martedì 8 febbraio 2011

SEMPRE TROPPO TARDI


MONTALE-PISTOIA. Giacomo Bini torna, stamattina, sulla lettera spedita dalla dottoressa Gentilini al presidente della provincia Fratoni che, come al solito, se ne sta zitta e buona facendo finta di nulla.
E mentre tutto è in fermento e in subbuglio, non resta che ripetere che in Italia – e quindi anche da noi, nella civilissima Pistoia decantata città a misura d’uomo – se qualcosa avviene e se qualcosa si fa, ciò accade sempre troppo tardi, quando ormai tutto ha superato il limite da un pezzo.

MONTALE PATRIZIA GENTILI
CONSULENTE DEI COMITATI
«Inceneritore: allarme
Diossine oltre i limiti»

«L’inceneritore di Montale ha superato ancora una volta il limite autorizzativo previsto per le diossine e nessuno fa nulla».
La denuncia viene dalla dottoressa Patrizia Gentilini, membro del Tavolo Istituzionale sull’inceneritore e consulente dei Comitati, in una lettera indirizzata alla presidente della Provincia Federica Fratoni.
«È avvenuto nello scorso dicembre – scrive la dott.ssa Gentilini – quando è stato superato, nel controllo ufficiale fatto da Arpat (il secondo dell’anno dopo quello di marzo) il limite di attenzione pari a 50 picogrammi per metro cubo nei fumi. Un limite che impone l’immediata manutenzione dell’impianto, ma purtroppo non risulta che ciò sia stato fatto. Il prelievo è stato fatto il 9 dicembre 2010 e i risultati delle analisi Arpat sono del 30 dicembre. Il 20 gennaio l’Arpat ha mandato i risultati all’amministrazione provinciale che li ha ricevuti il 26 gennaio. Sono dati pubblici – ricorda la dottoressa Gentilini – che ho letto sul sito internet della Provincia. Per un mese nessuno ha detto niente, per un mese nessuno ha fatto niente, mentre l’inceneritore ha continuato a funzionare».
La consulente dei Comitati si domanda «quanta diossina sia nel frattempo fuoriuscita, contaminando ulteriormente terreno e alimenti e invita la Provincia a revocare l’autorizzazione concessa a questo impianto di Montale che in troppe occasioni ha dimostrato di non essere in grado di rispettare quanto prescritto nelle autorizzazioni concesse».
«Spero che questa lettera – aggiunge la Gentilini – venga letta anche dall’Autorità Giudiziaria visto che in questi giorni è in corso il processo per il superamento del limite di diossina del 2007: quella volta la comunicazione dell’Arpat, che dovrebbe essere immediata, fu data con un ritardo di sei giorni, questa volta il ritardo è stato di oltre tre settimane».
Intanto il Comitato per la chiusura dell’inceneritore riferisce che gli abitanti di Stazione hanno rilevato «ripetute anomalie sul funzionamento dell’impianto, evidenziato da emissioni di masse di fumo saltuarie e irregolari per quantità e intensità».
Il Comitato chiede alla provincia chiarimenti sulla natura delle «anomalie». Su tali fenomeni anche il Comune di Montale ha chiesto chiarimenti al Cis e alla ditta Ladurner che gestisce l’inceneritore.

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[Martedì 8 febbraio 2011]

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