domenica 20 gennaio 2013

PREMI SNOBEL, UNO NE TOCCA ANCHE ALLA REPOWER

PISTOIA. Un lettore scrive:

Caro dottor Bianchini,
ho trovato questa notizia sul web. Credo che questo “premio” dovrebbe essere condiviso anche da tutti coloro che, a vario titolo, hanno accolto a Pistoia la società Repower come se fosse una Onlus di benefattori, anzichè un’azienda che vuol costruire un “impianto insalubre di 1° classe,” come vengono classificate le centrali a gas dal nostro Ministero della Salute.
Cordiali saluti,
a.r.
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NOBEL DELLA VERGOGNA, SETTE “PREMI” ASSEGNATI A DAVOS [vedi]

Si tratta delle aziende Alstom, Royal Dutch Shell, G4S, Lonmin, Repower, Coal India e Goldman Sachs

Esiste anche un Nobel della vergogna e anche quest’anno verrà rigorosamente assegnato a margine del Forum economico mondiale che si terrà i prossimi giorni a Davos, un appuntamento che riunisce in Svizzera il meglio ma più spesso il peggio del capitalismo mondiale.
A vincere questo poco ambito riconoscimento sono questa volta sette aziende: Alstom, Royal Dutch Shell, G4S, Lonmin, Repower, Coal India e Goldman Sachs. La maglia nera è stata loro assegnata dalla dalla giuria e dal pubblico del concorso Public Eye Award. Le votazioni, rigorosamente online, sono cominciate da diversi giorni e si concluderanno il 23 gennaio. I più criticati per ora sono i petrolieri anglo-olandesi di Royal Dutch Shell, finiti nel mirino per trivellazioni ad alto impatto ambientale nella regione artica. Seguono i banchieri americani di Goldman Sachs, coinvolti nei falsi sul debito pubblico greco, la società di logistica inglese G4S, sostenitrice di fatto dell’occupazione israeliana dei Territori palestinesi, e gli svizzeri di Repower, intenzionati a costruire una centrale a carbone in una zona della Calabria feudo storico della ’ndrangheta nonostante l’opposizione delle comunità locali.
Tra le candidate c’è anche la Lonmin, terza multinazionale al mondo nel settore del platino, diventata tristemente famosa l’estate scorsa per l’uccisione da parte della polizia del Sudafrica di 34 minatori che chiedevano salari meno bassi e dignità. Sul sito online di Public Eye Award è accusata di aver spinto il governo di Pretoria a reprimere con la violenza uno sciopero. Dopo la strage, ad agosto, Lonmin aveva anche minacciato di licenziare i lavoratori che non fossero tornati in miniera. Lo scorso anno il Public Eye Award è stato assegnato alla Vale, una multinazionale accusata di violare i diritti umani in diversi paesi, dal Brasile al Mozambico. Il “riconoscimento”, definito da molti il Nobel della vergogna, è organizzato dal 2000 dalle ong Greenpeace e Dichiarazione di Berna.


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[Domenica 20 gennaio 2013 | 16:38 - © Quarrata/news]

10 commenti:

  1. d'accordo ma fino ad un certo punto: a saline joniche viene costruita una centrale a carbone(NON A METANO indi non parificabile ad un certo impianto che alcuni pistoiesi non vogliono nonostante non sia inquinante per niente) ed il problema è che in ITALIA si possono costruire centrali a metano(il fossile + inquinante) per i + puristi però segnalo che la germania smantellerà le centrali nucleari per costruire ben 30 centrali a carbone(così utilizzano gli enormi giacimenti della renania),secondo me è sbagliato chi disattende le normative, per quanto non sia d'accordo sull'uso del metano come combustibile va però detto che in ITALIA(come in GERMANIA) certi impianti sono a norma.
    un saluto

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  2. ops dicevo che non sono d'accordo sull'uso del carbone come combustibile e non certo del metano che è in assoluto il + puro dei fossili

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  3. Il sig. Menefrega, si è proprio dato uno pseudonimo centrato. Forse non ha letto il preoccupante risultato dell'inchiesta apparsa su Il Tirreno di giovedì 17, sulla qualità dell'aria nel nostro territorio? Io, vivo a Pistoia e sono decisamente preoccupato sulla sicura possibilità di un peggioramento della situazione, dovuta alla presenza delle torri che emetteranno tonnellate di ossidi di azoto. Gli NOx, è un fatto scientificamente dimostrato, sono precursori del Pm fine! La cosa che deve fare indignare -ma non certo coloro che "senefregano" - è che le rassicurazioni sulla innocuità dell'impianto sono date dalla stessa Repower.Gli organi di controllo - eccetto Usl3 - assumono come corrette le proprie valutazioni dell'impatto ambientale. E ciò risulta dalla "Via" istruita in Regione. Si legga i post pubblicati lo scorso maggio sul funzionario regionale Zito, eliminato da Rossi, perché ritenuto troppo "severo". Non è bastata l'esperienza dell'amianto Breda? E quindi dell'incredibile situazione verificatasi a Taranto appunto dal MENEFREGHISMO, non dobbiamo, nonvogliamo tenere di conto? Il sonno della coscienza, genera mostri, caro menefreghista!
    MDB

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    1. e tu lavori in USL? si ma ripeto per fare portierato, NOX? PM fine??? cosa vuol dire è scientificamente provato? trovami la legge in cui per dare una VIA si usa i PM2??? ma lo sai il perchè? perchè non esiste il modo di rilevarne l'entità se non in base alla relatività con gli altri ossidi di azoto ed è lì che infatti esiste la soglia che il progetto repower ha superato alla grande, riguardo allo ZITA(non ZITO) aveva bloccato da solo il 30% dei progetti di via in italia in un unica regione, ora ti risulta che la toscana rappresenti un terzo d'italia??? + semplicemente quello bloccava a prescindere e grazie a dio che il ROSSI(checchè tu ne dica il presidente di regione eletto come il migliore d'Italia), ripeto L'ARPAT ha dato esito strapositivo e tu vai a paragonare L'ILVA??? non ti sembra che autooffendi il tuo metodo di analisi un pò troppo, suvvia sii + sereno ed obbiettivo e vedrai che poi ti sentirai + in pace con te stesso.
      PS io la coscienza l'ho a posto, lo stipendio meno perchè non ho il posto fisso e strapagato ed in quanto al menefrega, beh io menefrego di tanti che se ne stanno a pontificare solo perchè un dio statale gli ha concesso una seggiola sicura e non se ne fregano(loro) di come dovrebbe svilupparsi una società civile! vuoi togliere l'inquinamento? fa chiudere i vivai che se la brana fa schifo non può che essere colpa loro!

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  4. Anch'io vivo a Pistoia. Gli ex operai Radici non sono sposati al progetto Repower. Se ci sono altre prospettive di riqualificazione e di occupazione nell'aria adibita al manifatturiero che ben vengano. Per ora è tre anni che aspettano invano? Altrimenti che facciamo lasciamo sfuggire questo investimento di 90 milioni di euro??????L'entrata in vigore della nuova legge sui pagamenti a 60 giorni è saltata a questo punto Coldiretti che fa si tira di nuovo in dietro con le promesse di assunzioni!!!Mi sembra di vedere in giro che molti di quelli che si ritengono ecologisti e ambientalisti si spostano con Suv da 80.000.00 euro in su e non abitano a Castello di Sanbuca con gli Elfi??? Anche quelli che parlano d'inquinamento nella maggioranza dei casi appartengono alla categoria di quelli che nella piana pistoiese spargono diserbanti, fitofarmaci e pesticidi. Cmq la delibera di VIA rilasciata delle Regione Toscana procedimento di valutazione di impatto ambientale, dice a prescindere:Il proponente hA presentato , contestualmente alla presentazione dello SIA, domanda di Autorizzazione Integrata Ambientale all'autorità competente (Provincia di Pistoia)per concentrazioni nelle emissioni di biossido di azoto pari a 30mg/Nm3, valore ottenibile con tecnologia adottata. Allo stato attuale, tale valore risulta il limite autorizzabile per l'impianto,assolutamente in linea con le migliori tecniche disponibili applicabili all'impianto.

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  5. In Emilia-Romagna c'è un centrale a gas repower che sviluppa una potenza doppia della "nostra", ma scarica in atmosfera meno della metà degli agenti inquinanti previsti per quella di Bottegone, benchè costruita diversi anni fà. Si vede che ai pistoiesi coglioni si possono vendere ache i fondi di magazzino!
    Quella centrale dà occupazione a circa 30 dipendenti, per la maggior parte ingegneri e tecnici qualificati.
    Invito i nostri amici a detrarre dai famosi 90 milioni di investimenti,il valore delle turbine, macchine, ecc., che Repower porterà quì da chissà dove.

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    2. il contenuto di quello che dici è confuso quanto il nick che porti, quale sarebbe la centrale repower in emilia romagna??? e inoltre, quali sarebbero gli agenti inquinanti in quella progettata dalla repower??? ripeto, se L'ARPAT dice che è ben al di sotto dei parametri previsti dalle normative, chi sei tu o il comitato,o la coldiretti per affermare il contrario? stesso discorso per la manodopera; se tu fossi + obbiettivo dovresti sapere che ci lavoreranno dei caldaisti(che già ci sono tra gli ex radicifil e inoltre ci saranno i programmi di formazione della stessa repower) e degli elettricisti, se tu fossi obbiettivo dovresti sapere che in campania la repower ha costruito una centrale, dove è stata presa manodopera solo dal personale impiegato nel sito preesistente(tranne uno: colui che si occupa di dirigere la centrale), se tu fossi obbiettivo dovresti sapere che per 2 anni ci lavoreranno dai 150 ai 300 operai al giorno, se tu fossi obbiettivo dovresti vedere questa centrale come una vera opportunità per smuovere l'economia, perchè se aspettiamo la coldiretti,al massimo loro smuovono cooperative di extracomunitari mal pagati. l FATTO E' CHE VOI, I PISTOIESI LI FATE COGLIONI DA TROPPO TEMPO ,CON QUESTA FAMOSA VOCAZIONE VIVAISTICA, CHE TANTO HA FATTO BENE AI SIG DELLA COLDIRETTI,MA TANTO MALE A CERTA MADOPERA SFRUTTATA E COSTRETTA A LAVORARE NELLE PEGGIORI CONDIZIONI UMANE ED AMBIENTALI!!!

      NO ALLA MAFIA VERDE, SI AD UNA PISTOIA PROIETTATA NEL FUTURO!

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  6. Con la bocca si dice tante cose, a volte anche assurde. Bisogna vedere poi con i fatti veri come stanno realmente le cose, sono quelli che contano.

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  7. 18. 2013-01-18 2013Repower agisce nel rispetto della legalità e respinge le recenti insinuazioni con fermezza

    Il Prefetto di Reggio Calabria, Vittorio Piscitelli, è favorevole alla sottoscrizione di un «Protocollo di legalità» tra SEI S.p.A. e le imprese che si aggiudicheranno i lavori di costruzione e la gestione della centrale termoelettrica di Saline Joniche. Questo è il risultato di un recente incontro a Reggio Calabria tra il Prefetto Piscitelli e il Direttore Fonti convenzionali di Repower Italia Luca Poggiali. Il Protocollo di legalità è «funzionale alla prevenzione di fenomeni d’infiltrazione della criminalità organizzata in relazione ai lavori progettati di costruzione della centrale di Saline Joniche» e potrà essere stipulato quando SEI S.p.A. avrà ottenuto le prescritte autorizzazioni.

    Per Repower è di fondamentale importanza attenersi alla legalità ed evitare di subire l’effetto di infiltrazioni legate alla corruzione. Repower opera e ha sempre operato nel pieno rispetto della legalità in ogni paese dove è presente.

    In Italia, Repower, insieme a tutte le società riconducibili al Gruppo, ha deciso di adeguarsi volontariamente al Decreto Legislativo 231 del 2001. L’adozione di questo decreto comporta un’impegnativa serie di misure a livello gestionale, come ad esempio l’istituzione di un organismo di vigilanza esterno. Si tratta di una norma che ha introdotto nell’ordinamento italiano la responsabilità delle società in sede penale per reati commessi nell’interesse o a vantaggio delle stesse. Rispettare tale normativa, pur non essendo obbligatorio per legge, rappresenta la migliore garanzia di piena compliance rispetto all’adozione di principi etici, deontologici e comportamentali nonché alla prevenzione di comportamenti a rischio di reato.

    In particolare SEI S.p.A., la società progetto che sta sviluppando l’iniziativa per la realizzazione di una centrale a carbone di ultima generazione in provincia di Reggio Calabria, è stata la prima azienda del Gruppo ad essersi adeguata a titolo facoltativo a questa normativa già nel 2008. Tutte le società del Gruppo in Italia, e SEI per prima, hanno adottato un Codice etico, un Modello di organizzazione, gestione e controllo e hanno nominato un organismo di vigilanza esterno, con caratteristiche di autonomia e indipendenza, che ha il compito di vigilare sul rispetto del Modello e del Codice etico (si veda il documento sulla compliance).

    Per quanto riguarda il progetto di Saline Joniche vengono adottate misure di sicurezza rigorose. SEI S.p.A. si avvale regolarmente di una vigilanza esterna, volta soprattutto a valutare i rischi potenziali. Repower dispone inoltre di un programma completo di compliance, al fine di prevenire e monitorare le attività e i processi per i quali sussistono rischi. Repower dispone di un apposito ufficio per la compliance, sia a livello di gruppo che di area nazionale. Nella loro attività congiunta questi uffici provvedono all’applicazione e al controllo delle norme vigenti e alla formazione dei collaboratori in questo ambito.

    Repower è inoltre convinta che un’attività economica solida sia lo strumento migliore per contrastare fenomeni di illegalità, ovunque si trovi ad operare. Nel caso specifico del progetto calabrese la società porta avanti le sua attività in stretta collaborazione con le autorità e le forze dell’ordine locali.

    Alla luce di queste considerazioni Repower respinge con fermezza le insinuazioni, gli attacchi pretestuosi nonché le scorrettezze nella pubblicazione di informazioni infondate e false. La divulgazione di notizie scorrette e improntate a una strumentalizzazione inaccettabile ledono l’integrità della società e la professionalità dei suoi dipendenti.

    Relazione breve sulla compliance delle società italiane del gruppo Repower al decreto legislativo 231/01

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