venerdì 12 luglio 2013

IL VESCOVO SULL’INTITOLAZIONE DEL NUOVO OSPEDALE


di Mauro Banchini [*]

Apprezzamento e compiacimento da monsignor Mansueto Bianchi «Una scelta che rispetta un sentire diffuso nella comunità»

 PISTOIA. “Apprezzamento e compiacimento per una scelta che ha certo una valenza religiosa, ma che trova motivazioni anche in una evidente dimensione storica e civile. Una scelta che guarda al futuro di tutti, non al passato di qualcuno”. Così il vescovo di Pistoia, Mansueto Bianchi, davanti alla decisione, presa dalle competenti autorità civili, di intitolare “San Jacopo” il nuovo ospedale della città.

“Assunta dopo un apprezzabile procedimento partecipativo, la scelta rispetta un sentire diffuso nella comunità – aggiunge Bianchi – e convalida il fascino di una evidente caratteristica di Pistoia nella storia, con un legame così particolare e radicato verso il luogo dove è venerato Giacomo il maggiore. Ma vorrei che questa così particolare intitolazione del nuovo ospedale ci spingesse tutti, iniziando proprio dalla Chiesa pistoiese, a una dimensione altra, orientata verso il domani. Mi riferisco all’importanza di una maggiore attenzione verso chi viaggia, intraprende un cammino, qualunque sia la natura del percorso, e lo fa in condizioni di fragilità quando non mancano tentativi di considerare come scarti le persone in sofferenza e non capaci di tenere il ritmo dei più forti. Fra questi cammini – prosegue il vescovo Bianchi – sono anche compresi quelli legati alle malattie, alle sofferenze, alle non perfette condizioni fisiche. In questo senso, l’intitolazione di un ospedale al san Giacomo apostolo di Cristo può essere una metafora per la nostra vita quotidiana, di credenti e non credenti, diversamente credenti o miscredenti. Più che una targa su una parete, questa intitolazione sia dunque, per tutti noi, un appello forte verso comportamenti di civiltà e umanità oggi fondamentali per superare le fasi di una crisi che non è solo economica”.
Monsignor Bianchi prenderà parte alla presentazione del nuovo ospedale, nel pomeriggio di questo sabato 13 luglio, impartendo una benedizione che – conclude – “non è un gesto scaramantico o formale, un rito o una banalità, ma va inquadrato proprio nel cammino che ci aspetta, e ci aspetta tutti, verso comportamenti nuovi”.


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[Venerdì 12 luglio 2013 | 16:19 - © Quarrata/news]

1 commento:

  1. Quando un Vescovo deve rimarcare che una "benedizione non è un gresto scaramantico o formale,etc", siamo alla frutta! Questo è un Vescovo da "vecchie Stanze", per chi se le ricorda. In fondo consoliamoci: la Chiesa Cattolica Apostolica Romana ha visto anche di peggio.

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