Prima di fa salire l’Irpef a carico dei
cittadini che non ne possono più, l’amministrazione dovrebbe mirare a
razionalizzare l’eccessiva spesa corrente
SERRAVALLE-CASALGUIDI. Nella seduta di approvazione del
Bilancio Preventivo 2013, ci siamo dichiarati contrari all’aumento dell’addizionale
Irpef, denunciando invece gli sprechi sulla parte corrente e facendo proposte
concrete per contenere le spese. Una spesa inaccettabile, che grava sulle
tasche dei cittadini e che potrebbe essere evitata o molto diminuita, è quella
prevista per lo sporzionamento dei pasti nelle mense scolastiche. Per la
mancanza di disponibilità a svolgere questo servizio in “funzione mista” da parte
del personale Ata della scuola, lo sporzionamento è stato affidato dall’Amministrazione
alla ditta fornitrice dei pasti per un costo di ben 61.000 euro annui (1 euro a
pasto), a fronte dei 15.000 spesi l’anno passato per la convenzione con gli Ata.
Abbiamo proposto di impiegare i giovani del Servizio Civile per lo svolgimento
di queste mansioni o almeno di utilizzarli come supporto.
All’Assessore Simona
Querci, che in Consiglio ha attribuito la necessità di questa spesa ai forti
tagli sul personale della scuola che sarebbero stati effettuati dai governi di
centro-destra degli ultimi anni, ribadiamo che il quadro della situazione non è
affatto questo: in seguito alla legge 124/99 del governo D’Alema, che ha deciso
il passaggio del personale Ata dalle dipendenze degli enti locali a quelle
dello Stato, lo sporzionamento per contratto non rientra più nelle competenze
dei collaboratori scolastici. Pertanto, dal momento che questi non sono più
obbligati a svolgere il servizio nelle mense (a meno che non accettino
volontariamente la “funzione mista”) e che l’Ente non può più assumere
personale extra, l’Amministrazione avrebbe dovuto provvedere altrimenti.
Sempre allo stesso
Assessore, che ha rifiutato la nostra proposta in merito alla diversa
destinazione dei ragazzi del Servizio Civile – adducendo il motivo che questo
ambito di impiego non sarebbe contemplato nei progetti socio-culturali già
prestabiliti dalla Regione Toscana – ricordiamo invece che il procedimento è
esattamente quello contrario: è la Regione Toscana ad assegnare i giovani e i
relativi finanziamenti agli enti locali, in base a precisi progetti da essi
elaborati e presentati: basterebbe solo costruire un progetto in cui poter
inserire come ambito di intervento l’assistenza e il supporto al servizio mensa
(da abbinare eventualmente a progetti di educazione alimentare), che per altro
ha un’alta valenza socio-educativa. Inoltre è sempre possibile partecipare,
mediante iscrizione, ai bandi del Servizio Civile Nazionale, che contemplano
molteplici settori di impiego dei volontari.
Un ultimo appunto:
la Commissione Comunale Mensa, di cui abbiamo richiesto l’istituzione con
relativo Regolamento, per consentire la partecipazione dei genitori e del
personale della scuola alla gestione della mensa secondo i principi democratici
della rappresentatività e della trasparenza, e che l’Assessore ha detto essere
già esistente e funzionante, in realtà non esiste. Esiste solo una Commissione
Mensa, interna al Polo Scolastico.
Allora non si tratta
di impraticabilità delle proposte, bensì di scarsa capacità previsionale e di
scelte politiche contrarie al risparmio e al contenimento delle spese. Almeno l’Amministrazione
abbia il coraggio e la lealtà di ammetterlo.
I Consiglieri Comunali Pdl
Roberto Bardelli
Elena Bardelli
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[Domenica 12
maggio 2013 | 19:56 - © Quarrata/new
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