giovedì 2 maggio 2013

BINI (PD): PER L’EFFETTIVA TUTELA DI TUTTE LE VITTIME DEL LAVORO


GLI INFORTUNI sul lavoro, fino al caso estremo delle cosiddette “morti bianche”, sono un problema sociale rilevante e di cui spesso si parla, ma a cui non corrisponde a livello legislativo un’adeguata tutela risarcitoria.
Da anni le associazioni come l’ANMIL, insieme alle Istituzioni, si battono per questi temi. In particolare, ad oggi il trattamento dei lavoratori vittime di un infortunio sul luogo di lavoro, dipende fortemente dal rischio d’insolvenza dell’impresa. Si verificano perciò trattamenti anche molto diversi fra loro, per cui il lavoratore viene tutelato e risarcito se il datore di lavoro risulta economicamente solido, mentre rischia di non esserlo affatto in caso di fallimento dell’impresa.

Ad oggi l’anomalia è data dal fatto che il fallimento di un’attività lavorativa attrae anche l’indennizzo dovuto al lavoratore, senza possibilità alcuna di rivalersi nei confronti dell’assicurazione, da parte dell’infortunato. L’indennizzo dovuto alla vittima di un incidente sul lavoro entra a far parte del patrimonio aziendale del fallito, con conseguente ripartizione fra tutti i creditori.
In virtù di tutto ciò, l’infortunato lavoratore di una ditta economicamente sana è tutelato e risarcito, com’è giusto e normale che sia, mentre quello di una ditta fallita, diventa un creditore al pari di tutti gli altri, con conseguente incertezza sia sui tempi che sull’effettiva entità del risarcimento – ha dichiarato l’On. Caterina Bini – La salute e la tutela del lavoro sono diritti costituzionalmente garantiti; perciò la vittima del lavoro non può diventare un soggetto creditore al pari di tutti gli altri e, cosa ancora più anomala, l’indennizzo dovuto in conseguenza di un incidente sul lavoro, non può diventare patrimonio dell’azienda, essendo per sua natura destinato esclusivamente a risarcire l’interessato.”
È per queste ragioni che la deputata ha sottoscritto la proposta di legge, che prevede la modifica di alcuni articoli del codice civile e del regio decreto n. 267/42, con l’obiettivo di sanare le attuali disparità di trattamento fra lavoratori infortunati, escludendo le somme dovute per violazioni sulla sicurezza, dall’elenco dei beni del fallimento.
Se da una parte dobbiamo essere consapevoli che la strada da percorrere, su questi temi, è ancora molta lunga – ha continuato la deputata – dall’altra dobbiamo anche essere orgogliosi di vivere in una regione che è senza dubbio all’avanguardia dal punto di vista normativo, per quanto riguarda la prevenzione e la tutela degli infortuni sul lavoro.”
[comunicato on. bini]
Cliccare sull’immagine per ingrandirla.
[Giovedì 2 maggio 2013 | 22:13 - © Quarrata/news]

Nessun commento:

Posta un commento

MODERAZIONE DEI COMMENTI

Per evitare l’inserimento di spam e improprie intromissioni, siamo costretti, da oggi 14 febbraio 2013, a introdurre la moderazione dei commenti.
Siamo dispiaciuti per i nostri lettori, ma tutto ciò che scriveranno sarà pubblicato solo dopo una verifica che escluda qualsiasi implicazione di carattere offensivo e penale nei loro interventi.
Grazie.