martedì 19 aprile 2011

AIAS. QUANDO LA POLITICA NON INTENDE RAGIONE



PISTOIA. Mentre domenica scorsa il caposervizio della Nazione, Cosimo Zetti, invitava le istituzioni, con un suo corsivo, a fare quadrato intorno a Bardelli in nome della soluzione di tutti i problemi; e mentre – come abbiamo annunciato ieri poco prima del consiglio comunale sui trasporti – ci aspettavamo l’uscita di Berti, ecco che il primo cittadino di Pistoia (forse in forma più attenuata rispetto alla notizia raccolta all’ultimo istante, ma sempre sulla stessa linea) si è fatto avanti e ha esternato in forma inaspettata, ma con un identico contenuto di estrema riserva nei confronti dell’Aias nazionale e di sostegno a favore di Bardelli.
Vorremmo chiarire che noi non siamo contrari a nessuno per partito preso. E che non abbiamo interessi, se non quelli dell’informazione il più possibile corretta.
E vorremmo ribadire, anche, che la posizione sin qui assunta – chi non ci crede può andare a rivedere ogni nostro post, passo per passo – non è antibardelliana a priori, ma procede su basi di carte che cantano: anzi, sfidiamo chiunque a dimostrare inoppugnabilmente il contrario.
Siamo invece del tutto contrari – questo sì: e Berti, la stampa e la politica pistoiese devono capirlo o per amore o per forza – a qualsiasi forma di forzatura consociativistica che si basi non su presupposti di limpidezza, correttezza e trasparenza, ma sul principio, orrendo e per noi inammissibile, della necessità di lavare i panni sporchi in casa.
Il bucato, cari poteri cittadini, civili e religiosi, va fatto all’aperto.
Ed è su questo principio che non transigiamo; ed è in dipendenza di questo che, a fianco delle esternazioni di Berti, comparse stamattina sia sul Tirreno che sulla Nazione, riproponiamo a tutto il mondo pistoiese – sempre disinformato dagli informatori strutturati e ancor più dalla politica – l’accordo al quale Berti fa riferimento: un accordo che Bardelli stesso, che non ha ritirato né chiuso le cause come era nei patti, ha mandato a monte perché distratto e attratto in altre direzioni ed evidentemente da interessi diversi.
La politica pistoiese – e intendiamo tutta: a partire dalle opposizioni che non hanno mai aperto bocca durante tutta la vicenda Aias – la deve smettere di prendere in giro la gente.

E dandosi una rigorosa sterzata morale – dato che i soldi che vanno all’Aias sono pubblici e vengono dalle casse della Regione Toscana – deve finirla, d’accordo anche con i canali di informazione, di dare a bere al popolo ciò che non è in nome di soluzioni dei problemi che non possono che essere discutibili!
e.b. blogger
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Dopo l’assemblea
Il sindaco Renzo Berti accusa
il vertice dell’Aias nazionale

PISTOIA. In merito alla vicenda Aias il sindaco di Pistoia, Renzo Berti, ha voluto esplicitare il suo punto di vista nel corso del consiglio comunale.
«Attraverso il confronto avevo creduto di poter agevolare una riconciliazione, soprattutto nell’interesse di quanti sono assistiti e soffrono in prima persona per la situazione che si è venuta a creare. Purtroppo questa disponibilità a dialogare da parte nostra come istituzioni non ha prodotto i risultati attesi».
Berti si dice molto deluso del fatto che sia rimasta inascoltata una richiesta che Comune e Provincia avevano reso esplicita, e cioè che si revocassero le espulsioni che avevano avuto fin dall’inizio il sapore di un’epurazione, di una normalizzazione.
«Una scelta che fin da subito ci è sembrata davvero impropria, al di là di eventuali singoli errori che possono essere stati compiuti e che non scalfiscono in nessun modo il giudizio generale sull’operato di Aias che resta assolutamente positivo. Purtroppo questo percorso non ha avuto seguito e si è anzi interrotto nel momento in cui l’Aias nazionale ha trasformato le espulsioni in sospensioni in alcuni casi e ha confermato le espulsioni in altri. Queste decisioni ci sono parse un chiaro segnale di non volere andare avanti, di rinunciare a qualsiasi proposta di conciliazione. Prendo atto del fatto che si sia deciso di intraprendere un percorso autonomo di cui vedremo gli sviluppi.
Sono molto rammaricato che si sia voluto affidare ai tribunali l’ultima parola, non perché abbia sfiducia nella giustizia naturalmente, ma perché questa scelta prevede tempi lunghi, comporta una serie di complicazioni e alimenta un clima di incertezza della quale un’associazione che offre assistenza a persone che stanno male davvero non ha bisogno».
[Fonte: Il Tirreno, martedì 19 aprile 2011]

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Aias. Il sindaco e il commissariamento
Berti: «Richieste inascoltate»

«Attraverso il confronto avevo creduto di poter agevolare una riconciliazione. Purtroppo la nostra disponibilità come istituzioni non ha prodotto i risultati attesi. Sono rimasto molto deluso del fatto che sia rimasta inascoltata una richiesta che avevamo reso esplicita, e cioè che si revocassero le espulsioni che avevano avuto fin dall’inizio il sapore di un’epurazione, di una normalizzazione». È il commento del sindaco di Pistoia Renzo Berti, sul caso Aias, dopo la «scissione» dall’associazione nazionale da parte dei «bardelliani» e la maggior parte delle famiglie degli assistiti. «Purtroppo – continua Berti – questo percorso non ha avuto seguito e si è anzi interrotto nel momento in cui l’Aias nazionale ha trasformato le espulsioni in sospensioni in alcuni casi e ha confermato le espulsioni in altri».
[Fonte: La Nazione, martedì 19 aprile 2011]

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[Martedì 19 aprile 2011]

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