martedì 10 dicembre 2013

MATTEO RENZI & L’IRONIA DELLA SORTE


STRANO, eh, strano che proprio ora, in un momento in cui la povertà cresce a vista d’occhio, a sinistra, d’accordo, nel centro-sinistra, il leader che ha raccolto un consenso pseudo-plebiscitario sia uno che, siamo onesti, con la sinistra c’entra davvero poco.
Strano, sì, ma fino a un certo punto, però, perché il 68% ottenuto domenica da Matteo Renzi alle Primarie del Pd è il figlio, legittimo, certo, ma esasperato, di una classe dirigente della sinistra che dopo la morte di Enrico Berlinguer ha inanellato una sfilza di mezzi uomini – volete che vi faccia qualche nome? Occhetto, D’Alema, Prodi, Veltroni, Bersani, Fassino o gli ultimi avversari, Cuperlo, Civati? – che hanno decretato la lenta, indegna, irreversibile agonia del partito comunista più consistente d’Europa.

La pulizia etnico-burocratica ventilata dal sindaco di Firenze, e che è diventata uno dei suoi più sicuri cavalli di battaglia elettorale, mi auguro si compia davvero, ma con una precedenza assoluta: che i nobili sconfitti e dunque decaduti ex comunisti sottoscrivano un’assicurazione privata, una di quelle tanto reclamizzate della previdenza complementare e così, con i soldi indebitamente accantonati in tanti anni di disfattismo politico, si assicurino la loro dorata pensione.
Perché il Pd di Matteo Renzi non contempla il vitalizio, vero?
f & s
P.S. – Era sfuggito Vannino il piemontese.

Cliccare sull’immagine per ingrandirla.
[Martedì 10 dicembre 2013 | 12:51 - © Quarrata/news]

Nessun commento:

Posta un commento

MODERAZIONE DEI COMMENTI

Per evitare l’inserimento di spam e improprie intromissioni, siamo costretti, da oggi 14 febbraio 2013, a introdurre la moderazione dei commenti.
Siamo dispiaciuti per i nostri lettori, ma tutto ciò che scriveranno sarà pubblicato solo dopo una verifica che escluda qualsiasi implicazione di carattere offensivo e penale nei loro interventi.
Grazie.