domenica 27 marzo 2011

LA LEGA: «GRAZIE PER LE FIRME A FAVORE DEL CROCIFISSO»



PISTOIA. Invio qui di seguito comunicato stampa con preghiera di pubblicarlo, per poter ringraziare tutti coloro che hanno aderito alla nostra raccolta firme a favore del crocifisso.
Grazie per la collaborazione e cordiali saluti.
Daniela Simionato
* * *
La Corte dei diritti umani di Strasburgo, ha ribaltato la sentenza di primo grado e assolto l’Italia dall’accusa di violazione dei diritti dei genitori a educare i figli secondo coscienza per l’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche.
È stata la vittoria del sentimento popolare dell’Europa in difesa dei propri valori e della propria identità.
Il 10 novembre del 2009 avevo presentato in Consiglio Comunale una mozione che “impegnava il Sindaco e la Giunta a

  1. farsi interpreti delle esigenze del nostro tempo e a coinvolgere i rappresentanti locali dell’amministrazione scolastica per assicurare la presenza dei crocifissi in ogni aula scolastica e al loro ripristino ove siano stati rimossi, nonché ad una riflessione da svolgere in ambito scolastico sui valori sopra richiamati, insiti nella nostra storia e nella nostra tradizione;
  2. schierarsi a fianco del Governo italiano nel ricorso contro la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, che costituisce una pericolosa minaccia nei confronti della storia e delle tradizioni dei popoli nonché una grave intromissione nei confronti del sistema democratico del nostro Paese”.
Purtroppo questa mozione non è mai stata discussa, né tantomeno è passata in commissione. Eppure ora siamo a marzo del 2011!
Voglio perciò ringraziare tutti i cittadini che hanno aderito alla nostra raccolta firme a favore del crocifisso, organizzata dalla Lega Nord Toscana, con postazioni qui a Pistoia e in altre città.
Grazie a tutti perché con la vostra partecipazione attiva siamo riusciti a vincere una grande battaglia in difesa di un simbolo irrinunciabile della storia e dell’identità culturale del nostro Paese e a restituire dignità alle nostre solide radici cristiane.
Daniela Simionato
Capogruppo. LegaNT
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[Domenica 27 marzo 2011]

INFORMAZIONE LOCALE



Senza parole

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[Domenica 27 marzo 2011]

sabato 26 marzo 2011

INCENERITORE FUORILEGGE? CHIUDETELO!

di Alessandro Romiti


AGLIANA-PIANA. L’inceneritore di Montale è dichiarato fuori legge. Questo fatto è ben presente ai Comitati e questa volta anche certificato dall’Arpat, che ha presentato una denuncia all’autorità giudiziaria.
La notizia emerge in un documento pubblicato nei giorni scorsi nel sito web della provincia di Pistoia: Rapporto Arpat Anno 2010.
Il documento, firmato dalla responsabile dei controlli dell’Arpat di Pistoia, dott.ssa Perissi – la stessa che il 29 maggio era ad Agliana a rassicurare i cittadini affermando che l’inceneritore non era responsabile dell’inquinamento diffuso! –, è del 4 marzo 2011: il giorno prima si era svolta una riunione, presso la provincia, il cui verbale si legge sempre in linea sotto la voce Verbale del 03.03.2011.
A tale riunione avevano partecipato i rappresentanti della provincia di Pistoia, del comune di Montale, dell’Arpat e dell’Asl; ed è nota per essere stata molto animata, con l’Asl che riferiva della mancanza di carboni attivi nell’impianto, con conseguente mancanza di abbattimento della diossina, e che affermava testualmente che al momento attuale l’impianto non appare essere sotto adeguato controllo gestionale.
Giudizio condiviso anche dall’Arpat che denuncia l’evento alla procura della repubblica e va anche oltre, in quanto preannuncia (pag. 16 della lettera inviata il giorno successivo) una nota che sarà inviata ai vari Enti per le opportune diffide. Si noti il processo alla rovescia: prima, solitamente, si fanno le diffide, poi le denunce alla procura. Chiara l’intenzione/necessità di lasciare il cerino in mano a Scatragli?
A questo punto è possibile sapere perché – dopo oltre un mese da questa comunicazione, con l’impianto che ha continuato a emettere diossina oltre al limite di legge – non sono state emesse, da parte dalle amministrazioni pubbliche o dall’autorità giudiziaria, le necessarie ordinanze cautelative per la salute pubblica?
Eppure gli argomenti non mancano. Allegato alla lettera Arpat c’è anche il rapporto conclusivo degli accertamenti effettuati dalla struttura specialistica dell’Arpat di Firenze sui sistemi di controllo dell’inceneritore.
In questo rapporto si afferma che, nel corso del 2010, sono stati rilevati 10 casi di medie normalizzate con palesi errori di elaborazione; si segnalano, anche per gli ossidi di azoto, 7 casi di superamento della soglia e si dice inoltre che potrebbero sussistere violazioni connesse alla mancata comunicazione di eventi, e ancora che nelle impostazioni del sistema di elaborazione dati è presente un errore in qualche algoritmo di calcolo per il quale non è pervenuta comunicazione in merito alla risoluzione effettiva del problema.
Basta così oppure no?
E che cosa si aspetta ancora per chiudere il detestato e inquinante impianto di incenerimento di via Tobagi?

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[Sabato 26 marzo 2011]

AIAS. DO IT YOURSELF!


T’amo, città di crucci, aspra Pistoia,
pel sangue de’ tuoi Bianchi e de’ tuoi Neri,
che rosseggiar ne’ tuoi palagi fieri
veggo, uom di parte, con antica gioia.

Come s’uccida in te, come si muoia
i Panciatichi sanno e i Cancellieri.
Fin quel de’ Sigisbuldi, tra pensieri
d’amor, grida: «Emmi tutto ‘l Mondo a noia!».

Vanni Fucci odo, come nell’Inferno
tra i sibili del serpe che l’agghiada,
«A te le squadro!» ulular furibondo.

Cino rincalza, folle del suo scherno:
«E’ piacemi veder colpi di spada
altrui nel vólto e navi andar al fondo».

Gabriele D’Annunzio





PISTOIA. C’è una città, in Toscana, che crede di essere al centro dell’universo e si sente, un po’ troppo spesso e un po’ troppo volentieri, ombelico del mondo.
È una città che si fregia del titolo di città a misura d’uomo, ma che dell’uomo ha – spesso e volentieri, nelle manifestazioni del potere – gran parte del peggio.
È una città rammentata da Dante per un personaggio che non si fece onore, perché rubò in chiesa. Ed è una città che gente di molto tempo dopo, con una definizione quasi profetica, relegò nel limbo delle città del silenzio, forse perché vi intravide davvero una casa della reticenza e dell’omertà.
Nelle manifestazioni del potere, questa città sembra davvero un ombelico della negazione del vero, del respingimento di una pur minima volontà di mettere a nudo i propri problemi, di metterli in discussione apertamente e – se del caso – di chiederne, al momento opportuno, quando la verità non può più essere respinta, perdono e venia pubblicamente: per reiniziare un percorso di verginità, credibilità, trasparenza e giustizia.
È una città che non ha informazione, non perché i suoi abitanti non amino essere informati, ma perché quelli che contano – e che fanno parte di un potere trasversale che salta non solo fossi, ma addirittura canali o interi fiumi più grandi di una Vistola, di una Neva o di un Volga – hanno deciso che di informazione in questa città si possa parlare solo per quanto riguarda le fiere di beneficienza, le sagre delle frittelle, gli eventi sportivi, le giostre del 25 luglio o le iniziative della Caritas: tutti sempre e solo argomenti importanti per promuovere immagini insostanziali, marginali ed evanescenti, ma certo non utili a informare il popolo di ciò che veramente accade sotto i suoi piedi o dietro alle sue spalle.
Se ne meraviglia persino Mauro Banchini (23 marzo 2011) quando scrive, in un post del sito del vescovo, rimasto senza séguito, ma che allude all’Aias:

Qualche esempio di “segreti” che ciascuno di noi vorrebbe vedere, localmente o globalmente, raccontati con onestà da un giornalismo la cui unica missione è aiutare il diritto dei cittadini a essere informati?

Pistoia è questa. I suoi organi di informazione sono questi. I suoi capi e le sue guide spirituali sono questi e tutto procede su questa strada sonnolenta, lungo la quale nessuno prende mai un toro per le corna – tanto per usare un’espressione già adottata dal vescovo Bianchi – e lo doma come dovrebbe, almeno per tentare di impedire che altri tori scappino dalla stalla e si scatenino.
In questa città da più di un anno si sta combattendo una guerra fiera e feroce, dura come quella irachena, irriducibile come quella afghana. Una guerra giocata su due piani: quello apparente e quello reale, ai quali i mezzi di informazione partecipano o non partecipano a seconda dei casi e delle persone attuali, come avrebbero detto i pistoiesi del dopoguerra.
Stamattina, 26 marzo, giorno di un’assemblea decisa da un giudice per un consiglio di amministrazione che l’organismo di cui faceva parte ha dichiarato decaduto, uno dei giornali, Il Tirreno, fa un cenno rapido e timido alla vicenda afghana.
Lo fa dopo aver contattato, nei mesi scorsi, persone a cui ha chiesto interviste che poi, però, non sono state pubblicate.
Lo fa dopo avere saltato, a piè pari, tutti i documenti che abbiamo pubblicato su questo blog, l’uno dopo l’altro: ma, alla fine, ha il merito di far dire a chi della guerra è stato il capofila, il generale, il duce – Luigi Egidio Bardelli – la verità, o almeno una verità parziale, sulle sue vere intenzioni: la volontà di sganciarsi dall’Aias nazionale come uno stadio di un razzo vettore, per iniziare una navigazione nello spazio autonomamente o troppo individualisticamente (rileggete Tito Rastelli nella sua intervista a Scardigli); una navigazione a vista e non strumentale, una navigazione cioè in cui nessuno venisse a ficcare il naso, a chiedere spiegazioni: ma badate bene, non di fatti interni e personali, bensì di passaggi di denaro pubblico (Aias) verso realtà private (Tvl e/o altro) non si sa bene a quale titolo.
Bardelli dunque voleva questo? Così parrebbe. E quei venti genitori di Quarrata che, parte del consiglio di amministrazione dell’Aias, chiusi in gattabuia come i bimbi del Cip & Ciop, sono stati fatti fuori nel 2009? Beh, quelli non contano!
E non contano perché non la pensano come il quarantennale benefattore dell’Aias e di tutte le famiglie dei bisognosi: il topànta che ha guidato, consolato e sorretto tutti come un vero taumaturgo, come un buon padre e un buon pastore; quell’indiscusso e indiscutibile Bardelli che, dall’alto della sua incrollabile fede, stamattina dichiara a Tiziana Gori sul Tirreno:

Gira voce che sarà chiesta l’uscita dell’Aias pistoiese dall’Aias nazionale. È vero?
«È un desiderio – risponde Bardelli – che in tanti manifestano. Tante persone che ho incontrato in questi mesi mi hanno chiesto che senso aveva continuare a rimanere nell’Aias nazionale. Ma non credo sia il momento. Poi sarà l’assemblea a valutare, se la questione sarà posta, il da farsi».
Ma la richiesta partirà da lei?
«No, non da me».

Ingenua, Tiziana Gori, a chiedere a Luigi Egidio se sarà lui a porre la questione fuga da Alcatraz.
Ingenua, ma dunque è tutto vero quello che abbiamo sentito dire per quasi un anno sulla nuova struttura che sarebbe stata già pronta a sfilare dalle tasche dell’Aias la Schindler’s list degli assistiti della provincia per portarseli via e chissà dove.
Epperò nessuno che abbia detto una frase, una parola, prima di oggi. Nessuno che abbia informato. No. Ma… scherziamo? direbbe Bersani.
E tantomeno ha parlato quella realtà, Tvl appunto, di cui Bardelli sarebbe il dominus et deus, il padrone e il garante, l’alfiere e il re al tempo stesso. Quella tv che dà, sì, lavoro a 5 giornalisti con annessi e connessi, ma che glielo dà – non c’è dubbio e basta vedere il tipo di informazione che porta avanti – secondo le regole ferree del suo persiano monocrate: regole di rigido aut-aut, o silenzio o fuori sùbito. E gli esempi i pistoiesi li hanno avuti con la caduta di teste e nomi illustri, per i quali rimandiamo all’intervista di ieri di Luigi Scardigli.
Stamattina – con un timido accenno del Tirreno, con il silenzio più ermetico della Nazione, partita bene, ma poi finita alla pistoiese, cioè nel silenzio – all’auditorium ci sarà quello che ci sarà. In giornata vedremo.
Sarà un’ovazione per Bardelli: e non potrebbe essere difficile, visto che presenti saranno solo i bardelliani o quasi. O ci sarà un cambio di guardia – fra le vocine, che sono circolate, c’è stata anche quella di un avvicendamento di presidenza da Luigi Egidio a G(iorgio) F(ederighi), favorito da Bardelli ovviamente. Ma una cosa è certa: che in questa confusione di sacro e di profano, di indignazione e di esasperato individualismo, di epurazioni mediatiche e di sostegno all’epuratore, potrebbe non essere fatto quel taglio, quella amputazione che – non nascondiamoci dietro un dito – sarebbero necessari e visti come tali da gran parte degli uomini di buona volontà, di quelli che – sempre secondo le parole di Rastelli – vogliono bene all’Aias e ne auspicano un radicale ammodernamento, una assoluta sprovincializzazione, che in altri termini è possibile definire sbardellizzazione dell’Aias.
Se nel pomeriggio, però, saremo tornati ai santi vecchi, Pistoia continuerà ad avere silenzio in cambio di soldi.
Continuerà ad avere una Tvl ‘della collettività’ (come ama dire Bardelli coi suoi proclami di non-scoop e di rispetto della personalità), ma in realtà ‘molto privata’ e poggiante sul principio che, chi chiede alla De Sio se conosce il problema delle morti per amianto alla Breda, viene preso a calci in culo e mandato via.
 Continuerà ad avere una Tvl che ingoia quattrini che partono dall’Aias (soldi pubblici) e finiscono in via Monteleonese 95/21 non si sa a quale titolo.
Continuerà ad avere un Bardelli che, chiamato a spiegare certe sue mosse, assumerà atteggiamenti simili a un Mosè che lancia l’anatema contro il vitello d’oro quando discende dal Sinai, con accanto un don Pancaldo-Aronne che lo sosterrà in ogni modo e ad ogni costo, anche perché condivide, con Bardelli, la proprietà di Tvl – su cui, fra l’altro, non sarebbe male aprire un appropriato capitolo, perché questo è il dovere dell’informazione, di quella vera e non di quella addomesticata e agli ordini dei signori del silenzio.
E se domani Pistoia avrà ancora una situazione di questo genere, potrà ringraziare la sua non-stampa o scarsa informazione, i suoi poteri pubblici, il suo vescovo e quanti se ne sono rimasti zitti e cheti, aspettando gli eventi e giudicando che tutto fosse un arrosto che non toccava loro.

Buongiorno Pistoia, allora. Ed àbbiti quello che ti vai cercando nel tuo condannato silenzio da questo momento (ore 9,45 circa), in cui i cardinali si stanno ritirando in conclave all’auditorium per partorire un loro adeguato... Sommo Pontefice!
e.b. blogger

P.S. – Uno dei documenti a corredo, mostra l’acquisto di azioni di Tvl da parte di don Diego Pancaldo (25.822, 84 €, per un totale di 55.680 azioni) che, stando a ciò, avrebbe interesse a che tutto restasse com’è.
* * *
Una doverosa precisazione

Qualcuno ci fa notare che,  nel passaggio che segue, c’è una imprecisione:
E quei venti genitori di Quarrata che, parte del consiglio di amministrazione dell’Aias, chiusi in gattabuia come i bimbi del Cip & Ciop, sono stati fatti fuori nel 2009? Beh, quelli non contano!
Correggiamo sùbito il tiro: quei venti genitori non erano parte del consiglio di amministrazione, ma soci dell’Aias.
Ciò non modifica, tuttavia, la sostanza di una epurazione che comunque c’è stata.

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[Sabato 26 marzo 2011 - Il giorno della civetta]

venerdì 25 marzo 2011

L’AIAS CHE FU, L’AIAS CHE SARÀ INTERVISTA A TITO RASTELLI

«la gestione Bardelli aveva bisogno, da tempo, di rinnovarsi, adeguarsi, sprovincializzarsi» – «Credo che a Luigi stiano facendo pagare il suo completo individualismo» – «Nuova linfa all’associazione, più legami con Roma e in sede locale l’espressione di un direttivo formato da un mix di addetti ai lavori»

di Luigi Scardigli


La prima volta che mise piede all’Aias, Tito Rastelli, aveva 15 anni e frequentava la quinta ginnasio del Liceo Forteguerri. Fu il suo professore di religione, don Gargini, a suggerirgli, conoscendo e sapendo di poter sfruttare al meglio il suo amore per la fotografia e la regìa, di mettersi a disposizione dell’associazione.
Oggi, ventotto anni dopo, pur conservando intatti quegli amori adolescenziali tradotti in pratica anche e soprattutto da una militanza storica sull’emittente televisiva Tvl, Tito Rastelli – che si è poi laureato in medicina, specializzandosi in quella riabilitativa o fisiatria e perfezionandosi in management sanitario – dell’Aias è un valido e stimato coordinatore sanitario, un glorioso e impegnativo percorso professionale battezzato, sdoganato ed impreziosito grazie anche alla figura di Luigi Bardelli, che lo ha accudito e lanciato tanto sul piccolo schermo che nella sua vita professionale.

Cosa è successo improvvisamente?

«Prima di tutto, molta confusione – esordisce Rastelli, sposato con Ilaria, una fisioterapista troppo impegnata a far crescere Giacomo (11), Marta (9), Emma (7), Anna (5), Filippo (3 anni) e in attesa del loro sesto pargolo per trovare anche il tempo di lavorare fuori di casa –, spesso creata ad arte tanto dai detrattori, quanto dagli estimatori. La verità, invece, credo che sia molto meno eclatante di quello che si voglia credere o far sembrare. L’Aias è un ente nazionale che non credo possa e voglia controllare minuziosamente i dettagli delle varie realtà locali disparse sulla penisola; sullo specifico, insomma, fino a prova contraria, a Roma hanno preferito non mettere il naso in giro. Però, a Roma, bisognava forse andare più spesso: questione di rappresentanza, trasparenza, condivisione. Credo che a Luigi Bardelli stiano facendo pagare il suo completo, seppur leale, individualismo. La cosa che mi preme sottolineare, immediatamente, da tecnico decano dell’associazione, è che l’Aias continuerà ad esistere e ad operare. Lo dimostra il fatto, nello specifico sin troppo eloquente, che l’Asl 3, nel bel mezzo di questa bufera, abbia già rinnovato con l’istituto tutte le convenzioni. Insomma, tanto gli operatori, quanto gli assistiti, possono tranquillamente continuare a stare sereni: sono salvi i posti di lavoro e soprattutto sono assicurate tutte le prestazioni».

Che sono il vostro fiore all’occhiello…

«Sì, è vero, ce le invidiano tutti. Posso tranquillamente dire, conoscendo le altre realtà che visito saltuariamente in compagnia del dottor Caserio, che la struttura pistoiese è veramente una delle più attente, maggiormente all’avanguardia: vantiamo uno stuolo di operatori, assistenti e personale più o meno qualificato davvero superlativo. Molto del prestigio della sezione pistoiese dell’Aias si deve proprio al certosino lavoro svolto in questi 40 anni da Luigi Bardelli, che si è prodigato, da sempre, anima e corpo, affinché la struttura diventasse, nel tempo, un prototipo ideale di assistenza. E non solo per l’efficienza dei servizi, diurni e notturni, ma anche e soprattutto per il rapporto familiare che ogni singolo soggetto ha potuto instaurare con l’associazione stessa».

Troppo bravo, Bardelli, per restare al comando?

«Troppo solo, per restare al comando. La sua, per molti versi miracolosa, gestione della struttura aveva bisogno, da tempo, di rinnovarsi, adeguarsi, sprovincializzarsi. L’Aias è cambiata perché sono cambiati i tempi, a cominciare dagli assistiti e dalle loro patologie: prima, le inabilità erano soprattutto motorie, legate alla deambulazione; da qualche anno invece ad apparenti normalità coincidono menti disastrate verso le quali occorre dare altre risposte, soprattutto alle famiglie d’appartenenza. I parenti più stretti dei portatori di handicap non sono più quei nuclei familiari che una società falsamente salutista teneva ai margini: il mondo è radicalmente cambiato, i rapporti che lo tengono in vita si sono trasformati. L’Aias non poteva restare ancorata a principi che hanno fatto la storia dell’istituto ma che non potevano certo garantirne il futuro».

Dunque?

«Occorre dare nuova linfa all’associazione, conservando inalterati, anzi, rafforzandoli, tutti quei servizi che hanno fatto, dell’Aias pistoiese, un fiore all’occhiello della città, invidiato dalle altre strutture regionali e nazionali. Occorre insomma ridisegnare la struttura, che abbia maggiori legami con Roma e che in sede locale diventi l’espressione di un direttivo formato da un mix di addetti ai lavori: penso a Giuseppe Totaro, Sauro Becattini, Luca Iozzelli; mi viene in mente il professor Masotti e se ci si sedesse intorno ad un tavolo, di nomi, altrettanto qualificati, ne uscirebbero sicuramente altri e tutti pertinenti».

Sta pensando a Torselli, Biagini e Panerai, ad esempio?

«Anche, perché no, ma in questo momento di ristrutturazione, questi personaggi, che rappresentano la storica alternativa al Bardelli, suonerebbero sinistri, come se invece di un nuovo governo si pensasse ad una rivoluzione».

E lei, Rastelli, che ruolo vorrebbe avere nella nuova struttura?

«In qualità di consulente, per statuto, non potrei essere socio, ma se mi si chiedesse di fare il traghettatore, lo farei volentieri. Chi vuol bene a Luigi Bardelli, mi pare doveroso sottolineare in questo momento, lo può dimostrare soprattutto facendo il bene dell’Aias, che è una sua meravigliosa creatura. Il resto, le attestazioni di stima, le pacche sulle spalle, i giuramenti di fedeltà, lasciano davvero il tempo che trovano».

E quella pioggia di milioni in donazione per la nuova struttura?

«Vale lo stesso discorso che abbiamo affrontato prima per quel che riguarda le convenzioni con la Asl, tutte rinnovate: i donatori hanno creduto che con il commissariamento i loro soldi non fossero più una pertinenza pistoiese ma andassero ad ingrossare la banca centrale dell’associazione. Non sarà così e proprio in questi giorni risolveremo un altro dei tanti piccoli problemi insorti in virtù di un contrattempo che bolliva in pentola da qualche tempo».

E Bardelli come sta?

«Bene, ringraziando il cielo. Luigi poi è sorretto da una fede incrollabile, che aggiunta alla sua onestà non può che preservarlo da qualsiasi spiacevole inconveniente…»

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[Venerdì 25 marzo 2011]

L’AIAS, LE ONLUS & IL PROF. ZAMAGNI




PISTOIA. Stamattina partiamo – nel corso della giornata aggiungeremo altri documenti e/o testimonianze – con una ricostruzione di fatti tracciata dalla parte dell’Agenzia Nazionale per le Onlus, l’ente, per intenderci, guidato dal prof. Zamagni.
Non aggiungiamo commento, ma solo alcune note esplicative e di chiarimento.
Quello che vedete qua sotto in forma di foto, è una sequenza di pagine che Bardelli avrebbe distribuito ai suoi seguaci sabato scorso, quando i fedelissimi si sono trovati per organizzarsi in vista dell’assemblea di domani, 26 marzo, all’auditorium di via Panconi.
Cos’è l’Agenzia Nazionale per le Onlus?
È un organismo, del tipo ‘Garante della Privacy’ o simili, che dovrebbe occuparsi del coordinamento del Terzo Settore. Lasciateci dire – e prendetelo come una nostra opinione – un nuovo orto in cui seminare nuovi centri di potere.
È da questo orto del prof. Zamagni che è partito l’affaire Aias dopo l’assemblea anomala del 2009 voluta e decisa da Luigi Egidio Bardelli e dopo che una ventina di genitori-soci Aias, di Quarrata, si erano mossi con esposti e denunce per essere, di fatto, stati messi in condizione di non poter contare grazie a un marchingegno di lista bloccata.
A quel tempo l’Agenzia per le Onlus rifilò tutta la ‘patata bollente’ all’Aias Nazionale e all’ingegner Lo Trovato, suo presidente. Vi racconteremo, magari, nei prossimi giorni cosa seguì a tutto questo baccano.
Di fatto, mano a mano che la vicenda è andata avanti, sembra – e questo è ben visibile attraverso un’attenta lettura del testo – che Zamagni abbia iniziato a mostrare sempre più concreto interesse alla vicenda Aias, nella quale pare avere intravisto una chiave per aprire il portone (attualmente ancora ben serrato) dell’attendismo con cui il governo non ha ancora provveduto a definire chiaramente le competenze dell’Agenzia per le Onlus.
Così è stato tirato in ballo anche il sottosegretario alla Presidenza del consiglio dei ministri, l’ on. Letta.
Ed è così che – leggete bene – si conclude il documento: con un invito al governo a dare forza e incisività all’Agenzia; o in altri termini, più potere e più prerogative per decidere e porsi in funzione di arbitro laddove, al momento, l’Agenzia non può intervenire che marginalmente.
Sembra, dunque, che tutto questo sia una mira precisa nell’intenzione di Zamagni di rinforzare i propri muscoli e il proprio corpo.
Sulla sostanza del documento sottoriportato, permetteteci di esprimere alcuni dubbi e incertezze.
Il documento è integrale? Perché, pur apparendo scritto su carta intestata e bollata con timbri dell’Agenzia, si ferma a pagina 6 senza una firma finale e senza una conclusione.
Perché il documento è stato messo in circolazione in questa forma? E se non è integrale, cosa poteva contenere nella sua ultima parte? Ma se è integrale, perché non è firmato?
Sembra comunque di capire che, in base ad esso, siano nate anche quelle erronee informative di cui parla il presidente nazionale Aias, Lo Trovato, nel post scriptum della sua lettera di trasmissione dell’accordo sidaco-vescovo-presidente della provincia che abbiamo pubblicato ieri.
Prendeteli, dunque, questi sei fogli, con il beneficio d’inventario.
E tornate sul blog anche in giornata, perché – come abbiamo detto – pubblicheremo altri documenti e notizie, pur se non graditi (a quanto sembra di capire leggendo le immagini sottostanti) all’Agenzia per le Onlus, al prof. Zamagni e a Bardelli.
e.b. blogger



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[Venerdì 25 marzo 2011]

giovedì 24 marzo 2011

AIAS, «BARDELLI SI È RIFIUTATO DI RISPETTARE LE REGOLE»


PISTOIA. Dopo un anno di polveroni, di assalti impetuosi e di apparenti ritirate, il 22 febbraio scorso, come ricorderete, il presidente dell’Aias Nazionale, Francesco Lo Trovato, è venuto a Pistoia su invito del sindaco Berti e della presidente della provincia Fratoni.
A quell’incontro ha partecipato anche il vescovo Mansueto Bianchi.
L’intenzione era quella di trovare il sistema di mettere un punto alla ribellione di Bardelli – perché, stando ai documenti, proprio di ribellione sembra si sia trattato.
Dall’incontro in comune è scaturito il documento che segue la lettera di trasmissione con cui Lo Trovato, il 9 marzo scorso, ha inviato al sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri, On. Gianni Letta, l’accordo raggiunto e sottoscritto dopo una riunione durata quattro ore.
La concisione delle sobrie e misurate espressioni del testo concordato, non tragga in inganno.
Si ricordi, invece, che queste poche righe sono state il frutto, evidentemente, di una lunga discussione e di una approfondita analisi di fatti tutt’oggi ancora piuttosto evanescenti e resi ancor più indefiniti da una cortina fumogena che si è creata intorno al caso Aias, una vicenda complessa su cui si è innestata anche l’azione dell’Agenzia per le Onlus guidata dal Prof. Zamagni e sulla quale torneremo nei prossimi giorni.
Per ora basti notare alcune espressioni che compaiono nella lettera di Lo Trovato a Letta, a Zamagni e al notaio Rizzi.
Di Bardelli Lo Trovato scrive che «si è rifiutato con pertinacia di rispettare le regole»; in relazione all’Agenzia per le Onlus, chiarisce che «alla erronea informativa della Agenzia per le ONLUS data 01/03/2011» è intenzionato a rispondere in séguito.
Ne riparleremo anche noi con dovizia di particolari.
Intanto ecco i documenti.
* * *

Roma, 09/03/2011
Prof. n. 888/S

Al Sottosegretario di Stato
alla Presidenza del Consiglio
dei Ministri
On. Gianni Letta
Palazzo Chigi
P.zza Colonna, 370
00187 Roma

Alla Agenzia per le Onlus
Via Rovello, 6
20121 Milano

Al Sig. Notaio
Dott. Rizzi Ruggiero Alberto
Via Monfalcone, 11
51100 Pistoia

OGGETTO: A.I.A.S. Sezione di Pistoia.

Il 22/02/2011 il Presidente ed il Segretario Generale dell’AIAS hanno fatto una visita al centro di riabilitazione di Pistoia constatando l’ottima qualità socio-sanitaria offerta alle persone con disabilità sia fisica che psichica. Col personale medico, con i fisioterapisti, psicologi, assistenti, amministrativi e personale dei servizi si è avuta l’occasione di ribadire i concetti posti a base da parte dei genitori sulle attività le più valide per queste persone disabili.

Il pomeriggio alle 15,30 presso il Palazzo Municipale in soddisfacimento dell’invito fatto al Presidente Nazionale dell’AIAS dal Dott. Berti Sindaco di Pistoia e dalla Dott.ssa Fratoni, Presidente della provincia di Pistoia, si è tenuto un incontro sul tema relativo al commissariamento dell’AIAS di Pistoia e sul clamore fatto ad arte su un provvedimento doveroso dell’AIAS Nazionale nel rispetto della democrazia e dello statuto associativo.

A questa riunione ha partecipato S. E. il Vescovo di Pistoia ed un ex socio della Sezione di Pistoia Doti. Gori.

Alla conclusione di quattro ore di lavoro, si è prodotto il documento che si allega, col quale si spera di far ritornare nel giusto alveo uno dei tanti commissariamenti instaurati dall’AIAS Nazionale nei suoi 56 anni di vita che mai avevano sollevato il gran polverone prodotto a Pistoia da parte di chi, socio dell’AIAS, si è rifiutato con pertinacia di rispettare le regole.

Questo per giusta informativa alle autorità che si sono occupate del caso.

L’occasione ci è gradita per porgere i più distinti saluti

Il Presidente
Ing. Francesco Lo Trovato

P. S. – Si riscontrerà quanto prima alla erronea informativa della Agenzia per le ONLUS data 01/03/2011.
* * *
IL TESTO DEL DOCUMENTO
LO TROVATO – BERTI – FRATONI - BIANCHI

Il Presidente dell’AIAS nazionale, in occasione dell’odierno incontro con il Vescovo, la Presidente della Provincia e il Sindaco di Pistoia, ha espresso la propria disponibilità a riconsiderare i provvedimenti di espulsione dei componenti il vecchio consiglio direttivo della propria sezione pistoiese e, pertanto, a far sì che i soci uscenti possano far parte della nuova base associativa.

Ciò a condizione che siano ritirati i contenziosi giudiziari in atto, che si instauri un positivo clima di collaborazione con la struttura nazionale dell’AIAS, che venga ridefinito lo Statuto conformemente alle regole nazionali sottoponendolo alla ratifica del Consiglio nazionale e ci si adoperi a definire e puntualizzare i rapporti tra AIAS e Fondazione S. Maria Assunta in cielo, al fine di meglio tutelare i rispettivi diritti.

La nuova base associativa potrà così, su queste basi e secondo le regole previste dalle norme nazionali, essere al più presto riconfigurata, in modo da autodeterminare i suoi nuovi assetti direttivi.

I partecipanti all’incontro formulano contestualmente l’auspicio che alla luce del quadro sopra delineato possano al più presto riprendere i lavori per la realizzazione della nuova struttura in S. Biagio.

Pistoia, 22.2.2011

Francesco Lo Trovato
Renzo Berti
Federica Fratoni
+ Mansueto Bianchi

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[Giovedì 24 marzo 2011]

mercoledì 23 marzo 2011

AIAS. SI ‘RECLUTAVA’ SINO DAL DICEMBRE SCORSO?


PISTOIA. Un lettore ci scrive:

Gentile blogger,
innanzi tutto grazie per l’informazione.
Leggo con molta inquietudine le tue note e quella sulla situazione di Aias mi ha intimamente colpito, perché le tue notizie denunciano gravi fatti in danno a persone deboli e molto colpite dalla sorte.
L’enfasi della corrispondenza “bardelliana” è di grande significanza per il suo potere evocativo nella necessità di “consolidare” lo zoccolo duro dei suoi fedeli. Mi preme però specificarti che, fin dal mese di dicembre, è stata avviata una sistematica campagna di “adesione” alla nobile associazione Aias che, oggi, alla luce dell’evento convention26 diventa assolutamente comprensibile.
Infatti, una quantità di fattivi “collaboratori” hanno espresso sollecitazione presso numerose famiglie per l’iscrizione più tempestiva, nella comprensibile finalità di corroborare lo stuolo di affidabili “votanti” nella convention.
Questa amara circostanza – nota a molti pistoiesi perché direttamente contattati – non è resa pubblica e io credo sia opportuno renderla di dominio degli associati indipendenti e liberi che, il 26 si andranno ad opporre alla precedente gestione sulla quale mi auguro vadano fatte le maggiori indagini per verificare eventuali responsabilità.
Tale “passione politica” (quella con la P maiuscola che prevede impegno e servizio per la gente non remunerato) non sarebbe giustificata se ci fossero avanti a tutto i “superiori” interessi dei ragazzi dell’Aias.
La convention del 26 assume il profilo più grottesco e increscioso: sembra l’oggetto sociale dell’Aias sia – diversamente da quello di assistere ai disabili e malati gravi – un mero esercizio di una attività lucrativa.
Mi auguro per la dignità e coscienza collettiva di Pistoia (nota come “Città a misura d’uomo”) che le mie insinuazioni vengano domani smentite!
Buon lavoro e grazie ancora.
r.a.
Caro lettore,
Bardelli lo aveva detto che avrebbe suonato le sue campane.
Sotto questo profilo è fin troppo coerente…

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[Mercoledì 23 marzo 2011]

AIAS, BARDELLI E LA SUA ‘GUERRA TOTALE’



PISTOIA. Eccoci al secondo appuntamento per i documenti diffusi da Bardelli e dai suoi sostenitori nell’assemblea ristretta di sabato scorso, 19 marzo.
Il testo che riproduciamo porta appunto questa data e sembra essere il condensato delle cosiddette ‘massime eterne’ di Bardelli e dei suoi, pronti alla ‘guerra totale’.
Per certi aspetti, se vogliamo anche comici in senso lato, leggere queste dichiarazioni di Bardelli & C. ci rinvia a un àmbito assolutamente diverso e ben più tragico, ma, al tempo stesso, omologo, parallelo, similare: quello della caduta del raìs tripolino; un colonnello che non si rassegna alla propria cacciata dopo 40 anni di indiscusso e indiscutibile potere (stesso periodo di tempo per l’Aias: badate il destino…), e che continua a minacciare, in maniera perfino un po’ patetica, chi lo ha messo, alla fine, nella condizione di dover rendere conto del suo operato, di dover aprire le porte alla trasparenza e alla chiarezza che finora, purtroppo, non sembra proprio che ci siano state.
Fa impressione vedere l’elenco dei destinatari della lettera di Bardelli & C., tanti sono. Mancano solo pochi nomi: Bendetto XVI, Giorgio Napolitano, a cui potrebbero essere aggiunti, magari, quelli di Sarkozy o di Obama e chissà chi altro, tanto per gradire.
Certo è che l’assemblea del 26 marzo, presso l’Auditorium della provincia, sta arrivando a grandi passi. E la tensione/pressione aumenta.
Difficile, dunque, tener buono un ‘agitato’ Bardelli e le sue forze armate che avanzano compatte verso l’obiettivo di restare al timone dell’Aias pistoiese, anche se si ha sentore vivo e ben percepibile, nell’ambiente, di una certa irritazione – da parte dei triumviri dell’accordo, Berti-Fratoni-vescovo Bianchi – per il fatto che Luigi Egidio non ha voluto neppur prendere in considerazione la possibilità suggerìtagli di fare un passo indietro rinunciando a tutta l’impalcatura giudiziaria che il presidente-direttore-equantaltro di Aias-Tvl- equantaltro ha messo in ponte insieme con don Pancaldo e con la Fondazione Santa Maria Assunta in cielo: rinunciare, insomma, a tutte le cause. A secco e per sempre.
Ma Bardelli, a quanto si sente dire, non ha affatto intenzione di stracciare le carte tribunalizie. Come non ha intenzione – nonostante lo avesse espressamente dichiarato a Vivarelli del Tirreno in una intervista del 22.02.2011– di farsi da parte. Macché!
Luigi Egidio non si farà mai da parte, perché sembra che non voglia lasciare il campo libero a quelli che lui – nei documenti che solo noi abbiamo avuto il coraggio di pubblicare per dovere di vera cronaca e di corretta informazione – definiva i quarantenni irriducibili, gli enfants terribles che gli avrebbero, per gioco, segato le zampe del suo intoccabile/ineffabile trono, facendo di tutto per farlo cadere. E se un altro presidente dovesse esserci, sembra che Bardelli lo abbia già individuato fra i suoi in un innominato/innomibalile G.F. – sarebbero almeno queste le chiacchiere di Radioscarpa.
Se sale l’irritazione di Berti-Fratoni-Bianchi, non è difficile capirne il perché: basta semplicemente leggere ciò che Bardelli riafferma (con i suoi consueti toni e modi) nel documento che segue.
Un documento in coda al quale quale abbiamo aggiunto le nostre riflessioni e le domande su questa ‘incredibile vicenda del silenzio pistoiese’.
e.b. blogger
* * *
Pistoia, 19.03.2011
Spettabile Collegio dei Revisori dei Conti
Dott. Giorgio Federighi
Dott. Stefano Sala
Rag. Calogero Armato
LL.SS

Spett.le
Direttore Generale
Enrico Ascari
Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia
Via Roma
51100 Pistoia

Presidente Caript
Dott. Gabriele Zollo
Via Roma
Pistoia – Sede

Presidente Carifi
Dott. Aureliano Benedetti
via Carlo Magno 7
50127 Firenze – Sede

Presidente Fondazione Caript
Prof. Ivano Paci
Via De’ Rossi
51100 Pistoia

S.E. Vescovo di Pistoia
Mons. Mansueto Bianchi
Via Puccini
51100 – Pistoia

Al presidente della Giunta Regionale Toscana
Enrico Rossi
Piazza del Duomo
Firenze

Assessore Regionale Sanità
Daniela Scaramuccia
Via Alderotti
Firenze

Assessore Regionale Bilancio
Riccardo Nencini
Piazza dell’Unità d’Italia
Regione Toscana
50123 Firenze

Al direttore generale ASL 3
Dott. Alessandro Scarafuggi
51100 Pistoia

Ill.mo sig. Prefetto della
Provincia di Pistoia
Dott. Mauro Lubatti
Piazza Duomo

Al Questore della Provincia di Pistoia
Maurizio Manzo
Via Macallè

Al Comandante Provinciale
Guardia di Finanza
Massimo Prisco
PISTOIA SEDE

Al Comandante Provinciale della
Stazione dei Carabinieri
Col. Fabrizio Volpe
Pistoia

Dott. Renzo Berti
Sindaco di Pistoia
SEDE

Al presidente della Provincia di Pistoia
Dott.ssa Federica Fratoni
51100
Pistoia – Sede

Dott. Giuseppe Bellandi
Sindaco di Montecatini
SEDE

Ai Consiglieri Regionali
Caterina Bini, Gianfranco Venturi,
Antonio Gambetta Vianna, Roberto Benedetti
Via Cavour
Firenze

Al Dott. Fabrizio Amato
Presidente del Tribunale di Pistoia
SEDE

Al Procuratore della Repubblica di Pistoia
Dott. Renzo Dell’Anno
51100 - Pistoia
SEDE

Ai Segretari Provinciali di CGIL - CISL - UIL
LL.SS.

Agli Avvocati
Alberto Bianchi
Firenze
Cecilia Turco
Pistoia
Cristina Arcangeli
Pistoia

Al sottosegretario Presidenza del Consiglio
Dott. Gianni Letta
Palazzo Chigi
00187 ROMA

Al Presidente Agenzia delle ONLUS
Prof. Stefano Zamagni
Via Ravello 6
20121 Milano

Ai parlamentari Pistoiesi
Vannino Chiti
Senato Della Repubblica
ROMA

Lido Scarpetti
Camera del Deputati
ROMA

Al Direttore Regionale dell’Agenzia delle Entrate
Dott. Pier Luigi Merletti

Dott.sa Matilde Useli
Ufficio Accertamento
Via della Fortezza 8
50129 FIRENZE

OGGETTO: Secondo chiarimento ufficiale. Declino di responsabilità.

Facciamo seguito alla nostra precedente del 20.12.2010 inviata alle autorità in indirizzo con l’intento di richiamare l’attenzione di tutti loro, alla preannunciata e dichiarata distruzione di un’azienda fino ad Aprile 2010 modello di gestione, sana nel bilancio, con una corretta programmazione per il futuro ed un investimento programmato a tal fine di oltre 8 milioni di euro unitamente alla Fondazione Maria Assunta in Cielo cui l’Aias diede vita nel 1989, con la soddisfazione della stragrande maggioranza delle oltre 2000 famiglie assistite, con un ottimo clima sindacale e la soddisfazione dei 120 dipendenti o consulenti.

Oggi, sembrano meglio delinearsi gli scopi dell’intervento commissariale deliberato dall’Aias Nazionale il 23 Aprile 2010, annunciato all’Aias di Pistoia il 10 Maggio 2010 con l’arrivo del Commissario il 12 Maggio – commissario che non si insediò unicamente per sua scelta, al di là dell’opposizione di principio della sezione che non fu mai stata informata delle motivazioni (!) – fino al Settembre 2010. Infatti il Commissario si è auto liquidato 18000 € di gettoni presenza per le sue circa 20 presenze, ed ha liquidato alla sua “assistente legale”, con cause in corso, circa 70 mila euro, oltre ad ulteriori 18000 € per l’Aias nazionale, per un totale di circa 106 mila euro.
Una cifra del genere non è mai stata spesa all’Aias di Pistoia, in ben otre 45 anni di attività, nemmeno se si calcolano tutte le spese legali ed i rimborsi spesa dei centinai di consiglieri che si sono succeduti!

Dal giorno della nomina nel Maggio 2010, fino ad oggi, il commissario non ha intrapreso alcuna iniziativa per verificare quelle che sarebbero state le ragioni del commissariamento: non ha verificato la consistenza ed il numero della base sociale; non si è accertato della correttezza delle procedure di iscrizione dei soci della Sezione; non ha verificato se c’erano state o meno anomalie nello svolgimento dell’Assemblea elettiva del 2009; oltretutto questa verifica era già stata effettuata nel Settembre 2009 dall’Agenzia dell’Entrate non riscontrando alcuna anomalia di rilievo.
Con determina del 23 Novembre 2010, il Commissario, aveva annunciato il rinnovo della base sociale dichiarando decaduta la precedente, invitando a nuove iscrizioni che dal 15 Gennaio 2011 dovevano essere verificate ed ammesse; aveva annunciato di procedere alla convocazione delle assemblee straordinarie per dar vita ad un nuovo statuto della sezione; avrebbe poi proceduto per l’assemblea ordinaria per la elezione del nuovo consiglio direttivo. Ebbene, ad oggi, niente di tutto questo è stato fatto e per il Commissario la sezione è priva di base sociale e non ha uno statuto operativo! Crediamo che sussistano tutte le ragioni affinché la Regione Toscana e l’Asl 3 rivedano la loro posizioni nei confronti di una Onlus commissariata che il Commissario ha svuotato delle caratteristiche essenziali affinché una associazione possa definirsi Organizzazione non lucrativa di utilità sociale avendo azzerato ormai da mesi la base sociale, oltre al fatto che senza alcuna motivazione plausibile, espropria la sezione anche dal punto di vista economico.

In tempi di annunciati tagli da parte dell’Asl e di annunciata riduzione di servizi; di fronte ad una operatività da parte della sezione che ogni anno, al fine di dare risposta ai bisogni più urgenti superava i tetti programmati senza quindi poterne pretendere rimborsi così come stabilito in convenzione, al cui servizio sopperiva, con attenzione rigorosa all’andamento del bilancio, con personale a tempo determinato, via via assunto definitivamente col verificarsi di stabili opportunità; il Commissario ha provveduto all’assunzione di nuovi sette dipendenti con un principio per il quale, ancora ulteriori sette assunzioni possono essere legittimamente rivendicate dai sindacati rischiando di rendere ingestibile la sezione o di dover procedere a licenziamenti che nella storia dell’Aias di Pistoia mai si sono verificati.

Per altro, per l’incapacità di valutare le ragioni delle peculiarità dell’Aias di Pistoia, peculiarità legata alle caratteristiche del personale formatosi in tanti anni di lavoro, si procede con tagli di altre professionalità basilari per le esigenze dei nostri assistiti, provocando le dismissioni dal servizio di numerose famiglie.

C’è infine da aggiungere che l’incapacità di gestire i flussi finanziari, la mancanza di storia e di conoscenza di quanto in contenzioso con l’Asl 3 di Pistoia, sta causando inevitabili ulteriori ripercussioni sul bilancio che nell’insieme non può non precludere (sarà: preludere? – n.d.r.) al declino di quanto costruito in oltre 40 anni con le relative conseguenze inevitabili anche sul piano dell’occupazione.
Per questa ragione appaiono sempre più velleitarie le lettere che il Commissario firma circa la sua disponibilità a contribuire ai lavori del nuovo centro il cui cantiere è fermo, con le conseguenze immaginabili, fino dal 1 Ottobre 2010! A meno che non voglia proporre finanziamenti che vengono dalla Sicilia dove il presidente dell’Aias Nazionale è titolare di un consorzio di oltre 20 sezioni non più Aias – onlus e dove la costruzione di nuovi centri è cosa abbastanza abituale.

La rappresentazione di tale situazione, mentre da un lato vuole ribadire il declino di ogni responsabilità nella gestione oltre il Maggio del 2010 per qualsiasi evenienza che nel tempo si potrà produrre, siamo a chiedere alle autorità in indirizzo se è plausibile che a Pistoia e quindi in Toscana, sia tollerabile una situazione di questo genere nella quale si assiste ad un intervento commissariale senza motivazioni, ed ad un annunciato intento di distruzione di un’associazione modello ben oltre i confini regionali. Ci chiediamo altresì se quanti riceveranno la presente, nell’ambito delle loro funzioni con responsabilità più o meno dirette in ordine a questo settore, hanno fatto o stanno facendo o si propongono di fare ogni tentativo per evitare questa annunciata distruzione di una realtà così importante sul piano umano, sociale, occupazionale.

Purtroppo, al momento, siamo ancora in una carenza di legislazione nel settore delle Onlus, tanto che per contrastare incursioni immotivate e gravi di questo genere ci dobbiamo affidare alla giustizia ordinaria, che soffre dei tempi ben noti, anziché risolverli con l’autorevolezza delle Agenzie preposte.
Anche per questo, al di là (nel testo è: la – n.d.r.) dei provvedimenti possibili di competenza delle Agenzie del settore delle Onlus, siamo a chiedere il massimo impegno a tutti coloro che, in indirizzo, possono assumere decisioni. Non è più ormai una questione dell’Aias di Pistoia ma, come ormai affermato dall’Agenzia Nazionale delle Onlus, rischia di intaccare principi che interessano tutto il cosiddetto terzo settore. E speriamo si tratti solo di questo.

I componenti del Consiglio dell’Aias Sez. di Pistoia commissariato in data 23 Aprile 2010.

Stefano Bini, Consigliere; Luca Fanucchi, Consigliere; Aldo Mangoni, Consigliere; Luigi Bardelli, Presidente; Irene Ginanni, Consigliere; Diego Pancaldo, Consigliere; Laura Corrieri, Vice presidente; Ugo Feraci, Consigliere; Mafalda Pineschi, Consigliere; Fabrizio Feraci, Segretario; Paola Bardelli, Consigliere; Silvia Niccolai, Consigliere; Alfonso Cremese, Tesoriere; Fabrizio Palandri, Consigliere; Marilena Lippi, Consigliere.
* * *
Alcune domande a Bardelli

1. Bardelli definisce l’Aias di Pistoia, sotto la sua presidenza, «un’azienda fino ad Aprile 2010 modello di gestione, sana nel bilancio, con una corretta programmazione per il futuro ed un investimento programmato a tal fine di oltre 8 milioni di euro».
  • Può farci vedere i conti, chiari e tondi, dei trasferimenti dei fondi da Aias a Tvl?
  • I titoli per cui questi trasferimenti sono avvenuti?
  • Può dirci perché non ha mai voluto chiarire questi aspetti a certi membri del suo consiglio di amministrazione; e perché non ha mai risposto alle loro domande?
2. Bardelli dice: «Infatti il Commissario si è auto liquidato 18000 € di gettoni presenza per le sue circa 20 presenze, ed ha liquidato alla sua “assistente legale”, con cause in corso, circa 70 mila euro, oltre ad ulteriori 18000 € per l’Aias nazionale, per un totale di circa 106 mila euro.
Una cifra del genere non è mai stata spesa all’Aias di Pistoia, in ben otre 45 anni di attività, nemmeno se si calcolano tutte le spese legali ed i rimborsi spesa dei centinai di consiglieri che si sono succeduti!».
  • Più che raccontarci tutto questo, vuole spiegarci, Bardelli, a che titolo, temporibus illis, lui stesso liquidò 70 milioni delle vecchie lire a sua nuora senza notule o fatture, se non andiamo errando?

3. Bardelli dice: «Crediamo che sussistano tutte le ragioni affinché la Regione Toscana e l’Asl 3 rivedano la loro posizioni nei confronti di una Onlus commissariata che il Commissario ha svuotato delle caratteristiche essenziali affinché una associazione possa definirsi Organizzazione non lucrativa di utilità sociale avendo azzerato ormai da mesi la base sociale, oltre al fatto che senza alcuna motivazione plausibile, espropria la sezione anche dal punto di vista economico».
  • Vuole spiegarci, Bardelli, se sia vero che ha contattato gli ambienti della Regione per accreditarvi un nuovo soggetto – costituendo e/o costituito da lui stesso e dai suoi fedeli –, che dovrebbe fungere da sostituto dell’Aias?

4. Bardelli dice: «il Commissario ha provveduto all’assunzione di nuovi sette dipendenti con un principio per il quale, ancora ulteriori sette assunzioni possono essere legittimamente rivendicate dai sindacati rischiando di rendere ingestibile la sezione o di dover procedere a licenziamenti che nella storia dell’Aias di Pistoia mai si sono verificati».
  • Bardelli non è contento dell’aumento dell’occupazione?
  • Giudica Bagnale – che pure è a capo di una sezione Aias molto più grande e attiva di quella di Pistoia – davvero incapace di sapere quello che fa?
  • E su che base lo giudica tale? Ce lo vuole spiegare analiticamente e non per editti?

5. Bardelli dice: «Per altro, per l’incapacità di valutare le ragioni delle peculiarità dell’Aias di Pistoia, peculiarità legata alle caratteristiche del personale formatosi in tanti anni di lavoro, si procede con tagli di altre professionalità basilari per le esigenze dei nostri assistiti, provocando le dismissioni dal servizio di numerose famiglie».
  • Bardelli vuole parlarci di allontanamenti dall’Aias di persone che ne erano figure peculiari e di riferimento, come Mauro Torselli e il dottor Andrea Michelozzi?
  • Perché non ce spiega analiticamente le ragioni per cui o se ne sono andate o sarebbero state estromesse?

6. Bardelli dice: «C’è infine da aggiungere che l’incapacità di gestire i flussi finanziari, la mancanza di storia e di conoscenza di quanto in contenzioso con l’Asl 3 di Pistoia, sta causando inevitabili ulteriori ripercussioni sul bilancio che nell’insieme non può non precludere (sarà: preludere? – n.d.r.) al declino di quanto costruito in oltre 40 anni con le relative conseguenze inevitabili anche sul piano dell’occupazione».
  • È sicuro Bardelli di ciò che dice? E su cosa fonda le sue affermazioni?
  • E perché, se così è, se c’è rischio per l’occupazione e gli occupati dell’Aias, quando lui ha cercato di farli insorgere gettando sul tavolo l’idea dello sciopero anti-Bagnale e pro-occupazione, il suo personale dell’Aias non l’ha assolutamente ascoltato?
  • Se lo è chiesto il perché?
  • Può spiegarci un perché plausibile?

7. Bardelli dice: «Per questa ragione appaiono sempre più velleitarie le lettere che il Commissario firma circa la sua disponibilità a contribuire ai lavori del nuovo centro il cui cantiere è fermo, con le conseguenze immaginabili, fino dal 1 Ottobre 2010! A meno che non voglia proporre finanziamenti che vengono dalla Sicilia dove il presidente dell’Aias Nazionale è titolare di un consorzio di oltre 20 sezioni non più Aias – onlus e dove la costruzione di nuovi centri è cosa abbastanza abituale».
  • Se Bardelli ama davvero l’Aias, se la rispetta, se è convinto di ciò che sostiene ogni mattina, in ogni trasmissione di Tvl, da qualsiasi parte, perché, per amore di verità e giustizia, Bardelli non ha messo alla prova Bagnale iniziando a discutere con lui ed eventualmente mettendolo in contraddizione per dimostrare tutte le accuse che gli ha rivolto e che gli sta ancora rivolgendo?
  • Perché la battuta – così poco felice, poco elegante, poco onorevole – sulla Sicilia, con toni da insinuazione che collidono con una personalità aurata e santificata di un Bardelli che, due parole su tre, parla di Dio, Vangelo, Papa, Cristianesimo e Fratellanza?

8. Bardelli dice: «siamo a chiedere alle autorità in indirizzo se è plausibile che a Pistoia e quindi in Toscana, sia tollerabile una situazione di questo genere nella quale si assiste ad un intervento commissariale senza motivazioni, ed ad un annunciato intento di distruzione di un’associazione modello ben oltre i confini regionali. Ci chiediamo altresì se quanti riceveranno la presente, nell’ambito delle loro funzioni con responsabilità più o meno dirette in ordine a questo settore, hanno fatto o stanno facendo o si propongono di fare ogni tentativo per evitare questa annunciata distruzione di una realtà così importante sul piano umano, sociale, occupazionale».
  • Bardelli si pone l’interrogativo che le persone, a cui ha indirizzato le sue richieste, dovrebbero essere le prime a chiedergli ragione del perché lui non abbia mai risposto alle domande dei membri del suo consiglio di amministrazione che, tra l’altro, lui stesso avrebbe fatto fuori?
  • Non crede, Bardelli, che dovrebbe essere proprio la procura della repubblica a chiedergli ragione dei suoi trasferimenti di fondi tra Aias e Tvl?
  • Cosa ne pensa di questo? E che cosa dovrebbe pensarne il dottor Dell’Anno?

 9. Bardelli scrive: «Purtroppo, al momento, siamo ancora in una carenza di legislazione nel settore delle Onlus, tanto che per contrastare incursioni immotivate e gravi di questo genere ci dobbiamo affidare alla giustizia ordinaria, che soffre dei tempi ben noti, anziché risolverli con l’autorevolezza delle Agenzie preposte».
Qui Bardelli parla dell’agenzia alla cui testa si trova il professor Zamagni. Di questa Agenzia delle Onlus ci occuperemo domani più dettagliatamente.
  • Non crede, però, Bardelli, di doverci spiegare davvero com’è andato l’intervento di Zamagni nella vicenda Aias di Pistoia?
Ovviamente può decidere di spiegarcelo lui oppure – se starà zitto come sempre – lo faremo noi domani.

Nel frattempo, dato che non risponde a niente di ciò che gli è stato chiesto, non farebbe bene a smettere di fare così tanto baccano, pretendendo di essere considerato un perseguitato, mentre non sembra proprio che lo sia?

Buona riflessione a tutti!

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[Mercoledì 23 marzo 2011]