mercoledì 24 ottobre 2012

FONDAZIONE CARIPIT. DA SANTA CATERINA (IN SAN MARCELLO) A PALAZZO SOZZIFANTI/BUONTALENTI

Santa Caterina

di Felice De Matteis

Riflettendo su certe mosse con qualche domanda un poco impertinente

PISTOIA. Da Santa Caterina, in San Marcello – diroccata –, a Palazzo Sozzifanti, in Pistoia, restaurato.
Quest’ultimo, acquistato dalla Fondazione Cassa di Risparmio per il piano terra ed il primo piano per un miserevole importo di €. 4.173.287,16. È scritto nel Bilancio di missione 2011, pag. 30.

Tutta robetta istituzionale e prevista dallo Statuto della Fondazione che, in una intervista che riporteremo in seguito integralmente, viene associata al “mecenatismo” del suo Presidente Papa/Papà Ivano Paci.
Con la differenza sostanziale che il mecenate usa i propri soldi, il tenente cassa altrui, usa soldi altrui, cioè nostri. La differenza è chiara, vero?
Ora su questo argomento che non è attualmente primario, ma lo diverrà se il circuito parentale di qualche componente il Consiglio Amministrativo dell’Ente dovesse entrare in scena e se le leggi e le disposizioni riguardanti il meccanismo di cessione di immobili (leggi Cassa di Risparmio s.p.a. – Fondazione Caripit) dovesse configurarsi come legale ma anche un poco spregiudicato, allora ci ritorneremo.
Stiamo un pochino studiando “il tutto”. Dateci il beneficio della prudenza, perché con certi “signori” la prudenza non è mai troppa: la nostra pazienza, nemmeno.
Parlavamo di Santa Caterina in San Marcello Pistoiese. Sta crollando è un manufatto storico ed essenziale per il centro urbano di San Marcello, per i suoi abitanti, per i sempre meno turisti e comunque per la viabilità del centro storico. Senza fontane di Buren, grazie al cielo.
E qui – siamo chiari – il Comune di San Marcello non c’entra direttamente; ci potrebbe entrare attraverso il suo assessore al turismo o alla viabilità, ma come chiedere loro un interessamento, visto che nemmeno sono capaci di spostare una pensilina del tram in Gavinana? Eventualmente il caccia intercettore di finanziamenti S.S. Gori potrebbe attivarsi in tal senso. Ma, sì… buona notte!
Torniamo a dama.
Palazzo Sozzifanti
Vorremmo porre alcune domande alla Fondazione che ci legge e che, nell’angustia dei suoi locali in via de’ Rossi e in via Abbi Pazienza, da un piccolo computer come il nostro avrà cura di rispondere a:
la Cassa di Risparmio s.p.a. ha alienato un bene di sua proprietà, quale palazzo Buontalenti (chiamato anche Sozzifanti): a che prezzo è stato venduto l’immobile?
chi lo ha comperato in “prima battuta”?
a quanti euri?
a quanto è stato ricomprato dalla Fondazione?
in questa operazione entra qualche familiare, parente o affine del venditore?
Si tratta di domandine semplici, semplici alle quali – ne siamo certi – il Presidente Papa/Papà della Fondazione vorrà dare risposta. Senza scomporsi e senza travasi di bile.
Altrimenti ci costringerà a cercarle e a darle noi, queste risposte.
Gradiremmo anche conoscere lo studio commerciale del primo acquirente di Palazzo Buontalenti (Sozzifanti).
È possibile, per favore?
A presto, statene certi.

Cliccare sull’immagine per ingrandirla.
[Mercoledì 24 ottobre 2012 - © Quarrata/news 2012]

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