lunedì 19 novembre 2012

SAN BARTOLOMEO. LA DIOCESI CONFERMA: «CI RIMETTIAMO AL COMUNE»


Parcheggio, operazione legittima e trasparente «Assoluta serenità nel rimetterci alla decisione dell’Amministrazione Comunale» – Il progetto iniziò prima dell’arrivo del Vescovo Mansueto Bianchi

PISTOIA. La vicenda del parcheggio di San Bartolomeo, che così tanti motivi di discussione sta determinando in città, tra le forze politiche e istituzionali non meno che nelle realtà sociali e produttive, merita a questo punto una conclusione rapida.

Preme ribadire, nella massima serenità e nel rispetto della verità, che l’iniziativa di realizzare il parcheggio – iniziativa che precede l’arrivo dell’attuale vescovo e che dunque l’attuale vescovo ha trovato già impostata – trova giustificazione e legittimità in strumenti urbanistici comunali (il Piano della Città Storica e il Piano Urbanistico della Mobilità) predisposti da precedenti amministrazioni comunali.
Fu in base a quelli, e dunque nella assoluta legalità, che la parrocchia di San Bartolomeo, in pieno accordo con il Comune, presentò il piano di recupero: se l’amministrazione comunale ipotizzava di affrontare la problematica pubblica del parcheggio, anche l’obiettivo della parrocchia era, ed è, di natura pubblica: reperire fondi per restaurare il complesso di San Bartolomeo, chiesa e locali dell’ex Monastero Benedettino.
Sul merito del parcheggio interrato ciascuno, in piena libertà, può esprimere giudizi diversificati e contrastanti in un normalissimo esercizio di democrazia; ma è del tutto fuori luogo spendere termini pesanti e offensivi come “speculazione” soprattutto nei confronti di realtà ecclesiali: tutto è sempre stato alla luce del sole, l’input originario è partito dal Comune (che proprio in quella zona, va ribadito, prevedeva un parcheggio interrato) e le procedure sono sempre avvenute nel massimo rispetto della legalità e della trasparenza.
Se poi, successivamente, l’Amministrazione Comunale può aver cambiato opinione, anche questo rientra nel novero delle ipotesi legittime e praticabili. Per quanto ci riguarda, più volte abbiamo ribadito la nostra assoluta serenità nel rimetterci alla decisione di chi ha, istituzionalmente, il compito di interpretare e scegliere per il bene comune della nostra città. Attendiamo dunque che gli organi comunali competenti si esprimano, in modo che possa tornare in città un clima di serenità e collaborazione.
Mauro Banchini
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[Lunedì 19 novembre 2012 - © Quarrata/news 2012]

3 commenti:

  1. In questo paese è sempre colpa di qualcun altro, in tutte le situazioni e ad ogni livello. Oggi il barile viene scaricato, con grande correttezza e spirito cristiano, sul Vescovo Scatizzi, che non può nemmeno replicare. Peccato che nel luglio 2011, come riportato su questo articolo http://iltirreno.gelocal.it/pistoia/cronaca/2011/07/13/news/parcheggio-il-comune-rassicura-non-si-tratta-del-progetto-definitivo-1.2586103
    gli assessori di allora, Ginanni e Pallini, spiegavano che il parcheggio non era stato ancora esaminato dagli uffici e si era quindi in una fase molto preliminare. Strano che l'iniziativa precedesse l'arrivo dell'attuale Vescovo, NO ???

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  2. vedere che un Vescovo, che ha retto la cattedra di Pistoia per ben 25 anni, che mai si è sottratto al confronto, anche aspro, talvolta, venga così liquidato in una battuta col tacito assenso di tutti i sommi teologi pistoiesi, che nella settimana pastorale di settembre dettano il Verbo e sono al centro del mondo, mi sconcerta. Dov'è il Reverendo Monsignore Giordano Frosini ? Come mai i canonici della Cattedrale di San Zeno accettano che si possa imputare così serenamente la venetti story a Mons. Scatizzi ?
    Ricapitoliamo, nel 2011, in estate, si era all'inizio, gli uffici comunali non avevano visto ancora niente; dopo un anno ci raccontano che è quasi tutto pronto per partire, ma allora dal 2006 al 2011 come si fa a dire che "l'iniziativa era già impostata"?? E poi, ammesso e non concesso, non si poteva comunque riprenderla in considerazione in quel lasso temporale 2006-2011, visto che si era solo agli inizi ? Io credo che le responsabilità ogni tanto vadano assunte, e assumersi le responsabilità vuol dire rivendicare le scelte fatte e non imputarle al fato o a persone defunte.
    Ben venga il reperimento dei fondi per restaurare chiesa e locali del complesso monumentale, il tutto va a vantaggio dell'intera comunità cittadina, della parrocchia e non.
    Che "Le procedure sono sempre avvenute nel massimo rispetto della legalità e della trasparenza" è ancora tutto da chiarire, come pure è impreciso parlare di "legittimità in strumenti urbanistici comunali " : il tecnico fiduciario della Curia -che scrive parte dei vari comunicati- lo sa perfettamente e meglio di altri.

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  3. Egregio signor "Ippomene": la ringrazio per l'attenzione ma trovo singolare, mi perdoni la franchezza, che da quel comunicato stampa si possa trarre la convinzione che il vescovo attuale scaricherebbe il "barile" sul suo predecessore.

    Oltretutto non esiste un "barile" da scaricare, visto che il progetto - che trova origine oggettiva in periodo precedente al suo arrivo a Pistoia - viene tutt'oggi difeso da mons. Bianchi ( ..."anche l’obiettivo della parrocchia era, ed è, di natura pubblica: reperire fondi per restaurare il complesso di San Bartolomeo, chiesa e locali dell’ex Monastero Benedettino").

    Non è neppure chiaro perchè dovrebbe essere ... "tutto da chiarire" che chi ha presentato il progetto lo abbia davvero fatto con procedure rispettose della legalità e della trasparenza.

    In realtà le cose sono molto semplici, sia nel passato (chi ha presentato il progetto lo ha fatto in base a previsioni urbanistiche esistenti) e sia per il futuro (chi ha presentato il progetto si rimette, come ovvio, alla decisione del Comune dichiarando di accettarla, qualunque essa sia, con serenità).

    Con una posizione così chiara, non vedo come sia possibile polemizzare o rivolgere accuse (non assunzione di responsabilità, coinvolgimento "fato" o "persone defunte", dubbi sul mancato rispetto di legalità e trasparenza).

    Assicuro inoltre che l'intero comunicato è stato da me scritto (ovviamente in pieno accordo con mos. vescovo) grazie al mio ruolo (come giornalista professionista) di direttore dell'Ufficio Comunicazioni Sociali della diocesi.

    Se infine lei, egregio Ippomene, volesse scambiare - sulla vicenda - ulteriori opinioni guardandomi (ed essendo guardato) negli occhi, sono ovviamente a sua disposizione: basta mandarmi una e-mail e possiamo anche vederci di persona, non crede?

    Mauro Banchini
    Direttore Ufficio Diocesano per le Comunicazioni Sociali

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