martedì 11 giugno 2013

GLI EX-SINDACI NESTI E LAURI: «DIETRO IL COMUNONE UNA POLITICA SCHIZOFRENICA CHE MAL RISPONDE ALLE ESIGENZE DEI CITTADINI E DEL TERRITORIO»


Dura presa di posizione delle opposizioni di Cutigliano contro le proposte del Comitato-Orlandini

MONTAGNA. Marina Lauri e Graziano Nesti, ex Sindaci di Cutigliano (vedi anche qui), hanno diffuso il seguente comunicato stampa:

In data odierna (8 giugno – n.d.r.) ci è stato recapitato un documento a sostegno del Comune Unico Abetone, Cutigliano, Piteglio e San Marcello P.se, che prevede la sottoscrizione dello stesso da parte di tutti i consiglieri comunali che concordano sulla richiesta da inoltrare alla regione per l'indizione del relativo referendum consultivo.
Come membri consiliari di minoranza, oltre ad esprimere stupore di fronte ad un documento di questo tenore che si è materializzato in data odierna,
ovvero tre giorni prima che il consiglio regionale discuta la proposta di legge sulla fusione, avremmo ritenuto necessario un dibattito in consiglio comunale, in cui fosse per la prima volta illustrato il percorso che si intende intraprendere.
Più volte in questi anni di riforme istituzionali abbiamo richiesto un punto all'ordine del giorno in cui si potesse parlare delle scelte politiche da intraprendere.  Abbiamo appreso dalla stampa la costituzione di un comitato promotore di cui il sindaco ed altri membri della giunta fanno parte e solo ora, apprendiamo, dal documento in oggetto, che il comune di Cutigliano ha realizzato in collaborazione con il suddetto comitato assemblee che hanno coinvolto i cittadini. (I volantini di indizione delle assemblee erano però promossi dal comitato e il Sindaco e gli altri membri della maggioranza avevano detto di aver aderito al comitato a titolo personale).
Se il comune ha affiancato il comitato, a maggior ragione il consiglio, con i consiglieri tutti avrebbe dovuto essere interpellato. Le nostre richieste sono sempre state disattese, addirittura all'ultimo consiglio il sindaco ha sostenuto che in materia di fusione ci fosse poca chiarezza... tanto poca da portare a questo documento dopo neanche una settimana!
A questo punto, oltre a ribadire la nostra contrarietà all'istituzione del comune unico, che mal risponde, a nostro avviso, così delineato, alle esigenze di un territorio disomogeneo e vasto, contestiamo anche il modo in cui si vuole raggiungere questo risultato.
Più volte abbiamo evidenziato che il percorso più appropriato sarebbe stata la trasformazione della Comunità montana in Unione dei comuni speciale, basata sulla gestione associata dei servizi, sulla governance territoriale e sul mantenimento delle deleghe di competenza dell'ente montano. Non si può fondere la storia e le tradizioni di più identità territoriali senza operare una profonda azione di ridefinizione istituzionale che presuppone una complessa fase costituente che coinvolga la popolazione e la renda consapevole del cambiamento.
Non dimentichiamo che tutto questo nasce da un'esigenza di razionalizzazione delle forze e delle risorse finalizzate a rendere più organici i servizi sul territorio e che ad oggi, la gestione associata di alcuni di essi è del tutto carente e disorganizzata. Una scelta progressiva maggiormente consapevole e strutturata, a nostro avviso, avrebbe potuto portare risultati migliori.
Ancora una volta ci sembra che dietro queste scelte non ci sia una strategia di ampio respiro bensì una politica schizofrenica che mal risponde alle esigenze dei cittadini e del territorio.

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[Martedì 11 giugno 2013 | 17:10 - © Quarrata/news]

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