sabato 23 giugno 2012

SPENDING REVIEW, UN GOVERNO DI DOTTI PER UN POPOLO DI SOMARI


di Luigi Scardigli

È vero, gli altri idiomi, spesso, esercitano, specialmente su noi italiani, di ceppo latino, ma parecchio ignoranti, un fascino quasi irresistibile.
Di questa innocente debolezza se ne devono essere accorti quelli del Governo tecnico, che in vista dei tagli, indiscriminati – perché fatti laddove chiunque sarebbe in grado di potare, senza insomma aver dovuto scomodare questi illustri Soloni –, sono ricorsi allo slang rock, quello anglofono, di presa diretta, sicura, che ammalia.

Non è un caso che, per farci sapere che i conti non tornano e, che per far quadrare un cerchio ininquadrabile occorre tagliare, siano ricorsi allo spending review e non ad una semplicissima revisione della spesa.
A tal proposito mi viene in mente l’aneddoto che mi raccontava mio padre quando nella primavera del 1944, da Ponte Buggianese, lungo il Vione, arrivarono nell’Anchione, suo paese natìo, i carri armati del Fronte di Liberazione, giovanissimi e bellissimi soldati americani, inglesi e francesi, vestiti da fotomodelli e profumati come se fossero stati invitati ad una serata di gala.
Dal carro armato posto alla testa del serpentone militare, scese, nei paraggi del bar di Cecchino, un militare della Regina: ad accoglierlo, per nulla intimiditi e nient’affatto rassicurati, tre partigiani, in sella alle loro biciclette e armati della doppietta posta a tracolla con la quale cacciavano, mangiavano e, quand’era possibile, ammazzavano un tedesco.
Il militare anglosassone, allungano la mano destra verso quello a lui più vicino, esordì così: What’s your name?
Il partigiano anchionese, che aveva conseguito a stento la licenza elementare, non fece storie e ribadì secco: Intanto tu’ ma’ maiala, poi m’informo!

Cliccare sull’immagine per ingrandirla.
[Sabato 23 giugno 2012 - © Quarrata/news 2012]

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