giovedì 6 gennaio 2011

PARTECIPAZIONE BIS: IL GIORNO DELLA RIVOLTA



Il disgusto provato da Daniele Manetti nei confronti della partecipazione bis – quell’invenzione del sindaco Sergio Gori che ha visto estrarre a sorte 1.200 cittadini per discutere cosa fare di meno il prossimo anno – si concretizza ora in un comunicato molto  aspro, battagliero e critico nei confronti di una amministrazione che ogni giorno delude e acceca i propri cittadini.
Sentite cosa chiede appunto Manetti, che attacca la giunta per avere affidato nuovi incarichi onerosi alla Sociolab di Firenze per guidare – scrive – un processo che “a Quarrata si sa già fare e senza spèrperi di denaro”.
Nel frattempo anche l’Udc di Quarrata scende in campo con posizioni molto critiche e dure riportare dal blog di Andrea Balli.

***

Da Daniele Manetti
Componente della
Commissione per la partecipazione
Al Sindaco Sabrina Sergio Gori
A tutti i consiglieri comunali

Oggetto: Bilancio partecipativo e riunione del 13 Gennaio 2011.
PROPOSTA
In base a quanto proposto nella riunione con la Commissione Consiliare Istituzionale del 15/12/2010 (Presidente Dott.ssa Alessandra Migliorini ) richiedo che alla riunione del 13 Gennaio 2011 (vedi il cartellone, n.d.r.) riguardante il percorso partecipativo “Contiamo tutti”  possano partecipare con diritto di parola tutti i consiglieri comunali e/o i capigruppo del Consiglio Comunale e/o i componenti della Commissione Consiliare Istituzionale per portare il loro contributo, le loro posizioni e le loro proposte.
Nel nostro comune è ormai abitudine da parte dell’Amministrazione fare tutto in emergenza (vedi piazza Risorgimento, vedi Piuss, ecc. ecc. e vedi per ultimo il bilancio partecipativo). Cerchiamo di fermarci un momentino e di portare avanti anche le proposte e le idee dell’intera popolazione e non solo quelle del nostro Sindaco o di qualche assessore. Riproponendo e ripensando al noto proverbio “La gatta dalla furia fece i gattini ciechi” cerchiamo di stemperare questo fervore illuminato ed improvviso dei nostri amministratori. Di ciechi (cittadini disorientati e scontenti), con questo modo di fare irruento e frettoloso, la nostra giunta ne ha fatti anche troppi. Conviene, in clima di collaborazione, ascoltare tutti e gettare le basi per costruire, attraverso assemblee nelle frazioni ed in modo intelligente e duraturo anche per i prossimi anni, un vero bilancio partecipativo.
Nella riunione della Commissione per la partecipazione di lunedì 3 gennaio 2011, il sottoscritto ha ribadito con forza quanto riportato nel documento “Cittadini estratti a sorte? La partecipazione non è una lotteria” aggiungendo inoltre che è ingiusto dare soldi alla Sociolab per portare avanti un processo partecipativo. È molto meglio, con quei soldi, fare una struttura permanente all’interno del Comune in modo da mettere in contatto i cittadini con i componenti della Commissione per la partecipazione e con motivo di orgoglio aggiungo inoltre che i cittadini di Quarrata non hanno bisogno di consulenti esterni per portare avanti un processo partecipativo. Le esperienze sul nostro territorio esistono già (vedi Comitato di Olmi e Vignole) e quindi facciamo in modo, spendendo il meno possibile, di ottenere i massimi risultati (la democrazia partecipata e le pubbliche assemblee non costano niente).
Inoltre, come riportato nel documento in allegato, il Bilancio Partecipato non deve essere utilizzato solo per i tagli (l’amministrazione dice che per il prossimo anno mancheranno per i tagli del Governo 577.655,30 euro), ma anche per le proposte di spesa. Con la partecipazione, se non c’è altra soluzione, cerchiamo di togliere soldi al Piuss in modo da destinarli ad opere pubbliche più urgenti e necessarie. Per i prossimi tre anni tutto è già stato preventivato dentro il Piuss e quindi è preclusa ogni altro tipo di spesa ed i nostri assessori si affannano a dire, di fronte alle richieste e alle petizioni dei cittadini, che non ci sono soldi per acquedotto, metanodotto, argini, casse d’espansione, fogne, strade ecc.
Un saluto.
6 Gennaio 2011.

Daniele Manetti

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AIAS, IO NON LA PENSO COSÌ


Il dottor Gianluca Fantacci, in merito al post Confusione, scrive:

Visto che è argomento quasi quotidiano sul tuo blog, mi sembra opportuno spendere qualche riflessione sul caso Aias Pistoia.
Non intendo fare considerazioni sulla risposta dell’amministrazione e dei politici pistoiesi, né tanto meno entrare nel merito delle questioni legali che hanno portato al commissariamento, anche se, detto tra noi, da quel che si evince dai giornali, non vedo molte questioni di sostanza.
Più che altro intendo riferirmi alle domande che tu poni in questo post: che cosa è cambiato in quest’ultimo anno? quali servizi sono stati soppressi? sarebbe interessante sentire le due campane.
Ecco, la mia è una di quelle due campane, dal punto di vista di chi la realtà dell’Aias l’ha vissuta dall’interno.
I servizi, come tu dici non si sono interrotti. Fisioterapisti, medici e quant’altro sono sempre lì al loro posto a svolgere indefessamente il loro lavoro. Ma all’interno dell’Aias c’è anche tutta un’altra realtà, che è quella dei volontari, persone giovani e meno giovani, che contribuiscono durante la settimana a dare qualcosa in più agli assistiti, a dar loro una nuova famiglia, a volte l’unica.
La fisioterapia, la terapia occupazionale e le altre attività vanno avanti sempre, quello non cambia. Ciò che potrebbe cambiare, ma che ancora non è cambiato, grazie comunque all’impegno e alla dedizione che questi volontari mettono nella loro opera, è proprio questo aspetto di socializzazione che va oltre le ore di attività svolte nella struttura.
Questo comprende tutto, dalle serate ludiche organizzate appositamente per gli assistiti, ai soggiorni vacanza al mare, ai pellegrinaggi, resi possibili per gran parte grazie all’attività di questi volontari che si fanno carico di un lavoro immenso, che io ho potuto verificare con i miei occhi.
Credimi, Edoardo, non si può capire davvero cosa sia l’Aias di Pistoia se non ci abbiamo passato dentro almeno una giornata.
Ha ragione Annamaria Celesti quando descrive l’Aias come luogo capace di condividere il senso della vita con chi il bisogno ce l’ha. E tutto questo è stato permesso dal modello organizzativo voluto da Bardelli, da don Gargini e don Pancaldo. Sono loro che con la loro caparbietà nei primi anni ’80 hanno ottenuto un pezzo di spiaggia al mare di Ronchi nonostante fossero ospiti non graditi, poiché, diciamo così, le “diverse abilità” non interessavano a nessuno.
Dopodiché si può obiettare qualsiasi cosa, ma tutto ciò non sarà più possibile, neanche col migliore dei commissari.

Gianluca Fantacci

Caro Gianluca,
sei un giovane medico, anche molto bravo; e sai anche quanto ti stimi. Ma per le due campane io intendevo riferirmi a Bardelli – che una volta mi ha scritto e poi si è chetato per sempre – e a Bagnale, che, come commissario, pur informato che questo blog esiste, non ritiene opportuno, forse, abbassarsi a parlare con noi che, essendo poco più che qualche noce in un sacco, non facciamo rumore – almeno non quanto i due giornali di cronaca e… Tvl.
Stiamo però parlando su due lunghezze d’onda diverse. E non in rotta di collisione: ma parallele e compatibili.
So perfettamente, se non cos’è l’Aias per un giorno, cos’è un diversamente abile per un anno. L’ho avuto in classe. E guarda, Gianluca, che il buon Diego, a quell’epoca baldo giovane della terza liceo A al Forteguerri, durante i compiti di greco e di latino, veniva nella mia classe a sfogliare il dizionario al nostro amico, che credo abbia vissuto, in quella classe da cui è uscito anche un professore universitario, una bella esperienza, pur con tutte le difficoltà che ci possono essere in condizioni obiettivamente estreme.
Non mi dici niente di nuovo. Conosco tutti i personaggi e so – forse molto meglio della Celesti – cosa significhi luogo capace di condividere il senso della vita con chi il bisogno ce l’ha.
Quello che invece non mi è chiaro è l’alzata di scudi irrefrenabile, massiccia, ripetuta, costante, allertata, sonora, irriducibile, chiassosa, caparbia che è iniziata con una porta sbattuta in faccia a un commissario e che finirà a Roma, ma che, nel momento in cui ci finiva, ha scomodato Ponzio Pilato contro il tribunale di Pistoia (Bardelli ha un’idea della giustizia giusta solo se gli dà ragione, evidentemente…) o i lupi dell’ira di Pancaldo per indicare un accanimento eccessivo di chissà chi contro l’Aias.
Ci sono una asincronìa e un contrasto stridente fra quello che è stato predicato per quasi quaranta anni – un cristianesimo senza tregua, quasi fino a giungere ai limiti dell’integralismo – e il comportamento dei vertici dell’Aias e della Fondazione Santa Maria Assunta in cielo posti dinanzi alle difficoltà che il mondo non presenta solo all’Aias, ma anche a molti di noi, diseredati quanto mai sotto più punti di vista, ma mai presi in considerazione perché non integrati o non protetti da niente e da nessuno fuorché dalla loro coscienza.
Devi credermi, Gianluca: proprio ora, mentre mi sto occupando, per motivi di studio, delle prime martirizzazioni cristiane, vedere tanta resistenza al mondo, come quella organizzata da Bardelli, a fronte di tanta umile e serena accettazione degli eventi, da parte dei màrtiri, nell’attesa e nella consapevolezza che Dio non turba mai la pace dei suoi figli se non per darne loro una più certa e più grande, non mi aiuta a credere che la via scelta da questi milites dell’Aias sia la migliore in assoluto, ma soprattutto la più consona a chi la vita la dovrebbe vivere con cristiana umiltà e piena accettazione del bene e del male. L’exemplum non funziona, caro Gianluca. Dottrina e vita non collimano. Gli stoici (Seneca), da cui i cristiani così tanto hanno mutuato, erano chiarissimi: Verba rebus proba, dimostra le parole con i fatti.
E qui concludo: se tutto è come prima; se i volontari possono ancora fare quello che facevano; se il giorno in cui Bardelli avesse ragione il tribunale di Roma non potrà fare a meno di indennizzare lui e i suoi per i danni ingiustamente subìti e patiti: a quale fine, di grazia,  tutto questo boscabbaccano e questa guerresca confusione?
Ecco che cosa mi chiedo, mentre niente tolgo – tutt’altro – ai mille volontari la cui opera e i cui meriti sarebbe bestemmia negare…

Edoardo Bianchini

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mercoledì 5 gennaio 2011

CONFUSIONE


Quando si dice far confusione…
E anche Celesti, che scende in campo raccogliendo l’invito di Renzo Bardelli alla grande mobilitazione per l’Aias, la sta facendo.
A parte che non dice niente di nuovo. A parte anche che sembra voler fare solo scena, dato che si schiera dalla parte delle famiglie come se l’esperienza Aias fosse andata, come si dice a Pistoia, a gallina, mentre non è così.
C’è da chiedersi: ma è cambiato qualcosa tra oggi e un anno fa? O si sono interrotti solo i lavori della nuova Aias, mentre tutto il resto è andato avanti come sempre, assistenza ai più deboli compresa? Quanti servizi sono stati soppressi? Quanti disagi in più si sono verificati? Sarebbe interessante sentire le due campane.
Anche gli annunciati scioperi del personale non sembra che abbiano avuto luogo.
Dunque: perché continuare con il ‘teatrino degli equivoci’?
Pistoia sta rispondendo al caso Aias con le parole del titolo di un famoso film, Sussurri e grida (Bergman, 1972). Le grida sono di Bardelli e dei suoi; i sussurri delle istituzioni – Berti e Fratoni in prima linea – tiepide con Bardelli e i suoi e, ora, impegnate in una furiosa lotta civile a sostegno della Cgil minacciata dai proiettili spediti per posta da uno che, più che brigatista, sembrerebbe fuori delle righe.
Dica pure, Celesti, quello che vuole. Ma cerchi di farlo, più che ad effetto,  nei limiti della realtà storica. Chieda anche i tavoli di confronto – in regione i tavoli sono un paesaggio amministrativo usuale.
Ma nessuno dimentichi l’ultima frase della lettera di Renzo Bardelli pubblicata ieri sul Tirreno: «Poi magari chiedete a Luigi Bardelli che si riposi, che “lasci” e che si goda quel che ha fatto e che tangibilmente è noto a chi ha occhi per vedere e menti per riflettere».

Lo dice anche Matteo Renzi che ogni tanto bisogna fare le pulizie di Pasqua. Da tutte le parti.

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DEMOCRATIC PARK

Da ieri sera alle 22 Andrea Balli ha, sul suo blog, una cronaca della commissione per la partecipazione di Quarrata. La potete leggere a questo indirizzo. Ma guardate anche il blog di Mario Niccolai.
Di che si tratta, in soldoni? Ieri pomeriggio l’incontro istituzionale della partecipazione, con i tre rappresentanti scelti secondo le norme e regole dello statuto approvato dal comune di Quarrata, si è trasformato in uno scontro a fuoco: e ovviamente a rimetterci la vita è stato l’eretico Manetti.
Manetti è – ormai è noto come per un capo di stato – il rappresentante del Comitato Olmi-Vignole (punta di guardia per le alluvioni e per altro) e il referente di Legambiente. Insomma Manetti è sostanzialmente uno scomodo su cui, ormai, si può – e in certo senso si deve – sparare a vista.
Ha messo in crisi più di una volta l’amministrazione teo-autocratica della peggio sindaca di Quarrata; ha chiamato i politici alle proprie responsabilità sulle ricorrenti alluvioni della piana quarratina, il 28 dicembre scorso alla Bcc di Vignole; è, come si dice, una vera e propria spina nel fianco della giunta, che non ha tempo da perdere con i rompiballe: l’etica del sindaco Sergio Gori – citiamo dalle sue stesse parole, tratte dal suo stesso blog – è, infatti, non attardarsi in corrispondenze infruttuose né in altre perdite di tempo. E le osservazioni della gente, per lei e i suoi templari, sono tutte inutili perdite di tempo, che più fruttuosamente va invece utilizzato per spendere 20 milioni di euro in opere assolutamente non funzionali ai bisogni del suo sciagurato popolo che necessita di tutto, anche di uno che gli asciughi la gocciola al naso.
Così, per non avere tra i piedi il buon Manetti, Sergio Gori ha inventato la replica, il doppione della partecipazione: ha fatto estrarre a sorte 1.200 cittadini ai quali porrà la domanda precisa «Cosa volete che il comune tagli delle spese correnti».
L’augusto primo cittadino di Quarrata prenderà due piccioni con una fava: si libererà di Manetti che – pur essendo una noce in un sacco, fa un sacco di rumore, anche se è l’unico a dire di no e quasi quasi fa perfino comodo, perché è almeno una ‘voce difforme’, garante della democraticità, pur se fasulla… – e in più si laverà le mani e la coscienza sulla riduzione delle spese del prossimo anno.
E Sergio Gori lo potrà fare perché i 1.200 scelti (più, sembra di scoprire all’ultimo tuffo, altri che si proporranno spontaneamente) saranno i veri capri a cui appiccicare l’etichetta di  colpevoli delle scelte prioritarie.
Ovviamente non saranno davvero loro a scegliere e a decidere: loro saranno solo preconfezionati dai funzionari del comune che stileranno gli elenchi di cosa è o non è tagliabile; e poi impacchettati dai facilitatori (magari ancora una volta della Sociolab di Firenze), che li faranno finire sui banchi della Coop-Comune come merce d’acquisto – a uso i petti di pollo o i dentici surgelati.
I facilitatori faciliteranno le loro (dei 1.200 + altri) non-facili scelte facilmente orientabili per facilitare la vita di Sergio Gori & C., non facile per i tagli del malvagio Gargamella-Berlusca.

Gente, un vero democratic park con tirannosauri e velociraptor che si papperanno gli yesman (gli “uomini Del Monte-Pd che dicono sempre di sì”) scelti appositamente dall’amministrazione per la solita sceneggiata napoletana alla tengo famiglia

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martedì 4 gennaio 2011

NATALE INSIEME (MA L’ANNO DOPO)



La neve aveva annullato la festa prevista per il 19 dicembre ma, con un po’ di ritardo, viene riproposta.
Il giorno Domenica 9 gennaio dalle ore 15 alle ore 18 presso i locali del Circolo ARCI “Parco Verde” di Olmi, si svolgerà l’iniziativa “Natale insieme” 2010, promossa dal Comune di Quarrata in collaborazione con la cooperativa Sociale  “Gemma” e la Cooperativa “L’Orizzonte”, rivolta agli anziani, per festeggiare insieme le festività Natalizie.
La giornata si svolgerà nel seguente modo:
  • Accoglienza e saluti  da parte del Sindaco e Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Quarrata;
  • Tombola ed altri giochi;
  • Buffet-Merenda.
È compreso il servizio di trasporto per chi ne ha necessità.
Gli anziani ed i loro familiari che intendono partecipare all’iniziativa, potranno contattare i Servizi Sociali del Comune di Quarrata , ai numeri 0573/771438-771439.

La neve è stata una vera disdetta. Ma il Sindaco e Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Quarrata (espressione che, formulata in questo modo, sembra voler dire che non sono due persone distinte, ma una sola persona come nella Trinità) non demordono.
E pur di fare la loro bella figura con la ‘terza età’, Sergio Gori/Mauro finiscono per accettare anche la calendarizzazione delle feste secondo la visione temporale degli ortodossi vecchiocalendaristi di Filì, per i quali le feste di Natale iniziano il 6 gennaio successivo.
Così la festa si sposta al 9 gennaio 2011 – e sarà contento Sua Eccellenza Silvano, Vescovo di Luni del Monastero di San Serafino di Sarov in San Felice ed Esarca d’Italia.
Galeotto di questa iniziativa sarà – quasi come dépendance del comune stesso – il Parco Verde.
Per queste cose il comune – pur se è padrone di cinema-teatri e di una villa medicea – preferisce decisamente servirsi di aree privatamente orientate.

Del resto si sa che a Quarrata non tutti sono uguali: e ce lo ha insegnato anche l’inaugurazione della Coop…

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CHI HA OCCHI PER VEDERE…


Stamattina, a sorpresa, Renzo Bardelli, ex-sindaco di Pistoia e uomo dalle molte esperienze, scende in campo sul caso Aias per dire la sua – specie all’indirizzo di Berti.
Renzo, oltre al resto anche imparentato – se non sbagliamo – con Luigi, presidente dell’Aias e direttore di Tvl, è molto chiaro: pensa che, sull’Aias, Berti sia stato un inconcludente. E giù, come vedete, una serie di appunti ben precisi e mirati.
Certo, per chi ben lo ricorda, di tutto si potrà dire fuorché che l’ex-Pci e oltre non abbia le idee chiare. E a prescindere, direbbe Totò, visti i suoi gesti clamorosi che lo portarono ad anticipare lo sfarinamento dell’impero dei grandi paesi del socialismo reale.
Ma Renzo, con il suo intervento, dice molto di più, pur se lo fa con il garbo fluido non tanto della volpe – alla quale poco somiglia fisicamente – quanto del gatto che sembra uscito dal Pinocchio di Collodi.
Renzo aggiunge, nella chiusa della sua lettera, Poi magari chiedete a Luigi Bardelli che si riposi, che “lasci” e che si goda quel che ha fatto e che tangibilmente è noto a chi ha occhi per vedere e menti per riflettere. E con ciò dà segno di un suo innegabile buonsenso.

Perché in questo mondo tutti sono utili, ma nessuno è indispensabile…

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lunedì 3 gennaio 2011

VERDE URBANO (CHE NON C’È PIÙ)


Si legge sul sito del comune di Quarrata:

Sei in: Home > Riqualificazione verde urbano
Contenuto della pagina:
Il Servizio Lavori Pubblici - Ufficio Ambiente ha messo in opera alcuni interventi di riqualificazione del verde e del decoro cittadino.
I lavori che si sono avviati riguardano:
la sostituzione dei pini ubicati nel giardino della scuola primaria dell’infanzia di Via Cino con alberi di quercia ed alcuni aceri. Tale sostituzione si è resa necessaria dagli inconvenienti che gli alberi di pino creavano a causa della loro crescita.
La riqualificazione:
della Piazza Berlinguer, dove si è smantellata la pista di boccie e si sta realizzando un’area attrezzata con tavoli e panchine;
dei lavatoi presso la Frazione di Catena, che verranno ristrutturati, verrà chiusa l’area con apposita recinzione e  creata  una zona giochi per bambini più piccoli;
del giardino Don Giuliano Mazzei, presso via San Lorenzo, dove si sono potati gli alberi, si sono riposizionate delle panchine e si è recuperata la pavimentazione.

È confortante vedere che l’amministrazione si prende cura di questi particolari – magari saltando a piè pari le situazioni più macroscopiche, tipo veri parcheggi, vere fogne, veri acquedotti, vero gasdotto e altro ancora.
Un tempo erano previsti aree verdi e parcheggi anche nel rettangolo fra via Dante Alighieri e via Cino da Pistoia. Poi invece vi sono nate – o stanno nascendo – decine di appartamenti e una scuola. Se ci sbagliamo chiediamo scusa preventivamente.
Miracoli che aiutano Quarrata a crescere secondo i piani della giunta Sergio Gori?
Ah… ci stava sfuggendo: bocce, si scrive senza la i e non come sul sito del comune. E per giunta dalla parola riqualificazione in giù la sintassi e la punteggiatura del comunicato di palazzo lascia molto a desiderare.

Il grande futuro di Quarrata, così architettonicamente superbo e colto, deve essere molto più curato anche in termini di lingua – e, come si può ben vedere, non è stata certo la riforma Gelmini a togliere pane a futuro ai giovani d’Italia di recente agitati e mossi come pedine dalle sinistre scandalizzate…

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» VIGILI O NEMICI? « PART TWO


Dopo le esternazioni concilianti, conciliative, conciliatorie – o come diavolo preferite scrivere e dire – del superqualificato comandate dei vigili di Pistoia, avevamo detto che saremmo tornati sopra al modus operandi dei supervigili della città del Micco.
Ecco un brillante esempio di indiscussa vessazione: e chi ha il coraggio di smentire, si faccia pure avanti, che potremo sempre metterci a ridere.
Per un misero minuto – ma forse sarebbe perfino interessante vedere se c’è stato un arrotondamento per eccesso e se si trattava solo di pochi secondi… –, questo povero cristiano, di cui non facciamo il nome, si è beccato una sanzione da 90,70 €.
Sotto il profilo formale il provvedimento non fa una grinza – e siamo certi che così la pensa il signor Napolitano, altrimenti sarebbe intervenuto a favore del cittadino. Ma non tutti sono dei Salomoni.
Una quindicina di anni fa, il Procuratore Generale della Repubblica di Firenze non ritenne utile rinviare a giudizio una giovane di buone speranze, che aveva combinato un pasticcio, con la motivazione che essa era così giovane da non meritare una tal decisione: in effetti la ragazza era minorenne e avrebbe compiuto i 18 anni da lì a pochi giorni. In questo caso, addirittura, pochi giorni (molto più di un minuto) bastarono a provocare una decisione di tutt’altra portata – eppure, ci insegnerebbe il dottor Napolitano, la responsabilità penale inizia non a 18 anni, ma appena compiuti i 14 (art. 97 c.p.?)…
Sotto il profilo sostanziale occorre purtroppo rilevare che la cultura della pubblica amministrazione, in questa super-moral-sciagurata Seconda Repubblica, si riconosce e s’immedesima nel più bieco e cieco fariseismo formale.
Tanto che i comuni – e in prima linea quelli dei superdemocratici alla Berti – dovrebbero cambiare le dizioni dei dipendenti dei corpi di polizia municipale e sostituire il termine di ispettore con quelli, più adatti e cònsoni al nostro immaginario collettivo da western, di sceriffo e vice-sceriffo.

Anche di Nottingham, se vogliamo mantenerci su un piano più europeistico.

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domenica 2 gennaio 2011

CON LE PENNE DEL PAVONE

La grave crisi che ha investito l’economia globale a partire dal 2008 ha contribuito al deterioramento della struttura produttiva del comune di Quarrata.
Le piccole e medie imprese del territorio, già provate da un mercato fortemente competitivo sia su scala regionale che nazionale, si sono trovate a dover subire ingenti perdite per un ridimensionamento della domanda globale.
In questo quadro il Comune di Quarrata si è attivato per superare, insieme alle imprese, i problemi del comparto. Da qui è nato il “Progetto per Quarrata”, un progetto-territorio la cui strategia si basa sul superare la crisi rilanciando l’immagine e la tradizione produttiva della città di Quarrata; sfruttando le possibilità offerte dalla nuova attenzione dei mercati alla sostenibilità ambientale e alla qualità della vita e creando un connubio fra l’attività economica e l’offerta turistica e culturale del territorio (Montalbano e Villa la Magia).
Il percorso di lavoro si è sviluppato dapprima con un “Tavolo Tecnico” a cui sono stati chiamati tutti gli enti istituzionali, economici e sociali del territorio per mettere a fuoco i problemi da risolvere e le strategie per il rilancio; dopodiché, sono state coinvolte e chiamate a partecipare alla discussione le imprese e i loro rappresentanti, che hanno portato le loro idee in una giornata di confronto, che si è svolta a fine giugno a Villa La Magia. Attraverso questo percorso, la proposta per il rilancio di Quarrata è stata arricchita da ulteriori importanti spunti e considerazioni.
La grande partecipazione delle imprese ha dimostrato la volontà degli operatori del settore di voler uscire dalla situazione attuale e mettere le basi per un largo coinvolgimento in fase di attuazione del progetto.
Il “Progetto per Quarrata” viene ora inviato alla Regione Toscana per essere inserito all’interno del “Programma Regionale di Sviluppo” che avrà sicuramente come priorità il rilancio delle attività produttive, non solo del territorio di Quarrata ma dell’intera regione, dal momento che la ripresa economica è ancora disomogenea.
Questo è un successo per la nostra comunità che ha trovato al proprio interno la forza per reagire alla crisi. Da qui ripartiremo come territorio per essere competitivi ed attrezzati verso le sfide di una società che cambia e chiede più formazione, innovazione, coraggio e lungimiranza.
Si tratta comunque di una tappa intermedia di un percorso di condivisione che enti, aziende, associazioni di categoria, sindacati stanno portando avanti insieme e che proseguirà anche nei prossimi mesi. Il primo appuntamento di questo cammino comune è stato l’incoming sul contract organizzato a fine novembre a Villa La Magia e rivolto a operatori stranieri, in particolare cinesi e nordafricani, a cui hanno partecipato circa 30 aziende toscane, che operano nel settore dell’arredamento e degli allestimenti di interni ed esterni.

Il nostro commento è assai meno trionfale e molto più cinico.
A distanza di quasi un anno dal lancio dei manifestini per le vie della città – manifestini, come ricorderete, contro il sindaco, accusato di non fare niente per aiutare la crisi del mobile – e dopo le minacce (del tutto inutili e sciocche) del comandante dei vigili, finalmente il sindaco si degnò di parlare con i mobilieri dissidenti.
E fece l’unica cosa sapeva e poteva fare: rimandare il tutto a un tavolo tecnico che – èccolo qua – ha finito la sua fase iniziale in questi giorni e ora invierà i frutti delle sue mirabolanti pensate alla Regione perché passi, prima che si inizi a entrare nella fase operativa, almeno un altro semestre. Ma sarà una fase operativa toscana e non quarratina: il che limiterà, per forza, lefficacia delliniziativa e i suoi effetti locali.
Nel frattempo il sindaco si gloria di aver visto la fase mediana dei successi (?) concretarsi nell’incoming sul contract organizzato a fine novembre alla Màgia: una iniziativa che però proveniva – se non abbiamo capito male – da tutt’altra parte rispetto alla great idea del tavolo tecnico.
E ancora cecamente attaccato all’idea che Quarrata possa sviluppare interesse e turismo – che il sindaco lega irrazionalmente alla produzione del mobile –, il primo cittadino di Quarrata ora si fa bello delle penne del pavone e si arrampica sugli specchi per accreditare una sua infallibile e profetica visione del futuro.

Che per Quarrata non c’è e non ci sarà, se non se lo creeranno, da sé, i mobilieri stessi. Che per Quarrata, con 20 milioni di euro di debiti in Piuss, non c’è e non ci sarà: e solo per colpa del sindaco stesso e della sua giunta.

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SOLO PER UNO O ANCHE PER TUTTI?


Pistoia, 7 settembre 2010 – Un banner per la vita di Sakineh Mohamma Ashtiani sarà esposto da oggi sulla facciata di Palazzo di Giano come gesto di solidarietà alla donna iraniana che rischia la lapidazione. Il banner recita «Pistoia per la vita di Sakineh». La decisione si unisce all’appello rivolto dal Comune alla popolazione a partecipare alle iniziative per le celebrazioni della Liberazione della città dal nazifascismo.

Stiamo citando dalla Nazione sul web. E a tal proposito un nostro lettore scrive:

Volevo segnalarvi se potevate occuparvi dello striscione che è appeso sul palazzo comunale di Pistoia. Sì, quello che riguarda Sakineh.
Vorrei chiedere al sindaco Berti per quale motivo si preoccupi tanto solo di questa donna, mentre non spende una parola per tutti i massacri quasi quotidiani che ogni giorno avvengono in tutto il mondo. Anche lui è asservito all’islamically corret?
Vi ringrazio se potete fare qualcosa.
Mail firmata

L’unica cosa concreta che possiamo fare, caro lettore, è girare la posta al sindaco Berti.
Il quale, però, dati i suoi serissimi impegni a raffica, non sappiamo se avrà ‘voglia e tempo democratici’ sufficienti a dare una risposta al nostro piccolo e trascurabile (in nome della difesa delle minoranze) bolg.

Ma noi lo speriamo…

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CROCIATI, ALL’ARMI!


I politici di Pistoia non possono certo lamentarsi: fin da stamattina hanno pane per i loro denti e per fare vedere quanto amino questa loro città.
Lo possono fare anche i due vertici: Berti e Fratoni. Si affianca anche il segretario comunale del Pd, Paolo Bruni.
Le dichiarazioni di Berti e Fratoni sembrano fatte a ciclostile o con lo stampìno. Se confrontate si vede che sono identicamente omogeneizzate.
I due si lamentano di aver fatto così tanto – con l’idea loro cara di un tavolo, scoperta del postmoderno postcomunista – e di aver ottenuto così poco come risultati. Insomma, a Roma quelli che l’Aias sono davvero dei malvagi che non ascoltano niente e nessuno.
E ce n’è anche per Bagnale, il commissario, accusato di aver sollecitato la mediazione di comune e provincia proprio nel momento in cui, dal presidente nazionale Lo Trovato partivano i razzi dell’ultimo dell’anno – o se vogliamo i fulmini divini di Giove… Capitolino.
Il Pd Bruni scende nell’arengo con una motivazione a dir poco sorprendente, ma chiaro indice di come ragioni – alla fine – questa città chiusa in un guscio di noce, ma più duro del carapace di qualsiasi tartaruga ninja.
È il caso di riportare certe sue dichiarazioni ufficiali. Ascoltàtelo bene:

Preoccupazione crescente genera la vicenda dell’Aias. Una vicenda questa sulla quale se c’erano elementi da chiarire e decisioni da modificare era giusto che chi di dovere intervenisse… ma andare giù con l’accetta come è stato fatto e procedere alla espulsione di coloro che l’Aias a Pistoia l’hanno costituita e mandata avanti per decenni e, per di più, farlo incuranti, anche qui, di quanto sostenuto dalle rappresentanze politiche, istituzionali, sindacali e associative della città… mi pare un ulteriore segno di arroganza da parte del potere e decadimento delle normali e civili norme di convivenza e rispetto.

A questo punto il nostro stupore non ha modo di contenersi: perché ragionare in questi termini è ragionare da pistoiesi, con una mente e un cervello che hanno tutta l’occlusione caratterizzante e tipica di questa piccola città di provincia, autoreferenziale e avulsa dal resto della terra e da quella globalizzazione alla quale anche i postcomunisti hanno posto sì tanta mano e dato contributi di gran peso e spinta.
Seguendo i suoi parametri logici – ma Bruni non se ne rende affatto conto – quanto afferma equivarrebbe a dire che Calisto Tanzi sarebbe dovuto rimanere al suo posto e, anzi, avrebbe dovuto ricevere una bella medaglia al valore: solo perché lui e solo lui aveva guidato la Parmalat e la aveva resa grande, importante e onnipotente nel mondo della finanza. Evviva la lucidità di analisi!

Su un altro versante, invece, ci preoccupa – e con noi anche molti normali che non riconoscono la santità di chi è sempre stato comunque in sella: sia esso politico come Berti, Fratoni e Bruni, che sindacalista, che volontario alla Bardelli – il comportamento del presidente espulso:

Il 2011 per l’Aias comincia con una nuova sfida, quella del tesseramento, già annunciata da Luigi Bardelli subito dopo la comunicazione, giovedì scorso, da parte dell’Aias Nazionale, dell’espulsione di tutto il consiglio, e ribadita dal direttore di Tvl nel corso dell’ultimo telegiornale del 2010, seguito da un incisivo commento di don Diego Pancaldo. L’appuntamento giudiziario più vicino è invece quello del 12 gennaio, data fissata per l’udienza davanti al giudice delle esecuzioni, che comunicherà le modalità con cui si dovrà svolgere l’assemblea.

È ancora La Nazione che scrive.
Ma ancor prima ha parlato Bardelli: della sua Aias dalla sua Tvl; in una confusione di ruoli (volontario/proprietario/direttore responsabile) sulla quale nessuno ha niente da dire (dai politici alla chiesa pistoiese, che anzi rincara la dose con i commenti incisivi di don Diego Pancaldo già prima adirato contro i ‘lupi’ della terra) solo perché Luigi Bardelli non si chiama Silvio Berlusconi e, per questo, non cade in nessun anatema per incompatibilità di sorta…
Così finisce per avere ragione Paolo Bruni quando ci parla del decadimento delle normali e civili norme di convivenza e rispetto.

Perché Pistoia, in tutto questo zimino, nolente o volente, sembra essere proprio a questo livello.

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SONO POVERO: DUNQUE INQUINO


Ho promesso a mio figlio che prima del rientro a scuola l’avrei portato a Roma.
In treno, perché è sicuro: non inquina e si sta insieme alla gente.
Sono andato alla stazione e mi sono fatto fare un preventivo di spesa: 47 euro e spiccioli di centesimi a persona solo andata, che moltiplicato per due, anzi per quattro (l’idea è quella di rincasare, prima del suono della campanella) si arriva a lambire la soglia dei 200 euro – tutto in seconda classe, dimenticavo.
E se invece prendessi la macchina?
Con 40 euro di benzina circa e 20 di pedaggio, sempre con estrema approssimazione, naturalmente, si va a Roma. E visto che altrettanti ce ne vorranno per ritornare a Pistoia, la spesa complessiva si aggira attorno ai 120 euro.
E se a Roma volessero venire anche mia moglie e l’altra bambina (siamo una famiglia media, lo ammetto)? In macchina, la spesa, sarebbe la solita, in treno raddoppierebbe: circa 400 euro.
La conclusione è che una famiglia media (4 persone) pistoiese, per andare a Roma e tornare a casa, solo di viaggio, in seconda classe, spende approssimativamente 400 euro (lo stesso vale per una famiglia romana intenzionata a venire da noi).
Insomma, vorrei poter dimostrare ai miei figli la bellezza di muoversi servendosi dei servizi pubblici, ma non sono abbastanza ricco per poterlo fare.
Dovrò accontentarmi di inquinare come tutti gli altri poveri come me.
Capitan Uncino

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sabato 1 gennaio 2011

VIGILI O NEMICI?



Può sembrare una battuta malevola, ma non lo è. La domanda è più che legittima e siamo convinti che il dottor Napolitano non potrà e non vorrà recalcitrare più di tanto.
Le infrazioni e i comportamenti illeciti da parte degli automobilisti pistoiesi sono di certo tanti. Ma anche molte cose non tornano dalla parte dei vigili: e un personaggio come il comandante, così ben preparato professionalmente, dovrebbe porsi in una posizione più elastica e problematica, almeno qualche volta: e interrogarsi a fondo su cosa fare quando, dalla parte del torto, del dubbio o della vessazione, ci sono proprio loro, quei vigili di cui lui fa parte e che proprio lui dirige sulle rotte della legalità.
Con la sua  laurea in giurisprudenza, un dottorato di ricerca in diritto amministrativo, la specializzazione biennale in diritto amministrativo e scienza dell’amministrazione, il perfezionamento in amministrazione e finanza degli enti locali, l’abilitazione all’esercizio della professione forense, il suo servizio nell’arma dei carabinieri, l’esperienza da segretario comunale e altro ancora, non crede, il dottor Napolitano, che quando il comune di Pistoia ha scoperto di avere diversi T-red tarocchi avrebbe dovuto, in onor di correttezza e giustizia, risalire a ritroso e riparare i torti arrecati a quanti avevano subìto multe e angherìe da macchine non in regola con le norme di legge? E la stessa domanda vale anche per l’assessore Pallini.
Ma certo – diciamolo pure – è più facile insegnare morale da una cattedra cattedra, che viverla, giorno dopo giorno, con tutte le scomodità, le irritazioni e le croci che essa comporta.
E forse è anche per questo che la gente, esasperata, s’incanala per vie sbagliate: perché non si fida di quella friendly administration (di cui spesso parlano certi ‘pubblicisti rossi’) che non fa mai niente per riparare i propri torti conclamati e perversi.
Ma su questo torneremo magari un’altra volta…

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COME FREGARE LA ‘PARTECIPAZIONE’ E VIVERE FELICI


L’estrazione a sorte dei 1.200 cittadini che dovranno decidere priorità e tagli nel comune di Quarrata, oltre che apparire per quello che è, cioè un sistema per fregare la popolazione, ha fatto incazzare (non facciamo i puritani: lo dice anche Santoro il Santo in annozero) Daniele Manetti, il rappresentante popolare più attivo in seno alla commissione istituzionale quarratina, costata oltre 19mila euro finiti in tasca alla Sociolab di Firenze.
Ecco cosa dice Manetti, di colpo, all’inizio di questo 2011, che già si preannuncia come un anno di grandi invenzioni a effetto del sindaco e dei suoi nanetti di giunta…

Partecipazione. Cittadini estratti a sorte

Da Daniele Manetti
Componente della
Commissione per la Partecipazione
a tutti gli amici di Quarrata

Cittadini estratti a sorte? La Partecipazione non è una lotteria. Democrazia partecipata all’arrovescio, dall’alto verso il basso e non dal basso verso l’alto. In pochi all’alto decidono ed in molti al basso subiscono. E mi spiego: la Commissione per la partecipazione già da tempo aveva lanciato l’idea, che si è poi concretizzata nell’ultima riunione del 13/12/2010, di iniziare un percorso per un bilancio partecipativo nel nostro Comune di Quarrata.
Il Sindaco Sabrina Sergio Gori e l’Assessore al Bilancio Antonella Giovannetti hanno deciso senza nessun confronto e/o chiarimento con la commissione per la partecipazione di sorteggiare 1.200 cittadini di Quarrata e di iniziare un percorso per un bilancio partecipativo nell’anno 2011, invitandoli tutti alla Magia.
La Commissione per la partecipazione è stata avvertita di tutto questo a cose già fatte con una mail il 29 Dicembre 2010. La Commissione per la partecipazione sarà convocata dal Sindaco per prendere atto delle decisioni già prese ed operative il 3 Gennaio 2011 alle ore 16,30.
Per quella data, oltre a fare tutte le osservazioni su questo modo di operare, il sottoscritto vorrebbe sapere:

  1. Chi è il responsabile e gli esecutori di tale sorteggio
  2. Che metodo è stato usato per il sorteggio (per esempio: quanti pensionati, quanti lavoratori, quanti imprenditori, ecc.)
  3. Se c’è una società esterna che dirige tutto questo nuovo percorso partecipativo
 
In Democrazia Partecipata niente deve essere demandato alla sorte, i cittadini non sono numeri da estrarre come al lotto o al superenalotto. Il percorso partecipativo non deve essere imposto dall’amministrazione, inoltre il dividere i cittadini sorteggiati in piccoli gruppi magari “aiutati” da qualche facilitatore con domande forse già preconfezionate può disorientare i partecipanti e fargli prendere delle decisioni sbagliate su priorità ed interventi da fare nel prossimo futuro; le vere problematiche del territorio le conoscono soltanto i cittadini residenti nelle zone disastrate e prive di servizi essenziali: se vengono esclusi dal sorteggio, nessuno porterà avanti le loro istanze. Il perno principale della partecipazione sono le assemblee in tutte le frazioni, le uniche che non possono essere manipolate e dove tutti i cittadini possono esprimere liberamente le loro idee.
Nelle assemblee vengono fatte le proposte e stabilite le priorità sia per gli interventi pubblici locali, sia per interventi di carattere generale riguardanti l’intero Comune. L’Amministrazione Comunale, dopo tali assemblee, s’impegna a rispettare rigorosamente le scelte fatte dai cittadini. La Democrazia partecipata, eseguita rispettando queste regole, non costa assolutamente niente alle casse comunali e ricrea fiducia nei cittadini. (Il Comune di Grottammare insegna).

Purtroppo la nostra amministrazione le sue scelte le ha già fatte con il PIUSS, impegnandoci molti denari propri oltre a quelli regionali; contemporaneamente, data la crisi e per scelte politiche nazionali, il governo centrale ha tagliato ulteriori risorse ed il nostro Comune arranca e si rivolge ai cittadini dicendo che non ci sono soldi per le opere pubbliche da fare nelle frazioni e a livello generale.
Se non riusciamo, con la partecipazione, a togliere dei soldi dal PIUSS e destinarli ad altre opere pubbliche di maggiore priorità e che riguardano la salute e la sicurezza di molti cittadini, il bilancio partecipativo servirà solamente, come scritto nella lettera inviata ai 1.200 cittadini, a dare una mano all’amministrazione a ridimensionare servizi e a rimandare a tempi lontanissimi opere pubbliche essenziali (acquedotto, metanodotto, argini, casse d’espansione, fogne, rifacimento strade, ecc. ecc.).
Gli elenchi di queste opere pubbliche essenziali sono già stati presentati innumerevoli volte con petizioni, calendari (Legambiente) e tramite le prime richieste dei percorsi partecipativi.
Per un motivo o per un altro, durante le riunioni della Commissione per la partecipazione, tutte le richieste sopraelencate sono state accantonate, sia per l’articolo 4 comma 4 del nostro regolamento sulla partecipazione che impone la percentuale del 10% , circa 2.500 firme, per portare avanti un percorso partecipativo (e quindi va modificato immediatamente); sia perché, ad oggi, non esiste all’interno del Comune un sistema organizzato per interfacciarsi e dialogare con i cittadini per raccogliere i loro problemi e per invitarli e convincerli a partecipare alle assemblee.
La Democrazia partecipativa è nata, tramite il contatto con i cittadini, per cambiare continuamente ed in meglio le regole del gioco politico; niente quando si parla di partecipazione deve essere fisso ed immutabile.
Ad oggi gli unici processi partecipativi che vanno avanti sono quelli proposti dal Sindaco e dai suoi assessori, vedi il percorso partecipativo, seppur lodevole, contro le barriere architettoniche, proposto dal nostro Sindaco e dall’Assessore Nannini, vedi il sorteggio dei cittadini per il bilancio partecipato, mentre tutte le altre richieste formulate e firmate da comunissimi cittadini rimangono al palo.
Il sottoscritto continuerà, rimanendo fedele alle promesse fatte ai cittadini prima di entrare nella Commissione per la partecipazione e con i quali sono continuamente in contatto, oltre ad allargare continuamente la platea di nuovi arrivati, a portare avanti le richieste dei percorsi partecipativi già iniziati e quelli futuri di prossima uscita.

Daniele Manetti
1/01/2011
Componente della
Commissione per la Partecipazione
del Comune di Quarrata

Ma vi sembra che Sergio Gori possa considerarsi un sindaco davvero attento ai problemi reali di Quarrata e soprattutto equilibrato?

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UN SINDACO E UNA CITTÀ (SUA)


Il primo ‘pensierino’ del nuovo anno Sergio Gori lo ha dedicato all’intitolazione della biblioteca comunale, che si chiamerà con il nome di Giovanni Michelucci.
La notizia ce l’ha data in anteprima sul sito del comune; e Andrea Balli, con la sua precisione millimetrica, ce l’ha ribattuta sul suo blog nel post Intitolazione della Biblioteca Multimediale Comunale a Giovanni Michelucci. Il Comune persevera nella scelta “non condivisa”. Lo ha ovviamente fatto con ironia e tirando delle bacchettate sulle mani del sindaco che, anche stavolta, ha deciso tutto da solo – o al massimo con la sua onnipresente, onnidecidente e condizionante segreteria politica o, se preferiamo, politburo.
Scrive a tal proposito Balli: «Una scelta “improvvisa e popolare ” che a nostro parere – pur legittima – avrebbe potuto essere maggiormente condivisa e “partecipata” dalla popolazione. Esistono infatti in Italia diversi casi in cui i sindaci – sulla base anche di appositi regolamenti comunali per la toponomastica – hanno coinvolto nella scelta delle intitolazioni i gruppi organizzati, associazioni locali e singoli cittadini interessati ad avanzare proposte attraverso segnalazioni motivate di personaggi, eventi e fatti locali, nazionali e internazionali “con una rilevanza storica, sociale, culturale e morale”. In diversi comuni le giunte hanno redatto poi graduatorie delle proposte pervenute corredate da relazioni contenenti le più importanti notizie biografiche del personaggio o le notizie storiche dell’evento o del fatto di cui si intendeva onorare la memoria. Non si capisce quindi i motivi per cui ancora una volta il sindaco e la giunta snobbando i principi della democrazia partecipata – tanto ventilata nel corso dell’ultima campagna elettorale e “tornata di moda” in questo ultimo anno abbiano invece perseguito – come è avvenuto per l’intitolazione dello stadio comunale a “Filippo Raciti” – una scelta che non ha coinvolto al momento neppure il Consiglio Comunale, organo in cui sono rappresentati tutti i cittadini di Quarrata».

Il testo del comunicato ufficiale si trova sul sito del comune, ma, per comodità, ve lo riportiamo così com’è in rete:

Con questo gesto l’Amministrazione vuole rendere omaggio a Giovanni Michelucci, nato a Pistoia il 2 gennaio del 1891, uno dei principali architetti italiani del XX secolo, noto per aver realizzato importanti opere come la stazione ferroviaria di Santa Maria Novella a Firenze e la chiesa dell’Autostrada del Sole, la Cappella Sacrario per i caduti di Kindu a Pisa e numerose chiese a Pistoia e in tutta Italia. A Quarrata Michelucci curò la ristrutturazione della Chiesa di Colle.
Quarrata vuole ricordare Michelucci per l’impegno che da sempre profuse nel design e nella progettazione di prototipi per l’industria del mobile.
«È un architetto che ha lasciato profonde tracce in tutto il mondo. Ha rappresentato il gusto e la voglia di intraprendere nuove strade, di dialogare con la società in cui era immerso e interpretando
[e questo gerundio chi lo regge…? n.d.r.] i luoghi dove stava progettando. Ha voluto rendere viva l’architettura, perché fosse incarnazione della natura, usando la pietra dei nostri monti e dando piena dignità d’arte a luoghi bellissimi come Colle, dove ha realizzato il porticato della chiesa, che si affaccia su un paesaggio meraviglioso che diventa scenario da contemplare», commenta il Sindaco Sabina Sergio Gori.
«Dedicare la nostra biblioteca ad un così grande artista, che è stato anche designer, nobilita questo luogo di cultura, che è sempre più frequentato e che offre occasioni di conoscenza e di confronto a migliaia di persone per tutto l’anno. A 120 anni dalla nascita di Michelucci e a 150 anni dall’Unità d’Italia, si riparte dalla cultura, che è un valore fondante per la coesione di un popolo e di una comunità, che ha bisogno di pensare e riflettere per operare le scelte necessarie per un futuro migliore».
La cerimonia di intitolazione, nella quale saranno coinvolti anche i bambini che ogni sabato mattina partecipano alle letture in biblioteca, è fissata per sabato 29 gennaio. Un’altra iniziativa vedrà invece il coinvolgimento di Alessandro Benvenuti, che reciterà alcuni testi di Michelucci.


Il nostro pensiero in proposito? È inserito in rete come lettera di commento al post di Andrea Balli, ma lo riportiamo anche qui per facilitare i lettori:

Caro Andrea,
tu chiedi l’impossibile. Il sindaco non ha la cultura della partecipazione anche se perde il 90% del suo tempo a predicarla al mondo insieme alla sua legalità.
Della gente non ha né stima né cura. Segue solo i suoi pensieri sparsi e frammentari andando dietro agli architetti e alle vittime della mafia. Il resto non esiste per lei.
Tanto non esiste che, dinanzi al problema alluvioni, l’hai vista alla BCC di Vignole il 28 dicembre scorso vicino ai suoi amministrati in disgrazia?
Ma più grave è il fatto che ora si rammenti che Michelucci ha ridisegnato la chiesa di Colle, per la quale lei non ha mosso un dito quando la ‘sua’ gente di lassù ha dato vita a una rinnovata festa della Sacra Spina.
Non si fece manco vedere. Non dette nemmeno il patrocinio del comune, che non costa una palanca. Macché. Solo il povero Mazzanti, mezzo rosso dalla vergogna, pensò di fare una passata, ma non so bene se poi ci andò o no.
Per il sindaco Sergio Gori è valido l’aforisma che se fosse nata sotto Lenin sarebbe stata leninista, se sotto Stalin stalinista, se sotto Mao maoista, se sotto il duce fascista. Le sarebbe andata bene qualsiasi ideologia totalizzante perché lei è totalizzante e monàdica; anzi è una totalizzazione assoluta in sé e per sé. La democrazia? Per lei è questa: vedere se stessa e vedersi, pensare gli architetti e le vittime della mafia, chiudere gli occhi dinanzi al resto. Al resto devono provvedere gli altri: niente la tange. Ma gli altri devono provvedervi obbedendola e ossequiandola. E in questo pare avere una direzione perfetta nella sua segreteria politica, che ha tutta l’aria di essere la produttrice dei comunicati stampa che lei sparge “per lo gran mar (ma anche “mal”) dell’essere”, direbbe il Padre Dante, a mo’ di proclami apodittici e universali.
Se non se ne va alla svelta, caro Andrea, avremo una Quarrata fatta di architetti e di morti da tutte le parti. Un cimitero monumentale, senza capo né coda. Una città del silenzio, attivo e passivo. Alla faccia della cultura della vita e del paese delle cicogne.
Buon 2011, caro Andrea.

Edoardo Bianchini
31 dicembre 2010 – 20:47

E anche il 2011 inizia bene!

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2011, IN PRINCIPIO ERA IL VERBO


Inizia l’anno e tutto riparte da capo o, come dice il poeta dei Carmina Burana, Ianus annum circinat, Giano (= gennaio) dà il giro di avvio all’anno – e ciò riporta in mente come è nato questo blog.
Fate lo sforzo di cliccare su questo link Visto, si stampi! e vi troverete dinanzi a un mirabile esempio di sensibilità e di fede indiscutibile nella legalità.
Un sostenitore del sindaco Sergio Gori scriveva, in anonimo, queste parole contro chi sta scrivendo qui:

Anonimo ha detto... – È bello vedere come la stessa persona che scrive sul blog di Mario Niccolai, usando la faccia di Mario Niccolai, adotti pubblicamente uno stile educato ed una terminologia dotta (compunzione! sic!) e come invece sia un “lotro” quando scrive appropriandosi della faccia d’altri! – 11 novembre 2010 – 21:47.

Lo scriveva sul blog di Andrea Balli.
Ma ecco che questo anonimo, appartenente – è sicuro – alla squadra dei filo-Gori, dopo la nascita di questo blog non si è fatto più vivo: è scomparso, si è dissolto nel nulla. Si direbbe nella sua inconsistenza o… nella sua fede nella legalità. Ma che bravo/a!
Il blog, invece, è qua: libero, limpido, esplicito.
Pènsino dunque, il sindaco e la sua squadra, cosa significhi legalità e resistenza alla mafia.
E lo pensi anche quel mafioso anonimo che, con l’idea di prendere in giro, ha avuto – come vedete – il fatto suo.

E con tutti i crismi della vera legalità!

e.b. blogger

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