acerrimo nemico del Msi finiano, di An poi e del Pdl in seguito, il tuo cursus honorum mi faceva intimamente sperare che, in fondo in fondo, qualcosa avresti apportato alla buona battaglia, in termini di moralità civile e politica.
Sei stato deludente. Terribilmente deludente.
Pensare che un Presidente di Comunità Montana, di estrazione missina, si potesse prestare, nonostante il risicato tempo di nomina al vertice, a vivere il “politicamente corretto” di vecchia memoria, e sostanzialmente coprire l’attività pregressa di persone che hanno nel tempo condotto questa realtà alla morte – e che morte – senza prendere le dovute distanze, mi fa credere che nella ragnatela che dalla Comunità Montana alle realtà comunali circostanti si è chiaramente estesa, sia caduto anche tu. In quali forme e modi lo andremo ad accertare, solo che si decida di continuare il percorso che il Comitato Recupero Ammanco in Comunità Montana, del quale mi vanto di fare parte, decida di proseguire la sua azione.
L’ultima furbata di una comunicazione alla stampa, prima che ai diretti interessati, cioè al Comitato, mi fa comprendere che le nostre strade si separarono allora, nel 1991, e non oggi.
Nonostante io sperassi.
Giorgio Almirante ci diceva sempre che esistono le colonne di Ercole, oltre le quali non è dato avventurarsi.
Tu lo hai fatto.
A questo punto, affari tuoi.
Felice De Matteis
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[Domenica 1° luglio 2012 - © Quarrata/news 2012]

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