martedì 1 ottobre 2013

STURM UND DRANG DA FRESH (& CLEAN) IN FONDAZIONE CARIPIT?


di FELICE DE MATTEIS

Sembra che l’analisi del Presidente non sia bastata a qualche frondista – Se ne dovrà riparlare al prossimo round

PISTOIA. Sturm und Drang, tempesta e assalto, sulla Fondazione Caripit di Ivano I Sotere (Salvatore), bizantino monarca di Pistoiòpoli (o meglio Tymbopistòpoli, città che seppellisce tutto nel silenzio di tomba) a causa dei famosi 10 milioni di titoli Fresh, bidone dorato rifilato al Monarca dal Monte dei Paschi di Siena all’epoca in cui, nella deputazione del medesimo istituto, operava anche l’augusto figlio dell’imperatore, Eugenio Settimo (Settimo per esteso), protosincello ed epigono destinato alla successione, almeno sul soglio H-demico (= accademico).

Da alcuni dei Consiglieri dello zoccolo duro questa operazione, fatta passare da Ivano per un banale incidente di percorso, non è ancora stata digerita: si chiedono ancora lumi e si pretendono spiegazioni non generiche, non farfugliate e – forse – non motivate con argute citazioni di Vangelo, di cui il Monarca si professò seguace in casa dell’oggi contestato (o sbagliamo?) don Firindelli.
L’affabulazione mestierante di Papa/Papà e gli ultimi cinque minuti dedicati “al caso Fresh” nell’ultimo conclave (o camera caritatis?), hanno sortito – sembra – la forzata promessa di un approfondimento ulteriore alla prossima assemblea. Ma bisogna dirlo subito: è inutile rimandare. La sostanza non cambia e, se cacca è, non sarà il rum del tempo – come dice il famoso adagio napoletano, che ben s’attaglia anche a Tymbopistòpoli) – a trasformarla in… babà!
Staremo a vedere anche perché cominciamo a credere che i risvolti della vicenda, se approfonditi davvero, potrebbero produrre, appunto, un vero Sturm und Drang.
Se dicessimo che sulla Fondazione e il suo conducator abbiamo sempre usato guanti di velluto, saremmo ipocriti: poiché non lo siamo, senza alcun veleno verso la di lui persona, per la quale non nutriamo alcuna simpatia ritenendolo un prodotto niente affatto effimero della prima e seconda repubblica pistoiese e senza soluzione di continuità, possiamo solo affermare che per tutti arriva la fine del gioco; e a noi sembra che questa fine abbia vestito i panni di dieci milioni di titoli Fresh che alcuni irriducibili sembrano intenzionati ad usare non a fini di doverosa chiarezza, come altri invece richiedono, ma solamente per abbattere il Padrone/Papa/Papà/Monarca/Imperatore al quale per anni e anni quasi tutti si sono inchinati riverenti, postulanti e questuanti (finora perfino quasi fedeli).
Il Prof. Ivano Paci, che è tutt’altro che un sempliciotto, potrebbe avere compreso il gioco che qualche burattinaio all’interno della Fondazione gli sta preparando; e potrebbe, bontà sua, anticipare la successione al “trono della distribuzione di pubblico denaro”, qual è la Fondazione, favorendo la prossima conduzione della medesima a personaggi liberi, intransigenti, inattaccabili che possano vantare un fattore che di questi tempi può essere sinonimo di libertà personale: il non essere stati mai, ripetiamo mai, candidati partitici o esponenti politici di un qual certo peso in questo territorio.
Pistoia-Tymbopistòpoli ha anche (rari, ma ce li ha) di questi valori aggiunti.
Arriverà a comprenderlo e a comprendere, il Chiar.mo Prof., che il suo ciclo interminabile è oramai agli sgoccioli e che, se vuole, può uscirne in bellezza e con un mirabile colpo di coda, da vecchio velenoso democristiano convertito al Pd? Capirà che può sparigliare le carte e, consapevole nel suo ego immortale, dopo avere seminato, oltre a contributi con soldi altrui, anche un “democratico” casino nella sua creatura (la Fondazione), può cercare di riportare un po’ di ordine nel caos e andare, come dice Papa Francesco, almeno una volta in vita sua, davvero controcorrente?
Tu quoque (aggiungete voi un nome o due: E… C…?), fili mi!

P.S. – Per cortesia, Ivano, qualche soldino per rimettere a posto Santa Caterina in San Marcello Pistoiese, può trovarlo? A costo di cambiargli nome e chiamarla Cappella Paci(s)! Ara Pacis no, perché forse è prematuro!
Gratias agamus Domino Paci nostro: dignum et iustum est (si donat…).

[Questo intervento è pubblicato come espressione di libera critica ex art. 21 Cost.]

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[Martedì 1° ottobre 2013 | 09:52 - © Quarrata/news]

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