giovedì 10 ottobre 2013

MA INSOMMA, CHI “COMUNICA” NEL COMUNE DEL SINDACO BERTINELLI?


di FELICE DE MATTEIS

Partendo da una interpellanza del Consigliere Alessandro Tomasi

PISTOIA. L’argomento che andiamo a trattare merita alcuni supporti esplicativi che possano aiutare a comprendere come le amministrazioni pubbliche – tutte le amministrazioni pubbliche – possano essere “terreno di caccia” per le varie tipologie di uomini od ominidi che di esse si nutrono e in esse pascolano.
I documenti allegati al presente post possono cominciare a dare un’idea del ragionamento che andremo a fare, volente o nolente il Sindaco/Ragazzo Bertinelli, perché si possa comprendere come, allargando il campo degli interessi e, conseguentemente, degli “appetiti”, le amministrazioni comunali siano divenute delle “congreghe di affari” dove tutto entra e da dove tutto esce.

I documenti n. 1 e 2 ci dicono chiaramente che il Comune di Pistoia, retto da sessanta e più anni dalle sinistre (dato da non dimenticare), è un labirinto di società, cooperative, aziende che, in quanto tali, tendono al profitto o, viceversa, al dichiarato e non presupposto fine di distribuire posti e prebende per ex politici e novelli trombati dalla politica in attesa di nuove opportunità, pur continuando a “correre in rosso”.
Di queste note preliminari siamo grati, come cittadini, a un consigliere comunale di “minoranza” che si distingue dalla “minoranza” perché fa la “minoranza”, cioè fa quello che per dovere è tenuto a fare.
Ciò detto, guardatevi le società partecipate dal Comune di Pistoia e comprenderete perché la città è ingovernabile. Troppi intrecci, troppi interessi, troppi soldi che girano sopra le nostre spalle, classificati come nuovo modo di amministrare, adeguamento ai tempi che corrono, fine dei piccoli campanilismi e tante altre “sbragature” verbali che ci conducono ad un solo (e forse retrogrado) ragionamento: il Comune è una S.p.A., una S.r.l. o una S.n.C.?
Propendiamo per una società a responsabilità limitata perché da decenni il rischio si esaurisce con il fallimento dei vari Sindaci e del loro esiguo capitale (morale e non solo) esaurito; in caso di ragione sociale diversa, Santa Caterina in Brana potrebbe essere piena.
Iniziamo da qui un percorso che ci auguriamo utile, per chi ci legge, al di là di ogni appartenenza, che faccia comprendere che Pistoia è un’area protetta e che il Ragazzo/Sindaco, anche volendolo, niente può davanti alla realtà delle cose e dei bisogni dei suoi grandi elettori.
Non può niente perché, se mai decidesse di cambiare le cose, in men che non si dica lo “farebbero fuori” politicamente e là, dove lavorava, adesso c’è una banca, mica cultura e libri! Si legga a tal proposito il documento 3.
Come “sgradevole abitudine” del blog continueremo presentando, a supporto, la documentazione. Come abbiamo sempre fatto e come continueremo a fare.
Divertiamoci anche, perché, tanto, chi dovrebbe controllare, per il momento, nicchia e non legge i giornali o questo blog (bugia!). Vedi la storiella Comunità Montana o Untouchables!
Scusate la premessa, un poco lunga ma necessaria.
Alla prossima, alcune domande all’ex Sindaco Bucci, che come tutti i compagni della compagnia non viene abbandonato per strada ma teneramente “accudito” perché facente parte di una Società fornitrice del Comune “società di fiducia ed abituale fornitrice dell’amministrazione comunale”, talmente abituale da avere incassato nel corso degli anni, e saremo precisissimi, ben più di duecentomila euro.
Il Sindaco/Ragazzo aveva promesso trasparenza e fine del familismo.
L’interpellanza del Consigliere Tomasi è un cazzotto in piena bocca, e, se avrete un poco di pazienza, vi spiegheremo perché Pistoia è cacca e cacca è destinata a restare.
Seguiteci!

[Questo intervento è pubblicato come espressione di libera critica ex art. 21 Cost.]

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[Giovedì 10 ottobre 2013 | 10:53 - © Quarrata/news]

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