mercoledì 10 aprile 2013

QUEL DISASTRO DELLA NOSTRA SANITÀ. CONFERENZA STAMPA ALLA CGIL


PISTOIA. Nei giorni scorsi la Cgil scriveva: «La CGIL di Pistoia e le Categorie interessate FP e FILCAMS, per fare il punto della situazione sulla rete Ospedaliera, sui servizi socio sanitari d’Area vasta, su alcune specifiche problematiche (118 - Laboratori - nuovo Plesso Ospedaliero - appalti) convocano una conferenza stampa per mercoledì 10 aprile 2013 - ore 11:30 - presso la sede della CGIL di Pistoia (Via Puccini, 104 – sala lettura primo piano)».

Ed ecco una sintesi della conferenza estrapolata per punti dal nostro collaboratore Flavio Ceccarelli.
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Ha fatto l’introduzione e un lungo intervento Gessica Beneforti.

• Premessa: il taglio alla Sanità Toscana per il 2013 è di 477 milioni di €. I costi del personale devono diminuire dell’ 1,4% rispetto a quelli del 2004.
• La riorganizzazione del sistema sanitario regionale è contemplata nella legge regionale 81 e nella 1235 del dicembre 2012.

• Poteva essere in effetti una riorganizzazione dell’intera rete sanitaria provinciale, l’hanno chiamata riorganizzazione: ma di fatto ci troviamo di fronte a significativi tagli.
• La riqualificazione richiedeva un percorso diverso, si è persa un’occasione: questi sono solo tagli.
• È mancato il percorso partecipativo ad ogni livello.
• È un percorso, quello attuato, che la Regione impone per l’abbattimento dei costi, ma il progetto doveva partire dalle esigenze del territorio.
• Dobbiamo riportare il territorio al centro della discussione.
• La CGIL chiede la fissazione di una data per una conferenza con i Sindaci, per rivalutare la riorganizzazione di Area Vasta. Il dibattito deve essere portato avanti anche con tutte le altre organizzazioni, soprattutto con quelle del volontariato.
• Sono mancati il dibattito e le informazioni ai cittadini, mentre la riorganizzazione è già stata avviata. Questa riorganizzazione ha tenuto conto solo dell’efficienza e della efficacia ignorando completamente gli utenti e i cittadini.
• Una delle priorità è il sistema-emergenza e purtroppo anche questo non è partito tenendo conto delle esigenze del territorio, ma solo su basi di economicità.
• Per quanto riguarda la rete ospedaliera del territorio, la Cgil non ha condiviso la riorganizzazione dell’Ospedale Pacini che è meglio chiamare stabilimento ospedaliero.
• La Cgil non ha condiviso neppure le iniziative ipotizzate negli ultimi 2 anni, quando si valutava di chiudere e spostare la chirurgia elettiva da San Marcello verso una clinica privata, individuata in un primo momento nel Centro Chirurgico San Paolo di Bonelle; e al tempo stesso la Cgil non condivide neppure quanto riportato ieri dalla Nazione di un possibile trasferimento di questa attività al Centro Turati. Questo non significa maggior risposta al territorio per la chirurgia elettiva, ma solo trasferire dei costi in strutture diverse, forse meno efficienti e depotenzianti e a servizio, in caso di necessità, di altre attività interne ospedaliere compreso il pronto soccorso.
• Per l’ospedale di San Marcello, il personale infermieristico è stato in parte trasferito alle attività sul territorio, in parte a Pistoia: è un progetto nuovo e innovativo, in sostanza “sperimentale”. Deve essere attentamente monitorato e sorvegliato.
• È un progetto non definitivo e in parte sperimentale sul territorio, anche se la riorganizzazione e la diminuzione dei posti letto del Pacini non darà più la possibilità, come ipotizzata da qualcuno, di nuove riorganizzazioni e aggiunte di attività nel futuro.
• Bisogna che la riorganizzazione venga monitorizzata, anche se non è facile sia nella tempistica che nella vera attuazione del progetto.

NUOVO OSPEDALE DI PISTOIA

• Nasce e viene concepito in modo diverso da quello tradizionale.
• A pochi mesi dal trasferimento in questa nuova realtà (data prevista: luglio), ci sono delle criticità, il percorso è stato poco partecipativo, sia sul sistema organizzativo che su quello del coinvolgimento della dirigenza medica da parte della direzione dell’Asl.
• Uno dei punti fondamentali è la carenza di personale.
• Non è possibile chiudere Pescia, questo ci porterebbe ad andare sotto le indicazioni del Ministero della Salute e del piano regionale che prevede 3,15 posti letto ogni 1000 abitanti, quando da noi l’attuale percentuale è notevolmente inferiore, solo 2,1 posti etti ogni 1000 abitanti.
• Non devono esserci sovrapposizioni di funzioni, ma anche questo deve essere pianificato in un’ottica di funzionalità e fatto in modo graduale, altrimenti si corre il rischio di mandare in crisi il sistema ospedaliero provinciale.
• A Pescia si sta valutando la possibilità di una nuova struttura, ma seguito di quali considerazioni, quando in contemporanea si parla di chiusura?
• Anche per Pescia, prima di parlare di riorganizzazione, si parli di territorio, secondo quanto affermato dalla Cgil.
• A Pescia sono stati spesi, negli ultimi 2 anni, circa 3 milioni di € per la ristrutturazione e il potenziamento di Anatomia Patologica, ma adesso che faranno? La chiudono?
• I problemi del territorio, della sicurezza dei cittadini-utenti, degli operatori sembra venga dopo molte altre considerazioni che spesso non sono frutto di analisi attente.

INTERVENTO DI UNA DIPENDENTE DEL 118

• Si ha la sensazione che la scelta dell’Area Vasta del 118 sia orientata a spostarsi a Firenze quando lì non c’è una struttura adeguata a differenza di quella di Pistoia che per renderla conforme alle nuove disposizioni – è già antisismica – basta un investimento di appena 100.000 €.
• Si parla di Area Vasta del 118 quando nel prossimo anno si dovrà, per imposizione della Comunità Europea, alla quale paghiamo già delle penali, passare al numero unico delle emergenze che raggrupperà dal 118 al 112, 113, Vigili del fuoco...

INTERVENTO DOTT. CORRADO CATALANI PRIMARO MALATTIE INFETTIVE OSPEDALE DI PISTOIA

• La costruzione del nuovo ospedale doveva essere vissuta come una grande ed entusiasmante sfida da parte di tutti gli operatori, invece viene vissuta dalla maggior parte come un grosso disagio.
• Questo ed altro è il risultato della mancanza di governo di oltre due anni della gestione Scarafuggi, ma anche della direzione precedente.
• Il potenziamento sbandierato non si fa se non vengono assunti gli operatori e adeguatamente formati. A Pistoia mancano medici, infermieri, operatori del territorio e dei servizi.
• Quando si parla di territorio, Marroni dice sempre, “non si chiude nulla, si riorganizza”, ma cosa significa di fatto riorganizzare? Se si toglie, non parliamo di riorganizzazione ma di tagli.
• È facile mostrare una struttura, il difficile è organizzare e rendere efficiente il sistema organizzativo: nessuno al momento l’ha fatto e manca questo. Se non si attiva ciò, rischiamo di avere una Ferrari con il motore della 500.
• Negli ospedali di Pistoia si fanno 32.000 ricoveri all’anno. Molti migrano in altre strutture fuori provincia: a Pistoia è mancato il personale e soprattutto la formazione, in sostanza è mancato soprattutto chi doveva governare questa Asl negli ultimi anni.
• Come si fa a riempire le 13 sale operatorie? Sia in funzione che chiuse, esse hanno i loro costi di gestione. Se manca il personale, non è un buon motivo dire portiamo quello di Pescia.
• C’è un’altra criticità, la gestione dei servizi ausiliari, dalla cucina, alle pulizie, alla manutenzione degli impianti e delle attrezzature mediche, comprese le sale operatorie da parte della ditta costruttrice dell’ospedale, inizialmente Cogestra adesso Geosat, per 20 anni. 
• Nella provincia le liste di attesa sono un problema drammatico anche quando si parla di interventi in Day hospital.
• Il vuoto gestionale degli ultimi due anni ha determinato questo e ce lo porteremo come fardello per anni: ma la sfida va vinta e questi due mesi saranno determinati. La Dirigenza ne è consapevole?
• La Cgil chiede di partecipare al tavolo della pianificazione e programmazione della sanità provinciale alla luce anche di queste carenze e soprattutto di una probabile difficoltà nel trasferimento delle attività e della funzionalità del nuovo ospedale.
Per concludere: la situazione non sembra difficile, ma addirittura drammatica.
A San Marcello, la segretaria Beneforti nell’incontro fatto alla Baccarini il 6 febbraio con la Turco, era più che convinta – a parole – della riorganizzazione dell’ospedale Pacini e ne parlava come di un potenziamento.
Oggi ha parlato di tagli. In due mesi ha cambiato così radicalmente idea?

Cliccare sull’immagine per ingrandirla.
[Mercoledì 10 aprile 2013 | 20:42 - © Quarrata/news]

1 commento:

  1. Mi chiedo perchè la CGIL non è intervenuta, per raccontare questa sua posizione, durante l'assemblea sanmarcellina domenica scorsa. Già, compagni: perchè non siete intervenuti?

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