lunedì 15 agosto 2011

BERTI E IL ‘MAL DI ERISITTONE’




PISTOIA. Erisittone (in greco ρυσίχθων, Erusìchton) è un personaggio della mitologia, re di Tessaglia, figlio di Triopa.
Il suo mito è narrato da Callimaco nell’inno a Demetra, sviluppato da Ovidio nelle Metamorfosi (VIII, 738-878).
Uomo empio e violento, non temeva la collera degli dèi. Un giorno, alla testa di venti compagni, decise di invadere il bosco sacro che i Pelasgi avevano dedicato alla dea Demetra a Dozio, e cominciò ad abbattere alberi sacri per costruirsi una nuova sala per i banchetti.
Demetra assunse l’aspetto della ninfa Nicippe, sacerdotessa del bosco, e gentilmente ordinò a Erisittone di desistere. Ma quando costui la minacciò con la sua ascia, Demetra gli si rivelò in tutto il suo splendore e lo condannò a soffrire la fame in perpetuo, per quanto mangiasse.
Erisittone ritornò a casa e si abbuffò dalla mattina alla sera a spese dei suoi genitori: ma più mangiava più diventava magro e roso dai morsi della fame, finché non fu più possibile fornirgli altro cibo ed egli dovette mendicare per le strade, mangiando rifiuti.
Sua figlia Mestra, giovane bellissima, aveva ricevuto dall’amante Poseidone la facoltà di trasformarsi a volontà.
Assumeva ogni giorno una forma nuova e il padre, vendendola sul mercato come schiava, poteva sfamarsi. Ella poi, appena venduta, fuggiva facilmente dalla casa del padrone per tornare alla propria casa. Assumeva un’altra forma e tornava a vendersi di nuovo, procurando così risorse al padre.
Ma Erisittone finì, nella sua pazzia, col divorare se stesso.
Dante nomina Erisittone nel Purgatorio (XXIII, 25-27):

Non credo che così a buccia strema
Eresitone fosse fatto secco,
per digiunar, quando più n’ebbe tema.

Questa storia sembra scritta per molti Comuni d’Italia.
Nella nostra provincia vengono in mente quello di Cutigliano – disfatto dai mutui, come abbiamo letto negli ultimi anni –, Quarrata – che sta buttando a mare 20 milioni di € in Piuss, ma non ha sufficienti fogne, acquedotti e linee di distribuzione del gas – e soprattutto Pistoia, che ogni giorno piange miseria, ma si è avventurato in spese di faraonica memoria, finendo con il mangiare se stesso attraverso la svendita delle azioni della Spa Aeroporto di Pisa.

Dovevamo saperlo che l’amore
brucia la vita e fa volare il tempo

scrive Cardarelli in Passato.
In questo caso dovremmo dire

Dovevate saperlo che le spese
brucian le tasche e fanno impoverire…

Cliccare sulle immagini per ingrandirle.
[Lunedì 15 agosto 2011 – © Quarrata/news, 2011]

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