domenica 23 dicembre 2012

IL PD, LE PRIMARIE, IL PRE-PORCELLUM (CON L’ESCLUSIONE DI MARINI) E LA DEMOCRAZIA DEI MIEI “CABBASISI”

di EDOARDO BIANCHINI

Gli elettori non scelgono liberamente i candidati, ma solo gli uomini che il partito preconfeziona per loro

PISTOIA. Alle 15:00 ho ricevuto questo sms: «Stamani assemblea provinciale Pd: al marini è stato impedito di candidarsi, nonostante le regolari firme. Per la piana solo magnanensi, sponsorizzata dalla fratoni».
Ho fatto la trascrizione filologica così come il messaggio mi è giunto: con Magnanensi al femminile, forse perché – per lapsus freudiano – Paolo è figlio di sua figlia, più o meno, rovesciando i termini, come un Gesù dantesco della preghiera alla Vergine che tutti i comunisti conoscono a menadito grazie al loro Mentore Roberto Benigni, che una volta ne fece un cavallo di battaglia, beccando (all’epoca) non 5 milioni di euro come l’altra sera, ma qualche miliardo delle vecchie lire.

Ho voluto, però, approfondire un po’ meglio questa frammentaria, ma interessante notizia. E – credo – sono riuscito a giungere, più o meno, al nòcciolo della questione.
Sembra che siamo arrivati a questa conclusione con un voto di appena 9 favorevoli dei molti che fanno parte della direzione provinciale del Pd.
Di maschi sono passati Scarpetti, Fanucci e Magnanensi (quest’ultimo, appunto, sponsorizzato, come mi è stato suggerito, da Federica Fratoni).
Di donne la previsione era per due. Caterina Bini risulta – anche dopo questa infelice battuta della direzione provinciale – inattaccabilmente certa, ferrea e garantita sotto ogni profilo.
Si badi bene che non sto esprimendo giudizi di merito: sto solo raccontando, almeno per ora, quello che mi sono sentito raccontare ed esporre.
E la seconda donna? Qualcuno ha pensato alla Stefania dipendente del Pd di Pistoia, che non avrebbe dato fastidio a nessuno/a, nemmeno a Caterina Bini. Il Pd di Montale, a questo punto, se non altro per brindisi della staffa, ha proposto di far passare il nome di Barbara Innocenti. Ma la cosa non è piaciuta punto punto tanto per usare un francesismo.
Ci sono stati – tutto sommato – parecchi momenti di tensione in senso all’assemblea di coloro che muovono il sole e l’altre stelle, sempre per abusare del padre Dante.
A questo punto anche Paolo Bruni, pur con la sua aria da gentile/delicato/ritroso curato di campagna, avrebbe perso la sua espressione imperturbabile e mite (alla Bertinelli degli auguri…? vedi) e avrebbe dato il meglio di sé, imponendo la Cheli di Montecatini e così blindando in assoluto la candidatura di Caterina Bini.
Ora vengo al commento e quindi entro sia nel merito che nel metodo comunista.
Dirò, in primis, che mi dispiace sinceramente per Stefano Marini: amico da un quarto di secolo e di cui, a prescindere da tutto, ho stima. Ma non deve prendersela. Come Sindaco di Quarrata ha fatto un milione e mezzo di errori, e glieli ho sempre detti tutti, ma è stato (e tutti sanno che io non sono comunista – scusate l’anacronismo, ma io sono antico anche nella terminologia) un vero Sindaco e come tale io lo ricordo da suo concittadino.
Stefano, le firme, le aveva o non le aveva. Se le aveva, i comunisti di turno, che contano oggi, mi devono spiegare come hanno fatto a rovesciare la frittata escludendolo: ma forse lo hanno fatto con la stessa autorità con cui fecero passare il broglio delle primarie di Bertinelli al Ponte alle Tavole; ovverosia, in termini molto espliciti, l’autorità della legge del Menga.
Non se la prenda Stefano: ma a Pistoia preferiscono altra gente. Come Scarpetti, che – dicono – molto tempo passa a giocare alle macchinette, o Magnanensi che niente ha fatto per liberare Agliana, con calma e nel tempo, dagli spari di cacca in aria dell’inceneritore di via Tobagi. A Stefano io auguro di sentirsi sereno e pago già per quello che ha fatto e che sta ancora facendo.
E questo era il merito.
Ora tocca al metodo e dico che sistemi di questa forza e portata indicano solo una cosa: che l’èra Bersani non differirà in niente e per niente dall’èra Stalin.
Perché le primarie dovessero dare esiti democratici, c’era solo una via: permettere a tutti (anche duemila persone) di poter entrare in lista. E lasciare che gli elettori Pd (di centro-Pd, di destra-Pd e di sinistra-Pd) votassero a ruota libera e in piena libertà di coscienza.
Messe in questi termini, le primarie Pd per il Parlamento sono come l’enunciazione di un diritto universale che riconosce l’uguaglianza a tutti i maschi ma non a quelli che hanno il pisello più corto di cm. 30,2 come standard di base.
Signori comunisti, signor Paolo Bruni e signor Marco Niccolai, non pigliateci per il culo.
L’uomo è uomo e voi siete uomini. E voi siete qui, nel Pd, perché non siete di là, nello schieramento del Pdl. Ma tutto questo è un puro caso, un accidente e non una sostanza, come potrebbe sapientemente spiegarci il nostro Vicepresidente del Senato con la sua scienza filosofica.
E il pensiero – anche il vostro è sempre lo stesso: affermare un proprio potere ed esercitarlo in ogni modo fuorché in quello democratico.
Come avete incontrovertibilmente mostrato oggi, i candidati non li sceglie il popolo lavoratore: il popolo lavoratore deve solo votare i candidati già scelti da voi e pre-impacchettati in confezione “regalo di Natale” sugli scaffali della Coop.

Cliccare sull’immagine per ingrandirla.
[Domenica 23 dicembre 2012 - © Quarrata/news 2012]

2 commenti:

  1. Un lettore mattacchione – di cui non riporterò il nome finché non mi avrà autorizzato – mi scrive, firmando con uno pseudonimo illustre:

    Ragassi non schersiamo, non siamo mica qui per aver chiamato Magnanensi a cambiare l’acqua ai canarini, ma perché… ora mi sfugge la motivassione, ma ci deve pure essere…
    Pier Luigi Bersani

    [Sent from my BlackBerry® wireless device]

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  2. e tutto in nome della DEMOCRAZIA ...
    ITALIA, BENE COMUNE ... vedi Comunità Montana -
    Più bene comune di così! ...

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