Ora resta da vedere chi firmerà questa
sorta di impegno morale verso i cittadini
PISTOIA. Finalmente, dopo un iter lungo e travagliato in Commissione I, il “codice etico per gli amministratori locali” (che sostanzialmente ricalca la cosiddetta “Carta di Pisa”) è sbarcato lunedì 15 luglio in Consiglio comunale e, di fatto, adottabile dall’intera amministrazione.
Adesso, ogni amministratore potrà
spontaneamente e senza costrizione alcuna aderire al codice – che è un insieme
di precetti morali e non di vincoli giuridici –,
previa l’apposizione della propria firma in calce al documento.
Dopo Comuni come Pisa, Serravalle,
Agliana e Quarrata, anche Pistoia compie un atto dovuto nei confronti dei
cittadini, che non sopportano più privilegi, meschini accordi sottobanco,
collusioni tra politica e mondo del lavoro ai danni della collettività spesso
inerme ed inconsapevole.
È un risultato importante a cui il M5S
teneva particolarmente, tutt’altro che “acqua per gli occhi” (come affermato da
qualcuno), perché, pur limitandosi alla descrizione di alcuni obblighi
meramente etici, ha la duplice funzione di tenere alta l’attenzione sul
problema della corruzione e di mettere nero su bianco alcuni comportamenti
ritenuti come minimo non consoni alla figura di amministratore.
È vero che la legge morale è dentro di
noi, ma oggi più che mai è necessario definire alcuni parametri condivisi, al
fine di rispondere alle esigenze di trasparenza ed onestà che vengono chieste a
gran voce.
Non è con questo documento che si
cambia il mondo, sia chiaro, ma, in attesa del “pacchetto anti-corruzione” che
dovrebbe essere a breve discusso in Commissione, è un primo passo nella giusta
direzione.
Come minimo, chi aderirà non potrà dire
in futuro di non sapere che un certo comportamento è considerato inappropriato.
Resta da vedere chi firmerà.
Giacomo Del Bino
Portavoce M5S, Presidente I Commissione consiliare
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[Lunedì 22 luglio 2013 | 16:56 - © Quarrata/news]
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