giovedì 21 novembre 2013

LETTERE DI MALASANITÀ DI DUE MAMME E RISPOSTE DELLA REGIONE


di Valerio Bobini [*]

Un’analisi poco rassicurante del disastro causato dalle decisioni di Enrico Rossi & C.

LEGGO CON STUPORE e incredulità l’accorato appello di una mamma che vive un dramma personale e familiare con il piccolo figlio, a causa di scelte assurde operate dalla Regione Toscana.
La Signora punta il dito e con ragione, verso le responsabilità della Regione Toscana.
Aver operato tagli e soppressioni di unità operative funzionanti e necessarie che garantivano salute e sicurezza ai pazienti in assenza di un Piano Socio Sanitario e men che meno di una programmazione seria genera il caos e il nulla. Queste le frasi accusatorie della signora “Se non ci fosse stato il pronto soccorso ad Orbetello e se l’unica possibilità fosse stata andare al pronto soccorso di Grosseto, a più di mezz’ora di strada, mio figlio non ce l’avrebbe fatta”. Chi si trova a vivere queste terribili esperienze, conscio dei pericoli, in preda al panico, alla paura e allo stato di abbandono vive come in un incubo, un vero dramma, per quanto assurdo e inspiegabile.

Altre parole pesanti come macigni da parte di un’altra signora, la signora Giuliani che riesce a focalizzare e mettere a punto con precisione chirurgica gli sbagli di una campagna distruttiva che la Regione opera in tutti i piccoli ospedali, mascherata da parole come: riconversione, rimodulazione o peggio ancora potenziamento. “L’operazione quattro Ospedali forse d ‘immagine ma fagocita e azzera tutto ciò che ha intorno e crea il nulla”, sono riferite al fatto che la regione per costruire i quattro mega Ospedali nel raggio di 100 km. di fatto stravolge e sopprime i piccoli ospedali che davano risposte e sicurezza nel territorio. Cosa c’è di più vero nelle parole della signora Giuliani che noi da anni stiamo sostenendo? Anche un politico smaliziato come il Governatore Rossi non può smentire la sacrosanta verità sbattutagli in faccia da una signora amareggiata da ciò che ha dovuto subire....oggi lei e domani chiunque. La difesa di Rossi si concentra sulla patologia complessa del bimbo e che: per dare una risposta qualificata a suo figlio la struttura di Pistoia è quella giusta, altrimenti avrebbe dovuto trasferirlo al Meyer. La signora risponde per le rime al Governatore.
Ci sono i Grandi Ospedali ma in provincia non c’è continuità d’assistenza. Non ci sono ambulatori Pediatrici dove i genitori possono rivolgersi. Non c’è la Guardia Medica Pediatrica, non c’è l’osservazione breve al Pronto Soccorso, non c’è un servizio Infermieristico Pediatrico a casa. Ci sono troppi buchi neri, viene scaricato tutto sui Pediatri di Base che hanno orari limitati, a casa non visitano, il sabato e la domenica non sono reperibili, e termina con; non è il nulla questo?
L’ultima parte della risposta del Governatore non può che toccare il lato umano dato che anche lui è padre. “Non mi si attribuisca gratuitamente senza conoscermi quel grigiore tanto lontano dal mio carattere e dai miei sentimenti. Ho passato gran parte della mia vita a visitare gli Ospedali”. Questo è vero, me lo ricordo, solo che da un po’d’anni a questa parte forse non si ricorda ciò che diceva e sosteneva.
Quanto cambia il mondo ma soprattutto gli uomini quando si fanno maneggiare dalla politica e dagli interessi che non sono sicuramente quelli dei cittadini che li votano.
Il Sig. Rossi negli anni 2000 allora Assessore alla Sanità andava predicando in Casentino, “dove da sempre c’è un Ospedale di Vallata e dove ne furono chiusi altri due negli anni 80 per questioni economiche e per averne funzionante uno e definitivo” che non dovevano turnare i pazienti e parenti da un Ospedale all’altro con grossi disagi e spese a carico, ma i Professionisti e così facendo avrebbero portato qualità in tutti gli Ospedali. Ahimè son passati solo pochi anni da allora. Che il Signor Rossi si sia già dimenticato ciò che diceva? Eppure a vederlo così pimpante continuare a far carriera e sempre pronto a cercare di smentire; “arrampicandosi sugli specchi”, gli enormi sbagli della sua controriforma Sanitaria Toscana non si direbbe.
Le sue frasi: “l’Ospedale non è in pericolo, può solo crescere, riferito al nuovo Monoblocco di Bibbiena. Era l’articolo di Casentino2000 dell’autunno 2007. Sono stati chiusi 60 ospedali in Toscana, abbiamo scelto di concentrare le prestazioni nelle nuove strutture monoblocco”. L’Ospedale dopo due fallimenti era costato 12 miliardi.
Parlava di Prevenzione per diminuire la spesa sanitaria ed i ricoveri impropri in Ospedale.
Alla fine avremmo ottenuto benefici per la salute e per i risparmi. Tutto giusto, solo che lo sviluppo della Prevenzione è rimasto sempre sulla carta e mai applicato. Dal 2005 2006 le cose sono andate sempre peggiorando. Alla chiusura di molti Ospedali Toscani, con grandi risparmi per la Regione, non ha corrisposto un incremento altrettanto efficace nel territorio da controbilanciare la perdita degli Ospedali, anzi. Abbiamo perso via via servizi territoriali e prestazioni che prima venivano erogati sul posto, come dice anche la signora Eva Giuliani in una delle sue lettere. “Per fare una flebo a mio figlio 70 km al giorno” . Oggi, se vuoi avere una prestazione veloce nella tua zona nella maggior parte dei casi o paghi e vai dal privato o ti sposti a molti km dal tuo domicilio nella stessa Asl, con aggravio di costi per il viaggio e di tempo, quando non devi coinvolgere anche un tuo familiare, questo succede nella Toscana dei primati. Praticamente facciamo il contrario di cosa facevano i nostri avi. Questi creavano servizi dove costruivano case paesi e città ed era razionale e sensato. Oggi c’è chi li toglie con la scusa della razionalità e dell’appropriatezza.
Per anni hanno dichiarato che Ospedali piccoli come il Pacini di San Marcello e quello di Bibbiena; lo hanno anche certificato con documenti scritti, producevano risultati di qualità e superiori a Ospedali Provinciali e più grandi.
Oggi al Presidente della Toscana, unico Podestà a decidere sulla sanità, fa comodo chiudere gli ospedali piccoli da sempre necessari e vitali. La manovra è subdola non li chiudono da un giorno all’altro ma ce li portano per eutanasia, sopprimendo servizi e unità operative a ritmo continuo sotto la voce: riconversione, rimodulazione o peggio ancora potenziamento. Quest’ultima è la dizione che hanno usato per l’ospedale Pacini di San Marcello Pistoiese dopo avergli azzerato la chirurgia. La soppressione dei piccoli Ospedali serve a finanziare i 4 Mega e Faraonici Ospedali e per tamponare i buchi di bilancio certificati di Massa 420 milioni e a cifre minori ma consistenti anche Firenze e Siena e qualche altra A.S.L. che…, miracoli della campagna elettorale e dell’ultima ora sono tornate tutte in pareggio.
Ovviamente a gente che masticano di sanità o a persone pratiche come si è dimostrata la signora Giuliani, il Presidente non la da a bere.
Sappiamo benissimo che l’attuale modello di Sanità Toscana con queste scelte non opta per l’appropriatezza, il raziocinio, l’aumento dei servizi e della qualità erogata ai cittadini. La verità è che siamo di fronte a evidenti speculazioni e scelte sbagliate, come il taglio di ulteriori posti letto non richiesti a livello nazionale in quanto siamo ampiamente sotto la media dei parametri indicati sui posti letto per mille abitanti.
Bisogna ammettere che al Presidente sono sempre venute bene le proliferazioni di apparati che andavano a compensare la perdita di strutture Sanitarie. Le Estav, le Società della salute, ed i consorzi vari. Nel biennio 2006 – 2007 il solo costo delle 3 Estav è stato di complessivi 50.469.343 di euro. Da allora è continuata la proliferazione di spese per i vari Istituti. Il fallimento del CSPO con buco di 10 milioni. Società della Salute, creazioni ideologiche senza potere, dichiarate senza costi dalla Regione che in realtà son sempre costate. Altro fallimento. La regione sostiene che non costano perché il personale è sempre lo stesso. Mantenere personale nell’inefficienza invece è uno spreco che ha coinvolto migliaia di persone e amministratori locali in un progetto che ha assorbito migliaia di giornate di discussioni inutili. Il Sant’Anna Di Pisa che costa 4-5 milioni l’anno per produrre una quantità di grafici e numeri che nessuno legge e di inutilità assoluta oltre ad essere una struttura con evidente conflitto d’interessi.
Ci sono 21 Aziende in ambito sanitario, 12 Aziende Sanitarie 3 Ospedaliere, il Meyer l’Ispo e la Fondazione Monasterio, oltre ad avere un’Agenzia Regionale di Sanità e senza poteri perché le decisioni vengono prese dall’apparato regionale del dipartimento.
Con la parola appropriatezza si tende a giustificare da anni un fallimento che invece di portare alla
razionalità ed alla diminuzione degli esami diagnostici porta ad incrementarli e a maggiori spese.
Questo è il vero modello Toscano non quello che ci viene dipinto dalla Regione sperando che si continui a crederci.
Ecco perché il 7 di dicembre prossimo venturo, i 15 comitati toscani afferenti al CREST saranno a manifestare a Firenze portando il grido di dolore della Toscana dimenticata dal Presidente e contro quella sanità che non è da primato e da imitare ma è quella declassata dal ministero della salute e da cambiare.
[*] – Presidente Crest – emergenza sanitaria
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[Giovedì 21 novembre 2013 | 09:33 - © Quarrata/news]

1 commento:

  1. Sig. Bobini, il Suo è gran un gran bello scritto, come del resto, di tutti quelli che con passione scrivono su questo BLOG sui problemi della sanità Toscana e non solo. C’è un punto però del Suo scritto che non mi è chiaro quando scrive: “i buchi di bilancio certificati di Massa 420”; penso che Lei voglia indicare i 420 Milioni di Euro rubati a Massa quando assessore alla sanità in Regione era Rossi e coperti con uno scellerato ostruzionismo da quando è presidente. Era questo che voleva dire?
    Non credo che Rossi le risponderà, ma nel caso lo facesse Le dirà che i bilanci della sanità Toscana sono certificati, unici al mondo e con questo le tapperebbe la bocca.
    Nel caso non lo sapesse, l’informo che il consigliere Gianfranco Venturi, sceso pesantemente in campo a sostegno di Rossi, in occasione del dibattito alla Dynamo Camp del 17 Febbraio 2013 disse: i 420 Mil. Di Euro sono stati spalmati con una “operazione di alta finanza” – che pagheremo come sempre noi - e non andranno assolutamente ad influire sul potenziamento in corso degli ospedali e in generale sulla qualità della sanità Toscana. Come non credere alle parole di un così importante e autorevole personaggio della politica Toscana, dette a una platea di 250/300 persone, lui nato e residente nel comune di San Marcello Pistoiese ai suoi concittadini.
    Tutte balle, ci ha ingannato tutti,
    il 22 Marzo un camion immortalato con una foto all’ingresso dell’ospedale Pacini, foto che passerà alla storia, iniziava lo SMANTELLAMENTO. Altri hanno continuato nei giorni successivi, nel frattempo il Consigliere Venturi è scomparso dalla circolazione.

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