giovedì 8 marzo 2012

CARO ED, DUE SINDACI SONO TROPPI


di Antonio Nardi (*)

Ho letto il lungo editoriale di Edoardo Bianchini su Quarrata News, dedicato all’assemblea comunale del PD.
Devo dire che l’ho capito e non l’ho capito.
L’ho capito perché tratta chiaramente di fatti politici di tutta normalità. Non l’ho capito perché è difficile per me pensare che Edoardo non si renda conto che in qualche modo la politica s’ha da fare.
Prendiamo la questione dei “bartoliani”.
Edoardo sa che una maggioranza consiliare, se non segue il sindaco, sono dolori. I consiglieri hanno il loro spazio (interrogazioni, interpellanze, mozioni, commissioni, ecc.) ma, sui provvedimenti importanti, il capo dell’amministrazione non può temere agguati.

Bartoli aveva un suo programma originale e chi sta con lui e verrà eletto lo farà pesare in aula. La città va governata e non sarà facile se, di fatto, vi saranno due sindaci: uno sulla poltrona ufficiale ed uno in sala d’aspetto.
Altro punto, le regole. Io, caro Edoardo, le trovo del tutto plausibili. Un partito si organizza e si dà dei criteri: doppio mandato, verifica su chi ne ha già fatto uno, credibile appartenenza all’area ideale del partito.
Personalmente, la regola del doppio mandato la farei valere anche per i grossi calibri, vedi Bindi e D’Alema. Mi dispiacerebbe per Bersani, perché non ne indovina una ed è un perdente come me.
Altro punto, e poi ho finito. Edoardo paragona il PD al PCUS, ma non tiene conto che il PD è solo, se Dio vuole, un partito, mentre il PCUS era il partito.
Questo non significa che il PD non abbia nella storia radici autoritarie e non abbia “trasfigurato” (una sorta di monte Tabor) leader micidiali come Enrico Berlinguer.
Più volte nel mio blog ho richiamato quelle radici. Ma l’Italia è questa: un paese in cui formazioni politiche d’ispirazione totalitaria (PCI e MSI) hanno pesantemente condizionato lo svolgersi della vita civile, impedendo al sistema repubblicano di svilupparsi come una forte e consapevole democrazia liberale, al pari della Francia, della Germania e della stessa Spagna, paesi che hanno regolato una volta per tutte i conti con le forze di dubbia ispirazione democratica.
Comunque, ad oggi, il PD è e resta un partito, non di rado nel caos, come significativamente non accadeva mai al vecchio e inossidabile PCI.

P.S. Raccomando di rileggere il passo di Bianchini secondo cui Francesca Bardelli nel PD “sarebbe come un marchese in un governo repubblicano della Rivoluzione Francese”. È esilarante. Per la verità, qualche nobile dette mano alla Rivoluzione, ma certo non passava inosservato.

P.S. Mi dispiace che la regola dei due mandati abbia escluso competenti e corrette persone.

Caro Antonio,
grazie, come sempre, della tua attenzione. Ma non scandalizzarti di come io vedo o non vedo le cose. Lo sai che, essendo più ‘poeta’ che politico, sono più facile alle incazzature che alla lucida osservazione machiavelliana.
Ecco perché non feci mai il politico, anche quando i socialisti del Psi mi invitarono a entrare in amministrazione a Quarrata.
Preferisco incazzarmi. Preferisco sbagliare di fuori, piuttosto che: 1) o alzare la mano in consiglio e dire di sì al Sindaco, facendo il coglione; 2) o fare casino ricordandomi che sono un ispirato, ma sufficientemente anarchico per non essere un emerito coglione da sì.
Mi sono spiegato?
Comunque anche tu non vedi una cosa macroscopica: e te la voglio dire.
Non ti sei accorto che Bertinelli non sarà il Sindaco: sarà quello che sta a sentire cosa gli dicono di fare gli altri, quelli del potere reale, e lo farà fare da Sindaco. Le cose cambiano, mi pare.
Lui se ne sbatterà, perché, in fondo, gli fa gioco solo di far carriera – e su questo non c’è dubbio, sennò avrebbe ribaltato il seggio 11 di Ponte alle Tavole, e non ci sarebbe andato a cena a festeggiare la vittoria.
Comunque, stando così le cose, il secondo Sindaco di Pistoia, quello che tu dici il Sindaco di sala di attesa, sarebbe stato – almeno in questa città di gente che non vuole cambiare mai – l’unico vero e solo Sindaco.
Grazie per l’apprezzamento sulla ‘Marchesa Bardelli’. Un po’ mi sono divertito anch’io: che vuoi? Mi vengono così…
E come al solito, un abbraccio forte da socialista nostalgico di chi fu mandato a morire lontano dai signori che ancor oggi dominano nel Pd – a danno di quel ‘coglione’ di Bersani.
Anche per me la mia libertà equivale alla mia vita e la mia vita equivale alla mia libertà.
Tu lo sai,
Edoardo
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[Giovedì 8 marzo 2012 - © Quarrata/news 2012]

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