sabato 2 novembre 2013

PDL E AREA PALLAVICINI: FERMARE LA CORSA E RICONSIDERARE A DOVERE TUTTA LA QUESTIONE


di EDOARDO BIANCHINI

È quanto emerso dalla conferenza stampa del gruppo Pdl – Altre possibili soluzioni e la necessità di non procedere senza la necessaria e preventiva Valutazione Ambientale Strategica (Vas)

PISTOIA. «Siamo per la raccolta differenziata, ma intanto questa di Pistoia non è una raccolta differenziata. E da qui dobbiamo partire».
È stato questo l’attacco di Anna Maria Celesti per introdurre, stamattina, sabato 2 novembre, la conferenza stampa del gruppo Pdl sulla controversa questione della scelta dell’Area Pallavicini come punto di appoggio per il centro di raccolta rifiuti.

IL GIOCO
DELLE TRE CARTE

Santomoro, Dano, cantieri comunali, aree della Curia sono state indicate – è stato ricordato in conferenza stampa – come possibili alternative all’area Pallavicini.
Solo mosse? Probabilmente. Sarebbero state tutte scartate per i più vari motivi, non ultima l’accessibilità viaria.
Ma giustamente è stato fatto notare anche un altro aspetto: se è vero che Sant’Agostino è inaccessibile dalla città, non lo è Sant’Agostino 2, zona cantieri comunali, più o meno perfettamente adiacenti alla superstrada.
Peggio – si è notato – la strettoia della tangenziale sull’area Pallavicini e Panorama, a una sola corsia, per un viavai eterno, giorno e notte, di mezzi di ogni tipo, tir compresi.
Perché, dunque, non pensare che dei 40mila metri di Publiambiente-Publiacqua-cantieri una quota dei 10mila necessari al centro-rifiuti possa essere comodamente ritagliata rispettando gli standard che l’amministrazione si sarebbe data per realizzare l’opera?
È Publiacqua che non può più convivere con Publiambiente o è, invece, Publiambiente che vuole più terra, più suolo, più patrimonio altrove…?
E inoltre Sant’Agostino 2 è già area industriale e quindi da sempre consacrata a traffico e rumore: come spiegare, dunque, a chi rischia di non chiudere più occhio di notte, che l’acquisto di una casa in Pallavicini descritta com’era, quasi campagnola e bucolica, è stato solo un sogno di una notte di mezza estate?
Provi a farlo Bertinelli con la sua filosofia, se ne è capace…
Sia il capogruppo Celesti che Alessandro Capecchi hanno ben sottolineato il fatto che ‘vogliono credere a Bertinelli’ quando afferma – come del resto ha fatto sinora in ogni circostanza – che la Giunta è ancora alla fase della scelta dell’area e che la decisione non è stata affatto presa e non è definitiva (a noi permetteteci, però, di non crederci: o altrimenti non saremmo al punto di parlare di variante a galoppo…); ma Capecchi ha opportunamente sottolineato che, se il Sindaco sta almeno momentaneamente segnando il passo, «è anche merito del Pdl», dell’impegno del gruppo e di quello delle opposizioni.
Nel suo intervento, molto pulito e circostanziato (il consigliere del Pdl è Presidente della commissione che vigila sull’urbanistica), Capecchi ha esplicitamente affermato che il Pdl dubita della coerenza dell’indicazione (diremo così…?) dell’amministrazione in rapporto al piano strutturale: un’area nata e prevista fin dall’inizio per soddisfare le necessità di verde già risicato per come la ex Pallavicini è cresciuta da Panorama in poi, non può essere ulteriormente penalizzata tagliandole una fetta di circa 11mila metri quadrati di terra destinata a verde, e piantandovi in mezzo un alveare – in metafora – verso il quale e dal quale si registreranno ininterrotti flussi di mezzi, leggeri, meno leggeri, medi e pesanti come tir, per lo stoccaggio e la movimentazione dei rifiuti speciali che dovrebbero confluirvi: e con in più una palazzina che sarà il centro direzionale di Publiambiente sulla piazza pistoiese. Alessandro Gallacci – più tardi – ha molto realisticamente messo in dubbio l’ipotesi (caldeggiata dalla Giunta) che la gente di Pistoia possa, un domani, caricarsi in macchina sacchi di rifiuti domestici da conferire direttamente al centro direzionale con l’obiettivo dell’economicità e del risparmio, cioè per spendere meno.
Durante l’intervento di Capecchi si viene a sapere che, quanto a variante, il Comune la ha prevista “per impianti tecnologici”, vale a dire per opere tipo depuratori o altro di simile a quelli dell’area Dano: e dunque la palazzina direzionale che mai ci starebbe a fare, alla Pallavicini, in mezzo a tali strutture?
Ma da quanto è stato detto e presentato alla stampa, si intuisce anche un punto debole in tutta l’impalcatura preconfezionata dall’amministrazione: il Regolamento Urbanistico è stato approvato in primavera «e lo abbiamo passato a tamburo battente – da detto Capecchi –. Bertinelli ci ha parlato di alcune varianti che sarebbero dovute necessariamente seguire all’approvazione del RU, ma mai ha fatto cenno a questa soluzione del centro raccolta Pallavcini»: difficile, dunque – aggiungiamo noi –, non intravedere che la soluzione Pallavicini non venga dai cassetti del Palazzo ma, più probabilmente, dalla stessa Publiambiente che con ciò incrementerebbe il proprio valore patrimoniale in loco, acquisendo maggiore forza contrattuale in area fiorentina e toscana.
Altro punto dolente, in tutta questa incredibile vicenda, resta il problema della Vas (Valutazione Ambientale Strategica). Martedì, in commissione urbanistica, sempre sotto la presidenza di Capecchi, se ne affronterà il tema con l’architetto Nicola Pieri, soprattutto sotto il profilo dello stridente contrasto fra la decisione dell’architetto Bragagnolo (ha scritto che la Vas poteva essere tranquillamente saltata a condizione di rispettare mille vincoli che, chiaramente, non potranno mai essere verificati prima della realizzazione dell’opera, ma solo dopo, quando ormai il pasticcio potrebbe essere irrecuperabile, com’è accaduto per l’ospedale nuovo) e la posizione rigorosa dell’Arpat, che sostiene che la Vas è necessaria e ineludibile: ne va anche della salute della popolazione residente, se si pensa all’aumento di inquinamento, se non altro acustico.
Insomma, c’è un gran ginepraio in tutta la questione. Un pasticcio che richiede, in maniera assoluta e ineludibile, un riesame accurato, sereno e approfondito molto più di quanto voglia far credere l’amministrazione.
È probabile che – senza alcun pregiudizio – il Pdl (ma anche le altre forze dell’opposizione) puntino i piedi perché la Giunta e gli uffici la smettano di correre e si siedano a un tavolo a esaminare e discutere questa soluzione di grosso impatto sia sul territorio che sulle aspettative di chi ha comprato casa alla Pallavicini pensando che lì, dov’era prevista un’area a verde, non ci sarebbe certo mai dovuto nascere un deposito di rifiuti meta di un traffico interminabile a ciclo continuo di giorno e di notte: altro che aumento di valore, come aveva improvvidamente detto l’Assessore Tuci!

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[Sabato 2 novembre 2013 | 19:42 - © Quarrata/news]

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