sabato 16 marzo 2013

GIOVANNI LINDO FERRETTI: CONTADINO, MA CON I SOLDI

di LUIGI SCARDIGLI

Le nobili bugie dell’ex-compagno di ‘Lotta Continua’ oggi cristiano-antiabortista

QUARRATA. Sono in molti, scommetto, a non sapere, soprattutto tra chi affollava ieri sera la platea del teatro Nazionale a Quarrata, che Giovanni Lindo Ferretti – che ha presentato il suo Bella gente d’Appennino, accompagnato da Ezio Bonicelli al violino – , con il suo passato, ha ormai poco o nulla da spartire.
L’ho dedotto dalla fisiognomica della maggior parte degli spettatori, tutti, in un modo o in un altro, ancestralmente e nostalgicamente legati ai loro trascorsi rivoluzionari, istigati, se non a delinquere, almeno a non omologarsi, anche grazie alle cantate di Giovanni Lindo Ferretti e dei suoi CCCP.

È vero, Bella gente d’Appennino è una recita senza tempo, che non deve fare necessariamente i conti con il passato; forse con il futuro, ma questo sarà il tempo, o la storia, a deciderlo.
Però, dopo aver letto (non proprio elegante, teatralmente) le storie della sua terra, che è quella aspra ed irta di confine emiliano, Giovanni Lindo Ferretti ha voluto, prima di congedarsi dal pubblico, riassumere, un po’ troppo avaramente, forse, trent’anni del suo passato, quello coinciso con il successo legato alla stagione degli amori adolescenziali, che si sono del tutto fusi e confusi con i miraggi di Lotta Continua.
Ha riconosciuto di non saper cantare e che grazie alla sua voce ha potuto immeritatamente calpestare parecchi palcoscenici, con l’indebito patentino di attore, ma che se potesse, tornerebbe volentieri indietro per calcare le orme paterne e dei suoi avi, che sono stati dei fieri e possenti contadini.
Altra balla, grossa, che sul filo del recital può anche passare come gemma recitativa, ma che farebbe meglio a smascherare, soprattutto ora che si è convertito al cristianesimo e che strizza pericolosamente l’occhio alle crociate populiste, tra le quali spicca ed irrita, quella antiabortista.
Sul palco ci si sta stare, mi corre l’obbligo di sottolinearlo, eccome: ma come nella politica, anche l’arte ha bisogno, d’ora in avanti, di un minimo di credibilità e non si possono cavalcare onde e tigri ideali per poi razzolare altrove, in cerca di applausi, successo, soldi.
Quelli che ti consentono di non dover fare il contadino, per sopravvivere…

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[Sabato 16 marzo 2013 | 08:01 - © Quarrata/news]

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