venerdì 10 agosto 2012

PAGLIAI. LETTERA APERTA A MARCO VETTORI CHE HA LASCIATO “SPIRITO LIBERO”


PISTOIA. Dopo le pubbliche dichiarazioni di Marco Vettori, che ha lasciato Spirito Libero, Giampaolo Pagliai gli dedica una sua lettera aperta in cui riesamina le incompatibilità delle componenti della lista stessa, e ripercorre gli errori tecnici e politici degli amministratori di Pistoia e dei loro fidi compagni-sostenitori.
Ecco il testo:

Caro Vettori,
leggo sulla cronaca locale che tu hai dato l’addio a Pistoia Spirito Libero perché “non sono mai stati affrontati i nodi politici aperti dalla vicenda giudiziaria… che coinvolge anche un politico con funzioni di massima responsabilità della lista Spirito Libero…”.

A me sembra che molti protagonisti della vita politico-amministrativa locale si comportino da marziani. Chi si dichiara sempre sbalordito, chi nomina una commissione tecnica per capire cosa è successo negli ultimi cinque anni riguardo agli appalti (vinti all’80% sempre dalle stesse cinque imprese) facendola presiedere da quel funzionario che avrebbe dovuto capire per dovere istituzionale anche prima questa anomalia ed avrebbe dovuto intervenire conseguentemente.
Mi sembra di capire che il “politico” al quale ti riferisci sia Roberto Riccomi, ma guarda lui non è stato né consigliere comunale, né provinciale e tantomeno sindaco od assessore.
Certo, Spirito Libero è stata una bella realtà, che come tu mi dicesti, ha superato la sciagurata scissione di Livorno, ed è riuscita ad aggregare anche qualche spezzone ex-democristiano-mastelliano ed addirittura qualche pentito dell’ultim’ora del berlusconismo locale: ma il fine giustifica i mezzi come ci insegnava Niccolò Machiavelli.
Solo il pensare che quattro esponenti di primo piano del comunismo pistoiese con i baffi, sbeffeggiatori di Craxi e dei socialisti potessero unire le loro forze con coloro che si qualificano gli eredi veri del Psi, mi creò un certo imbarazzo e sconcerto.
Ma da questa vicenda per ora risulta che un “mediatore” mediava fra le imprese, i funzionari e chi altro? Nessuno sapeva? Quante cene, anche all’interno dei cantieri comunali o nell’accogliente casa (sempre aperta a tutti) di un funzionario comunale, e di che si parlava nel corso di quelle cene familiari? La vicenda ancora aperta deve far luce sulle responsabilità vere di quello che è successo a Pistoia negl’ultimi venti anni nel settore degli appalti e della gestione dello smaltimento rifiuti.
Dopo gli “intoccabili” devono venir fuori anche gli intoccati. Gli imprenditori coinvolti sono stati corruttori o concussi; cioè avrebbero pagato per corrompere o per poter lavorare?
Dove erano gli esponenti politici del maggiore partito pistoiese ed il corteo dei loro servitori (sei liste di sinistra a sostegno del Pd) in questi venti anni, ed i dirigenti ed i funzionari e coloro che sono preposti al controllo di una sana gestione della cosa pubblica? Forse erano tutti su Marte?
Per voltare pagina occorre che la verità emerga fino in fondo senza rimpiattarsi dietro l’ombrello di un capro espiatorio. Sarebbe bene che ben altri personaggi dello scenario politico pistoiese facessero un passo indietro, e questi personaggi, come ben sai, sono molto numerosi ed altolocati.
Cari saluti,
Giampaolo Pagliai
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[Venerdì 10 agosto 2012 - © Quarrata/news 2012]

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