venerdì 11 novembre 2011

BARTOLI’S OVATION


di Luigi Scardigli



Teatrale, sintetico, istrionico, satirico, tassonomico, spiritoso, diretto, essenziale, efficace, maledettamente intelligente, con uno slang parcamente pistoiese che non guasta, che ci vuole, via. Questo è Roberto Bartoli, il professor Roberto Bartoli e che da ieri sera, dopo aver sforato il Melos con il suo primo comizio elettorale con un pienone incredibile, ogni oltre più funerea aspettativa da parte dei suoi colleghi di reparto, al Melos, comunque vada – avrebbe detto Chiambretti – sarà un trionfo: comunque vada il ballottaggio nel Pd, carissimi pistoiesi, Roberto Bartoli ha già vinto; il Sindaco è e deve essere lui: chiunque altro, credetemi, non servirebbe assolutamente a nulla.
Non è vero, dunque, che i giovani non seguano la politica: dipende solo a chi si affida il palco, il microfono, gli spazi pubblici, il futuro. A Pistoia, al Melos, a partire dalle 21, tanti under 50, tutti insieme, non si erano mai visti, con una altissima percentuale di donne, quelle che altrove si chiamano quote rosa.
Sì, certo, alla convention di Roberto Bartoli, del professor Roberto Bartoli, primo candidato autopromossosi per essersi arrogato il diritto di ballottare con gli altri vestiti con la camicia alle primarie del Pd per il rinnovo del futuro Sindaco della città, c’era anche qualche vecchia anima dell’ex Pci, al Melos – mai così gremito, nemmeno con i dopo Festival Blues – più incuriosito di vedere che effetto facesse, il Professore, che per sponsorizzarne la sua ascesa al trono.
Non è vero, dunque, che la politica non eserciti più il suo irresistibile fascino nei confronti della popolazione: dipende solo chi è il delegato che proverà a rappresentarla; e a vedere quanta gente non abbia voluto perdersi la prima relazione ufficiale del professor Bartoli, beh, c’è da scommettere che il fascino di Palazzo di Giano possa fare ancora effetto e che a maggio, con Bartoli candidato del centro-sinistra, la gente (ri)senta il dovere di esercitare il proprio diritto.
Vero, invece, è che questa incursione, questo incidente primario, questa proposta di sana e vera libertà, che qualcuno invece vorrebbe camuffare come una provocazione, un giochino renziana, stia in realtà provocando non pochi problemi ai vertici del centro-sinistra pistoiese. Fatto che ho potuto tranquillamente constatare osservando come tra le centinaia di persone che hanno assiepato il Melos, ci fossero ben poche facce note del Pd, Sel, Verdi e il resto delle piccole e grandi percentuali; pochissime le sagome, al Melos, che si sono ormai apparentate, confuse e mimetizzate con il selciato di piazza del Duomo; sì, certo, c’era anche qualche giovane delle cellule, ma con un fare kgbista, con l’aria di chi sia stato mandato a sentire, osservare, spiare, registrare e riferire, raccontare come si tenga appesa e sospesa, per oltre un’ora, una platea intera, senza fare politichese, senza parlare di progetti che non abbiano soggetti e complementi oggetti, raccontando il dramma al quale stiamo andando inesorabilmente incontro, un futuro tetro, ricco di precarietà, incertezza, solitudine.
In piedi, ma non come se fosse all’Università – lì ha la cattedra e lì tornerà a lavorare se il centro-sinistra non ne vorrà sapere, del suo contributo – Roberto Bartoli ha parlato come se si rivolgesse ai suoi amici. Quasi tutti. A cominciare da Massimo Talone e Mauro Pompei, che l’hanno introdotto giocando in romanesco come vecchi visitatori pistoiesi e fino ad arrivare ad una sezione mutante dei Tarabaralla, che ha potuto vantare, alla batteria, Roberto Bartoli, il professor Roberto Bartoli.
E visto che se la cava anche con piatti, rulli e tamburi, oltre che dignitosamente come marito, onestamente come padre, meravigliosamente come poeta ed elegantemente come utile distributore di informazioni universitarie di diritto penale, è forse arrivato il momento che si sieda a Palazzo di Giano e guidi la città: con soli 5 assessori al seguito, uno stipendio ridotto del 30% e una montagna di cose che solo lui, forse, sa fare e che ha avuto il coraggio di raccontare.

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[Venerdì 11 novembre 2011 – © Quarrata/news 2011]

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