SAN MARCELLO-MONTAGNA. In considerazione di quanto apparso sulla stampa locale per
bocca dei sindaci di Abetone e San Marcello e del fatto che giovedì 11 aprile
la Prima Commissione della Regione Toscana ha convocato i sindaci dei quattro
comuni interessati, Giampaolo Merciai, vice coordinatore del Comitato per la
Fusione dei Comuni di Abetone, Cutigliano, Piteglio e San Marcello desidera
chiedere a Giampiero Danti se sia proprio sicuro che la popolazione abetonese
sia contraria al Comune Unico.
Alle ultime elezioni politiche il
partito più votato nel Comune di Abetone è stato il Movimento 5 Stelle, che
aveva nel programma elettorale la soppressione dei comuni sotto i 5.000
abitanti. Non è che Danti, nell’avvicinarsi dell’appuntamento elettorale
amministrativo del 2014, desidera fare il sindaco per altri 5 anni?
Fin qui niente di male, ma dovrebbe
spiegare ai suoi compaesani elettori che la legislazione vigente, per i comuni
sotto i 1000 abitanti, prevede un sindaco senza giunta e le funzioni comunali
esercitate insieme ad altri enti, con convenzioni o unioni entro il 31 dicembre
2013.
Invece di subire certe decisioni dall’alto
o di sognare un improbabile quanto impossibile matrimonio tosco-emiliano, non
sarebbe più giusto dare la parola ai cittadini e verificare cosa ne pensano
realmente del Comune Unico della Montagna Pistoiese?
Il sindaco Cormio, invece, durante i
colloqui con la commissione regionale, non dovrebbe dimenticare – come troppo spesso fa – che al
primo punto del suo programma elettorale, per il quale è stato votato ed
eletto, c’era la costituzione del Comune Unico. Suo punto fermo in campagna
elettorale e nei confronti con gli altri candidati sindaci, durante i quali si
è pubblicamente dichiarato disponibile a dimettersi nel caso di costituzione
del Comune Unico.
La coerenza in politica dovrebbe essere
fondamentale e San Marcello, come Comune guida della Montagna, dovrebbe
favorire il percorso di fusione e non contrastarlo.
A entrambi la stessa domanda: perché
invece di sprecare tempo prezioso e denaro pubblico con l’Unione dei Comuni, e
di avversare o ritardare il Comune Unico, non collaborare seriamente con il Comitato
per dare ampia informazione ai cittadini e fare un percorso assieme che porti
al più presto a celebrare il referendum?
Alla fine avremmo tutti le idee più
chiare e potremmo, poi, lavorare in un’unica direzione: restituire dignità alla
Montagna Pistoiese.
[intervento
di giampaolo merciai]
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[Lunedì 8 aprile 2013 | 17:20 - © Quarrata/news]
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