domenica 8 settembre 2013

IL BERTINELLI, IL KARAOKE E IL MANUALE CENCELLI


Lattari, Billero & C. gli aspiranti di cui parla il Sindaco?

PARE, dico pare, che il Sindaco Samuele Bertinelli abbia soppesato l’indispensabilità del ripristino del quinto assessore.
Lo ha fatto all’indopodomani della condanna a Ventotene inflitta a donna Ginevra Lombardi, rea di fare e sapere fare l’assessore veramente e non la bamboccia di parata.
Tra i nomi che circolano per il reincarico, due sono parecchio attendibili: l’ex comunista Billero e l’ex comunista Lattari, che hanno fatto sapere, però, pare, che proprio per deontologia e rispetto nei confronti di Ginevra, declineranno l’invito.

Hanno diramato un comunicato congiunto, pare, nel quale avrebbero dichiarato che al posto di una compagna ingiustamente decapitata loro non ci andranno. Mai.
Ahahahahahahah!
f & s

I DISCORSI STANNO IN POCO POSTO


UNA VOLTA, quando eravamo all’università, mi sembra di ricordare che, tra gli esami di filosofia, poteva essercene anche uno legato alla logica: che vuol dire scienza del ragionamento coerente, vero e non falso, o solo ‘formalmente’ vero.
E invece leggo – sul Tirreno di ieri, 7 settembre – le dichiarazioni di Bertinelli e… mi sfugge la logica della sua logica (?): «Gli assessori li ho scelti io – rivendica Bertinelli – senza nessun automatismo da manuale Cencelli, anche se chiaramente ho cercato di interpretare i risultati elettorali».
Il Sindaco sta parlando della sua Giunta e di come essa fu fatta nascere: si elogia (e, quindi, si… imbrògia) per non aver cencellizzato, ma poi cade in contraddizione: nessun automatismo (dice), ma «chiaramente ho cercato di interpretare i risultati elettorali» – quantomeno sbagliando, se i bartoliani furono messi all’uscio senza tanti discorsi seguendo la logica coerenza bersaniana.
Il Sindaco – dice ancora Il Tirreno – fa capire che la Giunta resta a 4, ma sùbito dopo Bertinelli aggiunge: «E chi aspira, sappia che fare l’assessore significa rinunciare al 20% dell’indennità e lavorare molto. Questo non è un compito che si possa fare part time».
Torniamo, allora, alla logica: è logico, forse, far sapere che ci sono degli aspiranti assessori, ma subito dopo inibirli nelle loro aspirazioni, chiarendo esplicitamente che «fare l’assessore significa rinunciare al 20% dell’indennità e lavorare molto» e che «Questo (fare l’assessore – n.d.r.) non è un compito che si possa fare part time»? O Bertinelli sta preparando la via a qualcosa che sta realmente per fare e, con i principi della sua logica, spara frottole e perebuzzétte ai fan per il varo di nuova Giunta a 5?
L’unica verità che Bertinelli ci propone confessandosi, è quando accenna a «un auspicio che il consiglio comunale possa pesare di più nelle scelte».
E anche qui l’emulo di Cacciari dà completamente fuor di logica, perché, ammettendo, sia pure indirettamente, che il Consiglio Comunale di Pistoia non conta una minchia, il primo cittadino nasconde logicamente agli elettori pistoiesi l’unica vera verità: che cioè, perché il Consiglio potesse pesare di più nelle scelte, lui e solo lui – il logico illuminato, il numero uno del potere, il primus… non inter pares, ma inter se – dovrebbe fare non uno ma decine di passi indietro e smettere di decidere come un organo monocratico assoluto, dando spazio e potere democratico al suo esautorato Consiglio.
Cosa che lui, logicamente, non sembra molto interessato a fare.
Vi sembra illogico questo mio ragionamento…?
Edoardo Bianchini

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[Domenica 8 settembre 2013 | 10:34 - © Quarrata/news]

1 commento:

  1. caro Bianchini, il tuo ragionamento è logico, ma mi sorge un dubbio(anche se è un bravo bibliotecario): l'emulante, lo sa chi è Cacciari?
    mDB

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