martedì 9 aprile 2013

OSPEDALE PACINI. GENTE ANCORA UNA VOLTA COLPITA NEI DIRITTI E USURPATA DEI SERVIZI


di MARCO FERRARI

I Sindaci hanno dato solo l’impressione di ‘mendicare con il cappello in mano’

SAN MARCELLO-MONTAGNA. La vicenda dell’ospedale Pacini è stata caratterizzata da un’opaca chiarezza. Fatto da attribuire totalmente gli amministratori politici o di nomina politica. Per mesi hanno giocato colpevolmente e scientemente, ammantando di belle parole e nascondendosi dietro una pseudo-commissione, la triste realtà dell’ex-ospedale Pacini, ora Piot, con l’intento di mistificarla. “Potenziamento” è la parola proferita nella piana e riecheggiata in montagna.

HO ANCORA VOGLIA
SI SOGNARE UN MONDO DIVERSO

La notte scorsa son tornato a casa alle due perché fino all’una sono stato impegnato in una bella (ma per certi aspetti – ad esempio la dimostrazione di quanto profondo possa essere il fossato fra gente comune e istituzioni/partiti politici – sconfortata e sconfortante) assemblea organizzata da due gruppi di cittadini sul futuro del piccolo ospedale “Lorenzo Pacini”, a San Marcello Pistoiese che poi è il mio paese di nascita.
Non c’è dubbio che – in base alle “leggi” di una organizzazione sociale, istituzionale e politica sempre più basata sulle “regole” del liberismo. Efficienza, efficacia et simili – strutture come questa debbano, lentamente ma in modo inesorabile, essere cancellate. Con i “numeri” non c’è futuro (ma prima o poi, con gli stessi numeri, non ci sarà futuro neppure per l’ospedale di Pistoia).
Però io (e penso molti altri), che non sono né comunista né anarchico né “rivoluzionario” né “grillino”, ho ancora voglia di sognare un modo diverso di intendere la comunità e un mondo nel quale anche per il piccolo ospedale della Montagna Pistoiese, che oltretutto ha sempre funzionato bene costando poco, possa esserci un futuro: un futuro che dovrà passare, ad esempio, anche da un colossale ripensamento dei rapporti pianura/montagna.
Oltretutto vediamo bene dove ci sta portando la centralità attribuita a PIL e finanza globale, mercato, andamento della Borsa...
A essere matto sono io oppure qualcun altro?
Mauro Banchini
[dal profilo facebook]
Dirigenti che per giustificare i piani di riordino e riorganizzazione parlano di potenziamento dimenticandosi di dire qual era la base di partenza. C’era la chirurgia e ora c’è il dentista, c’era l’ortopedia e ora ci saranno ambulatori. C’erano 80 posti letto e ora ce ne sono 20. Tutto questo per loro è potenziamento.
Amministratori/dirigenti di nomina politica che per giustificare le proprie azioni si trincerano dietro atteggiamenti da meri esecutori come se fossero gli ultimi dei dipendenti, giustificandosi dicendo che “il piano di riordino è stato fatto da altri”. Alla legittima richiesta, ribadita in assemblea dal moderatore Banchini, di sapere a quanto ammontano i costi per mantenere in vita l’Ospedale di San Marcello, niente è stato risposto. Non avremo, noi cittadini della Montagna, neanche la soddisfazione di una misera targa di riconoscimento che attesti il contributo a cui siamo chiamati per il bene di tutti ma per i buchi di pochi.
La gente ancora una volta colpita nei diritti e usurpata dei servizi, si è sentita, per questo, sbeffeggiata e presa in giro. Civilmente si è ribellata. Ha preteso, tra le macerie dei partiti, chiarezza, convocando un’assemblea pubblica, in nome di quella correttezza, forma e rispetto, tirati in ballo dai signori e dalle signore della politica, all’indomani dello “striscione” e dei volantini anonimi, ritenuti offensivi.
Se è facile stare sul pero a cantare (quantomeno bisogna fare lo sforzo di salirci) molto più facile è stare sotto il pero a piagnucolare e puppare. Modalità diverse per manifestare il proprio dissenso la popolazione non ne ha. I Sindaci hanno invece la possibilità, anzi il dovere, di far sentire la voce dei cittadini che rappresentano, se ancora li rappresentano, nelle sedi istituzionali opportune e se necessario saper battere i pugni sul tavolo.
Abbiamo purtroppo udito, non in quest’ultima, ma in altra precedente assemblea, che vanno a mendicare con il cappello in mano.
Bel modo, fascia tricolore a tracolla, di rappresentare i cittadini! Per ottenere qualcosa dovete trattare da pari. Saremo costretti a sopravvivere, come dice il Sindaco Cormio, ma almeno la dignità di persone non scippatecela. Dignità che dai filmati e dalla documentazione raccolta e pubblicata dall’architetto Roberto Prioreschi, è sempre stata, pur nella povertà, una componente della Montagna. Ci basta poco, ma quel poco non toglietecelo.
Non una parola, da chi doveva occuparsi in prima persona dell’ospedale, è stata azzeccata. Hanno persino sbagliato, riportandolo nero su bianco nei documenti ufficiali, il nome dell’ospedale Pacini. Un errore non da poco. Perché se non conosciamo la nostra storia e ignoriamo da dove veniamo, difficilmente potremo guardare al futuro.
Ammirevole è quindi lo sforzo fatto da Prioreschi per farci riscoprire il nostro passato e ridarci quell’identità che dovrebbe innanzitutto abitare nelle istituzioni locali.

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[Martedì 9 aprile 2013 | 10:01 - © Quarrata/news]


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