mercoledì 25 maggio 2011

AIAS. CGIL SUPPORTER DEL «BARDELLISMO»?


PISTOIA. Sembra semplicemente sconcertante leggere quello che – almeno per la parzialità delle parole pubblicate (il documento è chiaramente sforbiciato) – oggi Il Tirreno pubblica a nome della Cgil.
Il sindacato, che risente con solare evidenza della pistoiesità della propria posizione, parla di responsabilità dei lavoratori-Aias nel continuare a fornire le proprie prestazioni a favore dell’utenza, quasi come se lo avessero fatto senza riscuotere lo stipendio da un anno e per un anno. E questo, lo sappiamo tutti, non è affatto vero.
Poi la Cgil parla anche di mancata progettualità e castrazione dell’azienda nella direzione della realizzazione dei nuovi lavori di via San Biagio e della costruenda struttura che è stata bloccata: ma il sindacato non fa cenno – e non si può che pensare a una volontà strumentale – alle lettere (tre, per l’esattezza, che evidentemente la Cgil finge di non conoscere) con cui il commissario Bagnale ha chiesto, con grande senso di responsabilità, che i lavori venissero ripresi, ma anche che, nel contempo, si chiarissero i rapporti patrimoniali, fin qui oscuri e ben poco trasparenti, fra Aias e Fondazione Santa Maria Assunta in cielo.
Bene. Tenendo presente queste premesse, si legga ora attentamente cosa dice Il Tirreno di oggi, 25 maggio:

«Aias, incertezze occupazionali»
Secondo la Cgil il prolungarsi della vicenda
penalizza anche i lavoratori

A oltre un anno di distanza dall’inizio delle vicissitudini della sezione Aias di Pistoia, col commissariata da parte dell’Aias nazionale, non si intravede ancora una svolta.
La denuncia arriva dalla Cgil, che interviene sulle ultime vicende sollecitandone una soluzione rapida.
«Benché in questi mesi i lavoratori abbiano comunque continuato a prestare il proprio servizio con molta responsabilità nei confronti dell’utenza – scrive la Cgil – ogni progettualità aziendale è venuta meno arrivando di fatto ad una preoccupante fase di stallo. È ormai noto come i lavori di allargamento del Centro di riabilitazione di San Biagio siano interrotti da mesi, come le stabilizzazioni e le assunzioni del personale concertate con i sindacati siano bloccate, come in sospeso rimanga ancora l’assegnazione della convenzione da parte dell’Asl, conditio sine qua non per garantire la continuità nell’erogazione dei servizi di riabilitazione per i cittadini pistoiesi».
Un clima di instabilità che, secondo la Cgil, si ripercuote in modo «pregiudizievole e negativo per l’occupazione ed i servizi».
«Oltre a convocare da subito l’assemblea dei lavoratori per valutare le iniziative da intraprendere – scrive ancora il sindacato – sollecitiamo fortemente gli organi competenti sia a livello locale sia a livello regionale, affinché con il proprio rapido e responsabile impegno, consentano di raggiungere correttamente e rapidamente una nuova fase di stabilità, con le dovute certezze normative ed economiche».
«Solo in questo modo – conclude la Cgil – questa importante realtà pistoiese potrà riacquisire quella progettualità ed operatività che da sempre è sinonimo di sviluppo, occupazione e servizi».

A bene intendere, la Cgil sta tirando la carretta di Luigi Egidio, del sindaco Berti e della Regione Toscana. E, sembra, sotto la scusa della ripresa dei servizi a pieno regime e per il bene comune – una motivazione con cui, fino dal gesuitismo del 600 (vedi lo strafamoso film Mission), tanto bene comune si è sempre voluto fare a suon di macelli e interventi di forza o di spinta.
Anche noi qui sollecitiamo fortemente gli organi competenti sia a livello locale sia a livello regionale, affinché con il proprio rapido e responsabile impegno, consentano di raggiungere correttamente e rapidamente una nuova fase di stabilità, con le dovute certezze normative ed economiche, proprio come si augura la Cgil e con le sue stesse parole.
Ma lo facciamo con un necessario distinguo, che riteniamo fondamentale e pregiudiziale: quello secondo il quale chiunque ha le mani in pasta in questa paradossale faccenda e chiunque ha da mettere in ballo la propria responsabilità (morale, civile, penale, amministrativa e contabile), deve fare il proprio dovere ricordando, in primo luogo, che oltre i discorsi buonisti e qualunquopistoiesi, si sta parlando di 6-7 milioni di euro di tasse toscane e del loro impiego per i disabili o i diversamente abili; un impiego che non può e non deve essere lasciato alla buona volontà missionaria di chi, finora, sembra vere operato in una evidente e incontestabile confusione di ruoli, a partire (e non è una nocciolina!) dal profilo ragionieristico-amministrativio; una confusione piuttosto caotica, non trasparente e finora mai smentita né da Bardelli né da Pancaldo né da altri.

È per questo motivo che invitiamo ancora una volta tutti – dalla Cgil, alla Regione, ai politici, al vescovo, ai tutori dell’ordine e della legge – a rileggersi, passo passo, giorno giorno, tutti i documenti che qui, su questo blog, abbiamo pubblicato e che, piaccia o non piaccia, non fanno onore a chi, di riffa o di raffa, cerca di ignorarli, passarli sotto silenzio, sottovalutarli, deriderli, minimizzarli, ricoprirli di ignoranza o di iattanti sberleffi. Non importa con quali motivazioni.
E, amici della Cgil, per quando riguarda la conditio sine qua non (che però si scrive condicio sine qua non) meno chiacchiere stilistiche e più pragmatismo, per favore.
Da sindacato e non da pie donne!
Q/n
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[Mercoledì 25 maggio 2011]

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