venerdì 5 agosto 2011

PD & PRIMARIE. « LA VEDO COSÌ »


di Luigi Scardigli



Manca davvero poco perché i pistoiesi tornino alle urne per il rinnovo del Sindaco e del suo seguito. E domani, alla festa del Pd di Santomato, Renzo Berti, primo cittadino arancione da dieci anni, leggerà ed eleggerà il proprio testamento politico, lasciando intendere chi sarà colui il quale ne erediterà la poltrona (la partita è tutta da giocarsi, ma non credo che dall’altra parte dei tavoli ci sia un altro Capecchi da ballottaggio; e poi, il centro destra, ora, si va inesorabilmente inabissando).
Ci saranno le primarie, è vero, ma visto e considerato che il Pd, da solo, non ha i numeri per comandare, sarebbe necessario che a queste primarie partecipassero anche altri esponenti del magma che popola il centro sinistra.
Mi viene in mente Giovanni Capecchi, già assessore; Roberto Bartoli, una delle persone più intelligenti, corrette e colte che vivono in questa città; Dora Donarelli, la professoressa in pensione, autrice di teatro e dispensatrice di buoni consigli e buon umore; anche don Piergiorgio Baronti potrebbe candidarsi e con lui, il risparmio della politica, sarebbe naturale, non certo propagandistico. Ho citato tre persone di sinistra e un comunista: si potrebbe fare.
E invece, allo pseudo ballottaggio, dunque alle primarie, andranno il mio amico fraterno Renzo Innocenti, il conoscente Samuele Bertinelli e l’attuale vice sindaco (mi auguro che sia una scherzo, il nome di quest’ultimo).
Se Renzo accetta, non ce n’è per nessuno, con Samuele invece la sfida potrebbe essere aperta.
Voterò Renzo, se sarà lui a proporsi come primo cittadino; Samuele non lo so, ma alla fine, farò come faccio ormai da tre lustri: mi tappo occhi, orecchie, naso e bocca (lasciando libera l’ultima porta) e metterò la X sul nome del listone di centro sinistra.
A Renzo e Samuele chiedo, da elettore passivo con aspirazioni di democrazia partecipata, che entrambi, alle primarie, si presentino con le proprie rispettive squadre: nomi e cognomi degli assessori che eventualmente comporranno la loro giunta, in modo che, una volta stappate le bottiglie di champagne per festeggiare la vittoria, si conoscano già le persone che siederanno attorno a lui per decidere le sorti della città almeno nei prossimi cinque anni.
E se dovessero essere convincenti, mi auguro che, ripresentandosi ottengano, ancora, il consenso popolare e per il successivo lustro continuino a tenere tra le loro mani le briglia della città.
Se fosse Renzo, inutile chiedergli il secondo favore; se toccasse a Samuele invece, mi preme ricordare a lui, come ad un qualsiasi altro giovane del Palazzo, un ulteriore sforzo di sinistra: due legislature e poi, mi raccomando, di nuovo alla Edison, perché la gente legga tanto e bene e non si lasci infinocchiare.

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[Venerdì 5 agosto 2011– © Quarrata/news, 2011]

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