sabato 28 gennaio 2012

INCENERITORE. PERCHÉ IL SILENZIO DELLA GIUNTA DI AGLIANA?


Caro direttore,
ancora “voci di corridoio” mi pervengono insistenti e da più canali. Secondo la regola aurea seguita dai più abili giuristi, tre indizi, fanno una “prova”: dunque, non posso trattenermi ancora.
Dopo aver registrato alcune lusinghiere proteste rivoltemi per le mie modalità crude, insolenti e spietate di denuncia delle nefandezze degli amministratori inceneritoristi e le “ingenerose e scorrette” accuse ai vari mayor, capi di maggioranza, opinion leader e assessori adesso te ne voglio raccontare una.

Una, ma Bella davvero, con la B maiuscola.
***
La giunta aglianese, forgiata con lo scalpello dall’ex sindaco Magnanensi (oggi supervisor della regìa politica provinciale) ha da tempo iniziato a vacillare sulla circostanza dell’adesione a progetto di raddoppio del gioiellino di via Tobagi.
Sì, hai capito bene: l’inceneritore del Cis, per la Giunta Aglianese non deve raddoppiare. È pericoloso!
Il programma amministrativo della Giunta Aglianese del 2009, incentrato sul raddoppio della sua potenzialità, verrà modificato in itinere. Resterà Quarrata sola e reggere il moccolo del forno.
Sono troppi i flaconi di medicinale chemioterapico che scorrono, tutt’oggi, nelle vene dei concittadini amministrati dalla brava Eleanna e ciò purtroppo, indistintamente, perché la malattia tumorale, non guarda il colore della tessera che hai in tasca o il tuo stato sociale.
Il problema è che questo dirompente atto di politica, esplode come un sensazionale outing e infrange la struttura monolitica dell’inceneritorista Provincia di Pistoia, rosicchiando la seggiola ai vari Fratoni, Fragai e compari.
In questi giorni di catarsi (le primarie sono state un’autentica fucina di “sofferenze” per il Pd locale, ancora più dilaniato e smembrato dalle dinamiche elettorali) la Giunta si guarda bene dal far cenno di qualche manchevolezza e ciò è dimostrato. Infatti, deve davvero sorprendere se – a quasi 10 giorni dalla notizia del niet dei Medici di famiglia – il palazzo si astiene da ogni commento o replica.
Solo qualche eminente politico ha tentato di fare affermazioni farneticanti, sulla inefficacia legale di un parere, pregevolissimo e stimato, ma privo del sigillo più formale Dell’Asl 3 (è tutto dire: quando il sigillo c’è, non viene considerato, vedi il caso delle polveri fini di questi giorni su Montale).
Quanto potranno resistere ancora?
Ogni giorno, le cronache divampano di polemiche e testimonianze incresciose, come quelle degli allenatori delle squadre di calcio che, ignari, continuano a far allenare i ragazzi adolescenti con dosaggi di Pm10, più che doppi rispetto ai limiti di allarme sanitario.
«Ma che possiamo fare? Non li facciamo allenare?», mi ha detto imbarazzato e incredulo, un giovane mister dell’Aglianese Calcio, da me avvicinato due sere fa.
Ma il pezzo forte è oggi riesumato dall’Archivio del Comune di Agliana, il Bollettino  del 2007, pagine 4 e 5 (vedi: http://www.comune.agliana.pt.it/download/1203339081_settembre2007.pdf).
È stato scritto, nel pieno della polemica dell’emissione di diossine (settembre 2007), dal sindaco più perseguitato dai Comitati: Paolo Magnanensi. Rileggere il suo articolo pubblicato sul Bollettino, scuote la coscienza dei cittadini responsabili e chiama vendette insospettate all’epoca.
L’attuazione di una “corretta politica dei rifiuti” fondata precipuamente sull’incenerimento, impegnava  Magnanensi a perseverare senza se e senza ma, nella politica del raddoppio, consolidata nell’investimento finanziario di 25 milioni di euro.
In tale articolo, l’esimio sindaco, facendo ampio uso di una valutazione più “positivista” della questione (con il positivismo, il fascismo ha varato nel ’38 le leggi razziali, sterminando gli ebrei) ci spiega il perché “...ce n’è ancora bisogno”.
Da ricordare a tutti che Magnanensi vive nella sua villa a schiera nelle pendici dell’appennino, località Candeglia, certamente al di fuori da qualunque “zona rossa” di ricaduta dei microinquinanti. E quindi, può parlare e rassicurare i cittadini, tanto lui gode di tale fiducia e credibilità.
All’epoca i medici si erano appena insediati al Tavolo Istituzionale creato dalla Provincia, dal quale si sono alzati pochi giorni fa, rovesciando a terra la “brocca dell’acqua” e lasciando stupefatto il buon Fragai.
Leggere queste due pagine di Magnanensi permette di riconoscere quanta retorica sia stata sparsa sulla vicenda, confezionando un profilo all’impianto come una “risorsa della comunità”, ma che si è poi altresì dimostrata una autentica “bomba ecologica”.
Tanta salute a tutti, ce ne sarà bisogno.
Alessandro Romiti
Portavoce dei Comitati
contro l’inceneritore
Cliccare sull’immagine per ingrandirla.
[Sabato 28 gennaio 2012 – © Quarrata/news 2011]

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