sabato 18 giugno 2011

BARTOLOMEI (FLI): «UN’AMMINISTRAZIONE CHE SPREGIA I CITTADINI»

di Alessandro Romiti


PISTOIA. È stato il consigliere del Fli Alessio Bartolomei a presentare una conferenza stampa sulle clamorose contraddizioni della condotta dell’amministrazione comunale pistoiese, riportando i dati di quattro episodi dimostrativi della incapacità di corretta governance della città, destinata a vedere irrimediabilmente pregiudicato il rapporto cittadino-amministrazione.
I cittadini sono stati in più occasioni sanzionati con iniziative dimostratamente illegittime, vessatorie e inique non solo rispetto al generale buonsenso (clamorosamente calpestato e vilipeso) ma anche alla legge.
Gli episodi richiamati dal consigliere sono riferiti a quattro distinti avvenimenti: la presenza di un autovelox installato in prossimità della tangenziale (raccordo A11), le iniziative di repressione e sanzione per l’uso improprio di biciclette in centro storico, le sanzioni comminate agli ambulanti del mercato mensile Zucca barucca e l’errata programmazione del punto di accesso elettronico di corso Gramsci (intersezione via Fonda) che registra erroneamente anche i detentori di permesso giornaliero di accesso alla Ztl.
1. Sul primo di questi temi, l’autovelox, ancorché ne sia certa la completa illegittimità per mancanza di conformità alle norme, il comune mantiene indefessamente l’impianto in funzione e i cittadini continuano ad essere sanzionati al ritmo di circa 100 al giorno. I ricorsi, inoltrati gratuitamente al Prefetto, permetteranno di avere immediato annullamento del verbale, perché illegittimo.
2. Con una apposita disposizione di servizio del 18 aprile 2011, il comandante Napolitano dispone un preciso e perentorio ordine di servizio che sollecita nell’aumentare il rigore agli agenti nei confronti dei ciclisti del centro storico: tale disposizione non potrà altro che indurre una riduzione della diffusione del mezzo ecologico per eccellenza: la bicicletta.
Ecco ancora dimostrato come Pistoia sia tutt’altro che a misura d’uomo.
3. Sull’incredibile vicenda del mercato Zucca barucca tutti ricordano le inammissibili conseguenze di un’ordinanza illogica e beffarda. Infatti il comune ha stabilito che tale tipo di manifestazioni è consentito in via straordinaria, due o tre volte l’anno (ma comunque non certo una volta al mese). Nel passato il comune ha sempre aiutato questo tipo di iniziative, mentre oggi sanziona gli artigiani e commercianti, spesso occasionali. I politici devono riprendere in mano la situazione e non lasciarla in quelle dei tecnici, ovvero delle sanzioni, se vogliono bene a questa città. Ora la manifestazione è a rischio perché è impossibile, per chi fa mercato per hobby, trasformarsi in commerciante con tanto di licenza e relativi costi.
4. La vicenda del punto di controllo accessi di via Gramsci sta assumendo dei profili grotteschi vista la grave incongruenza tra le prescrizioni amministrative di chi riceve un permesso di accesso alla ZTL ( pagando ben 10 €) e poi, autorizzato a percorre l’intera area, si vede sanzionato l’accesso al fantozziano nuovo cancello elettronico. Un chiaro esempio di irregolare gestione della cosa pubblica.
I cittadini, che vedono volati i loro diritti da misure coercitive e vessatorie, potranno certamente avere ragione con i ricorsi al giudice, ma ciò è una grave ipoteca rispetto a quel fondamentale principio di collaborazione che dovrebbe sussistere tra l’amministrazione e il cittadino che non è suddito ma – e i compagni dell’amministrazione pistoiese dovrebbero essere i primi a rendersene conto anche in virtù dei loro trascorsi storici – sovrano.

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[Sabato 18 giugno 2011]

PENSIONAMENTI FRA SQUILLI DI TROMBE E RULLI DI TAMBURO


PISTOIA. Giampaolo Pagliai, capogruppo Udc, ha inviato la seguente interrogazione urgente al sindaco Renzo Berti.


Al Sindaco
Al Presidente del C.C.
Agli organi di stampa


Caro Sindaco,

ho assistito, in disparte, al piacevole concerto della banda Borgognoni che si è tenuto ieri in Palazzo di Giano. Ti ricordi il Titanic: mentre la nave affondava l’orchestrina suonava il valzer. Ecco, ieri, venerdì 17, la nostra città ha vissuto una situazione, scenograficamente, paragonabile a quella dello storico transatlantico. Mentre la città è in attesa, fra l’altro, degli esiti giudiziari della scandalosa vicenda del Cip e Ciop e della “vendita” della Casa del Combattente, mentre siamo in attesa dell’esito della vicenda giudiziaria che riguarda l’Aias e degli esiti dello scandalo dei permessi facili ai cinesi che, se non ricordo male, coinvolgevano funzionari e un dirigente dell’Amministrazione comunale, proprio ieri, mentre nel Palazzo di Giustizia era un via vai di avvocati e di persone indagate per la nota “triste” vicenda esplosa per le super milionarie evasioni fiscali; bene, in questo contesto, alle ore 12, la Banda Borgognoni era a suonare gustosi pezzi del repertorio bandistico tradizionale. Grande è stato il mio sconcerto; ho pensato anche che quel gioioso frastuono recasse disturbo alle orecchie degli operatori di giustizia, che sono impegnatissimi nel Palazzo di fronte. Invece no, si trattava di una celebrazione. Ho intravisto le ultime due signore, trasferite recentemente alla segreteria del Sindaco, molto prese e indaffarate a garantire il buon esito di una cerimonia: impianto di amplificazione, invitati d’onore, deputati, direttori generali, imprenditori stimati, che da sempre operano al servizio del Comune, sindacalisti, amministratori ed alcuni dipendenti. Si festeggiava adeguatamente il pensionamento del Sig. Giovanni Lucarelli, che dopo decenni di lavoro per la comunità, prima alla Nettezza Urbana e poi a Palazzo di Giano, ci lascia. Anch’io mi associo ad un sincero augurio di buona pensione.
Ma ho trovato barocco, esagerato e di cattivo gusto celebrare nell’atrio del Palazzo di Giano, sotto lo sguardo scettico del Miracolo di Marino Marini, un pensionamento che sarebbe stato meglio festeggiare con meno enfasi e più sobrietà, perché, oltre tutto, il Sig. Lucarelli è sotto processo per un grave reato legato alla bruttissima vicenda dell’Ing. Del Santo. So bene, e tu Sindaco lo sai meglio di me, che Lucarelli con la vicenda non c’entra niente. È stato solo un capro espiatorio, magari rimane da verificare se consenziente o no. Devo, caro Sindaco, segnalarti anche lo sconcerto che per questa spagnolesca cerimonia hanno provato molti dipendenti comunali normali. Ti interrogo per sapere:


  1. per quali motivi si è permessa una celebrazione così esagerata?
  2. Che farete quando andranno a casa, dopo reiterati trattenimenti in servizio, il Dott. Renzo Ferri, il Cavalier Renzo Caloffi e il Sig. Edo Bertocci?
  3. Se risponde al vero che, dal 2002 al 2010, otto addetti al Servizio di Polizia Municipale, dopo visita medica, siano stati trasferiti ad altri servizi e se tre di questi (il 40 %) siano parenti stretti del Sig. Lucarelli?
  4. Se in un caso di questi tre, oltre la visita medica, abbiano consigliato il trasferimento altri seri motivi di opportunità?
Cordiali saluti
Il Capogruppo UDC
Giampaolo Pagliai
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[Sabato 18 giugno 2011]

venerdì 17 giugno 2011

VIGNOLE. CROLLA IL TETTO DEL CIMITERO




QUARRATA. Un lettore scrive:

Buonasera!
Sono diversi giorni che ho scattato queste foto, quando passando per strada ho notato il vistoso cedimento su un’ala del tetto del cimitero di Vignole. All’inizio di questa settimana, nel parcheggio antistante era ferma anche una pattuglia della Polizia Municipale impegnata a svolgere un’azione di controllo del traffico, ma non so se abbia segnalato l’accaduto a chi di dovere. Neppure il brillante Zampini, sempre attento a quanto accade in quei paraggi, niente ha riferito sulla cronaca locale. Probabilmente il primo caldo può aver provocato anche in lui una plausibile disattenzione.
Leggendo sul blog di Edoardo Bianchini quanto previsto dalla delibera di Giunta del Comune di Quarrata n. 75 del 07.06.2011, in base alla quale “sottrarrebbero” ai cittadini a dir poco € 60.000,00 mi è sorto il dubbio che tale operazione possa essere stata architettata per eseguire il necessario intervento al cimitero. Può essere verosimile? In tempi di vacche magre anche certe iniziative, caratteristiche dei più spietati “anciens régimes”, possono in qualche modo rientrare a far parte di quella democrazia partecipata tanto cara al Sindaco Sergio Gori.
Cordialmente
Simone Agostini
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[Venerdì 17 giugno 2011]

giovedì 16 giugno 2011

LIBERARE CASERANA E VIA DI MEZZO DAL TRAFFICO PESANTE




QUARRATA. «La situazione del transito di mezzi pesanti oltre le 12 tonnellate dalla frazione di Caserana (via Nuova e via di Mezzo) è divenuta insostenibile sia per i cittadini che vi abitano che per coloro che si trovano a circolare e oltrepassare il ponte dell’Ombrone che puntualmente si vedono costretti a indietreggiare o nel peggiore dei casi essere protagonisti di incidenti». Con questa affermazione Daniele Ferranti, capogruppo del Pdl in consiglio comunale a Quarrata, spiega le motivazioni che lo hanno indotto, nei giorni scorsi, a illustrare la situazione all’assessore della provincia di Prato, Ivano Menchetti, per liberare dal traffico pesante la frazione di Caserana.
Nella lettera si legge: «Con la presente vengo a sottoporti una problematica legata ad un tratto viario che collega il comune di Quarrata (frazione Caserana) con il comune di Prato. Dallo scorso ottobre, dopo varie istanze dei residenti nella frazione e a seguito di un ordine del giorno proposto dal Pdl sulla sicurezza di via Nuova, il comune di Quarrata, tramite un’ordinanza della polizia municipale, ha vietato il transito ai veicoli di massa complessiva a pieno carico superiore a 12 tonnellate su via Nuova. L’ordinanza è stata dettata dal fatto che il ponte sull’Ombrone per le ridotte dimensioni della carreggiata con il passaggio di autosnodati, autoarticolati e autotreni provenienti da Iolo, Macrolotto e uscita Prato Ovest bloccano il transito della via in questione all’incrocio con via Baccheretana creando inquinamento acustico e ambientale. L’ovvia conseguenza è stata quella, da parte del comune, di installare adeguata segnaletica stradale di divieto da Quarrata verso Prato. Nonostante le azioni amministrative e i sopraluoghi effettuati da tecnici che hanno messo in luce la necessità di salvaguardare l’integrità costruttiva della spalletta e del ponte stesso i mezzi pesanti continuano a transitare in quanto viene a mancare adeguata segnaletica stradale da parte della provincia di Prato nel senso da Prato verso Quarrata. Ovviamente questo vanifica gli sforzi fatti fino ad ora e mette in serio pericolo anche il passaggio dei pedoni, ciclomotori e ciclisti. Ti chiedo urgentemente di porre rimedio a questo vulnus installando segnaletica stradale per vietare il passaggio di automezzi pesanti. Confidando in tuo pronto intervento e in una celere risposta ti saluto cordialmente».
Ovviamente, conclude Ferranti, la limitazione non dovrà riguardare tutti i residenti che avendo una attività commerciale devono transitare sui due assi viari (via Nuova e via Di Mezzo). Il consigliere si augura che il comune di Prato possa intervenire celermente. Il ponte sull’Ombrone non può più sopportare tali carichi così come via Nuova che ha un restringimento sulla statale e via Di mezzo che ha un manto stradale già messo a dura prova in questi anni.

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[Giovedì 16 giugno 2011]

TVL. OVVERO IL GIORNALISMO SECONDO BARDELLI




PISTOIA. Due appunti minimi per ricordare ai nostri lettori che cos’è il giornalismo, come si fa il giornalismo e come viene fatto il giornalismo in questa piccola città di provincia che è Pistoia.
Sotto questo profilo ci aiuta moltissimo il direttore di Tvl che, periodicamente, arringa il popolo e – dopo averci colpito, noi che di interessi in corso non ne abbiamo proprio, con maledizioni e anatemi di vario genere, ricordandoci che siamo scorretti, che calunniamo tutto e tutti, che non capiamo un bel nulla di ciò che invece lui capisce alla perfezione e a menadito –, dopo avere scelto come motto della sua personale Tv questa emblematica frase da 35 anni facciamo quello che sappiamo fare meglio: raccontare la tua città e la Toscana (ma viene da chiedersi: come?), in uno stile da perfetto giornalismo anglosassone, spersonalizzato e oggettivo, parlando di problemi grandi e gravi (che però, purtroppo, sono suoi personali interessi: perché, per chi non lo sapesse, Luigi Egidio è padrone di Tvl e al tempo stesso è stato presidente dell’Aias da sempre, indi grande architetto della ristrutturazione dell’Aias stessa metamorfizzata per miracolo in Apr, Associazione pistoiese per la riabilitazione Onlus), finisce questo suo commento, trasmesso l’8 giugno scorso, parlando dei politici che lo hanno fattivamente aiutato a ottenere la convenzione con l’Asl3 di 6 milioni di euro all’anno per i prossimi tre anni, con queste testuali, sante e ispirate parole: [di questi politici] ce ne ricorderemo, ce ne ricorderemo, al momento opportuno… Alla faccia del conflitto di interessi.

Ma cosa avrà voluto dire il signor direttore responsabile di Tvl?

P.S. – Da qualche parte Bardelli dice anche « faremo i nomi »... Di chi? Dei cattivi...?



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[Giovedì 16 giugno 2011]

PISTOIA. SILENZI, GRIDA & ENTROPIA




Oggi men che mai intendiamo scendere in campo sul movimento che si registra, fino da ieri, in città, a séguito degli eventi romani e dopo gli arresti eccellenti.
Ci fermiamo, piuttosto, su una considerazione di carattere generale che, come estrapolazione teorica, vale per sempre e per tutto. E soprattutto per questa adorabile e tranquilla città.
Si dice che, quando un guidatore, per anni e anni, è sempre stato salvato dalla mano del destino, è statisticamente pronto per un incidente catastrofico. Si dice e si sa.
Si dice anche che il trasporto aereo è uno dei più sicuri. Solo che, dopo decine di volte in cui  tutto va bene, arriva il momento della crisi – e che dio ci liberi.
Sappiamo tutti che, quando la combinazione del Superenalotto non esce, il montepremi si gonfia fino all’inverosimile, ma poi ecco che, come per grazia ricevuta, scappa fuori un vincitore ed è festa infinita.
Lo stesso vale anche per la calma e il silenzio composto di questa tranquilla città di provincia.
Solo che statisticamente arriverà anche il momento dell’entropia e dello scoppio. Non c’è dubbio.
Allora Pistoia andrà in frantumi come un cocomero preso, portato al quinto piano di un condominio e fatto cadere sul marciapiede.

E tutto questo solo perché prima nessuno ha visto – o voluto vedere – mai niente strada facendo.

e.b. blogger
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[Giovedì 16 giugno 2011]

mercoledì 15 giugno 2011

ICI-QUARRATA. UNA «TRAPPOLETTA» DELL’AMMINISTRAZIONE SERGIO GORI?

QUARRATA. L’amico Alessandro Cialdi scrive:



Ciao Edoardo,
ti allego il testo dell’interrogazione che ho presentato ieri mattina e che verrà discussa lunedì in Consiglio.
Si tratta di ICI su terreni che non sono stati mai considerati edificabili e, di punto in bianco, lo diventano per mezzo di una delibera di Giunta del 7 giugno, che obbligherebbe i cittadini a pagare l’ICI (che scade il 16 giugno) anche per tali aree, imponendo una cifra minima (€ 17,00/mq.) sotto la quale scatta l’accertamento.
Senza che lo strumento urbanistico sia stato modificato!
È una cosa incredibile, che mette le mani in tasca ai cittadini e li “rapina” di circa € 60.000,00 (presumendo una superficie interessata di mq. 500.000, ma forse sono di più).
L’altro aspetto è quello della tempistica, di come questi amministratori rispettano il cittadino/suddito.
Si fa una delibera il 7 giugno (immediatamente eseguibile!!...) coscienti che la scadenza del pagamento della prima rata dell’ICI è fissata per il 16 giugno!
Nessuno sapeva nulla; ho personalmente parlato con tre commercialisti e sono tutti caduti dalle nuvole.
Se puoi e vuoi, pubblicala sul tuo blog. A presto e grazie.
Alessandro Cialdi

Diamo volentieri voce alla richiesta più che legittima di Cialdi, sempre attento ai problemi di Quarrata e alla difesa dei diritti della gente.
In effetti l’operazione della giunta – ma ormai non ci stupiamo più di tanto – non ci sembra per niente corretta né rispettosa dei cittadini e di quella legalità di cui il comune si fregia boriosamente.
Ed ecco il testo dell’interrogazione:

Quarrata, 13 giugno 2011

Al Sig. Presidente del Consiglio Comunale di Quarrata
            Massimo SAULEO
Al Sig. Sindaco del Comune di Quarrata
Dott.ssa Sabrina SERGIO GORI
Al Sig. Segretario Comunale di Quarrata
Dott. Ernesto GIORGETTI

Oggetto: INTERROGAZIONE in riferimento alla delibera di Giunta n° 75 del 7/6/2011 relativa al valore ai fini ICI della aree APD3.

I sottoscritti Consiglieri Comunali dell’UDC

INTERROGANO


Il Sindaco e la Giunta Comunale di QUARRATA


PREMESSO

  • Che le aree APD3 sono aree di fatto inedificabili, il cui utilizzo è “precluso per tutto il periodo di validità del Regolamento Urbanistico”;
  • Che tale definizione la si ritrova a pagina 21 della relazione di accompagnamento alla proposta di controdeduzioni dei progettisti del Regolamento Urbanistico;
  • Che, quindi, detti terreni sono “a tutti gli effetti, inedificabili e soggetti ad una disciplina analoga a quella delle zone agricole”;
  • Che le aree agricole scontano l’ICI in relazione alla rendita dominicale rivalutata e non in ragione di un valore di mercato;
  • Che, invece, la Giunta, con la delibera in oggetto ha attribuito un valore di mercato minimo (€ 17,00/mq.) per cui, il cittadino che dichiarerà un valore al di sotto di tale cifra sarà sottoposto a rettifica da parte dell’ufficio;
  • Che tale delibera è stata presa il 7 giugno 2011 per l’intero anno 2011, sapendo che la scadenza per il versamento della prima rata dell’ICI cade il 16 giugno;
  • Che tutto questo assicurerà contenzioso tra cittadini ignari e amministrazione

CHIEDONO

di conoscere i motivi per cui si è ritenuto giusto deliberare in tal senso.

Con osservanza.

Alessandro CIALDI (UDC)
Andrea MAZZONI (UDC)
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[Mercoledì 15 giugno 2011]

BERTI, STUPORI & PRUDENZE

Ansia e stupore in tutta la città
Il sindaco Berti: «Sono sorpreso»
Confcommercio cauta:
«Conad è una realtà molto solida»



«Spero vivamente che le persone coinvolte nell’operazione ‘Fuori tutto’ siano estranee ai fatti e possano dimostrare la loro innocenza». Con queste parole il sindaco Renzo Berti ha commentato nel pomeriggio di ieri la notizia dell’ordinanza cautelare a carico, tra gli altri, di Silvano Ferrini e Ugo Baldi, presidente e amministratore delegato del gruppo Conad del Tirreno, e Orazio Ferrari, presidente della Pistoiese e l’avvocato Andrea Baldi. «Sono molto sorpreso e preoccupato per quello che è successo questa mattina. Le accuse sono molto gravi, ma, in questa fase, credo che sia comunque opportuno essere molto cauti. Prima di esprimere una qualsiasi valutazione, credo che debba essere fatta piena chiarezza sull’intera vicenda», ha commentato il primo cittadino di Pistoia. La vicenda ha suscitato stupore e sconcerto in tutta la città, fortemente coinvolta dall’inchiesta della procura di Roma sul presunto giro di evasione fiscale. Questo, anche se il nome di Orazio Ferrari non compare in qualità di presidente della Pistoiese calcio, ma come contitolare della Roscer, società edile con sede legale a Prato. Se la bufera giudiziaria ha attirato immediatamente l’attenzione dei pistoiesi, tuttavia i commenti ufficiali sono improntati alla massima cautela. Così, oltre a quello del sindaco Berti, anche quello di Confcommercio Pistoia, l’associazione di categoria cui Conad del Tirreno fa parte.
«Siamo molto dispiaciuti — si commenta dalla sede di Confcommercio di viale Adua dopo aver appreso la notizia dai cronisti nel corso della mattinata di ieri – per l’evento che vede coinvolto il gruppo Conad del Tirreno, una realtà solida che rappresenta, sicuramente, una eccellenza per il nostro territorio. Ci auguriamo – conclude la breve nota dell’associazione dei commercianti – che questa vicenda trovi risoluzione in tempi brevi e venga fatta luce in senso positivo su quanto avvenuto, affinché l’azienda possa proseguire il proprio percorso di sviluppo».
[Fonte: La Nazione/Pistoia, 15 giugno 2011]

È ovvio che in casi come questi occorre prudenza. Ma dichiararsi stupiti è – se consentite – una scoperta dell’acqua calda, una scontata, improvvida banalità.
Sarebbe anomalo non essere stupiti per terremoti di questo genere – vedremo in séguito se veri o temuti.
Il problema è che Pistoia è tutta uno stupore istantaneo e banale che schizza fuori solo quando, da fuori, altri vengono a mettere il naso in una realtà che fa di tutto per mantenersi al di fuori della portata dell’osservazione e per accreditare una propria immagine di assoluta tranquillità, con un pelo dell’acqua che è più solido dello specchio di un armadio; anzi, di un blindovis antiproiettile.
Ora – e prescindendo da questa vicenda su cui manterremo rigorosamente sospeso ogni giudizio – lo sanno anche i neonati che dove tutto sembra statico non è che non accada niente, ma è più facile che ciò che accade sia tenuto sott’acqua.

E dovrebbe saperlo bene anche un primo cittadino sotto il cui regno ci sono stati Cip & Ciop, Del Santo & Copit, Aias & Bardelli – salvo se altro.
e.b. blogger
P.S. – Scusate: anche la Società della salute e la nomina del nuovo direttore…

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[Mercoledì 15 giugno 2011]

martedì 14 giugno 2011

LE SORPRESE DI UNA CITTÀ A ‘MISURA D’UOMO’


Senza parole

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[Martedì 14 giugno 2011]

REFERENDUM. REQUIEM PER TUTTI (COMPRESO IL BUONSENSO)

Il capoluogo. Renzo Berti: «Segnale forte»
Esulta tutto il centrosinistra:
«Grande prova di maturità»


«Soddisfazione, un segnale importante, una vittoria che va oltre le aspettative». Questi i sintesi i commenti di chi ha a lungo perorato la causa dei quattro «sì» al referendum. «Si tratta di un segnale di forte cambiamento del quale il governo di centro destra dovrà tenere conto» spiega il sindaco di Pistoia, Renzo Berti. «Emerge chiaramente il desiderio di discontinuità rispetto alla politica attuata fino a questo momento. Il successo di questo referendum – continua il primo cittadino – sancisce la volontà da parte dei cittadini di riappropriarsi di uno strumento che negli anni aveva conosciuto un processo di logoramento. Questo cambio di rotta è un fatto molto positivo che attesta il desiderio diffuso di voler partecipare attivamente alle decisioni che inseriscono la vita pubblica».
Esulta anche il segretario comunale del Pd, Paolo Bruni. «Il vento — dice — è cambiato davvero! La partecipazione è stata straordinaria e il risultato è un vero plebiscito oltre ogni aspettativa. È una vittoria dei Comitati e dei cittadini! Una vittoria, alla quale sul piano locale, sono contento di aver dato un contributo convinto come segretario del Pd».
Per Vannino Chiti, vicepresidente del Senato, «la Toscana ha dato prova di grande maturità politica con una larga partecipazione al voto. Tanti cittadini sono andati a esprimere il loro voto sui quattro quesiti perché hanno una grande voglia di partecipazione e il desiderio di determinare, con le proprie idee, il futuro del nostro paese».
[Fonte: La Nazione/Pistoia, 14 giugno 2011]

Dietro queste poche parole di commento della Nazione nasce subito lo scoramento, perché sembrano un de profundis per il buonsenso.
Ma Berti non era in disaccordo sull’acqua o almeno si era così sentito dire?
E il Pd non aveva all’inizio snobbato i referendum o almeno si era così sentito dire?
Eppure per un vero cambiamento di rotta basterebbe così poco...

  • Che si facesse una legge per cui se un parlamentare cambia area in corso d’opera viene mandato a casa per sempre
  • Che si facesse una legge per cui non si prende la pensione da parlamentare dopo una sola legislatura
  • Che si facesse una legge per cui non si può passare la vita in politica – e magari facendo i pianisti

Ma dinanzi a ciò tutti si fermano e scuotono la testa convinti che non sarebbe questo il miglior futuro per il nostro paese…
e.b. blogger
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[Martedì 14 giugno 2011]

lunedì 13 giugno 2011

AIAS. IN ARRIVO UN RICORSO D’URGENZA



PISTOIA. Mentre Bardelli e la sua onlus votavano il nuovo consiglio di amministrazione (all’appello mancheranno, rispetto al prima, la signora Lippi, sostituita dalla signora Scardigli, e don Diego Pancaldo, al quale è subentrato Marco Gori: cosa che fa pensare a una futura ‘papazione’ di Pancaldo alla presidenza della Fondazione Santa Maria Assunta in cielo, al posto di don Gargini), mentre accadeva tutto questo – dicevamo – anche l’Aias verace, quella di Bagnale, commissario rifiutato e osteggiato dai bardelliani, si era già riunita a Masiano, giovedì scorso nel tardo pomeriggio, presso il locale circolo Acli, con la presenza degli iscritti canonici, che hanno provveduto alla modifica dello statuto della sezione pistoiese, oggi ormai riportato in perfetta sintonia con le norme e le regole dell’Aias nazionale.

A questo proposito abbiamo ricevuto la nota che pubblichiamo.

Costruire sulla roccia

La buona tecnica delle costruzioni e la saggezza popolare sono concordi sull’importanza della solidità delle fondamenta e delle strutture portanti: in questi ambiti ogni imprecisione o imprudenza comporta rischi, talvolta gravi.
Nella vita di un’associazione lo statuto ne detta le regole e definisce il perimetro che delimita gli spazi di azione: in un certo senso ne rappresenta il basamento e l’insieme dei muri…
È per rimediare alle irregolarità del precedente statuto che, nella serata di giovedì scorso, si è svolta l’assemblea straordinaria dell’associazione Aias Pistoia Onlus, la quale ha provveduto ad approvare il nuovo statuto, questa volta pienamente conforme alla normativa per le Onlus e allo statuto dell’Aias Nazionale.
Nella riunione di giovedì scorso, tenutasi alla presenza del notaio Raffaele Lenzi, erano presenti 129 dei quasi 200 soci dell’associazione pistoiese.
All’inizio vi è stata la scrupolosa registrazione dei partecipanti (con il pagamento della famosa quota di 36 euro), che ha concesso a tutti il tempo per incontrarsi e scambiare due chiacchiere con vecchi e nuovi amici.
Il nuovo statuto è stato poi approvato con singole votazioni su ogni articolo, apportando alla bozza iniziale, proposta dal commissario, alcune modifiche e integrazioni.
Successivamente sono stati designati due delegati che rappresenteranno la sezione di Pistoia alla prossima Assemblea Nazionale dell’Aias, che si svolgerà a Cosenza la prossima settimana, e che sancirà lo stretto collegamento con la rete di soci, strutture sanitarie ed esperienze riabilitative facenti capo ad oltre 100 sezioni Aias in Italia.
Con il nuovo statuto sarà possibile procedere, tra poche settimane, all’elezione del presidente e del consiglio di amministrazione della sezione pistoiese dell’Aias, ponendo termine al periodo di commissariamento e restituendo a Pistoia un’associazione rinnovata in molte sue componenti, decisamente intenzionata a destinare, d’ora in poi, ogni risorsa disponibile alla cura, sempre migliore, delle persone affette da disabilità.
Al termine dell’assemblea è stata approvata all’unanimità la proposta di indirizzare un messaggio di ringraziamento per l’Aias Nazionale, per il suo presidente, ing. Francesco Lo Trovato, per i membri del consiglio, per il commissario Giulio Bagnale ed il vice commissario Bachisio Molotzu, persone che, in questi mesi, dopo essere intervenute per il giusto commissariamento della sezione, hanno assicurato la prosecuzione dei servizi socio-sanitari, impegnandosi tutti con passione e competenza e sopportando anche critiche ingiuste.
Un caloroso applauso di tutti i presenti per l’Aias Nazionale e per il suo presidente ha chiuso la riunione, mentre il clima sereno che si è respirato durante l’incontro ha suggerito a molti di promuovere l’associazione presso altri amici, per aumentare ancora il numero dei soci pistoiesi.
* * *
E oggi fra Aias e Apr siamo dinanzi a un Castello dei destini incrociati, per abusare di un titolo di Calvino. Ma perché?
Perché,  fino dalle prossime ore, ci potrebbero essere nuove mosse, in tutta questa tormentata vicenda, con la presentazione di un ricorso d’urgenza, al tribunale di Roma, per chiedere l’immediata sospensione del riconoscimento della Apr (l’associazione pistoiese  per la riabilitazione di Bardelli) come unica e legittima destinataria dei finanziamenti regionali attribuìtile dalla convenzione firmata pochi giorni fa dal direttore generale dell’Asl 3, dottor Alessandro Scarafuggi.
Sì, avete capito bene: a Roma. Perché è là che ormai si trasferisce il terreno dello scontro e della battaglia in questa guerra di successione che sembra non avere mai fine.
E per non lasciare le cose nel vago, riepiloghiamo brevemente i termini di tutta la questione.
Bardelli, in tutta questa vicenda, ha giocato tre carte, come ricorderemo.
La prima è stata il ricorso d’urgenza al tribunale di Pistoia, a cui si chiedeva di mettere alla porta il commissario Bagnale. Solo che il collegio, presieduto dal dottor Amato, ha rinviato la richiesta, per incompetenza, al tribunale di Roma, ove peraltro il ricorso da urgente si è trasformato in ordinario – e poiché Bardelli ha omesso di fare intervenire anche il Pm, come richiesto in questi casi per le società, l’udienza romana di maggio ha stabilito di rinviare il tutto a ottobre prossimo, in attesa della formalizzazione della presenza del Pm stesso.
La seconda carta – o piano B di Bardelli, per così dire – prevedeva, come ricorderemo, la costituzione di una nuova associazione, alternativa all’Aias commissariata: realtà di cui il nome – per quanto ricordiamo – non è mai stato fatto ufficialmente, ma che sarebbe, se non sbagliamo, associazione Giovanni XXIII. Questa ipotesi – fatta fallire dai sindacati, si dice – prevedeva una soluzione eclatante e da manuale: tutti i 120 dipendenti Aias si sarebbero dovuti licenziare (queste le voci) per mettere in ginocchio il commissario Bagnale e costringere Berti, invocando i suoi poteri straordinari in materia di sanità, a intervenire più che con il guanto di velluto, con il pugno di ferro. La risposta fu il classico cucù o marameo da parte dei sindacati e dei lavoratori stessi; e l’iniziativa fu fatta abortire sul nascere.
La terza via è stata quella che conosciamo tutti e che è passata attraverso le due assemblee dell’auditorium (o, forse, meglio: adiutorium nostrum in nomine domini…) e il riconoscimento – per motu proprio bertiano – dell’Apr-Bardelli come unigenita delle spoglie ex-Aias.
Sarà interessante vedere cosa succederà se davvero entro oggi – 13 giugno – il ricorso d’urgenza verrà presentato a Roma con la richiesta di bloccare/congelare ogni validità certificatoria impropriamente rilasciata da Berti e Bellandi in attesa (come del resto sarebbe logico) della dovuta dipanazione di una matassa che è un vero confusissimo boscabbaccano dell’imbarazzo.
Seguiteci anche nelle prossime ore.

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[Domenica 12 giugno 2011]

UN PAESE SULL’ORLO DEL BARATRO

di Luigi Scardigli


Per onestà deontologica, devo premettere, a quello che vi dirò, che allo stadio Marcello Melani di Pistoia, a vedere ieri sera Roma-Varese, – nonostante le mie orgogliose appartenenze giallorosse – ci sono andato con il solo e dichiarato proposito di intervistare Bruno Conti – ex gioiello del calcio metropolitano e italiano, attuale responsabile dell’intero settore giovanile della A.S. Roma – a proposito dell’ultimo, ma solo in ordine di tempo, scandalo del mondo del calcio.
Purtroppo però, l’ex tornante di Nettuno, dopo avermi carezzato il viso con entrambe le mani, mi ha anche liquidato dicendomi che “stasera, te vojo bbene, vojo solo vedé ’sti ragazzi: te prego, lasciame ’n pace”.
E rispettando la sua delicata ed elegante volontà, mi sono fatto da parte, accontentandomi comunque di gustare pur sempre una finale Primavera. Però ho anche subito pensato che il motivo dell’accredito – l’ingresso gratuito allo stadio –, mentre Bruno Conti declinava il mio invito a chiacchierare, decadeva inesorabilmente, vanificando così un’operazione – l’accredito appunto – che aveva coinvolto e scomodato più di una persona. E ora, ho pensato, cosa scrivo? Beh, ci sono sempre i tifosi e, ultima spes, un Paese sull’orlo del baratro, a compensare le aspettative tradite.
Dopo i violenti tafferugli scoppiati mercoledì sera durante la gara di semifinale, sempre al Melani, tra le tifoserie della Roma e del Genoa, facile prevedere che gli ultrà finalisti, che sembrano godere di legittimo impedimento, ma non solo quelli che accedono alla finale, anche gli altri, non si sentissero paghi del carosello infrasettimanale e che nel giorno dedicato al riposo volessero dare l’ennesima dimostrazione di coraggio, violenza e impunità.
La situazione non è degenerata solo perché, dopo pericolose e sintomatiche avvisaglie maturate prima dell’inizio del confronto, le forze dell’ordine si sono magicamente auto moltiplicate, inducendo così gli irriducibili – che irriducibili non sono quando le divise aumentano in misura esponenziale – a maggior prudenza.
Questa lunga premessa serve solo a due micro considerazioni.
Primo: quanto è costato alle casse di Pistoia ospitare una gara di Primavera calcio tra la Roma e il Varese? Centinaia tra poliziotti e carabinieri (doppio straordinario, perché notturno e domenicale), decine di vigili urbani, altrettante di vigili del fuoco e uno stuolo scarsamente definibile di addetti alla pubblica assistenza, che mi auguro fosse soprattutto composto da volontari.
Secondo: c’è un’ordinanza ministeriale che vieta la vendita dei biglietti ai botteghini ai non residenti, una delle tante schegge della tessera del tifoso.
Beh, prima della partita ho visto un nugolo di tifosi, con uno slang non certo granducale, sprovvisti di biglietti, parlamentare con addetti vari e trovare il modo per come entrare allo stadio, gli stessi poi che sarebbero stati disposti a fronteggiarsi con chiunque, se il muro delle forze dell’ordine fosse stato un po’ meno granitico.
Le conclusioni tiratele voi.

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[Lunedì 13 giugno 2011]

PARENTOPOLI 3. VIVA IL RISPARMIO!




PISTOIA. Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato-stampa inviatoci da Daniela Simionato.

Continua la mia incursione nel ginepraio degli uffici comunali e in particolare in quelli dell’anagrafe ed elettorale.
Tutto era iniziato con il mio comunicato sulla cosiddetta “parentopoli” e cioè con la famigerata delibera del 21.10.2010 contro il nepotismo che non aveva prodotto alcun cambiamento, contrariamente a quanto affermato dall’amministrazione, se non per un unico trasferimento. Ma qualcuno ci darà una risposta?
In seconda battuta, con il mio comunicato “parentopoli 2” ho dichiarato che non si doveva contestare solo i casi di diretta subordinazione tra affini, parenti ecc., oggetto della delibera, ma anche un disinvolto modo di procedere con le assunzioni che guarda caso privilegia parenti, amici, congiunti e ho annunciato che si intendeva sopprimere il servizio gestione demografica.
Ora c’è la terza fase, in cui la riorganizzazione prevista diventa operativa: l’U.O. elettorale, anagrafe e stato civile, viene raggruppato nel servizio di segreteria generale che a questo punto potrebbe andare in tilt visto il carico di lavoro. L’U.O. Toponomastica” viene attribuita al Servizio Lavori Pubblici; l’Ufficio comunale del Censimento è attribuito invece al Servizio Sviluppo Economico.
Il dirigente dell’ex Servizio Gestioni Demografiche viene assegnato, con conseguente riduzione dello stipendio, ad un nuovo non meglio identificato servizio di studio e ricerca, per la cui definizione ci sono volute ben ventitré righe nel relativo decreto. La riorganizzazione dovrebbe produrre un risparmio che a mio avviso è invece molto improbabile perché se da un lato si diminuiscono delle indennità a dirigenti artatamente spostati, dall’altro, succederà il contrario. Una riorganizzazione a mio parere strumentale e priva di razionalità.
Inoltre se si considera che siamo in pieno referendum, si capisce come tutto ciò comporti notevoli disagi nell’ufficio preposto, che si trova privo di dirigente. Ex dirigenti che vanno e vengono, e attribuzioni di incarichi a persone che hanno una qualifica diversa da quella appropriata e che saranno in affanno a gestire il problematico procedimento elettorale.
Sarà inoltre interessante sapere quanto straordinario verrà reclamato più o meno legittimamente a partire dal 14 aprile in poi, non solo dai dipendenti, ma dalla polizia municipale, dal Sed ecc.
E chissà se la brillante idea dell’assessore Niccolai, che i presidenti di seggio provvedessero a recuperare da sé con mezzi propri, il materiale comprese le schede per il seggio di loro competenza, è stata realizzata. Niente più il mezzo del cantiere comunale che per l’occasione viaggia con la scorta. Ma i presidenti l’avrebbero accettato e fatto gratis? E quale garanzia di legittimità e controllo anti frode ci sarebbe stata ?
Daniela Simionato
Capogruppo LegaNordT
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[Lunedì 13 giugno 2011]

domenica 12 giugno 2011

FEDE E PRIVILEGI. CONTANO DI PIÙ I SACERDOTI O I FEDELI?



QUARRATA. Un lettore ci scrive la lettera che segue e che è indirizzata al vescovo Mansueto Bianchi, al quale vengono chieste delle risposte.

Egr. Bianchini,
Le scrivo in merito alla manifestazione socio-religiosa tenutasi ieri sera in piazza del Duomo a Pistoia. È stata un evento molto interessante e coinvolgente che mi ha colpito soprattutto per due motivi, purtroppo opposti tra loro, che le spiegherò. Prima voglio fare alcune premesse. Sono arrivato lì, da Quarrata, con mia moglie e mio figlio e al seguito della mia parrocchia, in un orario adatto, circa le 17,00 (!!!) per evitare il prevedibile affollamento e trovare una collocazione comoda in previsione della lunga serata. Nonostante il congruo anticipo, la manifestazione sarebbe dovuta iniziare alle 18, siamo riusciti a trovar posto soltanto nella quinta fila di sedie, in quanto le prime 2 (!) file erano riservate ai presbiteri e le altre 2 già occupate da altri partecipanti, soprattutto anziani, che ci avevano preceduto. Detto questo la prima cosa interessante che ho percepito sono state le parole sia del prof. Accattoli che del Vescovo Mons. Mansueto, che a volte nella semplicità di espressione, mi hanno comunicato valori, quali “fare famiglia” dall’uno e “comunità calde e popolarità della Chiesa” dall’altro, che messe in pratica possono creare un volano di entusiasmo cristiano necessario per riaffermare la presenza della sempre più carente spiritualità nelle persone.
L’altro punto invece è stato il comportamento dell’organizzazione, lodevole fino a quel punto, che durante l’inizio della conclusiva funzione religiosa, ed erano già circa le 21,30, constatato che il numero dei posti riservati ai presbiteri non era sufficiente, hanno imposto senza tante scuse alle persone delle 2 file successive, di alzarsi per lasciare il posto a coloro che a quel punto avrebbero avuto la possibilità di seguire la funzione da seduti, i parroci appunto tra i quali ho notato alcune espressioni di imbarazzo, a scapito di coloro, ripeto soprattutto anziani, che a quel punto se ne sono rimasti dignitosamente in piedi a seguire la messa, nonostante essersi presentati ben 5 ore prima. Addirittura ad una persona con reali ed evidenti difficoltà di deambulazione, è stato concesso di rimanere seduto, ma spostandosi in altro posto, solo dopo ripetute richieste ed “obtorto collo”.
Anche la mia fila (quinta) è stata parzialmente interessata da questo, a mio giudizio, sopruso, ma fortunatamente, non per me ma per la mia eventuale reazione, non sono stato coinvolto. Sia ben chiaro che mi sono subito offerto a cedere la mia sedia a chi era stato fatto alzare!
Ovviamente riconosco che il tutto è stato frutto di un banale errore di valutazione organizzativa, ma dico io, era proprio necessario obbligare i fedeli a lasciare il posto? Di quanto sono più importanti i clericali rispetto ai fedeli? Quanto è importante l’aspetto della dislocazione dei presbiteri in una funzione religiosa a confronto del rispetto delle persone?
Sono domande che, tramite lei dott. Bianchini coi canali che meglio preferisce, vorrei rivolgere al Vescovo, responsabile, anche se solo oggettivamente, di quanto accaduto affinché giustifichi questi atteggiamenti, in nome soprattutto di quelle parole, ironia della sorte, dette poco prima quali “incontro e popolarità”, che invitano a confrontarsi sullo stesso piano e su tutti i fronti, ed anche in virtù di alcune testimonianze lette sul palco e non solo lì, dove si chiede ai preti una prova di correttezza nei loro comportamenti.
Personalmente faccio molta fatica a motivare qualsiasi mancanza di rispetto e di conseguenza non posso che esprimere imbarazzo di fronte a chi si aspetta da me, come mio figlio, insegnamenti retti o chi, scettico e distante, trova così argomentazioni solide di avversità alla Verità.
La ringrazio per l’attenzione e l’opportunità prestatami.
Lorenzo Baldi
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[Domenica 12 giugno 2011]