domenica 12 giugno 2011

AIAS/APR-BARDELLI. PIÙ NUOVI DI COSÌ…



PISTOIA. Città del futuro e città a misura d’uomo. Così viene definita Pistoia. E indubbiamente lo è, a misura d’uomo. Basta leggere questa notizia del Tirreno. È anche del futuro – identico al passato. Coerente, quindi.
Ma qualche piccola correzione e annotazione va fatta.
Il consiglio dell’Apr è davvero nuovo? E Renzo Bardelli non era quell’ex-sindaco di Pistoia che, mesi fa, aveva invitato il cugino Luigi Egidio a farsi da parte?

Pistoia, città del futuro. A misura d’uomo – e di famiglia, anche.
* * *
Eletto il nuovo consiglio dell’Apr
L’assemblea si è tenuta
nella storica sede di via San Biagio

Circa trecento soci hanno partecipato ieri alla assemblea dell’Associazione pistoiese per la riabilitazione, la prima che l’associazione, nata dalle ceneri della vecchia sezione Aias pistoiese, ha potuto tenere nella storica sede di via San Biagio, dopo il commissariamento di un anno fa da parte del livello nazionale dell’Aias.
Nella sede, tra l’altro, le vecchie insegne dell’Associazione italiana di assistenza sono state tutte sostituite con la nuova denominazione. Per il resto, nel centro continua la consueta attività di assistenza alle centinaia di giovani disabili che da anni viene portata avanti.
Poche sorprese dall’assemblea, che ha provveduto ad eleggere il nuovo consiglio. I 15 membri – in ordine alfabetico – sono Luigi Bardelli, Paola Bardelli, Stefano Bini, Deanna Capecchi, Laura Corrieri, Alfonso Cremese, Luca Fanucci, Fabrizio Feraci, Irene Gianni, Luca Gori, Marco Gori, Aldo Carlo Mangoni, Silvia Niccolai, Mafalda Pineschi, Annalisa Scardigli. Al proprio interno il consiglio dovrà ora eleggere il presidente: più che probabile, al momento, una riconferma di Luigi Bardelli.
Confermati – rispetto al vecchio assetto della sezione Aias – anche i sindaci revisori, Giorgio Federighi, Calogero Armato e Stefano Sala. I probiviri sono Renzo Bardelli, Vittorio De Cristofaro e Giancarlo Bellizzi.
Quanto al bilancio, l’assemblea non l’ha approvato perché non è stato presentato. La motivazione? Mancherebbe la documentazione rispetto ad una serie di operazioni effettuate durante il commissariamento della sezione, almeno così i commissari hanno spiegato.
L’assemblea è arrivata dopo che la battaglia tra commissario dell’Aias e dirigenza locale, confluita in toto nella Apr sotto l’egida di Luigi Bardelli, si è momentaneamente risolta a favore dei secondi. La Regione, infatti, sulla base della documentazione inviata dai Comuni (dei sindaci, per l’esattezza… – n.d.r.], ha attribuito alla neonata associazione gli accreditamenti che prima appartenevano all’Aias, accreditamenti necessari per svolgere l’attività convenzionata con l’Asl di assistenza ai disabili.
[Fonte: Il Tirreno/Pistoia, 12 giugno 2011]

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[Domenica 12 giugno 2011]

FONTI RINNOVABILI. NO COMUNQUE E SEMPRE



PISTOIA. Ci sarà sempre un buon motivo per dire di no alle energie alternative e rinnovabili.
Quando non sapremo che altro inventare, ci sarà sempre un motivo paesaggistico, un parco e qualunque altra cosa utile a far dire di no.
Proprio nel territorio della Sambuca c’è un significativo modo di dire che avvisa che non si po’ avere l’uovo, la gallina e il culo sano. Bisogna scegliere solo una cosa per volta.
Ma i nostri augusti politici sono filosofi avanzati. E a forza di perdere tempo, ci fanno perdere tutto il tempo.

Mentre loro, ovviamente, si scaldano, si illuminano e vanno in macchina, scarrozzati, anche nelle domeniche ecologiche.
* * *
Sambuca
«Parco eolico incompatibile
con la riserva Tre Limentre»

«Il progetto di parco eolico proposto a Monte Croce prevede 7 aerogeneratori da 850 chilowatt per un totale di 5,95 megawatt e ricade all’interno del Sito di Importanza Comunitaria “Tre Limentre-Reno” oltre che in aree a vincolo paesaggistico e a vincolo idrogeologico. Questi sono i motivi che hanno portato i tecnici, non solo quelli regionali, a dare parere negativo».
L’assessore regionale all’ambiente Anna Rita Bramerini risponde al sindaco di Sambuca Marcello Melani che sulla stampa locale ha annunciato un ricorso contro la Regione Toscana che ha detto no alla realizzazione dell’impianto.
Un po’ di storia: il procedimento di V.I.A. regionale è stato avviato il 14 settembre 2010. Il 17 dicembre del 2010 in Conferenza di Servizi interna agli Uffici regionali è stato espresso un parere sfavorevole sulla compatibilità ambientale del progetto. Dall’istruttoria era
infatti emerso che la Provincia di Pistoia e il Comune di Sambuca Pistoiese si erano detti contrari perché il progetto era in contrasto
con quanto previsto dal protocollo d’intesa provinciale su energia e rifiuti sottoscritto da tutti i comuni della Provincia di Pistoia e dalla Comunità Montana Appennino Pistoiese. La Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio per le province di Firenze, Pistoia e Prato, da parte sua, aveva espresso motivato parere contrario sul progetto sotto il profilo paesaggistico.
«Il nostro no è conseguente alle valenze ambientali presenti sul territorio» – conclude Bramerini.
[Fonte: La Nazione/Pistoia, 12 giugno 2011]

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[Domenica 12 giugno 2011]

sabato 11 giugno 2011

CASSE DI ESPANSIONE. IN TUTTI I SENSI



PISTOIA. Cifre da capogiro per opere da capogiro e interessi da capogiro. Inutile, a nostro avviso, spenderci troppe parole. I dati sono sin troppo eloquenti di per sé.
Nuove icone del XXI secolo.

Il progetto. I cantieri dovevano aprire in estate
Opera da trenta milioni di euro
(quasi 59mila milioni delle vecchie lire)
Sarà rivista anche la viabilità

Le casse d’espansione ai laghi Primavera sono soltanto una parte del progetto da 30 milioni di euro sul bacino idrico di Gello. Anzitutto è previsto l’aumento, dopo una parziale demolizione e ricostruzione, dell’invaso della Giudea, che raggiungerà una portata di 895mila metri cubi d’acqua contro gli originari 600mila. È in programma poi la realizzazione di una viabilità di collegamento della cassa di espansione con la viabilità pubblica e, infine, la realizzazione di una pista ciclabile di tre chilometri. Secondo i programmi iniziali i cantieri sarebbero stati aperti proprio questa estate. Lo scorso inverno, tuttavia, l’inizio dei lavori è stato posticipato al 2012, con la previsione di una chiusura entro la fine del 2016. In ogni caso, le diverse opere dovranno procedere di pari passo, visto che il cantiere dell’invaso e quello delle casse di espansione si dovranno «scambiare» la maggior parte dei materiali per la realizzazione dell’intervento: dalla Giudea arriveranno circa 300mila cubi di argilla che serviranno per realizzare le arginature della cassa. Ammesso, naturalmente, che il progetto non venga modificato.
[Fonte: La Nazione/Pistoia, 11 giugno 2011]

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[Sabato 11 giugno 2011]

venerdì 10 giugno 2011

IL PARADOSSO



Santoro e la Rai

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[Venerdì 10 giugno 2011]

mercoledì 8 giugno 2011

ICONE DEL XXI SECOLO. 2




È presto detto.
Basta osservare queste poche notizie che appaiono oggi, 8 giugno, su Tirreno e Nazione, ed èccoci ritrasportati automaticamente all’interno dell’atmosfera che respiriamo come poveri cittadini-sudditi della realtà che avrebbe dovuto redimerci dal marciume di un tempo.
La Seconda Repubblica non si presenta (e provate a negarlo) con una prognosi favorevole, almeno stando a quello che vediamo e viviamo ogni giorno.
Se una volta c’era l’età dell’innocenza, oggi le certezze sono del tutto tramontate.
E la strada corre da Berti e Venturi, che vanno per loro conto in ogni direzione (Berti lo abbiamo visto così disinvolto anche sul caso Aias-Bardelli); alla lotta feroce che dobbiamo ogni giorno intavolare coi poteri amministrativi (vigili come inflessibili sceriffi e multe alle badanti per la Tia: ma chissà quante altre angherie dovunque…); alle contraddizioni di una politica che vuole salvare il mondo con le energie rinnovabili, ma dice di no a qualsiasi progetto ecologico, perché le pale e le torri sono brutte e deturpano il paesaggio (ma verrebbe da chiedersi, con un proverbio di Lagacci, se i politici italiani vogliano avere l’uovo, la gallina e il culo sano…); alla chiesa che, traviata in mille rivoli terrestri, dimenticate le vie del cielo, si fa spettacolo in diretta al posto delle omelie; a Vannino Chiti, infine, che, oltre che indicarci cosa fare e come farlo in un dialogo fra chiesa e non-chiesa, laicità e fede, regala ai ragazzi delle scuole gli opuscolini infiocchettati della legge più importante e più negata della nostra vita, la Costituzione.
Icone, sì, fondamentali, del nostro tempo.

Che non va.

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[Mercoledì 8 giugno 2011]

martedì 7 giugno 2011

INCENERITORE. GLI EVENTI DEL 2007



PISTOIA. I commenti non servono: i fatti sembrano parlare da soli. Ed è assolutamente inutile che si cerchi di appiccicarci sopra toppe e cerotti.
Inevitabilmente i rammendi, lisi, striminziti e raffazzonati, sembrano stracciarsi da soli. E lasciano scoperta la carne.
Emerge una verità che, sempre più concretamente, sembra dare ragione ai comitati antinceneritoristi.
E allora quanta fatica inutile e quanto male per nulla se, senza tanti bassi profili, sarebbe stato possibile giungere a vedere e a prendere decisioni più giuste, tempestive ed efficaci.

E soprattutto più rispettose della gente e dei suoi diritti costituzionali.

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[Martedì 7 giugno 2011]

lunedì 6 giugno 2011

CONVENZIONE ASL3 --->>> APR-BARDELLI



PISTOIA. La convenzione, che il direttore generale dell’Asl 3, dottor Alessandro Scarafuggi, ha recentemente firmato con Luigi Egidio Bardelli e la sua Associazione pistoiese per la riabilitazione Onlus, è visibile e scaricabile al seguente link: http://www.usl3.toscana.it/AlboPretorio.jsp (eseguire ricerca con parole: Associazione Pistoiese per la Riabilitazione).
Il titolo è: Deliberazioni Direttore Generale Contratto con Associazione Pistoiese per la Riabilitazione per prestazioni riabilitative dirette al recupero funzionale e sociale dei soggetti affetti da minorazioni, fisiche, psichiche e sensoriali ex art. 26 L.833/78-Periodo 01.05.2011-31.12.2013.

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[Lunedì 6 giugno 2011]

INCENERITORE. L’INDIGNAZIONE DEL COMITATO PER LA CHIUSURA



MONTALE-PIANA. Con l’arrivo della stagione invernale, si ricomincerà il ridicolo balletto tra le autorità sanitarie e l’amministrazione del Comune di Montale.
Il sindaco di Quarrata (anche medico di medicina generale), giusto per distogliere l’attenzione sull’autentico problema che causa l’aumento incredibile di Pm 10 nel nostro territorio nella stagione fredda, inizia da subito con iniziative strumentali promuovendo tavoli tecnici (prevedibili e controllati), comunicazioni ai cittadini (preventive sulla riduzione del riscaldamento) e proibizione di incendi di bio-masse.
Peccato che non ci sia il traffico di Milano e Torino, altrimenti Scatragli farebbe una bella Ztl in via Compietra a Stazione di Montale, cogliendo il suggerimento del duo Ciampolini-Sergio Gori!
I cittadini sono così cornuti (perché esposti alle Pm 10 per lunghi mesi con sforamenti aventi picchi di oltre a 130 mg/Mc) e mazziati (devono stare al riscaldamento ridotto, o forse spento)!
Il Comitato per la chiusura dell’inceneritore di Montale intende incontrare il presidente dell’istituendo “tavolo tecnico” e guardarlo in faccia, chiedendogli conto delle sue competenze e conoscenze.
Il resoconto sarà riferito alla rete e pubblicato in modo davvero trasparente. [a.r.]

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[Lunedì 6 giugno 2011]

domenica 5 giugno 2011

VARIA (DIS)UMANITÀ

Mi scrive un amico:



Caro Edoardo,
mi sembri matto! Eppure stamani mi pareva che tu stessi bene, che ti fossi ripreso…
Lo hai capito, benedeto fiol, che non c'è niente da fare? Inutile indignarsi.
Vorrei essere Persio, che prese per il culo Nerone poeta e se la cavò.
La prospettiva della risata è una prospettiva oraziana. Serve appunto a non prendersela più.
Ciao
Antonio

Rispondo così:

Caro Antonio,
la vita è quella che è e non possiamo farci nulla. Ma voi filosofi avete delle certezze che noi letterati non abbiamo.
È comunque possibile andare d’accordo sulla prospettiva della risata.
E stamattina te ne do un saggio con un famoso scherzo di Ettore Petrolini…
Buona domenica
Edoardo

Ma l’amor mio, ma l’amor mio non muore!

Tutto muore quaggiù! Muore l’insetto,
muore il cane, il cavallo ed il cammello;
muore il rospo, la pecora e il capretto,
muore il pesce, il mammifero e l’uccello.
Muore la pianta, la radice e il fiore…
… ma l’amor mio, ma l’amor mio non muore!

Era di maggio e c’erano le rose
quando la vidi per la prima volta.
Le dissi: T’amo! E lei non mi rispose.
Allor le sussurrai: Fermati e ascolta.
Sono quasi le sette e il giorno muore…
… ma l’amor mio, ma l’amor mio non muore!

Sarà lungo il tuo amore, veramente?
– lei mi chiedea, fra un bacio e una carezza.
Ed io le rispondeva dolcemente:
Vedrai tu stessa, cara, che lunghezza!
Si spegne il sole e il mar cambia colore…
… ma l’amor mio, ma l’amor mio non muore!

Ma appena la sposai, quell’angiolella
divenne tosto un viscido serpente!
La docile e gentile pecorella
mise le corna, inaspettatamente…
Poi le mise anche a me, senza pudore…
… ma l’amor mio, ma l’amor mio non muore!

Dicon che ci sia stato qualche cosa
fra lei ed un dei miei migliori amici:
ma la sfacciata giura senza posa
che non c’è stata neanche la camicia!
Ah! Mi farà morir di crepacuore…
… ma l’amor mio, ma l’amor mio non muore!

Non mi fa che dispetti e sgarberie,
mi nasconde le scarpe ed i calzoni,
per cui se voglio far le cose mie
le devo fare senza pantaloni!
Mi tratta peggio assai di un servitore…
… ma l’amor mio, ma l’amor mio non muore!

Mi bastona, mi fa patir la fame,
non ho neppure il pane a volontà!
Se le chiedo una pera, quell’infame
me l’avvicina e poi non me la dà!
Mi devo accontentare dell’odore…
… ma l’amor mio, ma l’amor mio non muore!

Un amico m’ha dato un canarino;
ma lei non può soffrir nemmeno quello!
Per cui sono sicur che un bel mattino
mi sveglierò, purtroppo, senza uccello!
Ne proverò un terribile dolore…
… ma l’amor mio, ma l’amor mio non muore!

Ettore Petrolini
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[Domenica 5 giugno 2011]

SEMPRE TROPPO TARDI




PISTOIA. Osservate bene queste due notizie che stamattina compaiono sul Tirreno. Anch’esse sono icone di Pistoia e del suo modus vivendi e operandi.
Possono essere commentate solo con il titolo che abbiamo dato a questo post, perché ci dicono della persistenza delle cose.
Pistoia sembra particolarmente dotata di questa caratteristica che contraddice in toto il famoso niente è per sempre dei lama tibetani.
Pistoia è la terra dell’autoconservazione, dell’eternità senza mutamenti – ma anche senza luce.

Sempre troppo tardi. Per tutto e per tutti…

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[Domenica 5 giugno 2011]

sabato 4 giugno 2011

SOCIETÀ DELLA SALUTE. CASO TORSELLI: LE CRITICHE DELLA CISL-SANITÀ


PISTOIA. Riceviamo e pubblichiamo il seguente documento stilato dalla Cisl e inviato, nei giorni scorsi, anche ai giornali locali.

Il sindacato CISL interviene sulla questione della nomina del Direttore della Società della Salute decisa nei giorni scorsi dalla Giunta Esecutiva della stessa Società, cioè la revoca all’incarico al Dr. Torselli.
Il sindacato Cisl si domanda e domanda esplicitamente all’organismo deliberativo se ci sono e quali sono le ragioni tecniche e le valutazioni professionali che hanno condotto alcuni membri della Giunta (sembra i 3 sindaci di Agliana, San Marcello e Piteglio con l’astensione del sindaco di Pistoia e l’opposizione del Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria) a scegliere in merito alla revoca dell’incarico al dott. Roberto Torselli che, oltre ad essere indicato come professionista competente e preparato nella gestione dell’incarico fin qui ricoperto, detiene la conoscenza approfondita del territorio e delle sue realtà sociali.
Ci chiediamo, più semplicemente, se si tratti di una operazione di indirizzo politico portata a termine senza tener in nessun conto le importanti ripercussioni che potrà avere sui servizi sanitari.
A tale proposito il sindacato rende noto e ritiene altamente significativo che molti dirigenti medici, infermieri, tecnici ed altri operatori hanno firmato una lettera, inviata al Direttore dell’ASL ed a tutti i sindaci della Zona Pistoiese in cui, oltre ad esprimere stima e giudizi positivi sulla figura del dott. Torselli, sottolineano, in termini assolutamente pragmatici ed empirici, proprio che la Zona-Distretto verrebbe ad essere privata della sua guida, riferimento di anni e di continuità territoriale, in un momento particolarmente difficile per la sanità pistoiese alle prese con problemi di risorse e di importanti cambiamenti (nuovi modelli assistenziali, progetti per i nuovi distretti – Case della Salute –, radicali innovazioni in ambito riabilitativo e nel rinnovo delle convenzioni con strutture sanitarie private e Onlus di Pistoia e Provincia).
Il sindacato chiede pertanto a tutti i sindaci della Zona di voler porre attenzione a queste modalità e di riconsiderare la scelta effettuata tenendo presente l’importanza di garantire una continuità nella conduzione delle strutture sanitarie e sociali della Zona Pistoiese che, oltre ad essere gradita e richiesta da tanti operatori dei servizi, garantirebbe la continuità di un percorso complesso e delicato nella genesi di un Ente strategico del panorama socio-sanitario che permetterebbe di non interrompere la positiva esperienza portata avanti fino ad ora sotto la guida del dott. Torselli.
Tanto chiediamo.

Segretario Cisl Fp Sanità
Massimo Baldecchi
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[Sabato 4 giugno 2011]

ICONE DEL XXI SECOLO



Èccole le immagini che ci immaginano, le icone che ci consegneranno alla risata che l’amico Antonio Nardi dice, sul suo blog, che ci seppellirà presto tutti.
Ed è verosimile, perché viviamo – e provate a dire di no – in mezzo a un marciume che scoppia e si diffonde da ogni parte. Mai così tanto, mai così esteso e pervicace. Inguaribile, ormai, sembra.
Ecco l’Italia nuova del 150° anniversario della sua nascita ed ecco le notizie che ci scaldano il cuore, ci rasserenano lo spirito, ci riconciliano con il mondo e con la vita, e ci fanno incamminare sulla via della speranza.
Santi, navigatori, poeti e… perduti.
Ci chiediamo perché i nostri giovani siano in crisi. E siamo proprio dei ciechi, scusate. Ciechi e stupidi. Sotto ogni punto di vista.
Dinanzi a questo, dite – se ne avete il coraggio – come si possa pensare a qualcosa di positivo in un Paese in cui le più elementari norme del comportamento vengono continuamente superate e calpestate dalle regole dell’interesse personale, della negazione della meritocrazia, del retto comportamento morale da parte della politica, del mondo della giustizia, della pubblica amministrazione – tutti ugualmente colpevoli di comportarsi da cappio al collo della gente, dei cittadini a cui si chiedono, e da cui si esigono, serietà e impegno morale e civile.
Se questo è un Paese, verrebbe da dire parodiando il titolo più famoso di Primo Levi.
Rispondete voi. Rispondete da voi.
Rispondetevi e rispondeteci, uomini della politica e degli eventi. Rispondetevi e rispondeteci, laici e cattolici, o cattolaici o laicocattolici alla Vannino Chiti.
Ma tenete presente anche ciò che diceva, in questi giorni, un amico qualunque a proposito della situazione pistoiese – Aias in prima linea e tutto il resto in fila, comprese le vicende della Società della Salute: «Vorrebbero che avessimo un pensiero positivo, ma ci cacciano lontano dalla chiarezza e dalla correttezza, smentite in ogni istante nei fatti… Vorrebbero che credessimo in Dio, ma stando a come si comportano loro,  ci fanno necessariamente diventare atei…».
È la vittoria del nulla, quella che sta avanzando a grandi passi.

E nel nulla della risata di Antonio Nardi finiremo tutti. E meno male!
e.b. blogger
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[Sabato 4 giugno 2011]

INCENERITORE. LA POSIZIONE DEL SINDACO SERGIO GORI




MONTALE-PIANA. Il Comitato per la Chiusura dell’Inceneritore di Montale registra senza molta sorpresa l’iniziativa proveniente dal Comune di Quarrata, maggiore azionista del Cis e denuncia come l’amministrazione quarratina proponga l’ennesima beffa, cioè un ulteriore tavolo tecnico che, come già presentato nelle premesse dell’articolista, si occuperà dell’insalata, ma non dell’arrosto!
I cittadini di Agliana, Montemurlo e Montale – ciclicamente esposti alle ricadute di Pm 10 – vengono presi in giro con questa ulteriore pagliacciata istituzionale.
Interessante osservare che, ancorché la stessa Asl 3 avesse ben scritto che l’inceneritore è una delle cause del ripetuto sforamento delle Pm 10 nella zona di Stazione, l’articolo niente dice al riguardo al detestato impianto di incenerimento, e questo, nonostante le ripetute ordinanze-beffa emanate dal sindaco di Montale sulla riduzione del riscaldamento e l’incenerimento di foglie e arbusti da potatura.
Dimenticando le proteste del Comitato nello scorso inverno, il sindaco Gori prosegue tracotante e indefesso – ignorando ogni documento ufficiale (illuminante la relazione del Prof. Udisti nel progetto Patos della regione Toscana).
Ella rinnega il confronto critico più autentico con i cittadini, rilanciando un’iniziativa surrettizia, solo utile a distogliere l’attenzione dal vero e principale dei problemi, nemmeno accennato nel comunicato: l’inceneritore.
Ancora il conflitto di interessi emerge invariabilmente. Il Comitato sarà presente alla costituenda commissione per puntualizzare i diversi aspetti di merito con la qualificazione della responsabilità dell’impianto di via Tobagi, ben nota a cittadini e autorità sanitarie, quanto volutamente ignorata.
Sarà il tavolo tecnico, un’altra commissione di consiglieri yes-man?

Comitato per la chiusura
dell’inceneritore di Montale
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[Sabato 4 giugno 2011]

venerdì 3 giugno 2011

CENSURA. SILENZIO SULLA «SOCIETÀ DELLA SALUTE»




PISTOIA. Ma proprio non avete notato il silenzio di tomba che sta regnando sul problema Società della Salute/Torselli?
Le cronache cittadine sono tutte impegnate in altre direzioni e dei 150mila euro che i progressisti dell’innovazione (Ciampolini-Berti) intendono spendere per non più di un anno – in attesa delle prossime elezioni amministrative – nessuno parla più.
La stampa strutturata assomiglia ai giovani nella famosa definizione che di essi dà Aristotele: s’innamora di colpo e, una volta soddisfatto il proprio eros istantaneo, passa ad altro, perché non ha fermezza.
Così quest’altro grosso problema della realtà pistoiese è, almeno per ora, accantonato: anche se esso poggia su un magma incandescente e ribollente che potrebbe scoppiare da un istante all’altro. Infatti la situazione Salute/Torselli è tutt’altro che pacifica e risolta, per quanto ne sappiamo. Ma l’essenziale è che non se ne parli.
Qualcuno parla perfino di censura di sinistra. E avete capito bene.
Sembra esserci un ordine tacito: non dire, non fare, non baciare, non lettera, non testamento.
Non si deve vedere, non si deve discutere.
Quanta strada, signori, dal 68 ad oggi!
Il femminismo ha creato adolescenti edulcorate che mirano al fidanzatino e alla sistemazione; la scuola ha sfornato somari a ripetizione; il resto, quanto a sconquasso, lo abbiamo tutti sotto gli occhi. E lo ha creato la buona politica progressista impegnatissima a favore del popolo.

La sinistra ha riscoperto la censura. Che serve. Perché altrimenti come si farebbe a sistemare – in nome del rinnovamento e della modernizzazione – un direttore alla società della salute alla modica cifra di 150mila euro e proprio mentre a San Marcello si taglia un ospedale e alla gente si richiedono sacrifici ogni tre minuti?

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[Venerdì 3 giugno 2011]

giovedì 2 giugno 2011

NEL GIORNO DEL REFERENDUM



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[Giovedì 2 giugno 2011]

mercoledì 1 giugno 2011

« ESPRIT DE FINESSE »


Apr e Bardelli.
Il direttore di Tvl
e i suoi strali

Buonasera.
Come avete sentito l’Asl, la Regione e quindi l’Asl, hanno accreditato l’Associazione Pistoiese per la Riabilitazione.
Una storia che dura da un anno, avete sentito la storia, ma noi ci credevamo e ci credevamo perché la verità siamo convinti che venga sempre a galla. Si tratta di aspettare.
E questa storia era stata montata in una maniera assurda, incredibile, perché nessuno ha mai contestato che l’Aias di Pistoia fosse un modello di gestione. Fatta di un numero giusto e qualificato di dipendenti, dell’assistenza di oltre 2000 famiglie, la prospettiva di un centro nuovo.
Tutto filava come un orologio. Nessuno ha capito il perché, è arrivato, a un certo punto, il commissariamento.
Forse c’è qualcuno, ma uno o due, che lo devono aver capito, ma son quelli che hanno fatto venire il Commissario, che hanno messo su la cosa. Perché, ci disse un loro rappresentante qualificato, volevano visibilità attraverso l’Aias. Quindi gli handicappati dovevano servire per essere visibili.
E allora hanno messo su questa storia assurda che ha tenuto in tensione la città e non solo, per tanti mesi, per oltre un anno. E, naturalmente, per poi tentare di avvalorare, come sempre si fa in questi casi, visto che dopo un anno di commissariamento non è riuscito a trovare un solo neo in questa Associazione, né di bilancio né di gestione, tanto che non ha mai fatto neanche un controllo, tanto che c’era stata l’Agenzia che controlla, che è l’Agenzia delle Entrate, pochi mesi prima aveva trovato tutto regolare e tutto a posto, hanno tentato di buttar lì valanghe di calunnie.
Naturalmente hanno un corifeo che ha reso, come dire, ha tentato di amplificare come poteva le calunnie e non ci farebbero neanche tanto dispiacere – si fa per dire, le calunnie fanno sempre dispiacere –, le opinioni diverse nemmeno fanno dispiacere: quello che ci fa dispiacere è la stupidità, e la stupidità è una cosa insopportabile.
Per esempio c’è una cosa stupida che nel tentare di montare questa faccenda, che il Bardelli si assume l’onere da anni di gestire, vada a dire, scrivere, a far scrivere, che il Bardelli gestisce di soldi pubblici, di oltre 6 milioni di euro.
Ecco è una idiozia questa. Questa è proprio una idiozia. Vuol dire non capire come avviene il rapporto fra un’associazione e l’Asl. Ma non solo fra un’associazione come la nostra e l’Asl, ma anche fra un gabinetto di analisi e l’Asl, fra un gabinetto, fra una clinica e l’Asl.
Si va per convenzione. Sapete che vuol dire per convenzione? L’Asl dice alle strutture: «Vuoi a un gabinetto di analisi, vuoi a una struttura dove ci sono dei medici che fanno fisioterapia, vuoi a una struttura associativa come è la nostra: “Quanto mi prendi a fare un’ora di terapia?” Dice: “40 euro”. “Bene, ti do 40 euro”». “Quanto costa avere un ragazzo dalla mattina alla sera al seminternato?” Bene, 80-90-100 euro. Ti do 80-90-100 euro”.
Quindi si fanno delle prestazioni e a prestazione l’Asl paga. Paga ciascuna delle prestazioni che deve essere fatta non a caso, ma secondo un parametro fatto di personale, fatto di un certo protocollo, in un certo modo e quindi l’Asl paga.
Ora l’Aias dovete sapere, l’Aias oggi Associazione Pistoiese per la Riabilitazione fa circa, si fanno circa 80mila prestazioni l’anno. Eh? Quelle da un’ora, quelle da una giornata intera, quelle delle visite per i piccoli, per gli adulti, per i grandi.
Ebbene, se si riesce a guadagnare un euro per prestazione, un euro perché magari si gestisce bene, perché si sta attenti alle spese generali, perché non c’è esubero di personale, si guadagnano 80mila euro l’anno.
Ma l’Asl i suoi soldi li ha bell’e ripresi perché ha pagato semplicemente le prestazioni. Quindi non dà né al Bardelli, né a qualsiasi altra clinica privata 6 milioni da gestire, ma compra, come si va a comprare il pane in una bottega. Nessuno dà al bottegaio i soldi di coloro che vanno a pagare il pane, ma si compra il pane e si paga a secondo il pane che si prende.
Bene se volete sapere poi, c’è un’altra questione. Che dati questi soldi a un’associazione, a una clinica o a chiunque, l’Asl, poi è un affare del privato se quello guadagna qualcosa. È un affare dell’Associazione se sa gestire e guadagna qualcosa.
L’Aias il che ha fatto in questo tempo? Eh, guardate è difficile dire che il Bardelli, uso questa impropriamente il mio nome, ma che ha gestito male, perché dalle origini dell’Aias ad oggi, l’Aias è cresciuta nel suo patrimonio, in maniera esponenziale. Quindi vuol dire che ha saputo gestire qualcuno. E quegli utili, quegli avanzi, non di soldi pubblici che sono stati tutti ripagati, ma quegli extra, che sono fatto privato o dei singoli privati, o in questo caso di una associazione, sono stati impiegati bene.
Ma la calunnia è proprio una cosa che piace a chi crede di essere un giornalista e il giornalista non lo sa fare. Quindi, e non s’intende di nulla, ma non solo il giornalista, ma anche chi gli sta dietro perché non hanno mai capito questa cosa.
E quindi ecco le calunnie per dire “al Bardelli gli si fa gestire 6 milioni”. Oltretutto il Bardelli come gestisce? Con un consiglio, con dei Sindaci Revisori, il Bardelli non firma mai singolarmente una cosa. Sempre firma congiunta. Da sempre, da 40 anni. Quindi sotto controllo in continuazione.
Ma chi vuol vedere il male e chi vuol calunniare, ha bisogno di calunniare, altrimenti non sa cosa dire.
Bene: sono tre persone che hanno fatto tutta questa confusione. E tre persone che nel momento in cui hanno scoperto che il Sindaco faceva una dichiarazione in favore dell’Aias, dicevano che il Sindaco non s’intendeva di nulla. Che la Presidente della Provincia, faceva…, che la Presidente non s’intendeva di nulla, ma era filo-bardelliana. Se il Vescovo partecipava, anche il Vescovo era filo-bardelliano. Se poi arrivava la Regione, anche la Regione era filo-bardelliana. Rossi filo-bardelliano. I Sindacati filobardelliani.
Ma questi non si domandan mai, e loro chi sono? Son tre persone. Ma sono i giudici, i giudici supremi della città?
Se è per questo c’era una città solidale con noi. È una città che stasera, alla notizia, è contenta, è in festa, hanno già cominciato a telefonare, in tanti tutto il giorno. A rallegrarsi che finalmente quest’incubo è stato liberato. Una città che amava l’Aias e che ora amerà ancora di più il Centro Pistoiese per la Riabilitazione. L’Associazione Pistoiese per la Riabilitazione. Perché purtroppo c’è da riguardare le macerie. Da guardare avanti e da riprendere il cammino. Macerie. Un anno e tanti mesi di fermo di cantiere, che era uno spettacolo. Ora c’è da rimettere tutto in moto. Ci son delle spese da sostenere. C’è bisogno davvero ora dell’aiuto di tutta la città.
E allora chi pagherà? Intanto ai calunniatori ora avremo tempo e ci penserà chi di dovere. E poi chi ha fatto danni. Perché i danni sono stati fatti. Chi ha dato credito ad un signore che venne più di un anno fa e disse io sono il commissario. Avete sentito nelle nostre spiegazioni: il Commissario non esisteva, non poteva esistere. Questo poteva dire che “io sono un raccattapalle”.
Non può essere che un’associazione nazionale vada a commissariare un’associazione, un’associazione fatta dai soli soci non riconosciuta, che ha autonomia patrimoniale, autonomia di soci, autonomia di gestione. Non può essere. Quindi era “nessuno” il signor Bagnale. L’Aias nazionale poteva solo dire “cambiate nome perché io non vi voglio più come affiliati”. Questo lo poteva dire, e l’abbiamo fatto. Tutti pro-bardelliani 300 soci, che si sono riuniti, che hanno votato all’unanimità. Tutti pro-Bardelli.
Ma che sono questi nostri avversari che hanno cercato di sparpagliare piume di calunnie in giro? Sono nessuno. Ma dei poveri montati che si sono trovati insieme. E soprattutto degli incompetenti anche sul piano delle gestioni di queste cose.
Hanno detto e hanno sparlato senza sapere di cosa parlavano.
L’11 prossimo, giugno prossimo, ci sarà l’assemblea. L’assemblea dei soci, che rinnoveranno il loro tesseramento, eleggeranno il loro consiglio, eleggeranno i loro organi. Soprattutto la speranza riprende.
È questa la cosa più importante.
Buonasera.
[Fonte: trascrizione del commento di Luigi Egidio Bardelli in Il fatto dal TGR 30 magggio 2011]


[Mercoledì 1 giugno 2011]

AIAS CONTRO BARDELLI. DOPO LA FIRMA DI SCARAFUGGI...




PISTOIA. Così come stanno le cose, sembrerebbe tutto concluso, definito e definitivo.
Eppure lo sanno tutte le culture del mondo che niente è per sempre.
E quanti abbagli si possono prendere e com’è ingannevole il mondo delle forme e delle false opinioni!
Roma – è cosa nota – perdeva quasi tutte le battaglie, ma vinceva le guerre: e da qui a Roma c’è ancora tanta strada da fare.
Fermarsi alle singole tappe per applaudire è un po’ incauto, forse.

Ma la prudenza non è da tutti...

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[Mercoledì 1 giugno 2011]