martedì 16 luglio 2013

PORRETTA, SOUL E FELICITÀ


di LUIGI SCARDIGLI

Da giovedì 26esima edizione del festival guidato da Graziano Uliani

PORRETTA. La montagna ha due versanti: quello che sta male è quello che guarda Pistoia; l’altro, quello che sorride a Bologna, se la passa così bene che attorno al Porretta Soul Festival, che giovedì prossimo, 18 luglio, inaugurerà la sua 26esima edizione, l’omonima amministrazione ha costruito, attorno all’evento, una serie di iniziative turistiche che trasformano il Festival, gemellato con lo Stax Museum of American Soul Music di Memphis e con il Center For Southern Folklore di Memphis, in un vero e proprio lungo week end di spettacolo.

Oltre alla carrellata di musicisti (molte donne, molte) che si esibiranno sul palco del Parco Rufus Thomas – il giardino di Porretta così intitolato da un’Amministrazione attenta – e si confonderanno, per quattro giorni, tra gli indigeni e i turisti, nel Comune bolognese si scatena la felicità, con una città garbatamente e intelligentemente grata ad una manifestazione che molti altri vorrebbero poter ospitare e vantare.
E’ vero, molto dipende dalla cura del suo Direttore artistico, Graziano Uliani, un vecchio malato cronico di soul che il 10 dicembre 1987, dopo aver partecipato alle celebrazioni per il ventesimo anniversario della morte di Otis Redding, in Georgia, decise di organizzare un festival in suo onore. Il resto è una serie di fortuite e volute combinazioni, quelle che hanno portato Porretta alla ribalta del panorama mondiale del soul e che ha tutta l’intenzione di proseguire imperterrita in questo piacevolissimo cammino musicale.
Certo, i nomi che si succederanno nella quattro giorni non sono quelli divorati dalla macchina discografica internazionale, ma sono scelte accurate da chi, nella musica e della musica, è solito cibarsi; certo, con qualche centinaio di persone, il Parco Rufus Thomas è gremito in ogni suo posto, ma il resto della città balla con lui: ci sono offerte di pernottamento in camera comfort, ingresso nella piscina con acqua miracolosa, camere-day anche durante l’arco della giornata con prezzi ridotti rispetto a tutti gli altri giorni dell’anno, che sono sempre particolarmente ambiti, vista la pregiata localizzazione del noto centro termale.
Nel primo dei quattro giorni del Festival, ad esempio, l’ingresso è gratuito; nelle restanti tre serate, il tagliando costa 25 euro, 65 in abbonamento. I controlli sono di ordinaria amministrazione; il Sindaco non ha mai dovuto invitare gli spettatori a rispettare le norme elementari della sicurezza e non si è mai sognato di vietare la somministrazione di alcolici, evidentemente trangugiati con sobrietà.
Di questa edizione vi consiglio, caldamente, la voce bianca di Bruce James, di Austin e quella di colore della sua compagna di palco, Bella Black, oltre, naturalmente, a tutte le altre stelle soul di prima grandezza che impreziosiranno anche questa manifestazione: Osaka Monaurail, Calvin Bridges, Falisa Jannayè e molti altri.
Al termine di ogni singola serata, sul palco del Parco Rufus Thomas resteranno solo le attrezzature indispensabili alla giornata successiva: niente code estranee, niente dj-set.
A Porretta, il Soul, basta. E avanza.

Cliccare sull’immagine per ingrandirla.
[Martedì 16 luglio 2013 | 17:10 - © Quarrata/news]

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