mercoledì 12 giugno 2013

«ZENO COLÒ E PETTORINE DALLA CORMIO, MA IL SINDACO NON MI HA FATTO PARLARE»


SAN MARCELLO. Flavio Ceccarelli, che con il nostro Marco Ferrari era presente all’incontro del Sindaco Cormio con i rappresentanti della Zeno Colò e delle Pettorine per la Montagna, poiché non gli è stato consentito parlare, ha inviato, per protesta, la seguente lettera alla prima cittadina di San Marcello:

Invio questo scritto con allegati la mail e il comunicato ricevuti dalla Segreteria del Consiglio Provinciale di Pistoia con la quale ci siamo incontrati due volte per manifestare le nostre perplessità sulla riorganizzazione dell’ospedale Pacini di San Marcello e dell’operatività della sanità in generale sulla Montagna.
Abbiamo ricevuto ascolto e riscontro, prova ne sia che sono state prese importanti iniziative.

Molti cittadini, quelli delle pettorine, manifestano da mesi a sostegno del mantenimento di un presidio ospedaliero che dia sicurezza a chi abita sulla Montagna e contestano questa riorganizzazione sostenendo, anche a fronte di dichiarazioni di autorevoli medici, che il presidio viene solo depotenziato e non avrà più neppure le caratteristiche per dare un adeguato servizio di primario soccorso.
Gli unici a non saperlo, o a sottovalutarlo, sono gli amministratori locali, al momento interessati solo a trovare una loro collocazione nella riorganizzazione delle amministrazioni future.
Ci sono state iniziative e assemblee molto partecipate, una delle quali con i vertici della USL 3 nelle quali è risultato evidente il fatto che gli amministratori non avevano assolutamente capito in cosa consisteva questa riorganizzazione e non avendoci capito nulla, hanno fatto solo degli interventi sguaiati. 
I cittadini della montagna, nel corso di questi ultimi anni, sono stati costantemente ingannati con delibere e dichiarazioni ai giornali nelle quali gli amministratori sostenevano la necessità, non solo di mantenere un presidio ospedaliero similare a quello degli anni precedenti, ma addirittura, vista l’efficienza delle prestazioni di potenziarlo, quando invece in contemporanea si stava tramando, con il loro tacito consenso, per una riorganizzazione pesante.
Avevano manifestato tutti, nel caso di eventuali riorganizzazioni che toglievano delle attività presenti al momento nella struttura ospedaliera, ogni forma di iniziativa, anche quelle più eclatanti: qualcuno le ha viste?  
Tutto questo, come preambolo per arrivare a quanto successo ieri sera e volerlo, io solo come mia personale iniziativa, con forza segnalare. 
Visto che nell’incontro di ieri sera, da Lei richiesto in Comune a San Marcello, la situazione si faceva per Lei, soprattutto in qualità di Sindaco con precisi doveri, imbarazzante, credo per il pretesto anomalo di chiamare a raccolta dei cittadini dai quali avere delicate informazioni, invece di andarle a cercare da chi è l’unico ad averle e attendibili, la USL 3, fa un tentativo maldestro, quello di pretendere di dialogare con i soli due con i quali ha concordato l’incontro, situazione che credo li abbia messi in una situazione di grande difficoltà, molto più degli altri partecipanti.
Il gruppo delle pettorine, sia nelle iniziative che nei vari incontri si è sempre mosso in modo unitario e con un unico fine e fuori da ogni logica di appartenenza politica, quello di riavere una struttura ospedaliera così come richiesta nel documento dell’Associazione Zeno Colò.
Dal mio punto di vista è fin troppo chiaro che per Lei e altri politici che hanno cercato contatti con “quelli delle pettorine” il primo obbiettivo era quello di strumentalizzarli e forse, anche di trovare il modo di far emergere delle crepe al loro interno. 
Le assicuro che se prende spunto da quanto successo ieri sera, si sbaglia.
La mia iniziativa, dopo quella Sua non tollerabile presa di posizione, è stata presa, volutamente e consapevolmente, per il ripetersi di un atteggiamento in una mia precedente e similare situazione nella quale mi sono venuto a trovare sempre nel palazzo comunale di San Marcello nel lontano 1999, quando sono venuto a segnalare all’allora Sindaco Moreno Seghi, al momento anche Presidente della Comunità Montana, alcuni fatti poco “chiari” che accadevano all’interno dell’Ente e, invece di cercare di approfondire quanto segnalavo, ebbi una sprezzante risposta che quello che succedeva non mi doveva assolutamente riguardare.
Abbiamo negli anni a venire visto cosa è successo. 
I cittadini non si sentono da Voi amministratori della Montagna rappresentati, sono evidenti nei Vostri atteggiamenti non prese di posizione a loro difesa, ma iniziative di totale indifferenza per i loro interessi primari. 
Due fatti significativi che non possono essere letti diversamente: la chiusura della Comunità Montana per un misero passivo di 225.000 €, quando c’erano invece crediti esigibili per milioni di € e un patrimonio di decine di Milioni di € e l’ultimo, quello dell’accompagnamento come un malato terminale alla chiusura dell’ospedale Pacini. 
Credo che una concomitanza di amministratori che hanno dimostrato un totale disinteresse di chi amministrano come in questi ultimi 4 anni sia irripetibile, ve ne saranno sicuramente grate tutte le nuove generazioni. 
Invio per conoscenza questo scritto ai partecipanti dell’incontro di ieri, quelli delle pettorine, ai quali credo tutti i cittadini della Montagna gli devono un grande riconoscimento per questa iniziativa che credo porteranno avanti nei mesi a venire con lo stesso spirito e determinazione per raggiungere l’obbiettivo di riavere una struttura ospedaliera così come richiesta nel documento dell’Associazione Zeno Colò. 
Flavio Ceccarelli
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[Mercoledì 12 giugno 2013 | 17:32 - © Quarrata/news]

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