lunedì 30 gennaio 2012

BARTOLI IL GIORNO DOPO


di Luigi Scardigli

Ha deciso di trascorrere il giorno dopo in compagnia dei suoi due figli, un po’ dimenticati, in questi roventi giorni di campagna elettorale. Lusso che si è potuto permettere, Roberto Bartoli, sapendo di avere accanto una compagna, di viaggio, beninteso, che si chiama Annalisa.
«Ho telefonato a Samuele subito dopo l’esito dell’urna – racconta Roberto Bartoli, il giorno dopo il piazzamento d’onore nella corsa a quattro per la candidatura a Sindaco del centro-sinistra che si terrà in primavera – complimentandomi con lui: ha svolto un lavorone, certosino e sono felice che possa coronare un sogno».

Non è un frasario di circostanza, quello del Professore (dovrò abituarmi a chiamarlo così, perché è lì che tornerà a svolgere il proprio lavoro, all’Università).

Ma a tutta la tua gente, parecchia, che cosa dici, il giorno dopo?

«È stata una sconfitta trionfale, la nostra: abbiamo corso senza nulla e nessuno che sponsorizzasse la nostra avventura e abbiamo raccolto un mare di consensi e di adesioni: questo patrimonio, che è energia vitale, magma prezioso, non deve e non può in alcun modo disperdersi, ma restare a far parte dell’energia della politica che verrà. Anzi, colgo l’occasione per ringraziare tutti quelli che hanno diviso e condiviso con me questa passione straordinaria: abbiamo creato un precedente, la via della democrazia ormai è inevitabilmente segnata dalla compartecipazione».

Dunque apri una lista civica?

«Assolutamente no, anche se sono stati in molti, ieri sera, subito dopo l’esito aritmetico, ad istigarmi a fare questo ulteriore passo. Il gioco al quale ho deciso di partecipare è quello della politica e occorre restare nel rettangolo verde per competere realmente e lealmente, rispettando le sue regole: fare una lista civica vorrebbe dire scendere in campo con una racchetta da tennis dove la gente aspetta di vedere un incontro di calcio. No. Ora torno all’Università, ma è chiaro che questa fonte inesaurita e inesauribile di proposte e idee non può certo disperdersi».

Farai il vice-sindaco: Bertinelli non può certo ignorare la seconda forza della coalizione!

«Nemmeno questo. L’ho detto alla vigilia e lo ribadisco a conti fatti: mi sono presentato per dirigere una squadra; la risposta democratica della città è stata un’altra e mi adeguo alla volontà popolare».

Se la Turco e il Niccolai avessero fatto un passo indietro, però…

«Il se e il ma è il patrimonio degli imbecilli. Le cose sono andate come sono andate, inutile piangere sul latte versato. L’unica cosa che mi preme, in questo momento, è che nessuno del mio elettorato venga contaminato dai soliti giochi che si rinnovano all’indomani di una consultazione tanto avvincente ed eterogenea».

Dunque?

«Ora è il momento di aspettare, di voltarsi un attimo intorno, di capire se questa considerevole massa umana che ha deciso di riporre in me le proprie aspettative, non solo politiche, ma anche e soprattutto sociali e umane, rappresenti la punta di un iceberg che aspetta l’occasione migliore e propizia per uscire allo scoperto».

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[Lunedì 30 gennaio 2012 – © Quarrata/news 2011]

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