domenica 23 ottobre 2011

LA GUERRA DEGLI AUTOVELOX




PISTOIA-QUARRATA. C’era una volta un film che si intitolava La guerra dei Roses (1989) o, per chi è ancora più nostalgico, La guerra dei bottoni (1961), o anche La guerra dei mondi (1953 e 2005) per chi vuole essere fantascientifico.
Qualche anno è passato e ora c’è la guerra degli autovelox, un’invenzione così odiosa da entrare perfino nella coscienza collettiva e da finire – per chi ha viso l’ultima puntata del  The Mentalist di qualche sera fa – come motivo di scontro e di ribellione del protagonista della famosa serie tv, nei confronti dell’inflessibile sergente di polizia del solito più o meno anonimo paesotto americano.
È una guerra senza quartiere, che si combatte di giorno in giorno sulle barricate degli avvocati, dei giudici e dei «Per noi l’autovelox è legittimo».
È lo scontro trito, ma titanico fra chi si alza al mattino e, per un attimo di distrazione o di fretta, è costretto a passarne di tutti i colori pagando anche centinaia di euro, e chi, dall’altra parte, in nome della nostra salute e sicurezza, ci piazza macchine-spione dappertutto, telecamere, orologi digitali, satelliti che ci girano sopra la testa e poi ci cadono pure sul capo – ma sempre e solo per il nostro bene.
Il comandante Napolitano – da avvocato qual è, come scrive Lucia Agati – ha ragione: la sicurezza prima di tutto.
Ma allora perché, quando nasciamo, lo Stato non ci affibbia in microchip – magari piantandocelo nel cervello come in certi film di fantascienza – e non ci regola ogni minuto, ogni ora, ogni giorno, ogni settimana, ogni mese, ogni anno, ogni vita?
Così saremmo tutti molto al sicuro e non costretti a pagare multe di un esoso pazzesco, finendo per essere servi della gleba dei Comuni d’Italia.
Pensate: non sarebbero più necessari né polizia, né carabinieri, né finanza, né vigili, né giudici, perché il mondo diventerebbe, con un provvedimento così rispettoso del libero arbitrio, il giardino delle delizie.

O non metteremmo subito in pari il deficit nazionale…?
e.b. blogger

P.S. – Vorrei chiarire alcuni aspetti non secondari della questione.
Guido dal 28 ottobre 1967, quindi da 44 anni. Ho consumato una decina di auto oltre i 120mila chilometri. Ho fatto un solo incidente, da 15mila lire di danni, anni 70. Ho preso solo 4 multe, che io mi ricordi, in tutti questi anni: una per sorpasso su un rettilineo dell’Aurelia con striscia bianca continua, alla Venturina – ma la strada era visibilissima, 1.500 lire, 1969, polizia stradale; tre per divieto di sosta, la prima a Quarrata (vigili) e le altre a Pistoia (vigili), l’ultima, credo, nel 1997 in Porta al Borgo.
Ringrazio la sorte, ma credo di dover ringraziare molto di più me stesso.
Sbaglierebbe assai, dunque, chi pensasse che ho sassolini nella scarpa per autovelox.
E vorrei far capire al comandante Napolitano che gli autovelox non risolvono il problema del cervello che non c’è: perché chi non ha cervello – e ce ne sono molti in giro – è bravissimo a rallentare dinanzi agli autovelox, perché ha diavolerie satellitari e meccanismi radar ad hoc, ma torna ad andare a tavoletta appena ha passato lo sguardo truce dell’occhio magico, che finisce per beccare i più distratti, i sovrappensiero e i poveri cialtroni, che hanno – e avvocato qual è dovrebbe saperlo – le soglie di attenzione molto meno alte di chi intende fregare. O almeno così si dice.
Non so se mi sono spiegato abbastanza…

Cliccare sulle immagini per ingrandirle.
[Domenica 23 ottobre 2011 – © Quarrata/news 2011]

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