lunedì 25 novembre 2013

CONSORZI DI BONIFICA: PERCHÉ ASTENERSI DAL VOTO


di Ivano Bechini [*]

Necessario boicottare istituzioni che riportano la storia a un Ottocento censuale e antocostituzionale – Il paradosso della lista del Consorzio Ombrone-Bisenzio infarcita di avversari di Bargellini oggi suoi compagni di cordata

LAMPORECCHIO. Da alcune settimane i media locali riportano appelli al voto per le assemblee dei Consorzi di Bonifica toscani e notizie relative alle varie liste che si contendono i numerosi posti in tali organismi.

Io penso, invece, che sia cosa giusta boicottare queste elezioni. Per ribadire che strutture come i Consorzi di Bonifica, che dovevano essere seriamente snelliti e avvicinati ai cittadini attraverso una attesa riforma della Regione Toscana, la quale invece ha salvaguardato i tratti più insopportabili di tali Enti che, così come si sono delineati storicamente negli ultimi 4-5 lustri, sono solo posti di sottogoverno e di vero e proprio riciclaggio di qualche vecchio politico non più presentabile. E sfido chiunque a dimostrare il contrario, a partire dai Commissari che hanno governato il lungo trapasso (tutti gli ex presidenti sono diventati Commissari).
Altro elemento inaccettabile (e stranamente non riformato dalla Regione Toscana con gravi responsabilità del duo Rossi-Bramerini), le modalità di voto: i consorzi sono l’unico ente dove si vota ancora per censo, perpetuando sistemi medioevali: se sei un contribuente modesto voti nella prima sezione, se hai soldi voti in altre due sezioni con liste specifiche, alla faccia della Costituzione, la quale prevede che il voto sia uguale per tutti i cittadini e della stessa legge regionale che ha abolito la differenza tra regime urbano e regime agrario.
Se poi si vanno a leggere i nomi delle varie liste presenti sul territorio della provincia di Pistoia, si hanno delle sorprese: gente che ha fatto la guerra per anni contro la Presidenza del Consorzio Ombrone P.se. Bisenzio e oggi è in lista proprio con quell’ex Presidente (peraltro sotto processo per atti del Consorzio) alla faccia della coerenza, oppure in Valdinievole l’incredibile “lista dei Sindaci” che evidentemente è pensata per garantire a qualche futuro ex Sindaco un posticino retribuito anche dopo l’esperienza di amministratore locale e che odora intensamente di guerra per bande interne al partito di maggioranza, il Pd, oltre ad aver provocato un ricorso (che potrebbe far annullare le stesse elezioni) da un’altra lista (evidentemente di elettori di ceto modesto essendo presente, quest’ultima, solo nella prima fascia).
E poi questo incessante appello al voto per organismi che fino ad ora erano – e io penso, lo saranno anche questa volta – votati dal 2% massimo dei contribuenti, non è un appello alla partecipazione ma a “coprire” con modestissimi consensi formali, vere e proprie consorterie che, tra l’altro, oscurano anche il prezioso lavoro di tecnici e maestranze che, spesso, hanno dimostrato ottime professionalità.
Contro Enti come questi e contro gli atteggiamenti da casta politica che sempre hanno avuto le dirigenze di questi enti, l’unica cosa seria a cui pensare (in attesa di un’ipotesi di referendum per il loro scioglimento) è il boicottaggio attivo il 30 novembre p.v. e l’apertura immediata, il giorno dopo, di vertenze per una spesa corretta dei soldi loro assegnati dalle contribuenze dei cittadini e dai contributi regionali e provinciali, copiosi e spesso non solo mal spesi ma anche spesi con gravi ritardi.
[*] – Capogruppo Consiliare di Sinistra per Lamporecchio

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[Lunedì 25 novembre 2013 | 15:58 - © Quarrata/news]

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