venerdì 27 maggio 2011

BLOG. NASCE L’ANGOLO DEI PENSIERI DI ANTONIO NARDI

Ma quella battaglia era Waterloo?
(Stendhal, La Certosa di Parma)

PISTOIA. Antonio Nardi, dell’ufficio stampa del consiglio comunale di Pistoia, si annuncia, a chiunque abbia voglia di leggere brevi riflessioni ed altro, con questa mail con la quale presenta il suo blog personale.
La mettiamo pubblicamente in circolo, perché siamo convinti dell’utilità di conoscere i suoi variegati e ragionati punti di vista.
Q/n

Prima di tutto, grazie per avere aperto questa mail.
Mi chiamo Antonio Nardi. Alcuni di voi mi conoscono. Ho aperto un blog intestandolo ad una sconfitta. Perché? Perché l’unica cosa che ho vinto in vita mia è stata una mortadella ad una fiera del circolo della Misericordia e sono vegetariano vegano. No, non è per questo. Ho scelto “Waterloo” perché penso che ci muoviamo nella vita come Fabrizio del Dongo, eroe del romanzo, maldestramente si mosse nella grande battaglia. Alla fine, non era sicuro né di esservi stato né, se così fosse accaduto, di aver partecipato proprio alla disfatta di Waterloo. Questo diario è fatto di foglietti abbastanza brevi dedicati a figure, fatti, cose buone e cose stupide, enigmi et similia. Se mi leggerete, controllerete meglio l’ansia per la grande risata che a giorni doverosamente ci seppellirà tutti. Fra i post che vi segnalo, trovate il curioso status dell’italiano PD-cattolico, l’orgoglio di giraffi e tigri (ma anche dei topi, e vedrete perché), il linguaggio segreto di Giordano Bruno, che secondo uno storico inglese spiava i francesi cattolici per conto degli inglesi anglicani, il vezzo tutto italiano di scambiare la Costituzione che c’è con quella che si immagina.
Di nuovo, grazie.
Antonio Nardi


Ed ecco i post in linea:

  1. La filosofia nasce da spunti di vita. Prima lezione di Domenica Laura Collalto.
  2. Il singolare status di PD-cattolico
  3. Il linguaggio segreto di Giordano Bruno. Prova la tua abilità nel decifrare.
  4. Seconda lezione di Domenica Laura Collalto.
  5. Povero Montesquieu o della Costituzione immaginaria
  6. Dalla parte dei giraffi. In attesa della risata cosmica, si chiami l’ambulanza!
  7. Perché Waterloo

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[Venerdì 27 maggio 2011]

AIAS. «LA NAZIONE» E LE NOSTRE NOTIZIE VERE E CONFERMATE. IL “CAOS BARDELLI” E I «BASSI PROFILI» PISTOIESI

 

 

PISTOIA. E così anche La Nazione – in verità con più di un giorno di ritardo su di noi, il che non è poco – dopo avere verificato le nostre notizie (e chi ha orecchie per intendere intenda…), ha scoperto che avevamo battuto tutti in volata quando, due giorni fa, con il post Aias. L’esposto Bagnale assegnato al Pm. E Bardelli convoca una nuova assemblea avevamo avvertito i lettori di ciò che effettivamente era successo: e in più avevamo dato anche la notizia della convocazione dell’assemblea della nuova onlus bardelliana, proprio per l’11 giugno, presso la sede dell’Aias commissariata di via San Biagio, ex-reggia di Luigi Egidio stesso che vi sedeva, a mo’ di scià, sul trono del pavone. Su questa nuova assemblea arriva in ritardo anche Il Tirreno.

Non possiamo che essere soddisfatti e orgogliosi della nostra precisione e del nostro tempismo perfetto nell’informare la gente che vuole essere informata (e per giunta a gratis), ma che spesso finisce per essere, in qualche modo, depistata dai ritardi un po’ sonnolenti e intorpiditi della stampa strutturata, che spesso soffre di accidie e si mostra, in alcuni casi, un po’ troppo neghittosa e incapace di darsi una cosiddetta mossa. Per informare come si deve, s’intende.

Di Gianni Tei, Pm designato per gli esposti-Bagnale (di cui nessuno sa nulla, scrive La Nazione, ma di cui noi di Q/n forse potremmo, se ci andasse, anche parlare con dovizia di particolari…), sapevamo perfettamente anche noi: e se non abbiamo fatto il suo nome è solo perché non volevamo che qualcuno della nuova onlus bardelliana, vista la sostanziale incapacità di starsene al proprio posto e di mantenere un contegno composto e cònsono alla circostanza, finisse con il piantare le tende dinanzi all’abitazione del magistrato per iniziare (la prassi bardelliana, sotto questo profilo, è coerente e costante: guardate cosa sta combinando da mesi e mesi a questa parte) un’opera di assedio per arrivare a espugnare anche la fortezza più dura e resistente attraverso il metodo del per fame e per sete.

Perché è inutile nascondersi dietro un dito – e basterà anche solo leggere quello che La Nazione scrive nei due servizi di oggi – Bardelli non è persona che si limita a combattere le sue battaglie legali: Bardelli è un vero e proprio caos che non si ferma dinanzi a nulla e che tende, con ogni modo e con ogni mezzo, a destabilizzare qualsiasi sia pur minimo ordine costituito. Un Bardelli-caos che, in una città come questa (che si adagia sui silenzi, sul lasciar correre, sui bassi profili, più spesso anzi che no), sembra avere la possibilità di un successo premiante nonostante tutto e a prescindere, tanto per usare un’espressione molto cara a Totò.

Così Bardelli sta facendo anche in questo momento con la convocazione dell’assemblea degli eretici proprio in casa del padre – è metafora biblico-evangelica che non deve turbare nessuno più di tanto.

E Luigi Egidio sembra essere così convincente, che perfino Berti, sostituendosi ai suoi funzionari e ai dirigenti di legge, ha speso la sua firma autografa, sostenendo che solo Lui, Luigi Egidio, è il campione di mamma-Comune di Pistoia. E si noti che Berti non ha mai smentito la circostanza di avere firmato, al posto del dirigente preposto, la bolla di riconoscimento della nuova onlus come primogenita-purosangue di contro allo spurio commissariamento Bagnale.

Nel frattempo, nei giorni scorsi si è riunita – o ha provato a farlo… – anche la  V Commissione sociale e sanità del consiglio comunale (si riveda, a questo proposito, il nostro post Aias. La politica si sta svegliando? del 17 maggio scorso e la notizia pubblicata oggi dal Tirreno).

Un tentativo che si è subito, come dire?, spuntato, dato che, per permettere a molti dei membri di informarsi sull’Aias e sui suoi problemi (che strano: eppure tutti leggono ogni giorno questo blog e dovrebbero essere più informati dell’Enciclopedia Treccani!), si è reso necessario un aggiornamento della seduta per una doverosa raccolta di dati e documenti a fini propedeutici, materiale che su questo blog è tutto disponibile e in linea da sempre e meglio ancora che all’Archivio di Stato.

E mentre tutto questo si sta consumando, La Nazione si interroga ingenuamente (si vedano i testi qua sotto), chiedendosi Per il momento, dopo l’ultima assemblea che si è svolta all’auditorium alcune settimane fa, la carica di presidente è ricoperta dallo stesso Bardelli: e adesso? Cambierà qualcosa ai vertici dell’Associazione pistoiese per la riabilitazione? quando tutti sappiamo bene – e noi lo abbiamo già scritto fino dalla metà di aprile – che per la presidenza della nuova realtà bardelliana si faceva il nome di Giorgio Federighi, nome che (data l’attuale baldanza, fin troppo disinvolta, con cui Bardelli si permette di trattare Pistoia, i suoi politici e il suo tribunale; Roma e il suo tribunale; Firenze e la sua Regione Toscana, sui cui responsabili dà ad intendere di poter contare come su cosa fida e quasi di sua proprietà) non sarà più necessario tirare in ballo perché Luigi Egidio, è ormai più che chiaro, si dà tutta l’aria di confidare di potersene tornare al timone di quel caos di cui aristotelicamente è il motore immobile: Aias-Nuova(fatta dei soliti)/Fondazione Santa Maria Assunta in cielo/Tvl. Una trinità unitaria, insomma, o una unità trinitaria che dir si voglia.

 

E… Avanti, Savoia!

Q/n

* * *

Nuova onlus, scontro aperto
Soci convocati a San Biagio
Incontro l’11 giugno.
L’esposto di Bagnale assegnato al pm Tei

Per qualcuno il luogo scelta ha il sapore della sfida. Per altri potrebbe essere più semplicemente la conferma che il dado è tratto. O almeno così pensano i diretti interessati. Non soltanto, incuranti degli strali infuocati del commissario nazionale Giulio Francesco Bagnale, Luigi Bardelli e i suoi hanno convocato un’assemblea dei soci della nuova Associazione pistoiese per la riabilitazione, ma hanno chiamato tutti a raccolta proprio nella sede Aias di San Biagio, dove tuttora il commissario svolge le proprie attività. Da quando si è consumata la scissione fra «vecchia» Aias e nuova associazione di Bardelli e il suo gruppo (formato dalla maggioranza dei genitori) entrambe le parti rivendicano il possesso di quella sede come di tutto il patrimonio, intestato alla Fondazione Maria Assunta in cielo.
L’ultima mossa del fondatore dell’Aias pistoiese, che già godrebbe dell’appoggio della Regione per la convenzione con l’Azienda sanitaria, sembra essere un chiaro segnale. Tanto più che all’ordine del giorno dell’assemblea che si terrà il prossimo 11 giugno, all’ordine del giorno ci sono il rinnovo di tutte le cariche sociali (consiglio, presidenza, collegio sindacale, collegio dei probiviri eccetera) e, probabilmente, l’approvazione del bilancio. Per il momento, dopo l’ultima assemblea che si è svolta all’auditorium alcune settimane fa, la carica di presidente è ricoperta dallo stesso Bardelli: e adesso? Cambierà qualcosa ai vertici dell’Associazione pistoiese per la riabilitazione?
Intanto si è appreso proprio ieri che l’esposto del commissario Bagnale alla procura della Repubblica di Firenze è diventato un fascicolo di indagine ed è stato affidato al pm Gianni Tei, il cui ambito di specialità è quello dei reati contro la pubblica amministrazione e il cui nome, fra le tante indagini dirette, si lega al processo per i danni della Tav al Mugello.
[Fonte: La Nazione/Pistoia - Venerdì 27 maggio 2011]

La battaglia legale
E il ricorso a Roma
è ancora pendente

Non soltanto a Pistoia. La battaglia fra Luigi Bardelli e il suo gruppo contro l’Aias nazionale e il commissario Giulio Francesco Bagnale si consuma anche in altre città. Anzitutto a Roma: al tribunale della capitale è infatti ancora pendente il ricorso contro il commissariamento deciso più di un anno fa. Inizialmente il giudizio si svolgeva a Pistoia, ma i giudici hanno deciso per il trasferimento per questioni legate alla competenza territoriale. Alla procura di Firenze sono invece stati depositati gli esposto-querela presentati da Bagnale, il cui contenuto non è tuttora stato reso noto.
Fra le poche reazioni «ufficiali», commenti a parte, c’è stata la lettera inviata dalla dirigente del Servizio sviluppo economico del Comune di Pistoia, che contestava l’iter seguito dagli uffici, in un periodo in cui era assente, per il riconoscimento della nuova associazione fondata da Bardelli dopo le due assemblee che si erano svolte all’auditorium e durante le quali si era consumata la scissione con l’associazione nazionale.
[Fonte: La Nazione/Pistoia - Venerdì 27 maggio 2011]

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[Venerdì 27 maggio 2011]

giovedì 26 maggio 2011

INCENERITORE. I VERI ‘POLLI’ NON SAREMO MICA NOI?

di Alessandro Romiti



 AGLIANA. Decisamente strabiliante la dichiarazione rilasciata da ASL 3 al tavolo istituzionale di martedì scorso tenuto presso la Provincia di Pistoia.
In quella sede si è nuovamente verificata una clamorosa violazione agli elementari principi di cooperazione tra istituzioni e cittadini: non sono stati consegnati i dati raccolti dalle indagini epidemiologiche.
La circostanza si era già verificata lo scorso 29.5.2010 allorquando la dottoressa Gentilini denunciò che la presentazione dei dati raccolti avveniva senza la possibilità di esprimere alcun contraddittorio e, sopratutto, senza alcuna divulgazione pubblica dei dati che vennero trattati con una presentazione unidirezionale e autoreferenziata senza alcuna possibilità di esercitare né critiche né rilievi.
Ecco ora una sicura amenità riportata dal Tirreno di ieri.
Le analisi hanno confermato l’inquinamento degli animali da cortile e l’ASL ha evitato di informare la stessa IV commissione avvisando che i dati sono tuttora in corso di elaborazione e saranno resi noti nel prossimo autunno.
Intanto il Dott. Gabbrielli, medico veterinario dirigente del Servizio Prevenzione della ASL 3, aveva già rassicurato la gente sui pesci e le anatre del parco Pertini di Agliana risultati massivamente inquinati da PCDD e PCB, perché “...tali animali non sono destinati all’alimentazione umana”.
Ebbene Gabbrielli oggi, informato del diffuso inquinamento degli animali da cortile (presenza di inquinanti superiore a quanto consentito dalla normativa alimentare) rassicura i cittadini così: “I proprietari degli animali (i c.d. polli) sono stati avvertiti affinché ne facciano un uso personale oculato”.
Che vuol dire farne un uso “personale oculato”? Portarli a spasso al guinzaglio?
Ho chiesto a mio figlio di predisporre una vignetta al caso e ho verificato: né il mio vicino Pietro, né mio padre, che detengono galline per uso e consumo familiare, hanno avuto avvisi o avvertimenti dalle autorità sanitarie per usi oculati degli stessi animali.
Pertanto speriamo di ricevere nei prossimi giorni delle specifiche istruzioni dato che i polli sono inquinati e rientrano nella categoria dei rifiuti tossici e nocivi e la normativa proibisce di: venderli, regalarli, gettarli all’immondizia, seppellirli o abbandonarli sia vivi che morti.
Interpellerò il Ministero della Salute.
Intanto che attendiamo il parere dell’autorevole ministero, sappiamo che l’unica possibilità di trattamento per smaltirli è cucinarli e mangiarseli!
Buon appetito e tanta salute a tutti!

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[Giovedì 26 maggio 2011]

I BUROCRATI, LE MULTE E UNO STATO FUORI DELLA GRAZIA DI DIO



PISTOIA. Non si calmano le riflessioni e le polemiche sulle multe elevate dai vigili urbani ai banchetti della Sala. E giustamente non si calmano, perché l’anomalia è troppo stridente e offensiva sia per la gente che per il buonsenso.
Stamattina Il Tirreno riporta questo intervento di Paolo Bruni, che, in qualche modo, è degno di attenzione.

Bruni (Pd) sulle multe al mercatino
«Regole poco chiare, il Comune intervenga»

«Zucca Barucca e Free Market – scrive Bruni – rappresentano, nella loro semplicità, importanti eventi ai quali i cittadini pistoiesi si sono affezionati. Occasioni per rendere piazza della Sala più vitale del solito e piacevole da attraversare. I fatti lamentati (riportati) dagli espositori in questi giorni... dispiacciono e preoccupano perché rischiano di mettere in dubbio la prosecuzione di queste iniziative promosse, fra l’altro, da molte onlus, che vogliono sensibilizzare la comunità sull’alimentazione biologica e l’artigianato locale».
Bruni auspica che «le leggi ed i regolamenti siano rispettati da tutti»; «vorremmo però – aggiunge – che essi fossero chiari e univoci. Vorremmo il confronto ed il dialogo piuttosto che la burocratica e punitiva applicazione di norme che evidentemente si prestano ad interpretazioni contraddittorie... Oggi questa chiarezza nella normativa e nella sua applicazione sembra non esistere sufficientemente e perciò auspichiamo un intervento rapido ed efficace da parte dell’amministrazione comunale al fine di un migliore coordinamento fra la stessa e la polizia municipale, tale da permettere a questo tipo di manifestazioni di restare in vita contribuendo così a valorizzare una delle zone più belle della nostra città».

Pur condividendo, tuttavia, le apprensioni di Bruni, e pur sostenendo in pieno le sue sollecitazioni alla politica pistoiese – che però noi riteniamo più che sorda ai reali problemi della gente che vive a lavora in questa strana città –, il vero problema sta, come dicevamo qualche giorno fa nel post «Zucca barucca», politici e vigili, a monte o, se preferite, alla base dell’ordinamento.

L’anomalia italiana è quella, conseguente alla legge Bassanini, di avere messo una fetta più che consistente del meccanismo generale di funzionamento amministrativo in mano a dirigenti e burocrati.
Sono loro, oggi, dopo le brillanti innovazioni del post-riforma elettorale di quasi venti anni fa, a decidere delle nostre sorti: nel bene (invero pochissimo) e nel male (spalmato a larga mano e più che generosamente sulle nostre teste).
E se prima avevamo un padrone esoso (la politica), oggi, che ci piaccia o no, ne abbiamo due:

  1. la politica, per lo più incapace e inefficiente o adagiata sulla aneddotica colbertista riassumibile nella  famosa battuta laissez faire, laissez passer, che cerca di andare d’accordo con chi dovrebbe esserle al servizio, cioè i dirigenti e i burocrati;
  2. e i dirigenti-burocrati che – bravi, pettoruti, intelligentini, colti, preparati, pieni di diplomini e patacche sfornate da università sotto forma di dottorati e/o master, che sostanzialmente si acquistano a suon di migliaia di euro – finiscono per essere benvisti dalla politica moscia in quanto portano volgari quattrini nelle casse dei comuni e degli enti (pensate a che business è il commercio dei t-red e degli autovelox sia in Italia che qui, a Pistoia), ma che, al contempo, per gli ampi poteri loro concessi, hanno acquisito la coscienza di una sorta di immortalità o di eternità inaffondabile e, proprio per questo, imperversano a tutto campo come se fossero, nel loro piccolo, dei veri e propri imperatori alla Domiziano o alla Commodo, ottusi e dispotici.
E allora o la politica si ridà una mossa e si riappropria dei poteri decisionali – di tutti, vogliamo dire –, oppure questo stato che è davvero messo male grazie (va detto) a certe brillanti riforme di sinistra, sarà messo ancor peggio, permettendo agli stuoli dei nessuno da noi campati (cioè i nostri dipendenti pubblici, oggi nostri padroni) di farci anche da taglieggiatori nel nome del fariseismo legale più puro.

Il succo è questo. E, credete, non è poca cosa…
Q/n
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[Giovedì 26 maggio 2011]

mercoledì 25 maggio 2011

AIAS. L’ESPOSTO BAGNALE ASSEGNATO AL PM. E BARDELLI CONVOCA UNA NUOVA ASSEMBLEA




Pistoia. Nella serata di oggi si è diffusa la voce: la macchina giudiziaria è stata avviata. In base alle nostre informazioni, ufficiose ma attendibili, la PG (polizia giudiziaria) ha fatto arrivare il fascicolo in procura a Firenze e l’assegnazione al PM è già avvenuta.
A questo punto, attendiamo di vedere – per quanto possibile per attività naturalmente coperte da doveroso riserbo, anche per la loro efficacia – quali mosse vorrà fare il magistrato incaricato dell’inchiesta.
Vi terremo informati, come sempre, delle notizie che avremo.

Intanto, sul versante pistoiese, corre voce che Bardelli abbia convocato una nuova assemblea dei suoi soci presso la sede commissariata di via San Biagio, e che tale assemblea sia stata fissata per l’11 giugno prossimo.
Evidentemente Luigi Egidio non ha intenzione di fermarsi dinanzi a niente e a nessuno…

Q/n
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[Mercoledì 25 maggio 2011 - 21:35:47]

INCENERITORE. IL COMITATO PER LA CHIUSURA CHIARISCE



PISTOIA-PIANA. Pubblichiamo un intervento del comitato per la chiusura dell’inceneritore di Montale, composto da un comunicato stampa e da un contributo che l’organismo stesso ha inoltrato alla Provincia in occasione della riunione della Commissione Ambiente di ieri, 24 maggio.


Il comitato per la chiusura dell’inceneritore di Montale che è stato presente il 24 maggio, alla Commissione Ambiente della Provincia, ha presentato un contributo alla trasparenza sulla situazione sanitaria, ambientale e sulla gestione dell’inceneritore di Montale.
Questo contributo è stato redatto sulla base di quanto la commissione ha esaminato nelle precedenti sedute, relativamente ai ripetuti superamenti del valore limite di attenzione per la diossina a partire dal dicembre dello scorso anno.
Il comitato fa due precisazioni ed esprime alcune domande.
Le precisazioni sono relative:
  1. alla presunta garanzia sanitaria del valore limite di attenzione, ricordando come l’ASL avesse originariamente richiesto un valore limite tassativo più basso rispetto ai 100 picogrammi per metro cubo, in analogia con quanto già previsto per alcuni inceneritori dell’Emilia Romagna, e che pertanto in varie occasioni all’inizio di quest’anno, quel limite sanitario sarebbe stato superato se la richiesta originale dell’ASL fosse stata fatta propria dalla Provincia, che invece, a suo tempo la contestò;
  2. sul fatto che i limiti tassativi previsti dalla normativa per la diossina, pari a 100 picogrammi per metro cubo, non sono soddisfacenti a garantire la popolazione, questo sulla base delle indicazioni europee, dei dati scientifici più recenti, e dell’inquinamento già rilevato sul territorio della Piana pistoiese e pratese.
Il comitato ha poi rivolto alcune domande su un atteggiamento che sembra di collaborazione, se non di vera e propria consulenza, da parte di uffici pubblici deputati al controllo nei confronti di questo impianto, fornendo circostanze precise e chiedendo se lo stesso atteggiamento viene seguito da parte di ARPAT e Provincia anche nei confronti di tutti gli altri impianti soggetti al loro controllo.

Ed ecco il documento inoltrato.

Al Presidente del Consiglio Provinciale
e al Presidente della IV Commissione Ambiente
Dott. Marco Biagini
Provincia di Pistoia
51100 PISTOIA

OGGETTO: contributo informativo alla sessione della IV commissione prevista per il prossimo 24 Maggio ore 15.00.

Compongo la presente su incarico del Comitato per la Chiusura dell’Inceneritore di Montale, e vengo a ringraziare per il tempestivo invito alla prossima sessione del 24 c.m. che ci permetterà di presenziare con i nostri associati alla sessione della Commissione in parola.
Per questo motivo, anche avendo avuto modo di udire le precedenti commissioni Ambiente del 18 febbraio e 4 Aprile, ci proponiamo di sottoporre un nostro contributo ai lavori della Commissione IV.
Come Comitato per la Chiusura dell’Inceneritore di Montale sentiamo il dovere di trasmettere questa nota ai Rappresentanti del Cittadini al fine di contribuire alla dovuta trasparenza sulla situazione sanitaria, ambientale e gestionale dell’inceneritore di Montale prendendo come riferimento alcuni aspetti trattati nel corso di quelle riunioni che dovevano chiarire l’operato degli Organi di controlli e degli uffici della Provincia a seguito dei ripetuti superamenti dei valore limite di attenzione previsto per la diossina dall’Autorizzazione scaturiti dal secondo controllo annuale effettuato da ARPAT nel corso del 2010.
Nel corso di queste riunioni sono state fatte alcune affermazioni su tre punti cruciali che riteniamo siano utile chiarire in modo più adeguato:
1. Sul fatto che il valore limite di attenzione per la diossina previsto dall’Autorizzazione all’esercizio dell’inceneritore di Montale sia il massimo dal punto di vista delle garanzie sanitarie ed ambientali, fatto affermato dai responsabili di ASL, ARPAT e Provincia.
2. Sul fatto che i limiti tassativi previsti dalla normativa per la diossina, pari a 100 picogrammi per metro cubo siano di per sé, sulla base dei dati scientifici più recenti, e sulla base dell’inquinamento già rilevato sul territorio della Piana pistoiese e pratese, soddisfacenti a garantire la popolazione.
3. Sul fatto che si siano rispettate, in questa occasione in modo puntuale le normative, regionali, italiane ed europee, in materia ambientale.
Primo punto, sulla supposta “massima garanzia” dal punto di vista sanitario del valore limite di attenzione, previsto per la diossina per l’inceneritore quando fu potenziato per bruciare 150 tonnellate di rifiuti il giorno, vantata da ASL, ARPAT e Provincia, si ricorda che l’ASL aveva originariamente espresso parere negativo a tale ampliamento in quanto, tenuto conto che il problema principale degli inquinanti dannosi per la salute è la quantità effettiva che va a finire nel territorio e quindi nella catena alimentare, aveva richiesto che la quantità della diossina che l’inceneritore poteva emettere, nella versione potenziata, non doveva superare quella della situazione precedente.
Se si fosse seguito questo criterio, che era stato espresso dall’organo collegiale dell’ASL preposto ai pareri igienici sanitari, che rappresenta tutte le necessarie professionalità sanitarie, e che era stato seguito per il potenziamento dell’inceneritore di Modena e per quello di Forlì, la fissazione di valori limiti tassativi per la diossina sarebbe stato posto ad un livello inferiore ai 100 picogrammi per metro cubo.
A questa originale richiesta dell’ASL, l’ARPAT contrappose il “valore d’attenzione” dei 50 picogrammi che non venne ritenuto adeguato dall’ASL nella Conferenza dei Servizi del 2008 che doveva approvare il potenziamento a 150 tonnellate il giorno, tanto che la Provincia, per evitare di seguire la richiesta originale dell’ASL, ricorse alla Presidenza del Consiglio dei ministri, e fu proprio alla vigilia della seduta della riunione, che si doveva svolgere a Roma, che il dott. Gabbrielli modificò la richiesta originale del suo Ente e ritenne, con suo personale giudizio, il “valore di attenzione” adeguato a tutelare la salute.
Tutto questo è stato pubblicato e pertanto ci stupiamo che non sembra essere noto ai responsabili degli Uffici pubblici ed ai Rappresentanti dei Cittadini.
A questo punto, stante il rilevamento di valori della diossina di 87 ed 81 picogrammi (che diventano 121 e 113 picogrammi sommando il limite d’incertezza), che probabilmente sarebbero stati superiori al limite tassavo originariamente richiesto dall’ASL a tutela della salute umana, ci sembra legittimo mettere in dubbio le rassicurazioni sanitarie del dott. Gabbrielli, stimatissimo veterinario dirigente dell’ASL.
Sul secondo punto, relativo all’adeguatezza del limiti previsti dalla normativa per la diossina a tutela della salute umana, ricordiamo che già dieci anni fa la Strategia della Comunità Europea (http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=COM:2001:0593:FIN:IT:PDF) riteneva necessario la riduzione dei “volumi complessivi delle emissioni di diossine e PCB derivanti da fonti antropogeniche in misura continuativa e graduale e, laddove possibile, giungere alla loro eliminazione”, e richiedeva, per quanto riguarda gli alimenti “un monitoraggio costante della presenza di diossine e PCB” e che “qualora si constati un aumento anomalo dei livelli di questi composti bisogna identificare le fonti e/o le vie di contaminazione; una volta raggiunta questa fase occorre poi determinare e applicare opportune misure per prevenire o ridurre la contaminazione da tali fonti”, questo documento mentre lamentava che “ciò che manca fondamentalmente è un approccio sistematico al problema” concludeva che ”occorre intervenire prontamente per ridurre ulteriormente le emissioni di tali sostanze e prevenire gli effetti negativi che le diossine e i PCB esercitano sull’ambiente e sulla salute umana”.
Ricordiamo che da questo documento sono scaturite le normative europee, a partire da quella che ha fissato il limite dei 100 picogrammi per metro cubo per le emissioni delle sole diossine degli inceneritori, valore che non tiene però conto dei PCB, che già dal 1998 l’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva previsto che si dovevano sommare, per quota parte, nel calcolo della sua tossicità equivalente; e quella che ha stabilito i limiti per diversi prodotti destinati all’alimentazione umana, come carne, latte e pesce, che invece tiene conto anche del contributo dei PCB e che sono stati superati numerose volte nelle analisi di campioni provenienti dall’area di ricaduta dell’inceneritore di Montale a dimostrazione di una rilevante contaminazione di questo territorio.
A tale proposito si fa presente che episodi di contaminazione nella carne e nel latte, con valori di diossine e PCB superiori ai limiti della normativa europea, si sono avuti solo poche volte in Italia; a Brescia, Taranto, in Campania, a Porto Marghera, ad Agliana, Montale, Pistoia e Montemurlo, e più recentemente, a Forlì.
Per quanto riguarda la salute umana facciamo presente che sono numerose le conoscenze acquisite sui danni causati dagli inceneritori e dalla diossina, come si può leggere anche dal recente documento della dott.ssa Patrizia Gentilini pubblicato nell’ultimo bollettino dell’Ordine dei Medici di Pistoia.
Sul terzo punto rileviamo come sia abbastanza curioso l’atteggiamento di collaborazione, se non di vera e propria consulenza, da parte di uffici pubblici deputati al controllo nei confronti di questo impianto.
Prima si sono ritardate da parte di ARPAT la trasmissione dei risultati superiori ai limiti autorizzativi (previsti dalla normativa regionale nel termine tassativo di 15 giorni).
Dopo, una volta che il gestore aveva dichiarato di avere eseguito tutte le procedure previste, e che era pronto a far ripartire la linea, ARPAT e Provincia invece di eseguire tempestivamente i controlli analitici, suggeriscono, anche in modo informale, altre procedure, mentre in questi casi e la legge prevedrebbe richieste formali dopo sanzioni amministrative.
Perché la Provincia a fronte di numerose segnalazioni di violazioni di legge da parte di ARPAT, di ASL e di Cittadini, non ha provveduto a sanzionare tempestivamente il gestore dell’impianto, mentre sembra invece aver fornito soprattutto collaborazione e consulenza al gestore?
Questa collaborazione e consulenza da parte degli Organi di controllo è prevista dalla normativa ambientale?
Lo stesso atteggiamento di collaborazione e consulenza viene usualmente seguito da parte di ARPAT e Provincia anche nei confronti di tutti gli altri impianti soggetti al loro controllo?

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[Mercoledì 25 maggio 2011]

A IMMAGINE E SOMIGLIANZA DI DIO…




PISTOIA. Alcuni giorni fa (23 maggio) Il Tirreno ha ospitato la lettera che segue:

Lettera
Dialoghi ok, ma perché sull’uomo?

Anche quest’anno, a Pistoia, si terrà il Festival “Dialoghi sull’uomo”, incontri, conferenze, spettacoli di alto livello che sicuramente susciteranno, come l’anno scorso, un generale interesse e porteranno nella nostra città tante presenze, anche straniere, che la renderanno più viva e più bella.
In questo quadro positivo, ribadiamo ciò che l’anno scorso abbiamo sottolineato in una nostra corrispondenza con la direttrice del Festival, Giulia Cogoli, e cioè la stonatura sostanziale rappresentata dalla parola Uomo del titolo, usata come un universale neutro, valido per il maschile ed il femminile.
Da decenni ormai sono state condotte riflessioni innumerevoli sul linguaggio e sulle sue presunte neutralità, per approdare all’adozione di strumenti lessicali che rappresentino i soggetti concreti sessuati, cioè iscrivano la differenza sessuale nel linguaggio.
Una lingua sessuata dice che né donna comprende uomo né uomo comprende donna.
Avevamo perciò chiesto, l’anno scorso, che si cambiasse il titolo del festival, proprio perché le parole hanno un potere performativo, cioè fanno la realtà e, fra il linguaggio ed i modelli culturali dominanti, si crea un processo di rispecchiamento che richiama tutti e tutte a grandi responsabilità.
Prendiamo atto con un certo stupore che la nostra proposta non è stata accolta e che i Dialoghi nel loro marchio confermano che il patriarcato è ancora fortemente iscritto nel linguaggio, che neutralizza la differenza sessuale, dimensione fondamentale del soggetto, di cui il linguaggio dovrebbe necessariamente rendere conto.
Concludiamo con l’evidenza di una citazione che richiama proprio il tema dei Dialoghi di quest’anno: “Noi siamo le parole e le parole, essendo noi, avranno anch’esse corpo e mente”.
Mirella Bresci
Alessandra Fini
Luciana Mattei,
Gabriella Pieratti
Elisabetta Querci,
Dunia Topazzi
Commenta, a tal proposito, un nostro lettore:

Dalla parte dei giraffi e degli zebri

Caro Bianchini,
ho visto la lettera di alcune distinte signore pubblicata sulla stampa pistoiese nella rubrica “Fatte véde, ma da uno bravo”.
Esse mugugnano per la scelta di intitolare “Dialoghi sull’uomo” (e non, per esempio, “sull’uomo e sulla donna”) una prossima manifestazione di antropologia culturale.
Io che appartengo alla stessa categoria dei viventi alla quale appartengono gli zebri, i giraffi, i panteri e ormai anche i topi, visto il successo totalizzante del topo femmina, ho letto con attenzione la missiva.
Come ho già avuto modo di scrivere, una risata ci seppellirà doverosamente tutti.
È questione di giorni perché già l’abbiamo fatta grossa con la preghierina di Quarrata.
Nel frattempo non sarebbe male, in via precauzionale, chiamare l’ambulanza.
Antonio Nardi
Pistoia
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[Mercoledì 25 maggio 2011]

AIAS. CGIL SUPPORTER DEL «BARDELLISMO»?


PISTOIA. Sembra semplicemente sconcertante leggere quello che – almeno per la parzialità delle parole pubblicate (il documento è chiaramente sforbiciato) – oggi Il Tirreno pubblica a nome della Cgil.
Il sindacato, che risente con solare evidenza della pistoiesità della propria posizione, parla di responsabilità dei lavoratori-Aias nel continuare a fornire le proprie prestazioni a favore dell’utenza, quasi come se lo avessero fatto senza riscuotere lo stipendio da un anno e per un anno. E questo, lo sappiamo tutti, non è affatto vero.
Poi la Cgil parla anche di mancata progettualità e castrazione dell’azienda nella direzione della realizzazione dei nuovi lavori di via San Biagio e della costruenda struttura che è stata bloccata: ma il sindacato non fa cenno – e non si può che pensare a una volontà strumentale – alle lettere (tre, per l’esattezza, che evidentemente la Cgil finge di non conoscere) con cui il commissario Bagnale ha chiesto, con grande senso di responsabilità, che i lavori venissero ripresi, ma anche che, nel contempo, si chiarissero i rapporti patrimoniali, fin qui oscuri e ben poco trasparenti, fra Aias e Fondazione Santa Maria Assunta in cielo.
Bene. Tenendo presente queste premesse, si legga ora attentamente cosa dice Il Tirreno di oggi, 25 maggio:

«Aias, incertezze occupazionali»
Secondo la Cgil il prolungarsi della vicenda
penalizza anche i lavoratori

A oltre un anno di distanza dall’inizio delle vicissitudini della sezione Aias di Pistoia, col commissariata da parte dell’Aias nazionale, non si intravede ancora una svolta.
La denuncia arriva dalla Cgil, che interviene sulle ultime vicende sollecitandone una soluzione rapida.
«Benché in questi mesi i lavoratori abbiano comunque continuato a prestare il proprio servizio con molta responsabilità nei confronti dell’utenza – scrive la Cgil – ogni progettualità aziendale è venuta meno arrivando di fatto ad una preoccupante fase di stallo. È ormai noto come i lavori di allargamento del Centro di riabilitazione di San Biagio siano interrotti da mesi, come le stabilizzazioni e le assunzioni del personale concertate con i sindacati siano bloccate, come in sospeso rimanga ancora l’assegnazione della convenzione da parte dell’Asl, conditio sine qua non per garantire la continuità nell’erogazione dei servizi di riabilitazione per i cittadini pistoiesi».
Un clima di instabilità che, secondo la Cgil, si ripercuote in modo «pregiudizievole e negativo per l’occupazione ed i servizi».
«Oltre a convocare da subito l’assemblea dei lavoratori per valutare le iniziative da intraprendere – scrive ancora il sindacato – sollecitiamo fortemente gli organi competenti sia a livello locale sia a livello regionale, affinché con il proprio rapido e responsabile impegno, consentano di raggiungere correttamente e rapidamente una nuova fase di stabilità, con le dovute certezze normative ed economiche».
«Solo in questo modo – conclude la Cgil – questa importante realtà pistoiese potrà riacquisire quella progettualità ed operatività che da sempre è sinonimo di sviluppo, occupazione e servizi».

A bene intendere, la Cgil sta tirando la carretta di Luigi Egidio, del sindaco Berti e della Regione Toscana. E, sembra, sotto la scusa della ripresa dei servizi a pieno regime e per il bene comune – una motivazione con cui, fino dal gesuitismo del 600 (vedi lo strafamoso film Mission), tanto bene comune si è sempre voluto fare a suon di macelli e interventi di forza o di spinta.
Anche noi qui sollecitiamo fortemente gli organi competenti sia a livello locale sia a livello regionale, affinché con il proprio rapido e responsabile impegno, consentano di raggiungere correttamente e rapidamente una nuova fase di stabilità, con le dovute certezze normative ed economiche, proprio come si augura la Cgil e con le sue stesse parole.
Ma lo facciamo con un necessario distinguo, che riteniamo fondamentale e pregiudiziale: quello secondo il quale chiunque ha le mani in pasta in questa paradossale faccenda e chiunque ha da mettere in ballo la propria responsabilità (morale, civile, penale, amministrativa e contabile), deve fare il proprio dovere ricordando, in primo luogo, che oltre i discorsi buonisti e qualunquopistoiesi, si sta parlando di 6-7 milioni di euro di tasse toscane e del loro impiego per i disabili o i diversamente abili; un impiego che non può e non deve essere lasciato alla buona volontà missionaria di chi, finora, sembra vere operato in una evidente e incontestabile confusione di ruoli, a partire (e non è una nocciolina!) dal profilo ragionieristico-amministrativio; una confusione piuttosto caotica, non trasparente e finora mai smentita né da Bardelli né da Pancaldo né da altri.

È per questo motivo che invitiamo ancora una volta tutti – dalla Cgil, alla Regione, ai politici, al vescovo, ai tutori dell’ordine e della legge – a rileggersi, passo passo, giorno giorno, tutti i documenti che qui, su questo blog, abbiamo pubblicato e che, piaccia o non piaccia, non fanno onore a chi, di riffa o di raffa, cerca di ignorarli, passarli sotto silenzio, sottovalutarli, deriderli, minimizzarli, ricoprirli di ignoranza o di iattanti sberleffi. Non importa con quali motivazioni.
E, amici della Cgil, per quando riguarda la conditio sine qua non (che però si scrive condicio sine qua non) meno chiacchiere stilistiche e più pragmatismo, per favore.
Da sindacato e non da pie donne!
Q/n
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[Mercoledì 25 maggio 2011]

martedì 24 maggio 2011

LA REGIONE & I NOSTRI QUATTRINI



Col fiato sospeso

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[Martedì 24 maggio 2011]

SOCIETÀ DELLA SALUTE E NOMINA DEL DIRETTORE


 
Test d’intelligenza
per i politici

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[Martedì 24 maggio 2011]

«ZUCCA BARUCCA», POLITICI E VIGILI


Effetto Bassanini

«Il Comune deve assumere
una linea unica e coerente»

Del caso della Zucca Barucca si è parlato in consiglio Comunale. Il consigliere Andrea Fusari, capogruppo dei Verdi, ha definito «incoerente» il comportamento dell’amministrazione comunale, facendo notare che gli operatori avevano ottenuto un permesso proprio dal Comune. «I vigili hanno colpito soggetti che operavano senza alcun scopo di lucro». Zuccherini, PdL, ha parlato di clima poco edificante. Pagliai, capogruppo Udc, ha definito gli operatori del mercatino cittadini umiliati. Negativi anche i giudizi di Soldati, consigliere Idv, e di Mazzieri, capogruppo PD. E Berti, capogruppo dei Comunisti per Pistoia, ha chiesto chiarezza.
[Fonte: La Nazione – 24.05.2011]

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[Martedì 24 maggio 2011]

lunedì 23 maggio 2011

SOCIETÀ DELLA SALUTE. LA DEMOCRAZIA ROVESCIATA



PISTOIA. Mentre parliamo di questo problema, probabilmente in consiglio comunale a Pistoia qualcuno sta sollevando questa stessa tematica e soprattutto nel merito della nomina del direttore della società della salute,  un altro degli aspetti paradossali e macroscopici della nostra democrazia rovesciata. In altri termini qualcuno sta parlando di Torselli e della sua rimozione dal posto di comando.
La definizione del titolo la capiremo meglio dopo avere letto la nota pubblicata stamattina dalla Nazione, che qui riportiamo:

Sambuca
«Un direttore interno
alla Società della Salute»

In nome di un risparmio economico di circa 150mila euro e di una continuità di lavoro portato avanti fino ad ora, il sindaco di Sambuca Marcello Melani è contrario alla nomina di un direttore esterno per la Società della Salute pistoiese.
«È vero che la proposta alla Regione Toscana della nomina del prossimo direttore della Società della Salute spetta alla giunta esecutiva della Società della Salute, ma sono contrario alla nomina di un esterno proprio in un momento delicato sotto il profilo economico e normativo. La gente – si legge nel comunicato – sente parlare di tagli alla sanità, tagli ai trasporti, tagli alla spesa sociale, diminuzione di trasferimenti dallo Stato e noi ci permettiamo, per pochi mesi, di fare una nomina che ci costa circa 150 mila euro».
«Teniamo presente che tra 12 mesi tutto tornerà in discussione perché metà dell’attuale Società della Salute Pistoiese avrà, al suo interno, ben cinque nuovi sindaci». Marcello Melani preferirebbe la continuità del lavoro svolto da Torselli per poi tra un anno tirare le somme e vedere se andare avanti o nominare un nuovo Direttore.

Il sindaco Melani parla con la sua testa e non con quella di Berti o della Ciampolini. E già questo ci fa capire quanta democrazia rovesciata ci sia in alcuni dei nostri politici di punta e progressisti, che non esitano a parlare di necessari rinnovamenti a suon di sperperi di centinaia di migliaia di euro in momenti di crisi come questi.
Ma in secondo luogo si osservi anche come la democrazia sia calpestata – dai nostri amorevoli democratici – nel far sì che a scegliere il direttore della società della salute siano i sindaci quando, per norma interna alla stessa società, come possiamo vedere direttamente leggendo l’allegato normativo (pagina 6, punti 1.6 e 1.7), a pagare il direttore è sempre e comunque maggioritariamente l’Asl stessa, con incidenze di spesa del 66,5% a carico dell’azienda e del 33,5 a carico dei comuni nel caso del punto 1.6; e del 58,33% sempre a carico dell’azienda e del 41,67% a carico del comuni nel caso del punto 1.7.
E da quando in qua chi paga non ha più il diritto di decidere chi scegliersi come direttore dei servizi che deve erogare?
Questo succede solo nelle democrazie populistico-rovesciate come la nostra: realtà in cui si danno le redini del carro agli stallieri e non al driver.

Con risultati che alla fine si vedono in termini di sprechi e di generalizzata insoddisfazione.

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[Lunedì 23 maggio 2011 – ore 16:50]