mercoledì 27 novembre 2013

CONSORZIO, LEGAMBIENTE HA CHIARITO PERCHÉ È SCESA IN CAMPO CON BARGELLINI


di EDOARDO BIANCHINI

L’ex Consorzio Ombrone-Bisenzio l’ente più costoso della Toscana? Si parla di una spesa quasi doppia rispetto alle altre realtà

PISTOIA. Nella lista dell’uscente commissario del fu Consorzio Ombrone, Paolo Bargellini, Legambiente Circolo di Pistoia entra con tre nomi: Graziano Bonacchi, Paolo Tesi e Daniele Manetti.
Stamattina è stato spiegato perché e per come da Antonio Sessa. È stato chiarito alla stampa, presso la libreria Lo Spazio di via dell’Ospizio, in che termini Legambiente (peraltro sempre assai critica con Bargellini) abbia finito per inserirsi nella lista 2 Insieme in difesa del territorio.

Si tratterebbe, come è stato ribadito a più riprese, di una scelta mirata a poter cambiare il sistema dall’interno – anche se, come ho personalmente puntualizzato, questo metodo non ha mai funzionato: almeno dal 1968 ad oggi.
L’ottica generale delle scelte rientrerebbe in un discorso di vicinanza al territorio e della conoscenza diretta (lo hanno sottolineato anche Bonacchi e Tesi) dei problemi di una delle aree più disastrate della Toscana: le altre due, oltre Pistoia, sono il Grossetano e il Carrarino.
Personalmente nutro fortissimi dubbi su questa operazione: a partire immediatamente dalla politica di questa provincia che, in mano alle sinistre dal dopoguerra (sinistre che si sono sempre fatte antesignane e paladine dell’ambiente, almeno a parole), altro non ha fatto che devastare e far devastare sistematicamente l’aria, l’acqua e il suolo pistoiese nei modi più vari, facendo perfino costruire sugli argini stessi dei fiumi. Il tutto senza che con l’opera del Presidente prima e del Commissario Bargellini poi, sia stato neppur minimamente sfiorato e rimesso in riga un chilometro di fiume: tantoché se le alluvioni della Piana e della Bassa Quarratina, quando ero ragazzo, si verificavano una volta ogni 4-5 anni, oggi siamo arrivati fino al punto di doverne vedere anche un paio all’anno, con tutte le indignazioni di un Manetti che (stamattina assente perché impeganto, è stato detto, a Quarrata) ora potrà far vedere a tutti quanto potrà essere incisivo con Bargellini nel caso che le cose restino – bene o male – al cosiddetto status quo.
Ma diamo pure il beneficio d’inventario ai tre che scendono in campo. Saranno – comunque – testati a dovere e messi alla prova se la lista 2 dovesse “saltare il fosso” e farcela. Pur se – come è stato fatto notare in sede di conferenza stampa – i problemi, le frizioni e i malumori che si registrano in area pistoiese e sotto la conduzione-Bargellini non sono neppur lontanamente pensabili nell’area fiorentina, finora guidata da Marco Bottino. E questo è stato pacificamente riconosciuto.
Ma un altro dato rilevante – e di cui sarebbe bene che gli elettori tenessero conto – è pur sempre il fatto che la gestione Bargellini, in termini aritmetici di finanza, è costata (sembra) il doppio rispetto agli altri Consorzi di bonifica della Toscana: perché molte delle opere sono state “date fuori”, come si dice; e gran parte di esse – è il caso di aggiungere – non sono neppure partite: colpa della miseria della Provincia (hanno sostenuto).
Non è il caso di andare oltre; ma il dato che resta è la loro non-realizzazione: che poi è il motivo per il quale la gente ha avuto l’acqua in casa più volte del dovuto e del necessario.
Ci fermiamo qui. E invitiamo i lettori a ponderare bene le loro scelte (di voto e di deleghe).
Personalmente ho detto come la penso. E non esito ad aggiungere che – pur con tutta la fiducia e la simpatia che posso manifestare e nutrire per il terzetto di Legambiente – a volte una sana legnata potrebbe far bene alla salute.
Voglio dire che, forse, ai pistoiesi non farebbe male diventare, almeno per un po’, colonizzati da orde esterne.
L’endogamia – lo sanno bene perfino nelle tribù più primitive – il più delle volte fa male alla salute…

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[Mercoledì 27 novembre 2013 | 20:06 - © Quarrata/news]

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