domenica 3 giugno 2012

POLITICA E QUESTIONE AMBIENTALE. E ORA… DALLE PREDICHE ALLE PRATICHE!


di Lorenzo Cristofani

È ora che i nuovi Consigli Comunali inizino a dare testimonianza delle promesse elettorali

PISTOIA. La questione ambientale, è stato detto e ridetto, coincide totalmente con la questione economica, cioè col benessere e con lo sviluppo sociale, il fine ultimo dell’economia. 
Quando però si tratta di rilanciare, a livello locale, qualche buona idea su come attuare quell’ormai proverbiale riconversione ecologica dell’economia, non sempre però queste idee vengono precisate: evidentemente è perché proprio non ci sono!

Nell’ultima tornata elettorale che ha interessato alcuni comuni della provincia di Pistoia, le campagne elettorali di tutte le coalizioni avevano come parole d’ordine cambiamento, novità, svolta…: ottimo, adesso tutti i buoni propositi devono dunque essere mantenuti e coerentemente sostenuti da quanti li hanno solennemente professati.
Si apre insomma, per tutti i politici eletti nei comuni pistoiesi, sindaci e consiglieri comunali, di maggioranza e di opposizione, una fase in cui l’attenzione sarà incentrata sui risultati raggiunti, concreti e misurabili: dalle prediche alle pratiche!
Un punto di partenza, per gli eletti di Pistoia, San Marcello, Quarrata, Marliana e Serravalle, consiste sicuramente nelle azioni virtuose (di cui si consiglia l’approfondimento) presentate da enti e imprese nel concorso a premi Toscana ecoefficiente, già alla quarta edizione. 
Per quanto riguarda il comune di Pistoia invece, la prima riflessione va a quella “pagliacciata delle domeniche ecologiche”, quelle a piedi cioè, iniziativa confusa e confusionaria di amministratori degni di averle ideate. Si tratta, infatti e purtroppo, di una inutile manifestazione equiparabile a un carnevale: da gennaio a marzo domeniche di carri, coriandoli, trombette e travestimenti in maschera; poi, con la primavera, le domeniche ecologiche. Un tipico caso di greenwashing, letteralmente lavaggio verde, cioè la prassi, di multinazionali o governi, di millantare particolari virtù rispetto all’ambiente, marginali però rispetto all’attività complessiva, per creare un’immagine positiva che distolga l’attenzione da mancanze più gravi. 
Nel nostro caso a che serve qualche domenica ecologica se in tutto il resto dell’anno si ha una organizzazione scriteriata e inefficiente della mobilità, pubblica e privata? Il nuovo consiglio comunale potrebbe allora proporre quanto prima di estendere le domeniche ecologiche a tutto il resto dell’anno, e così, piano piano, favorire quella graduale pedonalizzazione del centro storico – per una città di tutti e per una vera qualità della vita – che molti candidati a sindaco hanno promesso nei mesi passati. 
Se non ricordo male più d’uno schieramento ha usato la biciclettata in campagna elettorale e anche per questo la mobilità ciclabile dovrebbe adesso trovare attenzione prioritaria: non molto tempo fa, poi, è giunta a Firenze una delegazione dall’Olanda, patria della ciclabilità, a dimostrare la praticità e i vantaggi di un sistema incentrato su tale mezzo di spostamento. In definitiva, è giusto ribadire, molte sfide dell’amministrazione comunale (come la raccolta differenziata) sono culturali e organizzative: per favorire la mobilità ciclabile non servono particolari soluzioni tecnologiche o finanziarie, serve solo la volontà di dirigere le abitudini dei pistoiesi su modelli ormai vincenti in Europa. Modelli affermati, a Pistoia non ancora, che prevedono per i comuni un responsabile della mobilità con tanto di software per modellizzare soluzioni a favore della slow mobility
Per arrivare a gestire il nostro pianeta in modo sostenibile, quello che ci occorre piú di tutto è una cosa che non si esaurisca: la saggezza. E se questa frase – ormai abbastanza abusata – non fosse una pia illusione o un semplice auspicio ci sarebbe davvero da attendersi qualcosa di buono dai nostri rappresentanti.

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[Domenica 3 giugno 2012 - © Quarrata/news 2012]



1 commento:

  1. Interessante riflessione su un tema "obbligatorio" e sul quale in troppi giocano con leggerezza al rilancio, senza fare i conti con la complessità.
    Fra il dire e il fare c'è di mezzo il mare e, giustamente, l'autore sottolinea che occorra passare dalle prediche alle pratiche.
    Ovvìa, vediamo come si riuscirà a concretizzare il programma di governo e, soprattutto, se gli intenti siano stati egualmente interpretati da tutti quelli che li hanno sostenuti.
    La vera sfida è questa: battere la troppa demagogia che c'è su tante questioni sarebbe già un'ottima cosa.

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