domenica 8 gennaio 2012

PAESE DI DEMAGOGHI


Quando dico che mi vergogno di essere italiano, non scherzo: dico proprio quello che penso.
Non mi vergogno di appartenere alla razza di Dante, di Machiavelli, del Manzoni, o di Pertini e della generazione dei ‘Padri della Patria’ che, come vedete, scrivo con le lettere maiuscole.

Mi vergogno di appartenere a questo secolo vile di una Seconda Repubblica che ha messo il decoro sotto i propri piedi, che ha dato spazio ai transfughi istituzionali (quelli che passano da una sedia all’altra senza guardare dove poggiano il culo, basta che ne abbiano il loro tornaconto), che incoraggia tutti a esternare tutto senza pudore, in nome di un populismo che fa schifo e di una indecenza che rasenta la funzione emetica, che, per chi non sapesse l’italiano, è quella che spinge lo stomaco a vomitare.
Non si è spenta ancora l’onda mediatica (ma forse meglio copro-mediatica) di Cortina (copro indica le feci) e… la caccia continua, scrive La Nazione.
La caccia continua.
Continua la ‘guerra di liberazione nazionale’, la Seconda Resistenza, la guerra civile agli evasori perché… Perché lo dice Monti, l’Unto del Colle che, secondo il miglior costume della Chiesa di Bagnasco e di Bertone, è stato fatto Santo Subito, SS per come si esprime perentoriamente e senza mai errare, dato che, come un Papa laico, anche lui, Prof. cattedratico, parla ex cathedra, anche quando fa il presidente del consiglio di nessuno, da nessuno eletto, ma solo preso e messo lì in barba alla legalità.
Mi vergogno di questa Italia: quella in cui mi tocca vivere per forza e dalla quale non posso uscire perché, per errore del caso, sono nato qui e ho acquisito la cittadinanza naturale, che è come il giudice naturale; quella cosa che ti segna e ti rovina per una intera vita, senza via di scampo, perché fa come vuole, vede solo quello che vuole vedere, ha le sue simpatie e le sue antipatie, spesso anche di natura squisitamente politica ovvero solo convenzionale e di comodo.
Mi vergogno di tutta questa Italia perché, per Dio (anche se io credo che non esista, vista la inimmodificabile situazione – e qui mi richiamo a Primo Levi in ciò che dice in Se questo è un uomo, non fosse mai che qualche bacchettone cattocomunista mi saltasse addosso e volesse mandarmi al rogo), un Dio Padre che esistesse interverrebbe con la sua divina provvidenza o con la sua divina vendetta da Antico Testamento, per salvare il salvabile o per scagliare fuoco e fiamme su chi, questa Italia, la prende ogni giorno a calci in culo e la ha trasformata in una Sodoma & Gomorra.

E con tutto il suo popolo di lobotomizzati che non sanno e non voglio licenziare tutta la schiera blaterante e moralista delle sanguisughe di destra, di centro e di sinistra.
Edoardo Bianchini
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[Domenica 8 gennaio 2012 – © Quarrata/news 2011]

1 commento:

  1. qualche parola perché . .
    . . . la forza che un uomo deve avere è nel riuscire, malgrado tutto, ad esprimere sia con un parlare logico e leale, sia con un comportamento morale e civile, la dignità che oramai non riesco quasi più a vedere in qualsiasi realtà io ponga lo sguardo. Preferisco usare la parola comportamento morale anziché comportamento etico, perché questo è sceso a compromessi, di ideologie e di modi di essere.
    Ma sono cattolico e malgrado tutto sono un cittadino italiano (anche se non credo nella politica di ora ma esprimo il mio voto, non un voto di dissenso perché non accetto il votare per protesta o tanto per fare).
    Nel mio agire ho imparato a ricordare sempre quando si diceva “ bisogna avere il comportamento di un buon padre di famiglia “. A pranzo e a cena, c’era tutta la famiglia riunita ed il televisore o la radio erano spenti, non per imposizione ma perché era riunita la più piccola particella della nazione: la famiglia.
    Nella famiglia si parlava, e le esperienze dei padri e dei nonni erano un insegnamento. Oggi bisogna anche aggiungere l’istruzione e la mente aperta perché l’ignoranza è il peggiore dei mali. Ma anche la cultura sbagliata è un male ancor peggiore.
    Dalla famiglia nasce la bontà del popolo al quale è lasciato il libero pensare politico, ma la famiglia deve poggiare su principi sani e veri. Non dobbiamo avere una realtà di rendering (per usare un termine moderno) ma avere la visione come di una fotografia su pellicola di celluloide, dove non esiste fotoshp.
    Quindi comprendo il Suo disappunto nel vedere i cambiamenti di seggio solamente per un proprio tornaconto, in questo periodo particolare della vita italiana, ma malgrado tutto io cerco di rimanere attaccato ai miei principi dove accanto al mio modo di pensare, o forse alla mia poca cultura, io tengo sempre accanto a me la forza che mi ha sempre dato il Signore, e non vorrei che Lei dicesse :

    . . . perché, per Dio (anche se io credo che non esista, vista la inimmodificabile si¬tuazione – e qui mi richiamo a Primo Levi in ciò che dice in Se questo è un uomo, non fosse mai che qualche bacchettone cattocomunista mi saltasse addosso e volesse mandarmi al rogo), un Dio Padre che esistesse interverrebbe con la sua divina prov¬videnza o con la sua divina vendetta da Antico Testamento, per salvare il salvabile o per scagliare fuoco e fiamme su chi, questa Italia, la prende ogni giorno a calci in culo e la ha trasformata in una Sodoma & Gomorra . . .

    . . perché Dio lascia la libertà all’uomo, Dio insegna come comportarci con dieci semplici re¬gole che ha creato per il Suo popolo, e nei dieci comandamenti c’è il giusto modo di vivere. Chi non crede è libero di farlo, Dio non impone nulla, questa è la Sua grandezza, ma Dio cammina sempre accanto ad ognuno di noi ed attende che gli tendiamo la nostra mano (io per primo).
    Forse i politici di oggi non hanno considerato questo, ma ne dovranno (malgrado loro pensino diversamente) rispondere verso Colui che esiste veramente.
    Se posso esprimere un mio pensiero, certamente criticato e non condiviso, io non accetto quando uomini di chiesa interferiscono nella politica. Io penso che la Chiesa Cattolica deve camminare con i dieci comandamenti, insegnare e dare l’esempio, ma lasciare agli uomini la politica in quanto esiste, ma un uomo di chiesa non deve fare il politico ma essere il portatore della parola di Gesù. Non prendere posizione né con uno schieramento né con un altro.
    Se sbaglio, accetto sempre di essere corretto perché questo mi migliora.
    Grazie.
    gabriele casotto

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