venerdì 15 febbraio 2013

LE ACCIUGHE E LA REPOWER


Lettera aperta del comitato di presidenza di Confartigianato Pistoia

PISTOIA. Mentre assistiamo ad un degrado territoriale sempre più preoccupante, pievi secolari crollano, i rovi divorano terreni un tempo amorevolmente coccolati dai contadini e ci si attarda sul dubbio di costruire o meno un parcheggio interrato (una scelta peraltro “normale” in tutto il mondo), ascoltiamo un profondo silenzio da parte delle istituzioni su una centrale termoelettrica che potrebbe sorgere alla periferia della città.

Coloro che si sono schierati contro questo progetto vengono zittiti, bollandoli come portatori di interessi di parte o come talebani dell’ambiente.
Chi, come Confartigianato, senza riserve ideologiche, è stato sempre dalla parte dello sviluppo, dell’innovazione e del progresso economico, facendosi interprete dei dubbi di tante aziende e di tanti cittadini, pone all’attenzione dell’opinione pubblica e in particolare dagli amministratori locali alcuni interrogativi ai quali ha il diritto di ricevere una risposta convincente.
Gli interrogativi sono di due ordini: uno ambientale e uno economico.
Dal punto di vista ambientale chiediamo quale impatto in termini di inquinamento atmosferico, idraulico, chimico ed elettromagnetico provocherà tale insediamento e se i parametri, registrabili a regime, sono tollerabili per la salute dei cittadini.
Chiediamo anche, in termini paesaggistici, quale effetto provocheranno le due altissime ciminiere che sorgeranno alla periferia sud di Pistoia.
Dal punto di vista economico, vorremmo sapere, nella fase di realizzazione e nella fase a regime, quali garanzie (e non semplici dichiarazioni d’intenti) darà la Repower di reale ricaduta sul territorio in termini di investimenti a chilometro zero e di indotto.
Vorremmo anche capire se, sull’esempio di altre aree che hanno ospitato simili insediamenti, anche a Pistoia l’energia elettrica costerà meno e se l’insediamento comporterà oneri e costi per gli enti locali.
In sintesi, quali garanzie sono state ottenute su tutto questo dalla proprietà Repower?
E comunque il gioco vale la candela?
Nell’attesa di risposte certe e trasparenti, nutriamo la speranza, che la centrale Repower non abbia come unico risultato la possibilità di collocare sul Brusigliano un allevamento di acciughe nell’acqua usata per il raffreddamento dell’impianto, che alcuni dicono limpida mentre altri assicurano sia salata e tiepida.
[comunicato confartigianato]
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[Venerdì 15 febbraio 2013 | 22:11 - © Quarrata/news]

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