venerdì 25 ottobre 2013

DELEGAZIONE DI AGLIANESI IN VATICANO PER LA MISERICORDIA


di ALESSANDRO ROMITI

AGLIANA. Una delegazione di cittadini della parrocchia di San Pietro Agliana (che ha chiesto di rimanere anonima, per paura di ritorsioni e di stalking già attuati da più soggetti e in diverse occasioni) ha partecipato all’Angelus di domenica scorsa, 20 ottobre, e ha portato all’attenzione del Santo Padre Francesco la sostanziale assenza del “correttore morale” nella Misericordia di Agliana.

NON BASTANO LE QUERELE
A CHIUDERE LA BOCCA
ALLA VERITÀ

SÌ. SIAMO STUFI di vivere in questo Paese in cui, dopo che tutti svengono per la nostra Costituzione perché – dicono – è la più bella del mondo, ogni volta che qualcuno esercita i propri diritti costituzionalmente garantiti, si trova attaccato da gente rissosa, e traboccante della presunzione di santità; gente che intasa le Procure con assurde querele solo perché non sa ammettere di avere sbagliato; non sa riconoscere i propri errori – o spiegare di avere agito perfettamente, ma non solo perché ha inviato i propri bilanci di esercizio a Benedetto XVI.
Tutto questo è solo ridicolezza.
Siamo stufi di subire continui attacchi quando la legge ci consente di indagare, di parlare e di fare chiarezza su tutto quanto è di rilevanza pubblica: come lo è la Misericordia, trasformata, invece, nei fatti, ad Agliana, in un club per soli affiliati, in una vera e propria microloggia.
Come Scalfaro, anche noi non ci stiamo.
La Direzione della Misericordia può fare il diavolo a quattro che vuole. Noi continueremo a dire, a scavare, a cercare, a discutere.
Vedremo se alla fine ha ragione la Costituzione o una Direzione che ha violato, e sta ancora violando, ogni regola del gioco.
Insomma: non ci lasciamo intimidire.
Edoardo Bianchini
[Questo intervento è pubblicato come espressione di libera critica ex art. 21 Cost.]
Ecco, nelle foto, la delegazione aglianese all’interno della scenografica piazza abbracciata dal colonnato del Bernini.
I cartelli sono stati mostrati in occasione della manifestazione della marcia per la “Giustizia e la Pace” del 14 settembre scorso, organizzata dallo stesso don Paolo Tofani (correttore morale [?] della Misericordia) e con la partecipazione dell’Associazione “Libera” (da tutte le Mafie [?] dice lo slogan).
Questa volta è probabile che Francesco, abbia avuto notizia della Misericordia di Agliana non solo tramite la consultazione dei bilanci di esercizio (così premurosamente sempre assicurati alla Sante Sede dal Presidente ultradodecennale Artioli), ma dal coraggioso gruppo di cittadini che rivendicano la loro protesta non solo sulla perdita gestionale di mezzo milione di euro a motivo di cause temerarie poi nettamente e dannosamente perse, ma, e soprattutto, a motivo della grave e indemocratica esclusione dal sodalizio di volontari e cittadini, fatta in spregio alle norme statutarie segretamente custodite in cassaforte dalla Presidenza dell’associazione, che ad Agliana è considerata alla stregua di un club privato.
«La parola di Francesco – spiega uno dei dimostranti – è stata di grande conforto, sapendoci impegnati in una missione di denuncia che richiede coraggio e grande forza d’animo: siamo davvero “controcorrente”, come dice il Santo Padre, trovandoci esposti alla direzione contraria del pensiero omologato degli apparentemente indifferenti dinanzi all’imbarazzante situazione indegnamente creata dalla direzione della Mise...».

[Questo intervento è pubblicato ioci causa come espressione di libera critica ex art. 21 Cost.]

Cliccare sull’immagine per ingrandirla.
[Venerdì 25 ottobre 2013 | 09:56 - © Quarrata/news]

Nessun commento:

Posta un commento

MODERAZIONE DEI COMMENTI

Per evitare l’inserimento di spam e improprie intromissioni, siamo costretti, da oggi 14 febbraio 2013, a introdurre la moderazione dei commenti.
Siamo dispiaciuti per i nostri lettori, ma tutto ciò che scriveranno sarà pubblicato solo dopo una verifica che escluda qualsiasi implicazione di carattere offensivo e penale nei loro interventi.
Grazie.