martedì 3 settembre 2013

ANSALDO-BREDA, MA DIETRO BELGIO E OLANDA ORA IN CODA ANCHE GLI SVEDESI DI GÖTEBORG?


di EDOARDO BIANCHINI

Le carrozze Sirio presenterebbero gli stessi problemi dei treni contestati – E l’azienda pistoiese starebbe scaricando la responsabilità sul costruttore livornese guidato da Loriano Salatti

ALTRO CHE STORIE di Beglio e Olanda! Come si dice, sta piovendo forse sul bagnato in AnsaldoBreda?
La voce che gira in questo momento riguarderebbe un’altra tegola – e non da nulla – sul cranio dell’azienda pistoiese che, finora, è stata regno di manipolazione della politica locale la quale, piano piano, giorno dopo giorno, dalla fusione chitiana con Breda-Napoli di Bassolino, la ha portata sull’orlo di un abisso che sembra assai difficilmente evitabile.

Oltre i treni contestati, e che costeranno centinaia di milioni in danni da risarcire e lavoro perduto, ecco che sarebbe scoppiata anche la questione dei tram Sirio di Göteborg, in Svezia, città a cui l’azienda pistoiese ha fornito mezzi di trasporto che si sono rivelati fallimentari dal punto di vista della sicurezza e dei guasti nell’esercizio alle basse temperature che condizionano l’area scandinava.
Contestazioni simili a quelle belga-olandesi sarebbero infatti già giunte all’azienda pistoiese: danni, guasti, rotture; il rischio, inoltre, di veder saltare una opzione in corso per altre 40 carrozze targate Breda-Pistoia. Oddìo, targate per modo di dire, perché sappiamo che le carrozze-tram Sirio sono gioielli realizzati, se non sbagliamo, a Livorno dal Consorzio Gr.Im.Tir. (Gruppo Imprese del Tirreno) presideuto da Loriano Salatti.
Il problema, tuttavia, non starebbe solo nella contestazione dei guai verificati dagli svedesi, ma nel comportamento che Breda-Pistoia avrebbe assunto in questo frangente.
Non appena gli Svedesi si sono fatti vivi, i vertici pistoiesi avrebbero – come si dice – perso la testa: troppo, già di per sé, lo stress belga-olandese, per garantire una risposta ponderata e serena. A Pistoia avrebbero rovesciato – così si dice – la colpa sui costruttori di Livorno, addossando loro la responsabilità dei guasti a cui i Sirio andrebbero incontro a Göteborg.
Solo che sembra che l’azienda livornese presso la quale sono state realizzate le vetture esportate in Svezia, non ci sia stata ed abbia risposto – così si dice – per le rime e con argomenti molto convincenti.
Salatti, in altri termini, avrebbe spedito a Breda-Pistoia il capitolato di commessa, evidenziando esplicitamente le specifiche tecniche richieste dai pistoiesi ai livornesi: dai materiali da utilizzare alle caratteriste delle saldature, quelle stesse che, alle temperature quasi polari di Göteborg, tenderebbero a spaccarsi provocando una serie di guai infiniti, non solo ai mezzi, ma anche alla sicurezza dei passeggeri. Oltretutto sembra anche che l’azienda livornese abbia protestato con Breda-Pistoia per un ritardo di oltre due anni nei pagamenti delle carrozze già consegnate.
Nei giorni scorsi, per giunta, e quasi alla chetichella, a Roma ci sarebbe stato un incontro per parlare di Breda bad company, la cattiva compagnia che andrà rottamata per un risanamento e un restyling della più nobile azienda dell’alta velocità: cosa che potrà portare (ed è assai verisimile) alla chiusa dei rami secchi come Breda-Pistoia.
Ma rami secchi perché?
In primo luogo perché questa realtà pistoiese non si sarebbe dovuta dare in mano ai politici che, come sappiamo, sono bravi sempre e solo a combinare pasticci; in secondo perché, con tutte le politiche di tagli e le ristrutturazioni operate, Breda-Pistoia ha perso le migliori maestranze, mandate in pensionamento e fatte uscire depauperando il patrimonio del sapere e della professionalità dell’azienda stessa.
Ora a Pistoia sarebbe rimasto solo un bel guscio di cicala, secco e vuoto?
E saranno contenti, a questo punto, tutti i compagni di quel partito che ha determinato questo miserevole default?

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[Martedì 3 settembre 2013 | 11:57 - © Quarrata/news]

3 commenti:

  1. Egregio Professor Bianchini,

    a proposito di compagni, vorrei solo precisare che l'on. Vannini Chiti, vice presidente del Senato nella scorsa legislatura, alle ultime elezioni è stato eletto in Piemonte.
    Pertanto, a mio avviso, non mi sembra giusto chiamarlo ancora in causa sulla questione.
    Cordialmente.

    Sandro

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    Risposte
    1. Credo che quello che lei scrive sia solo una battuta ironica.
      Altrimenti: l'accordo Pistoia/Napoli-Bassolino l'ho fatto forse io...?
      Il depauperamento della Breda non inizia da lì? O nessun nodo torna al pettine?
      Cari saluti.

      Edoardo Bianchini

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  2. La mia può giustamente essere considerata anche una battuta di spirito, come di fatto lo è e lo voleva essere. Ma poiché viviamo, più o meno consapevolmente, nel mondo dell'ipocrisia mi chiedo e Le domando se i 'compagni' di Pistoia ritengono opportuno chiedere conto delle loro azioni ai vari esponenti politici locali che sono andati a Roma grazie ai loro voti.
    Altrimenti ci/si prendono per il c..o; e se come verosimilmente così è, Le dico sinceramente che, perlomeno per quanto mi riguarda, è un argomento che non m'interessa proprio più.
    Perché i rappresentanti sindacali, invece di sciacquarsi la bocca con i soliti discorsi retorici, non convocano dei sit-in sotto le abitazioni di quei politici della città di Giano che hanno sempre rivendicato di essere i soli ed unici paladini dei loro diritti? La dottoressa Gessica Beneforti perché, invece di mettersi in bella mostra al Memorial Vannucci, non va a rompere i c......i al suo ex-capo Epifani ora impegnato solo a disquisire sulla questione Berlusconi?
    Cari saluti anche a Lei.

    Sandro

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