mercoledì 18 settembre 2013

SINDACI, MA CHI DECIDE E COSA SI DECIDE SULL’ACQUA?

Il Forum Toscano dei Movimenti per L’acqua torna all’attacco

PISTOIA. Il Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua ha inviato la lettera allegata ai Sindaci della Toscana.
Il Comitato Acqua Bene Comune di Pistoia Le chiede di renderla pubblica pubblicandola sul blog.
Ringraziando per l’attenzione porgiamo cordiali saluti.
per il Comitato Acqua Bene Comune
Dario Guastini 

AI SINDACI DELLA REGIONE TOSCANA
AI GRUPPI CONSILIARI DEI COMUNI DELLA TOSCANA

Oggetto: Chi decide e cosa si decide sull’acqua?

Egregi Sindaci,
quest’anno, relativamente all’acqua, la ripresa di Settembre avviene tramite incalzanti annunci di faraonici progetti.
L’ Autorità idrica toscana, prontamente spalleggiata da Cispel e da media al seguito, annuncia grandiosi investimenti: mega-diga sul Merse e dissalatori per il sud della Toscana; “ autostrada dell’ acqua” per collegare i bacini acquiferi della piana di Lucca con l’acquifero del Luco, etc.... per la Toscana del centro-nord.
Facciamo notare che lo strumento previsto dalla legge Galli, tuttora vigente, per determinare il fabbisogno idrico è il Bilancio di bacino; facciamo anche notare che in Toscana non è stato ancora predisposto il bilancio idrico né a livello regionale né a livello dei diversi bacini idrogeografici.
Ciononostante Mazzei dell’Ait, De Girolamo di Cispel ed i signori toscani dell’acqua vorrebbero far approvare, in fretta e furia, ai sindaci della Toscana un costosissimo piano di investimenti, che saranno caricati, quasi per intero, sulle bollette dei cittadini.
Di tutto ciò i consigli comunali potranno tranquillamente essere informati a cose fatte, dopo l’approvazione del piano di investimento !!
Siamo a questo punto, perciò vi chiediamo di riprendere nelle vostre mani, come hanno chiesto milioni di cittadini nel referendum del 12-13 giugno 2011, il potere di decidere sulle questioni strategiche relative all’acqua come questa degli investimenti.
Aggiungiamo un altro dato per riflettere su quali sono le priorità relative agli investimenti ; dai documenti ufficiali risulta che, in Toscana, le reti degli acquedotti perdono più del 40% , con punte fino al 50 %; in queste condizioni non avrebbe maggior senso un piano di investimenti per rifare le reti degli acquedotti toscani? Oppure preferiamo lasciare le reti come sono ed immetterci quantitativi maggiori di acqua, con l’augurio che si risaneranno da sole?
Oltre a questa vicenda degli investimenti nei prossimi giorni ci sarà un nuovo giro di consultazioni promosso dall’ AEEG di Milano relativamente alla nuova tariffa; già nei mesi scorsi avevamo denunciato le numerose illegittimità contenute nella nuova tariffa-truffa (retroattività, fondo per nuovi investimenti, costi finanziari forfettizzati a tassi esosissimi, etc.); è evidente che la necessità di nuova consultazione dimostra il fallimento totale anche del metodo di lavoro dell’AEEG.
Ci risulta che in Italia sono pochissime le realtà che hanno inviato i dati richiesti dall’ AEEG e che dunque la nuova tariffa-truffa, nonostante gli annunci di alcuni gestori toscani, non è ancora in vigore a livello nazionale.
Invitiamo i Sindaci ed i consigli comunali ad intervenire in questa difficile situazione relativa alle tariffe, dando seguito all’esito referendario, facendo riferimento in particolare al secondo quesito che ha abolito la “ remunerazione del capitale”.
Vi segnaliamo la sentenza di poche settimane fa, emessa dal giudice di pace di Chiavari, in Liguria; il giudice ha disposto la restituzione del 22% della bolletta di una cittadina, pari alla quota di profitto che i cittadini pagano sulle bollette dell’acqua, come “remunerazione del capitale”. Questa sentenza è molto importante perché oltre a ribadire il valore legislativo dell’istituto referendario riconosce anche che l’Autorità per l’Energia elettrica e il gas ha un limitato potere amministrativo, comunque subordinato all’esito referendario.
La sentenza ha un rilievo nazionale e dunque anche i nostri sindaci si facciano parte attiva per far applicare l’esito referendario; è necessario che i Sindaci della Toscana pretendano che le diverse SpA che gestiscono l’acqua si adeguino alla legge, al volere popolare espresso con i referendum di giugno 2011, al buon senso.
Da parte nostra non ci fermeremo fino a quando non verrà avviato un serio processo di ripubblicizzazione che cominci con la totale ed immediata eliminazione di ogni forma di profitto dall’acqua.
Forum toscano dei movimenti per l’acqua

Ma davvero siamo in un Paese democratico e legalitario?
Q/n
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[Mercoledì 18 settembre 2013 | 16:48 - © Quarrata/news]

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