mercoledì 27 aprile 2011

SICUREZZA. LA SOLUZIONE COOP


PISTOIA. Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato-stampa inoltratoci da Daniela Simionato.


Un supermercato, a Pistoia, al fine di tutelare la sicurezza dei propri clienti ha attivato un servizio di vigilanza privata nel proprio parcheggio adiacente.
Non è che quel parcheggio fosse pericoloso o che eventi criminosi avessero avuto luogo in quegli ambiti. Però quel parcheggio era diventato territorio controllato da extracomunitari che chiedevano insistentemente il carrello per ricavarne l’euro oppure proponevano, illegalmente, le loro mercanzie di incerta provenienza.
Sicuramente i clienti si saranno lamentati e l’intervento di presidio del parcheggio ha fatto svanire ogni forma di accattonaggio o commercio abusivo.
Questo importante supermercato ha agito nell’interesse proprio e della propria clientela, tutelando l’ordine e la legalità.
Ci complimentiamo con la Coop che per prima ha avuto il coraggio di intervenire su un terreno minato come questo.
La Coop, si sa, è il braccio commerciale della sinistra istituzionale.
Speriamo che questa operazione sia di esempio anche a quei politici che non vanno al supermercato come non vanno in autobus e nemmeno prendono un treno regionale.
Solo chi i problemi li vive è in grado di porre loro un rimedio.
Daniela Simionato
Capogruppo LegNordT
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[Mercoledì 27 aprile 2011]

sabato 23 aprile 2011

CNA E LACRIME DI COCCODRILLO


di Alessandro Romiti

MONTALE. Siamo alle solite. Come ogni anno, le amministrazioni di sinistra, che guidano Quarrata e Agliana, alzano la Tia e, presso Cna, figlia di stessa mamma, si  alzano rimostranze di protesta ma non troppo: devono dare la giusta spruzzata di fumo negli occhi, senza disturbare troppo le manovre dei caporioni del Pd che organizzano la regìa nei consigli comunali.
Questo il quadro generale dei tre comuni del Cis che è però perturbato dall’indisciplinato e intemperante di Scatragli. Questi si rifiuta di strubbiare i concittadini e le aziende (anche quelle della Cna) dissociandosi dalle iniziative di Agliana e Quarrata: quella del Cis è una voragine di debiti senza fondo e non si potrà continuare a spremere i concittadini come dei limoni.
Il presidente della Cna, Aldo Piantini, ha un’azienda tessile con sede a Montale e quest’anno non appare sulle pagine della Nazione. Sarà forse perché ricorda ancora il liscio e bussa dello scorso anno sul medesimo argomento e ha finalmente smesso di piangere lacrime di coccodrillo.
Manda avanti i suoi alfieri a sostenere  la solita litania delle proteste, ma si astiene dal protestare nei consigli  comunali che emanano tali assurde disposizioni, vessatorie e ingiuste per ogni verso.
Lui, primo inter pares in Cna, gode paradossalmente dell’omessa applicazione dei rincari grazie alla nuova amministrazione  di centrodestra che diviene così un autentico miraggio nel deserto rosso della piana: il mantenimento della Tia è un avvenimento di portata incredibile viste le premesse  storiche. Ma nessuno dei cittadini o aziende ha fatto un cenno di saluto e compiacimento, neanche dal “fortino rosso” di Montale – questo è infatti probabilmente l’autentico motivo per il quale l’impianto d’incenerimento è sorto lì nel lontano 1978: il Pci sapeva che lì poteva farci costruire anche una centrale tipo Fukushima, con un diktat impositivo!
Intanto che il tandem Gori-Ciampolini apre con incredibile lungimiranza alla raccolta differenziata, Scatragli osserva che questa, senza un impianto di trattamento a freddo, non è sostenibile. Tutti sanno che però è ben disponibile il pregevole impianto a caldo, meglio noto come inceneritore: e lo sanno bene anche i due Sindaci targati Pd.
Chiedere al Cis di fare la raccolta differenziata (e lo faranno) è come chiedere a un tacchino di salvarsi gettandosi dentro al forno preparato per la cottura.
Ma da queste parti è così: la dabbenaggine è il principale ingrediente usato delle amministrazioni rosse nei confronti dei cittadini per erogare i servizi, antieconomici e dannosi, decisi da altri tavoli.
Il partito sa come fare e spengere i piccoli incendi e gli yes-man delle diverse associazioni sono lì, sempre pronti a intervenire alle prime avvisaglie di perturbazione, giusto perché non si arrivi a protestare troppo platealmente sui banchi dei consigli comunali.
Gli associati nel mentre, pagano, rassegnati e silenziosi.

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[Sabato 23 aprile 2011]

venerdì 22 aprile 2011

L’AIAS, L’ASSISTENZA E IL «BENE COMUNE»

PISTOIA. Scrive il signor Marco Gori:

Caro Giornalista Bianchini,
personalmente non apprezzo il suo modo di fare giornalismo, io sono un uomo positivo e costruttivo nelle mie cose cerco sempre di creare e mantenere, non di distruggere..., comunque le ripeto è solo un mio parere, va accettato per questo... , ma il suo giornalismo sempre attento ed interessato come lei lo definisce per il bene comune, non è sempre attento a quello che accade. Racconti, o meglio spieghi alla sua maniera l’articolo del Tirreno del 21 aprile, sulla vicenda ex Aias Pistoia, dove il Tribunale conferma la validità dell’assemblea del 26 marzo ed ammonisce con le spese processuali il commissario Bagnale. Sia equilibrato nel suo giudizio ed anche lei personalmente aiuti i ragazzi disabili della nostra città. Auguri di Buona Pasqua a Lei ed a tutta la sua famiglia.
Lei personalmente non può capire cosa vuol dire avere un ragazzo disabile nella sua famiglia e leggere articoli come scrive lei...
Marco Gori
(genitore di portatore di handicap)

Gentile signor Gori,
dalla sua lettera sembra che, in ogni post che ho scritto, io non abbia fatto altro che prendere diretta posizione contro i portatori di handicap; che mi sia scagliato contro di loro in una serie di attacchi senza senso e senza capo né coda.
Se al contrario andiamo a rivederli, non c’è un solo accenno a questo aspetto. Non uno.
Tutto quello che è stato scritto – e soprattutto documentato, se mi permette – non ha attinenza con il problema handicap e dunque rimane più che difficile, impossibile intravedere il nesso che lei cerca di stabilire tra i miei interventi e i suoi personali disagi quando scrive, appunto, Lei personalmente non può capire cosa vuol dire avere un ragazzo disabile nella sua famiglia e leggere articoli come scrive lei...
La invito a ripassare la vicenda da cima a fondo.
Con calma e serenità, lei potrebbe rendersi meglio conto del fatto che ogni considerazione, ogni appunto, ogni rilievo sono stati indirizzati solo alla persona – Luigi Egidio Bardelli – per la quale lei può legittimamente provare tutto il trasporto che vuole, sia in termini affettivi che di stima, dato che ognuno sceglie da sé i propri amici e i propri miti.
Eppure questa persona, anche in mezzo al turbinìo dei documenti, non ha reso ragione di una sola delle cose che gli sono state chieste: si è limitato a dire che i rilievi addebitatigli erano lontani; che si riferivano a fatti passati; che le pezze di appoggio e i documenti che avrebbero potuto chiarire ogni dubbio, erano ormai svaniti nella carta straccia; che lui ha fatto miracoli per tutti e che, proprio per questo, dovrebbe essere ringraziato in quanto benefattore e non chiamato al redde rationem
Eh, no, signor Gori! Troppo facile così.
Negli anni 70, quando ero segretario di categoria della Uil Enti Locali, al momento di lasciare la direzione del settore, fotocopiai i miei registri contabili e non solo: li feci autenticare all’ufficio del comune. E li ho ancora. Lo feci per cosa? Per non sentir dire, in séguito, che potevano esserci delle… irregolarità contabili.
Le sembra incredibile? Ma è così. E se vuole sono in grado di mostrarglieli.
Al contrario il suo mito-Bardelli non ha nulla, non sa nulla e non ricorda nulla. E si rifiuta perfino di rendere ragione di quote della sua Tvl a chi ha diritto di averne la liquidazione (Gualtierotti, mi pare). E ne ha cause in corso, se non sbaglio.
Chissà perché…?
Che poi il mio giornalismo e la mia maniera di farlo possano essere sgradevoli e poco accetti alla mentalità di una città consociativa e tendenzialmente omertosa qual è Pistoia, questo, signor Gori, non mi meraviglia. Chiunque gratti la rogna non è gradito a chi ha, o può avere – per qualsiasi motivo –, l’interesse o un interesse a lasciare che le cose dormano e restino così come sono: intatte.
Neppure Cristo – con il massimo rispetto parlando – era molto gradito alla gente dei suoi tempi; e non dovrei essere io a suggerirglielo, data la ‘mistica’ di Bardelli e il suo atteggiarsi a profeta dell’Antico e del Nuovo Testamento, con l’appoggio di don Diego.
Dovrà dunque scusarmi e dovrà accettarmi per quello che sono e per come intendo interpretare il dovere di cronaca e di informazione in una città così tanto conformista da non essere in grado di avere e di voler fare cronaca e/o informazione. Una città che ha l’informazione che si merita, insomma, con le testate che vuole.
Quanto al modo di muoversi, anche del Tribunale, in questa provincia, è meglio sospendere il giudizio.
Non sarà – e se ne renderà forse conto anche lei in séguito – né la prima né l’ultima volta che potrà accadere che vengano fuori, alla fine, pasticci di eccesso di potere e di incompetenza. Ma non sta a me, qui, dire né come né in che termini.
Quando Luigi Egidio Bardelli e don Pancaldo avranno chiarito – e una volta per tutte – i rapporti che sono intercorsi e intercorrono tra le mirabili scatole cinesi di questa storia (Aias-SantaMaria Assunta in cielo-Tvl) e il pubblico denaro, allora e solo allora potremo stare tranquilli e smettere di poter anche solo pensare che una parte di quei soldi di tutti, che sono finiti nell’Aias per la cura dei disabili, non si siano invece persi, non si sa bene come, in imprese private e in digitali terrestri che niente hanno a che vedere, mi scusi, con la sanità e l’assistenza pubblica. O il bene comune.
E se non è interesse comune e bene collettivo tutto questo, signor Gori, cosa sarebbero mai il bene collettivo e l’interesse comune?
Mentre, dunque, medito e cerco di impegnarmi ad essere equilibrato nel giudizio, perché lei non prova a convincere Luigi Egidio a rendere la sua gestione Aias passata – e se mai, ovviamente, futura – trasparente come il cristallo?
La ringrazio per la sua attenzione.
e.b. blogger
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[Venerdì 22 aprile 2011]

giovedì 21 aprile 2011

COME PISTOIA FA MARCHETTE ALLE UNIVERSITÀ STRANIERE


PISTOIA. Offerte e superofferte culturali da enti, fondazioni, associazioni, banche e altro ancora per tutte le scuole.
E giri di studenti che entrano ed escono, in orario di scuola, da sale e convegni.
E tutto questo a che serve, si chiede Antonio Nardi con questo suo intervento…?
* * *
Perché solo Ipazia e non anche
Maria Gaetana Agnesi?

Carissimo Bianchini,


le scrivo perché, a mio avviso, la scuola pistoiese viene eccessivamente distratta da manifestazioni esterne alle quali è chiamata a fornire studenti, ossia, detto brutalmente, un pubblico che altrimenti la manifestazione stessa in genere non avrebbe.
Vedo sulla stampa conferenze dedicate alle donne nella scienza, ai concetti di tempo e di spazio, ai pensamenti dello scrittore Vichi.
Poniamo che gli studenti ne escano sapendo che Ipazia, scienziata alessandrina, alla quale, in assenza di fonti circostanziate, hanno attribuito praticamente tutto, anche la kepleriana teoria delle orbite ellittiche, fu una vittima del fanatismo dei cristiani; poniamo che ne escano con la sensazione più o meno vaga che delle nostre idee quotidiane sul tempo e sullo spazio è bene non fidarsi troppo; poniamo, infine, che lo scrittore Vichi li illumini sui percorsi della creatività.
E allora? Io penso che se fossero rimasti a scuola a svolgere con umiltà e costanza le materie curriculari si sarebbero preparati meglio a capire un domani, costruendo su quelle basi, la pur errata ma geometricamente complessa e vasta astronomia tolemaica, che Ipazia riprese e annotò nel suo Canone; la stessa teoria della relatività ed i suoi paradossi sul tempo e lo spazio, che uno non può dire di aver compreso veramente senza conoscere un po’ di matematica più complicata.
E poi con tutto questo straparlare delle difficoltà che la donna ha incontrato nel farsi avanti negli studi, ci si dimentica di donne di prim’ordine come la matematica milanese Maria Gaetana Agnesi che nel XVIII secolo scrisse e pubblicò, ad uso della gioventù italiana, non solo milanese e lombarda o padana, un trattato di calcolo differenziale e integrale che la rese celebre in Europa e le procurò tempestive traduzioni in francese e inglese.
Non se ne parla nelle conferenze perché non fu una donna perseguitata: poté studiare e laurearsi, poté scrivere, poté godere della stima dei colleghi italiani ed europei, poté insegnare all’ università di Bologna (ma rinunciò), poté infine dare un calcio a tutto per curare gli infermi. Negli ultimi decenni della sua vita si dedicò soltanto a riflessioni e lezioni sulle Sacre Scritture.
Gaetana Agnesi è un cardine dell’emancipazione femminile, ma, per certa cultura gauche- caviar, poiché la sua storia non si presta a speculazioni anticristiane, è affetta da un handicap, da una tara, insuperabile.
Tornando alle precettazioni, so che alcuni dirigenti ed alcuni professori ormai sbuffano per l’intemperante offerta esterna: chi mando a questa benedetta conferenza: la terza C ha il compito, in B sono indietro ed è meglio che non perdano fisica, in A…
In genere questi appuntamenti sono per la mattina e rappresentano una manna per studenti abituati a considerare la scuola tempo perso, noia mortale. Credo che quei docenti e quei presidi dovrebbero dichiararsi apertamente e pretendere più rispetto per una organizzazione degli studi, che già tante curiosità può accendere di suo ma che è sempre più compromessa dalle distrazioni della cosiddetta offerta culturale.
La quale può risultare anche stralunata. Infatti, ascolti bene, caro Bianchini, giornalista e professore, Sylvie Coyaud in una recente conferenza ha invitato gli studenti presenti ad abbandonare l’Italia, perché il paese di Galileo, di Torricelli, di Volta, di Marconi, di Fermi non amerebbe la scienza.
Rob de matt!
E i presidi mandano i loro ragazzi ad ascoltare chi li invita a saltare a piè pari la loro università!
Ma a Pistoia si fanno marchette per conto degli atenei stranieri?
Suo Antonio Nardi
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[Giovedì 21 aprile 2011]

mercoledì 20 aprile 2011

AIAS. LA GUERRA DEI MONDI


PISTOIA. Sembra che in questo momento alla bacheca dell’Aias di via San Biagio siano appesi questi due comunicati, speculari e in rotta di collisione.
Non aggiungiamo commento e preferiamo che i documenti parlino da soli.
Leggeteli.

NOTA

È il caso di puntualizzare che questi due personaggi non convivono sotto lo stesso tetto: Bagnale è in casa sua, almeno per ora; mentre Bardelli lancia questi comunicati dal bunker di Tvl.
Al governo della sezione, seduto in direzione, sta tuttora il commissario, il quale è l'unico a parlare con le istituzioni a nome della sezione Aias di Pistoia, come è tuttora l'unico interlocutore di sindacati e personale.

Francesco Bagnale
per Aias commissariata



Luigi Egidio Bardelli
per nuova associazione pistoiese


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[mercoledì 20 aprile 2011 – 18:30]

SENZA PAROLE



Ercole al bivio

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[Mercoledì 20 aprile 2011]

martedì 19 aprile 2011

AIAS. QUANDO LA POLITICA NON INTENDE RAGIONE



PISTOIA. Mentre domenica scorsa il caposervizio della Nazione, Cosimo Zetti, invitava le istituzioni, con un suo corsivo, a fare quadrato intorno a Bardelli in nome della soluzione di tutti i problemi; e mentre – come abbiamo annunciato ieri poco prima del consiglio comunale sui trasporti – ci aspettavamo l’uscita di Berti, ecco che il primo cittadino di Pistoia (forse in forma più attenuata rispetto alla notizia raccolta all’ultimo istante, ma sempre sulla stessa linea) si è fatto avanti e ha esternato in forma inaspettata, ma con un identico contenuto di estrema riserva nei confronti dell’Aias nazionale e di sostegno a favore di Bardelli.
Vorremmo chiarire che noi non siamo contrari a nessuno per partito preso. E che non abbiamo interessi, se non quelli dell’informazione il più possibile corretta.
E vorremmo ribadire, anche, che la posizione sin qui assunta – chi non ci crede può andare a rivedere ogni nostro post, passo per passo – non è antibardelliana a priori, ma procede su basi di carte che cantano: anzi, sfidiamo chiunque a dimostrare inoppugnabilmente il contrario.
Siamo invece del tutto contrari – questo sì: e Berti, la stampa e la politica pistoiese devono capirlo o per amore o per forza – a qualsiasi forma di forzatura consociativistica che si basi non su presupposti di limpidezza, correttezza e trasparenza, ma sul principio, orrendo e per noi inammissibile, della necessità di lavare i panni sporchi in casa.
Il bucato, cari poteri cittadini, civili e religiosi, va fatto all’aperto.
Ed è su questo principio che non transigiamo; ed è in dipendenza di questo che, a fianco delle esternazioni di Berti, comparse stamattina sia sul Tirreno che sulla Nazione, riproponiamo a tutto il mondo pistoiese – sempre disinformato dagli informatori strutturati e ancor più dalla politica – l’accordo al quale Berti fa riferimento: un accordo che Bardelli stesso, che non ha ritirato né chiuso le cause come era nei patti, ha mandato a monte perché distratto e attratto in altre direzioni ed evidentemente da interessi diversi.
La politica pistoiese – e intendiamo tutta: a partire dalle opposizioni che non hanno mai aperto bocca durante tutta la vicenda Aias – la deve smettere di prendere in giro la gente.

E dandosi una rigorosa sterzata morale – dato che i soldi che vanno all’Aias sono pubblici e vengono dalle casse della Regione Toscana – deve finirla, d’accordo anche con i canali di informazione, di dare a bere al popolo ciò che non è in nome di soluzioni dei problemi che non possono che essere discutibili!
e.b. blogger
* * *
Dopo l’assemblea
Il sindaco Renzo Berti accusa
il vertice dell’Aias nazionale

PISTOIA. In merito alla vicenda Aias il sindaco di Pistoia, Renzo Berti, ha voluto esplicitare il suo punto di vista nel corso del consiglio comunale.
«Attraverso il confronto avevo creduto di poter agevolare una riconciliazione, soprattutto nell’interesse di quanti sono assistiti e soffrono in prima persona per la situazione che si è venuta a creare. Purtroppo questa disponibilità a dialogare da parte nostra come istituzioni non ha prodotto i risultati attesi».
Berti si dice molto deluso del fatto che sia rimasta inascoltata una richiesta che Comune e Provincia avevano reso esplicita, e cioè che si revocassero le espulsioni che avevano avuto fin dall’inizio il sapore di un’epurazione, di una normalizzazione.
«Una scelta che fin da subito ci è sembrata davvero impropria, al di là di eventuali singoli errori che possono essere stati compiuti e che non scalfiscono in nessun modo il giudizio generale sull’operato di Aias che resta assolutamente positivo. Purtroppo questo percorso non ha avuto seguito e si è anzi interrotto nel momento in cui l’Aias nazionale ha trasformato le espulsioni in sospensioni in alcuni casi e ha confermato le espulsioni in altri. Queste decisioni ci sono parse un chiaro segnale di non volere andare avanti, di rinunciare a qualsiasi proposta di conciliazione. Prendo atto del fatto che si sia deciso di intraprendere un percorso autonomo di cui vedremo gli sviluppi.
Sono molto rammaricato che si sia voluto affidare ai tribunali l’ultima parola, non perché abbia sfiducia nella giustizia naturalmente, ma perché questa scelta prevede tempi lunghi, comporta una serie di complicazioni e alimenta un clima di incertezza della quale un’associazione che offre assistenza a persone che stanno male davvero non ha bisogno».
[Fonte: Il Tirreno, martedì 19 aprile 2011]

* * *
Aias. Il sindaco e il commissariamento
Berti: «Richieste inascoltate»

«Attraverso il confronto avevo creduto di poter agevolare una riconciliazione. Purtroppo la nostra disponibilità come istituzioni non ha prodotto i risultati attesi. Sono rimasto molto deluso del fatto che sia rimasta inascoltata una richiesta che avevamo reso esplicita, e cioè che si revocassero le espulsioni che avevano avuto fin dall’inizio il sapore di un’epurazione, di una normalizzazione». È il commento del sindaco di Pistoia Renzo Berti, sul caso Aias, dopo la «scissione» dall’associazione nazionale da parte dei «bardelliani» e la maggior parte delle famiglie degli assistiti. «Purtroppo – continua Berti – questo percorso non ha avuto seguito e si è anzi interrotto nel momento in cui l’Aias nazionale ha trasformato le espulsioni in sospensioni in alcuni casi e ha confermato le espulsioni in altri».
[Fonte: La Nazione, martedì 19 aprile 2011]

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[Martedì 19 aprile 2011]

lunedì 18 aprile 2011

AIAS. IL SINDACO BERTI SOSTIENE BARDELLI?



PISTOIA. È una voce non controllata, ma che potrebbe trovare conferma tra poco più di un’ora in consiglio comunale a Pistoia.
Si sente dire che il sindaco Renzo Berti aprirà la seduta consiliare appoggiando incondizionatamente Luigi Egidio Bardelli nella sua posizione scismatico-riformista, addossando – secondo le indiscrezioni trapelate – a Lo Trovato e all’Aias Nazionale di non aver dato séguito all’accordo firmato a suo tempo tra Berti-Fratoni-Lo Trovato-Vescovo.
Peccato che – se è vero – Berti si dimentichi un particolare sostanziale della vicenda: che Bardelli, per essere salvato, avrebbe dovuto ritirare tutte le cause aperte in precedenza. Cosa che non ha fatto.
A questo occorre aggiungere un’altra considerazione che non ha rapporti diretti con l’Aias, ma che, con essa, ha almeno qualche nesso: la situazione di Tvl; e specialmente ora che sta per avvicinarsi il problema, sempre più impellente, del digitale terrestre.
Berti tenga presente anche questo, almeno a nome e per conto dei suoi elettori che pagano le tasse.
Perché, se per salvare Tvl e permetterle di fare il salto nel digitale, il costo sarà quello che sarà, occorre che il primo cittadino di Pistoia si domandi – e con grande chiarezza e onestà – da dove Bardelli potrebbe trar fuori i quattrini per finanziare questa trasformazione, data l’estrema debolezza di bilancio (stando a quel che si sente dire) della emittente pistoiese, impegnata anche in un contenzioso con alcuni azionisti che chiederebbero chiarezza sul valore di certe quote, mentre Bardelli non intende fornirne alcun dato – o almeno così sembra.
È vero – sempre a quanto si sente dire – che Bardelli ha chiesto di essere finanziato anche alla BCC di Vignole: ma le notizie di Radio Scarpa o Radio Fante danno un esito negativo in relazione alla richiesta per la digitalizzazione dell’emittente.
E allora Berti farà bene a stare attento nel prendere certe posizioni.
Non sarebbe simpatico che domani i suoi elettori si trovassero, per chissà quale via – come del resto è successo e documentato per il passato –, a dover sborsare tasse per la sanità suscettibili di finire, con percorsi tortuosi e imprecisi, in “canali digitali terrestri”.
Vigili, Berti. Non dorma come su altri aspetti che hanno riguardato questa dormiente città.

A partire da quel brutto pasticcio del Cip & Ciop.

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[Lunedì 18 aprile 2011]

domenica 17 aprile 2011

POLITICI NOSTRALI, AUTOREVOLE STRONCATURA

di Alessandro Romiti


PISTOIA E PIANA. Questa è la sintesi delle pregevoli e autorevoli dichiarazioni rilasciate da uno dei migliori imprenditori di Pistoia che, nell’intervista di domenica 10 al Tirreno ha condannato pesantemente l’intera classe politica suggerendo misure draconiane che non possono altro che compiacere e imporre la più attuale riflessione: «Tagliamo la metà dei politici»!
Giuseppe Fedi, fondatore, insieme alla signora Lorena, della società OTC, è ben conosciuto in città e anche nel resto del mondo: viste le dimensioni di copertura dei mercati esteri, si può distinguere veramente per queste caratteristiche di competenza, dovuta alla piena adeguatezza delle sue valutazioni.
Lui – che parla con l’autorevolezza guadagnata in 7 lustri di esercizio imprenditoriale – avrebbe lanciato una provocazione che, se oggetto di vera riflessione, rivelerebbe la misura necessaria e non solo sufficiente per ripulire le “cantine” della politica.
Dice Fedi: I politici non hanno saputo aiutare le realtà industriali del nostro territorio: sono arroganti e pensano solo a spartirsi le poltrone… La Toscana in generale e Pistoia in particolare sono decrepite perché hanno comandato sempre i soliti. Se non sei politicizzato prendi gli schiaffi sia da destra che da sinistra e rimani fregato.
Ed ecco l’esempio lanciato dall’esperienza diretta e cioè vissuta: A Pistoia le grandi commesse finiscono sempre nelle mani dei soliti nomi. E anche Quarrata, come si è ridotta…
Come cittadino residente nella provincia pistoiese ringrazio Fedi per le sue grida di dolore, che permetteranno ai pochi uomini liberi dal giogo della dabbenaggine, di poter dire: «Così stanno le cose, e oggi, non lo dico solo io»!
Per questo ho inteso riprendere il pezzo di domenica e, con non poca amarezza nell’animo,  postarlo su questo libero blog.

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[Domenica 17 aprile 2011]

AIAS. LA GUERRA APOCALITTICA DEI TANTI DUBBI E DEI TANTI SILENZI


PISTOIA. Un lettore, che chiede di rimanere anonimo, ci ha inviato la lettera che segue.

Caro Blogger,
ho letto con interesse la Sua cronaca degli eventi di ieri riguardanti la Sezione Aias di Pistoia. E mi vengono spontanee alcune domande.
Bardelli avrebbe scoperto l’uovo di Colombo (o di piccione, stiamo a vedere) levandosi da un momento all’altro il cappellino Aias e mettendosene un altro con scritto son Pistoiese.
Ma per una genialata di questo genere c’era bisogno di scatenare due o tre guerre mondiali, disegnare scenari ansiogeni di abbandono, miseria e disoccupazione per le famiglie degli assistiti e dei dipendenti, tempestare di diffide Scarafuggi e Zollo, evocare una sera sì e l’altra anche dagli schermi tv complotti di lupi e di mafia, scomodare Vescovi, Sindaci, Zamagni, Presidenza del Consiglio, ... e chi più ne ha più ne metta?
O non poteva, questo grande stratega, se davvero poteva (e soprattutto se davvero può), fare questa fulgida mossa fin dalla comunicazione del commissariamento, cioè quasi un anno fa?
Come lo spiega dopo che ha riconosciuto e fatto insediare il Commissario, dopo che il medesimo ha governato – senza far mancare i servizi dell’Aias un solo giorno – da settembre a questa parte? Dopo che il commissariamento ha rappresentato un dato acquisito per tutti i Giudici del Tribunale di Pistoia? Dopo che la ASL e la Cassa di Risparmio/Santa Intesa, documenti ufficiali alla mano, hanno riconosciuto il Commissario come unico legittimato a rappresentare l’Aias?
Si ribalta tutto scrivendo sul cappellino di Egidio son Pistoiese?
Se bastasse una sola parola... diceva il ritornello di una celebre canzone di Ramazzotti di qualche anno fa...
Seconda domanda stimolata dalla caffeina. Ma non erano duemila gli assistiti Aias? O non erano centinaia e centinaia le loro famiglie?
La forza dirompente del quarantennale rinnovamento bardelliano si sostiene solo su quel centinaio di persone fisicamente presenti ieri all’Auditorium?
Ah, è vero, scusate, c’erano le deleghe... Fino a due a testa. E si arriva a circa 250 persone, giusto?
Dunque, i numeri della rivoluzione sarebbero questi?
Terza domanda. Se, come pare, lo stratega legale dell’operazione Pistoiese è Giorgio Federighi, insieme ai colleghi Stefano Sala e Calogero Armato, qualcuno potrebbe anche legittimamente chiedersi il perché di una iniziativa oggettivamente così discutibile (vogliamo esser buoni) come quella di far convocare l’assemblea al Collegio dei sindaci revisori.
Il Codice Civile dice altro. E lo sanno bene anche i soci dell’Aias, che a ottobre lo avevano appunto letto, rivolgendosi al Presidente del Tribunale.
Non basta una delibera dei soci per cambiare il Codice Civile.
E non si possono fare applicazioni analogiche se non c’è una lacuna da colmare.
Raffinate menti giuridiche come Federighi, Sala e Armato lo sanno benissimo. Eppure si son mossi così.
Qual è la ragione?
L’ipotesi più facile da fare è il fattore tempo.
Sì. L’urgenza di mettere un coperchio a questa situazione.
Nulla a che vedere con il ruolo svolto dai revisori nell’Aias di Pistoia dal giugno 2006 in poi?
Cosa c’è scritto nelle motivazioni della delibera con cui l’Aias Nazionale ha congedato i tre professionisti pistoiesi?
Grazie per l’ospitalità.
Lettera firmata

In realtà il nostro lettore introduce un interessante spunto di riflessione sulle figure e l’operato dei tre sindaci revisori. E davvero sarebbe interessante poter conoscere le motivazioni del congedo di Federighi, Sala, Armato.
A ben pensare qualcuno in passato, con un lungo documento, aveva segnalato ai soci, al consiglio di amministrazione, ma anche ai sindaci revisori dell’allora Aias, diverse anomalie, chiedendo un preciso interessamento.

Che non sembra proprio che ci sia stato.

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[Domenica 17 aprile 2011]

sabato 16 aprile 2011

AIAS. «À LA GUERRE COMME À LA GUERRE»



PISTOIA. Questa pesante giornata di sabato sta per chiudersi e – come si dice – la notte porta consiglio.
Certo, però, che di consiglio alla neonata Pistoiese per la Riabilitazione, che è uscita dall’assemblea dell’auditorium a mezzodì, questa notte ne dovrà portare molto. E diciamo perché.
Dalla presa di posizione di stamattina, votata più o meno all’unanimità, la nuova entità che intende sostituire l’Aias sezione di Pistoia ora commissariata da Bagnale, eredita la necessità di scendere in campo armata fino ai denti. Questo parto o, se vogliamo, questa palingenesi impone lo sforzo immane di contare le truppe, schierarle a battaglia, affrontare il nemico in campo aperto: e senza fare prigionieri.
Il nemico si chiama Aias nazionale: e il suo terreno naturale, il suo imperium, si identifica con la capitale stessa, con Roma, al cui tribunale il tribunale di Pistoia, come ricorderete, ha rinviato tutti gli atti della diatriba principale.
Al contrario, per sfidare questa specie di superfortezza, la Pistoiese per la Riabilitazione si presenta con una forza che le discende – se non erriamo – da un giudice periferico e per giunta non togato, che ha imposto, sì, l’assemblea del 26 marzo (da cui nasce quella di oggi), ma che lascia dubbi e perplessità, sotto profili plurimi, circa la legittimità di una decisione che, più naturalmente e propriamente, sarebbe spettata forse al tribunale romano. Né basta, a legittimare la decisione pistoiese, la duplice dichiarazione dell’Ageonlus di Zamagni con cui i ribelli, gli apòstati bardelliani, gli scismatici o come diavolo li vogliamo chiamare, vengono dichiarati vittime dello strapotere dell’Aias di Lo Trovato: non basta dal momento che nel nostro attuale ordinamento il potere dell’Ageonlus risulta piuttosto affievolito, a tal punto da far sembrare che interventi, come quelli prodotti, siano sostanzialmente degli atti in odore di vero e proprio eccesso di potere.
Il primo scenario che si profila è, dunque, questo: l’entusiasmo per la conquista di una posizione che rischia di essere una mera trincea, nella quale la guerra potrebbe impantanarsi con la stessa cronicizzazione delle guerre di posizione del secolo scorso. Tanto più che dalla posizione di Bagnale – rinnegazione aprioristica della validità di tutti gli atti bardelliani dal 26 marzo in poi – sembra di dover capire che tutte le decisioni di stamattina potrebbero essere impugnate in via cautelare: una impugnazione da vedere non come un segno di debolezza dell’Aias nazionale, ma piuttosto come una via per parare qualsiasi colpo di scena di qualsivoglia natura. Come dire: meglio un atto in più (impugnazione) che un atto in meno, ma che domani rischierebbe di poter essere portato a giustificazione (e nella nostra giustizia succede anche questo, spesso e volentieri…) per indebolire anche la posizione di chi potrebbe avere ragione.
Il secondo scenario, in via di ipotesi, discende dalla decisione oggi adottata di riappropriarsi dei beni e dei servizi dell’Aias da parte della Pistoiese per la Riabilitazione.
Il contenuto è chiaro: la nuova entità si sostituisce all’Aias commissariata di Bagnale; ma con quali credenziali si presenterà alle banche dichiarando che Bagnale non rappresenta nessuno e che la legittima entità è solo quella nuova, quando tutto è a nome Aias, mentre la nuova ‘comune Pistoiese per la Riabilitazione’ è una realtà che non ha a che vedere in alcun modo con il passato?
Se la sentiranno le banche di cambiare un meccanismo che funziona, affidando soldi – quelli veri: quelli che le banche rivogliono indietro – a dei soggetti che non sembrano avere garanzie se non quelle che dichiarano? E i sindacati, il giorno successivo alla riforma scismatica, a chi andranno a bussare per stipendi? A quelli che sinora li hanno sempre pagati, o alla nuova e ancora stratta entità in progress?
E l’Asl che posizioni prenderà? Se la sentirà di far scivolare 6-8 milioni di euro in casse che nascono da una presa di posizione inflessibile, indefettibile, irremovibile, conflittuale e, per giunta, ancora non consolidata né legittimata dal tribunale di Roma?
Terzo scenario – apocalittico davvero, stavolta – non è quello, minacciato da Bardelli, della crisi occupazionale che potrebbe derivare per i 120 dipendenti dell’Aias commissariata. È invece il lievitare delle penali che la Fondazione Santa Maria Assunta in cielo rischia di dover pagare alla Cnsa, la cooperativa chiamata a realizzare la nuova sede di via San Biagio, cedendo, come pagamento di esse, il terreno stesso su cui sorge l’Aias pistoiese.
Questo non sarebbe davvero poco, ma… chi è che ha tenuto fermo il treno in stazione? Bardelli e il suo esercito oppure il commissario Bagnale, che ha sempre dichiarato pubblicamente e ufficialmente di voler compartecipare alle spese dei lavori, a patto che si chiarificasse il rapporto Aias/Fondazione Santa Maria Assunta in cielo?
Infine, alle spalle di tutto questo resta, poco visibile, ma non per questo meno pericolosamente indicativo, il quarto scenario: quella voce che è circolata per tutto il pomeriggio di oggi, secondo la quale gli avvocati difensori di Bardelli-Aias, Cecilia Turco, e di Fondazione Santa Maria Assunta in cielo, Alberto Bianchi, avrebbero rinunciato al mandato loro conferito: il che, se fosse vero, è un segnale identico a quello che nelle marinerie del passato era rappresentato dalla fuga dei topi della sentina, cioè l’avvisaglia inconfutabile di un prossimo, imminente, reale affondamento del vascello.
Forse Luigi Egidio Bardelli si sarebbe dovuto davvero fermare all’accordo Berti-Fratoni-Lo Trovato-Vescovo. Forse avrebbe dovuto rinunciare alle cause e cedere la presidenza dell’Aias, secondo un progetto, pare, di Angiolo Bianchi, consigliere anziano e tesoriere della Fondazione, che prevedeva, come nuovo presidente, Giancarlo Niccolai. Forse sarebbe stato davvero meglio per lui e per tutti quanti.

Ecco perché questa notte del sabato dovrà portare davvero molto, molto consiglio…

e.b. blogger
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[Sabato 16 aprile 2011 20:54]

AIAS. E SCISMA SIA!



 PISTOIA. Come era prevedibile, l’assemblea di stamattina all’auditorium si è chiusa come da copione.
Non ci sarà più un’Aias bardelliana, ma al suo posto, come una Fenice, dalle sue ceneri è risorta quell’entità di cui abbiamo parlato per mesi e che ora ha anche un nome: Pistoiese per la Riabilitazione, un’associazione che, con il correre del tempo, potrà anche cambiare  dizione, ma che stamattina, con una serie di votazioni plebiscitarie tranne in un caso o due, si è sostituita alla precedente realtà che è stata al centro di un anno di polemiche e silenzi, alternatamente. E di veleni.
La mattinata è iniziata poco dopo le 10,30 e si è conclusa verso mezzogiorno. Il programma di marcia è stato perfettamente rispettato. Giorgio Federighi ha preso il timone in entrata e ha ceduto la barca a Marco Gori, quale presidente dell’assemblea, e a Luca Gori, quale segretario della seduta.
Una cronistoria dei fatti. Rapida. Poi questa assemblea straordinaria in seconda convocazione, dopo una breve introduzione dei provvedimenti da adottare tenuta da una persona dello staff, la signora Scardigli, ha iniziato a votare le modifiche dello statuto della nuova entità pistoiese. Un’entità che, risorta dalla precedente e legittimata ad esistere in quanto diversa, se pure epigona della precedente medesima, subentra in tutto e per tutto alle attività e alle prerogative dell’antica Aias: proprietà, possessi, servizi, contratti e convenzioni con l’Asl. Almeno così si è detto. E reinsediandosi dov’era prima la madre, diffida immediatamente Bagnale a farsi passare per legale rappresentante o comunque rappresentante sotto qualsiasi forma pensabile di ciò che… non c’è ormai più.
Dunque se scisma si prevedeva, scisma è stato, perché dal nuovo statuto emerge che questa Pistoiese per la Riabilitazione non fa più parte della famiglia dell’Aias nazionale. Un altro motivo, così, di crisi, di scontro e di ulteriore stallo della situazione.
Di crisi e di scontro anche in relazione al fatto che con il vecchio gruppo dirigente, che con la delibera di oggi, non appena sarà pubblicata, risale in cattedra e inizia di nuovo a svolgere le stesse funzioni di prima, l’Aias nazionale sarà chiamata ai danni e ai risarcimenti per quanti ce ne possano essere stati finora in dipendenza della – come è stato più volte sottolineato in assemblea – inattività, inefficienza e incapacità ‘strumentale’ di Bagnale.
E la direzione riportata sul trono, ha tempo due mesi per risistemare definitivamente le cose – cariche, incombenze e altro – e per dare anche vita ad un nuovo organismo: quello del probiviri che dovranno svolgere la funzione di calmieri delle conflittualità in tutte le direzioni e in ogni circostanza.
Sterzata prevista e prevedibile, quindi. L’essenziale era liberarsi di un Bagnale qui e di Lo Trovato là. E la nuova entità lo ha potuto fare anche grazie al sostegno dell’Agenzia Nazionale delle Onlus (leggi Zamagni) che per ben due volte ha attestato che il commissariamento di Pistoia era illegittimo.
I lavori si sono aperti con una presenza di 264 soci – di persona o per delega – e si sono chiusi con 279. Ma nella nuova associazione cambierà anche il sistema di votare: si voterà con il criterio del 50% più uno, tranne che in rarissimi casi, per i quali, magari rimandiamo ai prossimi giorni, quanto pubblicheremo i documenti dell’assemblea.
Qualsiasi commento è prematuro, ora che – come è stato detto dal tavolo della presidenza, le cose sono tornate nelle mani naturali da cui erano stati sottratte: gli assistiti, le famiglie, i dipendenti. Perché su questo cenno polemico la voce è stata appuntata come se la gestione commissariale avesse modificato sostanzialmente tutti gli assetti. E ancor meglio sarà ora che (ha suggerito la signora Scardigli) non avremo più l’Aias nazionale sulle nostre teste e – ha sottolineato – sui nostri patrimoni.
Di altro non è stato detto se non il già saputo. Di polemiche non ne sono state sollevate in più. È stata un’assemblea plebiscitaria, ma al tempo stesso leggermente in sordina, che si è conclusa con una notizia per così dire familiare e domestica: il 29-30 aprile prossimi, nell’ambito del memorial Giampaolo Bardelli, che si svolge ogni anno sotto la direzione di Renzo Bardelli, ex-sindaco di Pistoia e fervente ciclista (presente peraltro all’assemblea), Luigi Egidio sarà premiato per l’attività quarantennale dell’Aias oggi non-più-Aias: «E fortunatamente – ha sottolineato con forza Federighi –, se si pensa a che razza di gente compone l’Aias nazionale: gente che ha il coraggio di espellere collaboratori preziosi come Laura Corrieri».
Dunque, dopo che tutto è stato azzerato al di là dell’azzeramento nazionale, tutto sembra tornare nella pace e nel silenzio composto di prima. Ora che anche il collegio dei revisori si è ripreso, senza complimenti, la propria fetta di potere – anche se continuiamo a chiederci da quale atto ufficiale risulti che esso sia stato confermato e, quindi, se sia legittimato a svolgere le funzioni che si è arrogato…

Insomma, sarà davvero tutto finito?

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[Sabato 16 aprile 2011 - 12:33]

SENZA PAROLE



 16 aprile 2011
Auditorium Pistoia

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[Sabato 16 aprile 2011]