martedì 20 dicembre 2011

SINISTRA A DUE CANDIDATI PER UNA VENTATA DI NIENTE


QUARRATA. Hanno chiuso la pentola a pressione e ora ci si prepara alla cottura del cibo. Il cibo si chiama Quarrata: un girello di manzo – ormai rinsecchito e quasi a zero – che sta cuocendo in brodo Pd da quando Stefano Marini dette vita alla giunta anomala.

Quanti anni sono? Sin troppi. Per togliere Quarrata dall’apnea, specie quella degli ultimi dieci anni, durante i quali io non ho visto sindaco peggiore, più sguarnito di idee e più supponente – eppure di sindaci ne ho visti e di Quarrata mi sono occupato, sia per il fatto di esserne cittadino che per la professione giornalistica esercitata fino dal 1967 –, si sono fatti avanti in due: l’assessore ai lavori pubblici e vicesindaco, Mazzanti, e quello allo sport e alle attività produttive, Dalì.
È la solita rappresentazione della politica italiana: quella che premia gli incapaci. E vi dico perché.
Mazzanti non ha fatto altro che dire che non c’erano soldi: ha lasciato la sua capa agire a 360° (è un’espressione che detesto, ma è efficace, in questo caso), ha appoggiato le scelte di un sindaco che ha fatto buttare 20 milioni di euro in opere di belluria (come dicevano un tempo i quarratini) ma di utilità-zero. Invece di Piuss, Sergio Gori ha giocato al minus e il risultato si vede in una città del degrado e del disarmo – e non me ne importa un fico secco né della Màgia né della Querciola, che sono solo specchietti per le allodole, sia chiaro.
Dalì, per quel che so e per quanto non ne ho sentito parlare, non ha mosso un dito e non ha fatto un passo senza aspettare l’ordine della sua padrona. L’incisività della sua azione politico-amministrativa potrebbe, in una scala dall’1 al 10, essere tracciata a -1: ma solo per essere buoni, vista la sua sostanziale inconsistenza.
Ecco, a questo punto è il Pd. Con Bonfanti che fa le dichiarazioni che fa e che ammette – proprio grazie alle dichiarazioni che fa – il pieno fallimento del suo partito: «Io non appoggio né l’uno, né l’altro. Ho messo la mia firma solo per dare la possibilità anche a un secondo nome di entrare in gioco e permettere così il confronto democratico delle primarie». Ma democratico su che? Su due collaboratori fedelissimi di Sergio Gori?
I quarratini, dunque, si troveranno dinanzi queste due figure deboli della sinistra e si orienteranno su di loro. E le sinistre punteranno il tutto per tutto, pur di non schiodarsi da quella maledetta poltrona di sindaco, per la quale i candidati, con tutti i loro programmi, non hanno alcuna vera idea di novità o di semplice ripristino dei veri servizi alla popolazione.
Uno dei candidati, Mazzanti, ha 135 firme di consenso e più del 65% del partito alle spalle su una Quarrata di 26mila abitanti e secondo comune della Provincia.
L’altro – che s’è fatto avanti per primo e che non sembra rendersi conto dei propri limiti: ditemi chi l’ha visto in questi anni! – ha ben 13 firme. Non c’è che dire: una vera, indiscutibile democrazia. Quasi plebiscitaria.
Alle spalle di questi signori, due aree limitate e indistinte, quantomai ondeggione: nel senso che una volta sì e una no, una sì e una no, vanno e vengono, entrano e escono, appoggiano e si ritirano – un po’ come la manomorta di qualche vecchio porcello su un bus del Copit stracolmo di studenti al rientro da scuola.
Sì, questa è l’idea che danno di sé sia il Sel che l’Idv, due emanazioni che mettono e tolgono le loro radici dal Pd a seconda dei casi e delle persone attuali.
Non mi fiderei né dell’una né dell’altra: hanno fatto vedere, con il loro continuo volere e disvolere, di non avere una linea retta. Sono, perciò, realtà pericolose e inaffidabili.
Hanno voglia Pagliaro e Musumeci a strillare per questo o quello, per l’acqua e per il vino: è chiaro che pensano solo al carro e a tenere le mani in pasta – o la farebbero meno lunga e sfiducerebbero il loro amore Pd.
La vedo brutta, dunque, per Quarrata. Brutta anche perché gli altri, che potrebbero troncare la recessione imposta dalla provvida inefficiente e supponente sinistra sabriniana, con tutta la serie dei “filtri esclusorii”, rischiano di fare il gioco delle nullità di sinistra.

Consegnando il secondo Comune della provincia, come nella Storia infinita, al «nulla che avanza».
e.b. blogger
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[Martedì 20 dicembre 2011 – © Quarrata/news 2011]

1 commento:

  1. .

    Ma possibile che non ci sia nessuna persona "NUOVA" che si presenti come candidato,qui si gira e rigira sempre il solito minestrone che ormai è andato a male....Quarrata non ha bisogno nè di fontane, nè di Ville ma di lavoro e di strade asfaltate e illuminate, di acqua che arrivi a tutte le ore e non a momenti e di un pò di aiuto alle famiglie bisognose che non mangiano certo con una fontana nuova..........

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